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Monsignor D’ercole e il Dante nel Paradiso al capitolo 4

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Il SOMMO POETA CRISTIANO CATTOLICO ROMANO

Dante Alighieri

nel cap. 4 del PARADISO

Se violenza è quando quel che pate 
niente conferisce a quel che sforza, 
non fuor quest’alme per essa scusate;                         75

ché volontà, se non vuol, non s’ammorza,
ma fa come natura face in foco, 
se mille volte violenza il torza.                                          78

Per che, s’ella si piega assai o poco, 
segue la forza; e così queste fero 
possendo rifuggir nel santo loco.                                   81

Se fosse stato lor volere intero, 
come tenne Lorenzo in su la grada, 
e fece Muzio a la sua man severo,                                 84

così l’avria ripinte per la strada 
ond’eran tratte, come fuoro sciolte; 
ma così salda voglia è troppo rada.                               87

 

18 aprile 1948 i comitati civici ideati da Luigi Gedda salvano l’Italia dal comunismo.

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Marco Invernizzi atti del convegno

18 aprile 1948 gli italiani sono chiamati al voto per la prima volta dopo la guerra  per scegliere le persone e i partiti per la ricostruzione post guerra. Da una parte i comunisti, nelle loro varie sigle riuniti nel Fronte Popolare dall’altra la Democrazia Cristiana capitanata da De Gasperi.

La situazione a fine 1947 era assai preoccupante, i comunisti grazie ai rubli russi e alle direttive russe, misero in piedi delle temibili e pericolose organizzazioni territoriali, le quali con  minacce, omicidi (specie nelle zone rosse dell’Emilia Romagna ove si contano decine di morti e sequestri di figli per evitare che le persone si espongano nelle imminenti elezioni)  e illusorie promesse (cavalcarono i desideri dei contadini per abbattere la mezzadria, come se la proprietà privata fosse un caposaldo del comunismo) dominavano la comunicazione e la propaganda sul territorio nazionale.

I comunisti erano convinti di vincere, come titolavano all’epoca anche i loro giornali prima ancora delle elezioni, sia l’Avanti che L’unità , ed anche il compagno migliore, tornato dalla casa madre Russia comunicava ai suoi capi che la vittoria del comunismo in Italia sarebbe stata schiacciante. All’epoca non c’erano certo i sondaggi, e la loro previsione si basava esclusivamente sulle piazze piene che i comunisti e socialisti da sempre sanno riempire, a differenza delle urne elettorali. Anche il braccio destro del migliore, convertito al cattolicesimo il sig. Caprara ha più volte affermato quanto i comunisti fossero convinti della vittoria e come la sconfitta li avesse colti di sorpresa.

A inizio Gennaio, si muove il Santo Padre PIO XII che convoca il suo braccio destro Card. Montini , futuro Paolo VI, a fare qualche cosa di propositivo, evidentemente non credendo bastevoli le azioni messe in atto dalla DC, (che già allora aveva in sé i prodromi di avvicinamento al comunismo con oscuri personaggi come dossetti e moro.) Decidono di Chiamare colui che secondo loro, ispirati dallo Spirito Santo possa fare qualcosa di concreto per ribaltare la situazione.

L’uomo della Provvidenza: Luigi Gedda.

Un assoluto Gigante e Santo cristiano in Terra , Eroe della nostra amata Patria.

Marco Invernizzi atti del convegno

Il Santo Padre Pio XII Convoca  Luigi Gedda.il Deus ex Machina della vittoria . Nato a Venezia da famiglia piemontese il 23 ottobre 1902, laureato in medicina con lode nel 1927 e nel 1933 ottenne la libera docenza. Si impegnava appassionatamente nella Azione Cattolica, insignito prima da Pio Xi nel 1934 della presidenza della Gioventù Cattolica, la quale diventa un organismo attivo e apostolico della Chiesa in Italia.

La sua strategia era l’applicazione dei basilari strumenti di marketing pastorale .

Il 10 gennaio 1948 illustrò il progetto al Card. Montini e al Santo Padre PioXII. Ideò lo Slogan che racchiudeva la Mission: PRO ARIS ET FOCIS. (lat. «in difesa degli altari e dei focolari»). – Espressione ciceroniana (in De natura deorum, III, 40).

I Comitati Civici Furono ufficialmente fondati l’8 febbraio 1948,

Coinvolse l’Azione Cattolica per selezionare le persone sul territorio da formare, divise l’Italia in comitati civici diocesani e parrocchiali.  Costituiti nell’arco di sole due settimane, i primi referenti attivarono centinaia di comitati territoriali, tramite diocesi e parrocchie, fino a diciottomila comitati locali (dato secondo me sottostimato dal bravissimo Marco Invernizzi) . Una impressionante mobilitazione di apostolato.

Propaganda porta a porta, PassaParola con le informazioni diffuse attraverso i giornali che Gedda ideò sin da subito. Per contrastare la solita falsa proponga dei comunisti che da sempre li contraddistingue.Anche le testate nazionali erano quasi proni e rassegnati alla Vittoria dei comunisti, e diedero poco spazio ai comitati civici, anzi quasi non si accorsero di questo enorme movimento. Segno della loro pochezza. Per non parlare poi dei libri di storia che NON CITANO MAI questo fondamentale aspetto della vita politica del nostro Paese.

Coinvolse e coordinò geni della comunicazione, per i manifesti e gli slogan, come Guareschi il grande autore di Don Camillo, tuttora uno dei più letti autori italiani nel mondo schifati dai prof.comunisti italiani.  Padre Lombardi il gesuita che alla Radio parlava agli italiani di buona volontà e tanti altri. Sapeva di certo scegliere le persone giuste. Da esperto di comunicazione posso solo dire che i manifesti e gli slogan dei Comitati Civici erano GENIALI. Era con lui il grande Cardinale Schuster e il cardinale Siri,

che il 7 marzo 1975 dirà: “… chi ci ha salvato dal comunismo? il Comitato Civico. ”

Gedda arrivò persino a istituire una scuola di formazione politica ove si formarono centinaia di politici italiani RIGIDAMENTE SELEZIONATI SUL TERRITORIO, sulla base dei voti che portavano non sulla base delle conoscenza come avviene in Italia a partire dagli anni 60.

I mangnifici Manifesti, ideati da menti geniali, alcuni addirittura dal genio di Guareschi,

manifesti 1948
manifesto del 1948

Sicuramente ebbe ingenti finanziamenti dal Vaticano, dai privati e dagli americani. Ricordiamo che la DC era favorevole al Piano Marshall che ha prodotto il diffuso benessere anni ’60, mentre i comunisti erano assolutamente contrari e sognavano una Italia stile Iugoslavia, grazie ai Rubli russi che ricevettero fino alla fine degli anni ’70. (vero compagno cossutta?)

Insomma in soli 3 mesi da gennaio ad aprile 1948 i comitati civici ideati da Gedda riuscirono a mobilitare e risvegliare gli italiani, oramai rassegnati alla prepotenza e protervia dei comunisti (come anche oggi) e votano in massa la Dc. (Il partito però schiferà questo, temendo che Gedda possa fare loro ombra, e nel tempo liquideranno i comitati civici. )

Troverete poco spazio nei libri di storia italici di questi Comitati Civici, dato che molti marxisti storici rimuovono questo aspetto, sottolineando come i brogli e gli USA hanno determinato la sconfitta del comunismo. Come al solito la verità ai compagni fa male. Fu un grande Uomo, Luigi Gedda invece che RISVEGLIò la coscienza degli italiani e dalla rassegnazione si passò alla esaltazione della vittoria.

corriere della sera del 1948
prima pagina del corriere. della sera del 1948 con i risultati elettorali.

Il Gigante Luigi  Gedda, che credo abbia sempre rifiutato di entrare nella Dc e nel parlamento, deve oggi quanto mai essere ricordato.

Dal mio punto di vista di appassionato di Teologia Pastorale e esperto di Marketing del Passaparola, posso solo dire che per me è un grandissimo esempio e stimolo, la sua azione il suo coraggio e le sue visioni ci hanno donato la libertà.  Emblematica questa sua frase riportata dal buon Invernizzi:

” Auspico la conversione dei nostri avversari e vi invito a collegarsi con i nostri avversari con quelli che abbiamo combattuto e che combattiamo perché hanno in testa delle idee sbagliate ma che amiamo come uomini perché Gesù benedetto ci ha insegnato ad amare i nostri nemici”.

Oggi invece gli eredi della sua  azione cattolica, per non parlare dei gesuiti sono tutti proni e aderenti al comunismo che si nasconde dietro impronunciabili sigle, ma sono sempre loro. Ad ogni sconfitta riemergono con altri nomi, come le teste dell’Idra. Il problema reale è che sono perfettamente infiltrati nella chiesa cattolica, ed il bello è che non li votano proprio i cattolici stessi.  Auspico e prego la nascita di un nuovo Gigante per l’Italia.

Grazie Luigi Gedda per quanto hai saputo donarci, e grazie a tutti quelli che hanno speso la loro vita nei comitati civici.

Qui nelle Marche il mio amico Prof. Luca Leoni, attuale sindaco di Torre San Patrizio, ha scritto un bellissimo libro, con ampi riferimenti al caso marchigiano. libro bellissimo quasi introvabile.

Prof. Luca Leoni
per una storia dei comitati civici

La Passione. Il film di Mel Gibson

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Il Venerdì Santo, giorno di penitenza e di digiuno, bisogna mediare la dolorosa Passione del Signore. Per farlo meglio, vi offriamo un aiuto importante: il film completo La Passione di Cristo. Buona visione, ma soprattutto buona meditazione.

«Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti» (Isaia 53, 5)IMG_1137

clicca Per Vedere il Film Completo

https://cristianesimocattolico.wordpress.com/2018/03/29/la-passione-di-cristo-film-completo/

Venerabile Carlo Acutis: la mia autostrada per il cielo.

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La Mamma del Venerabile Carlo Acutis, ci parla con il cuore del suo amato figlio oggi venerabile della Chiesa.

Ascoltare una lezione di catechismo semplice ed al contempo profonda, parla di Fede, di vangelo, apostolato e orazione e preghiera.

Don Pompeo grazie per questa tua splendida iniziativa associata alla Mostra dei Miracoli Eucaristici che il Venerabile Carlo Acutis ha iniziato prima di salire al cielo.

Don Pompeo è un membro attivo della Opus Dei fondata da San Josemaria Escrivà, di cui mi onoro essere anche io un cooperatore.

 

 

Beato Giovanni della Verna, da Fermo si celebra il 9 agosto

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Beato Giovanni che Abbraccia Gesù sotto il Faggio.

BEATO GIOVANNI della VERNA illustre francescano fermano.

Di recente io e la mia famiglia abbiamo soggiornato a La Verna, celebre luogo francescano ove il Santo ricevette le stigmate. Passeggiando sul monte dietro il santuario ci siamo imbattuti nel luogo ove un grande francescano, dice la Leggenda aveva ricevuto la Grazia di Abbracciare Gesù, nei pressi di un grande Faggio in cui era solito pregare, era il Beato Giovanni della VERNA, e cono nostro stupore scoprimmo che era di Fermo.

Un nostro illustre compaesano reso Beato da Leone XIII nel 1880 con celebrazione il giorno del 9 agosto.

Breve Biografia del BEATO GIOVANNI DELLA VERNA

Nacque nel 1259 a Fermo da famiglia agiata e all’età di dieci anni fu affidato ai religiosi Canonici regolari di Sant’Agostino, che ne curarono la formazione. Egli diede splendido buoni esempi di umiltà, preghiera e spirito di penitenza, con una speciale devozione al Crocifisso, praticando al contempo preghiere, penitenze e mortificazioni.
Nel 1292, sentendosi portato per una vita di maggiore austerità e vicinanza al Signore, brigò per entrare nei frati minori di Fermo, si dice grazie alla complicità di un guardiano del convento di Fermo.  Alfine entrò nell’ordine dei frati Minori, a 13 anni decise di indossare l’abito francescano. Rimase a Fermo fino al compimento dei 30 anni, dimostrando zelo nella preghiera e nell’apostolato, forse guidato da Giacomo da Falerone, uno dei frati più apprezzati e zelanti dell’epoca a Fermo. Fra il 1287 ed il 1289 ebbe in apparizione San Francesco nell’atto di contendere con i demoni alla presenza di Cristo.

Aderiva ai più puri insegnamenti cristiani: l‘umiltà, la povertà , e una profonda santità spirituale, l’orazione. Così che nel 1292 giunse alla Verna, ove trascorse oltre 30 anni della sua vita conducendo una vita di eremitaggio nella celletta che si era costruito. Egli ebbe anche un ruolo nei Fioretti di San Francesco, ove si ricorda cheLa sua fu una esperienza di vita spirituale  aggraziata da “meravigliose consolazioni e visitazioni divine.”.

Nella solitudine della sua cella si dedicò completamente alla ricerca del Signore. Ebbe la Grazia dopo anni di “freddezza” di ricevere la visione del Signore sotto il Faggio.  Per questo fu venerato per secoli, specie nell’ordine Francescano, a La Verna troverete il suo cappuccio, la cappella dove pregava e viveva e la chiesetta che protegge le radici del faggio che secoli dopo morì.

In una sala interna del convento, peraltro riservata ai frati,  dovete chiedere per visitarla dedicata a San Lorenzo, vengono conservati pregevoli affreschi che ripercorrono la sua storia, composti da Domenico Pecori allievo di Bartolomeo della Gatta, che erano per la chiesetta costruita sulle radici del faggio ove il Beato ebbe la visione di Gesù.

Un illustre cittadino Fermano che ha reso gloria a Dio aiutando milioni di persone nella loro lotta per la fede. Visse nella sua celletta de la Verna per 30 anni in mortificazioni ed orazioni continue , tuttavia quando l’obbedienza gli impose di svolgere il ministero della predicazione e apostolato ed evangelizzazioni.  egli NON ESITò!!!

Negli ultimi anni della sua vita, lasciò la solitudine de La Verna per dedicarsi alla predicazione in molte parti d’Italia, DOVE OTTENNE ABBIONDANTI FRUTTI SPIRITUALI. E Signore lo accompagnava con molti prodigi, fra cui quello di penetrare nell’intimo delle coscienze per spingere i penitenti a una confessione sincera. Ebbe il dono delle profezia.

il copricapo francescano del Beato Giovanni della Verna

Fiaccato nel corpo dall’intenso apostolato e dalle penitenze, rese la sua anima a Dio il 9 agosto 1322 a La Verna. Per la sua bontà fu subito oggetto di venerazione da parte dei fedeli.
Il 4 giugno 1880 il papa Leone XIII ne approvò il culto.

 

 

PREGHIERA

O DIO che esaltato il Beato Giovanni della Verna con la virtù della Penitenza e particolari favori di grazia,

concedi per i suoi meriti e le sue preghiere che sempre intenti alle cose del cielo,

otteniamo i beni eterni da TE promessi.

Per il Nostro Signore.

San Francesco di Sales e le 4 vie di preparazione all’orazione tratte dalla Filotea introduzione alle vita devota.

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FRASI TRATTE DA FILOTEA

introduzione alla vita devota.

di San Francesco di Sales

“Ma più di ogni altra, ti consiglio l’orazione mentale, che impegna il cuore a meditare sulla vita e la passione di Nostro Signore: se Lo contempli spesso nella meditazione, il cuore e l’anima ti si riempiranno di Lui; se consideri il suo modo di agire, prenderai le sue azioni a modello delle tue. E’ Lui la luce del mondo: è dunque in Lui, da Lui e per mezzo di Lui che possiamo essere illuminati e trovare la chiarezza; è l’albero del desiderio all’ombra del quale dobbiamo rinfrescarci; è la fontana viva in Giacobbe che lava tutte le nostre iniquità.”

Ogni giorno consacra all’orazione un’ora prima del pranzo, perché lo spirito sarà più libero e più fresco per il riposo della notte. Mai più di un’ora, se non per espresso consiglio del tuo padre spirituale.”.

“Osservando le sue parole, le sue azioni e i suoi affetti, impareremo, con il suo aiuto, a parlare, agire e volere come Lui.”

“Se ti è possibile, compi questo esercizio in chiesa; vi troverai comodità e discreta tranquillità, perché quivi né il padre, né la madre, né la moglie, né il marito, né qualunque altro può impedirti di rimanere in pace per un’ora, mentre a casa, con tutti gli impegni, sarebbe problematico trovare modo di essere lasciati in pace per un’ora.”

Inizia ogni orazione, sia mentale che vocale,

mettendoti alla presenza di Dio;

“mantieniti fedele a questo principio senza eccezioni, e, in breve, ti accorgerai del profitto che te ne viene…………È  cosa buona dire anche le Litanie del Signore, della Madonna, dei Santi e tutte le altre preghiere che puoi trovare nei Manuali approvati e nel libro delle Ore.”

PUNTI DELLA PREPARAZIONE ALLA ORAZIONE

Inizio dalla preparazione che consta di due momenti:

Primo:  mettersi alla presenza di Dio;

Le 4 vie per mettersi alla presenza di Dio quattro vie,


  1.  La prima è una viva e attenta presa di coscienza della onnipresenza di Dio. Tornando alla preghiera, devi dire al tuo cuore con tutto te stesso: Cuor mio, Dio è proprio qui!
  2. La seconda via per mettersi alla presenza di Dio è pensare che non soltanto Dio è presente nel luogo in cui ti trovi, ma in modo particolare è presente nel tuo cuore e nel profondo del tuo spirito, ai quali dà vita e forza, quale cuore del tuo cuore e spirito del tuo spirito
  3.  La terza via è di pensare al nostro Salvatore, che, nella propria umanità, vede dal cielo tutte le persone della terra e, in modo particolare, i cristiani suoi figli, e tra essi, particolarmente quelli che sono in preghiera, di cui nota gli atti e il comportamento
  4.  Una quarta via può essere quella di ricorrere alla immaginazione e rappresentarci il Salvatore nella sua umanità vicino a noi, proprio come siamo soliti fare con gli amici, quando diciamo: vedo il tale che fa questo, mi sembra proprio di vederlo, e simili espressionI.

“Serviti di una di queste quattro vie per metterti alla presenza di Dio prima dell’orazione; non pretendere di impiegarle tutte insieme, ma una alla volta, con semplicità e brevità.”

SECONDO PUNTO DELLA PREPARAZIONE: L’INVOCAZIONE

Una volta che la tua anima si sente alla presenza di Dio, deve umiliarsi in profondo sentimento di rispetto, perché sa di essere indegna di trovarsi di fronte alla sovrana Maestà di Dio; ma poiché sa anche che è la sua immensa Bontà che vuole così, gli chiede la grazia di servirlo bene e di adorarlo nella meditazione che si accinge a compiere.

TERZO PUNTO DELLA PREPARAZIONE: LA MEDITAZIONE DEL MISTERO

In fin dei conti si tratta soltanto di presentare alla tua immaginazione su cui vuoi meditare, ricostruendolo nella sua realtà storica.

All’operazione dell’immaginazione segue quella dell’intelletto, che noi chiamiamo meditazione;

Dopo aver dunque rinchiuso il tuo spirito, come ho detto, nell’ambito del soggetto su cui vuoi meditare, o con l’immaginazione, se si tratta di un soggetto sensibile, o per semplice presentazione, se non è sensibile, ti metterai a riflettere sul medesimo, seguendo la traccia che ti ho indicato con gli esempi concreti di meditazioni presentate nella prima parte.

La meditazione va conclusa con tre azioni da compiersi con la massima umiltà.La prima, il ringraziamentola seconda, l’offerta.

la terza è la supplica con la quale chiediamo e scongiuriamo Dio di comunicarci le grazie e le virtù del Figlio suo.Infine è cosa buona aggiungere il Padre Nostro e l’Ave Maria, le preghiere comuni a tutti i cristiani.

“Similmente il nostro spirito, dopo che si è immerso in un mistero con la meditazione, deve scegliere uno o due, o anche tre punti, che lo hanno colpito favorevolmente, e che sono più adatti al proprio progresso spirituale, per conservarli per il resto della giornata ed ogni tanto aspirarne il profumo.

Questo si deve operare nel posto nel quale si è meditato, rimanendo fermi o passeggiando in solitudine per qualche tempo.”

CONSIGLI MOLTO UTILI 

Uscendo dalla meditazione, Filotea, devi portare con te soprattutto i propositi e le decisioni prese, per metterle in pratica immediatamente, nella giornata.

Uscendo dall’orazione che ha impegnato il cuore, devi fare attenzione a non provocargli scosse; rischieresti di rovesciare il balsamo raccolto con l’orazione. Intendo dire che, possibilmente, devi rimanere un po’ in silenzio e riportare per gradi il tuo cuore dall’orazione agli affari, conservando il più a lungo possibile i sentimenti e gli affetti fioriti in te.

Devi abituarti a passare dall’orazione a qualsiasi attività e occupazione che comporta la tua professione,

anche quando può sembrare molto distante dagli affetti avuti nell’orazione

Infatti essendo entrambi secondo la volontà di Dio, bisogna passare dall’una agli altri in umiltà e devozione.

Se ti capita, o Filotea, di non provare alcuna attrattiva né alcuna consolazione nella meditazione, ti prego di non agitarti, ma apri la porta alle preghiere vocali.

Ad Maiora DEI Gloriam

Santa Teresa d’Avila: La Vita Interiore Cristiana nella Orazione Quotidiana

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Da qualche tempo frequento con piacere e diletto spirituale gli amici dell’Opus Dei. Mi hanno onorato del titolo di cooperatore dell’Opus Dei. Fin dall’inizio è come se avessi trovato una risposta ad una mia chiamata. Le parole di San Josemaria Escrivà, l’incontro delle Persone dell’Opus Dei, i Soprannumerari, i Numerari ed altri cooperatori mi hanno totalmente avvinto. Ultimamente poi ho partecipato ad un ritiro molto sentito e partecipato, nel quale ho finalmente capito cosa sia un aspetto fondamentale della vita del Cristiano: la ORAZIONE.

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Policoro a Fermo per una Pastorale che inizi il Cantiere Lavoro attivamente

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Mercoledì 21 marzo 2018. Una data da ricordare. Sono stato invitato da Chiara Salvatelli animatrice di comunità del progetto policoro di Fermo, ad un incontro-convegno per rilanciare la Pastorale del Lavoro della Caritas di Fermo.

Il Progetto  Policoro è clicca qui nato nel lontano 1995, per attuare una Pastorale del LAVORO e realizzare  praticamente la Dottrina Sociale della Chiesa soprattutto per dare speranza ai giovani, e meno giovani, nel trovare lavoro.

In particolare è interessante l’aspetto riguardante l’aiuto alla Imprenditorialità. Aiutare i giovare a mettere in pratica le proprie idee e trasformarle in imprese.Ecco un articolo ove si evince le oltre 700 imprese in tutta Italia: clicca qui

Proprio in questa occasione sono stati presentati due bellissimi risultati della Pastorale del Lavoro giovani che sono riusciti a partire a fare impresa. Uno in particolare mi sta a cuore, quello di Sara, che ha realizzato il suo SOGNO di metter su un Asilo Nido sullo stile di quelli già esistenti al Nord, clicca qui per approfondimenti.

Ricordo di aver incontrato Sara, un anno e mezzo fa, e di avergli dato alcuni consigli di Marketing clicca qui per il mio sito di MARKETING. Ho scambiato alcune mail con lei per aiutarla ad avere i primi clienti. Poi non l’ho più sentita. Mi ha fatto un immenso piacere saper che è riuscita a partire con le mille difficoltà del caso.

Il Progetto Policoro prevede dei piccoli aiuti in termini di denaro, finanziato dalla CEI nazionale, e soprattutto il lavoro straordinario e gratuito dei volontari che instradino le persone a realizzare la propria impresa o cercare lavoro.

Il Nuovo Vescovo clicca qui di Fermo Mons. Rocco, è intervenuto al termine dei vari interventi spronando ad andare avanti, in particolare ha sottolineato l’importanza della Auto-imprenditorialità. E dato che proviene dal sud ha portato ad esempio alcuni importanti successi, in quanto il Progetto Policoro al sud sta dando ottimi frutti.

Personalmente ritengo sia un progetto molto interessante specie in questa fase del Paese anche e soprattutto per rilanciare la voglia di fare impresa dei nostri giovani, spesso soffocata dalla Mille difficoltà.

Personalmente ritengo che si possa realizzare un progetto di formazione per far capire ai giovani, e ai meno giovani, le infinite possibilità che oggi si hanno nel realizzare impresa con le nuove e professioni.

Spesso, da professore di Marketing, ricevo richieste in tal senso, ed ancor di più da giovani che vogliono mettersi in proprio, ma non sanno nulla di come si conquistano clienti e come si aprono mercati.

Specie oggi che il Mondo è radicalmente cambiato, occorre attivare una Pastorale del Lavoro che possa dare un impulso INNOVATIVO attraverso le Nuove Professioni e Competenze.

Spero vivamente che questo Cantiere del Lavoro guardi al futuro e si apra positivamente alle nuove possibilità, senza essere troppo legato ad un passato che non potrà essere più.

Grazie Chiara e grazie a tutti i componenti del Progetto  Policoro di Fermo.

Una grandissima Preghiera per voi e per la vostra pregevole Iniziativa.