Dopo ‘La grande bellezza’: ‘Sacro GRA’. Continuiamo a farci del male… Arrivederci Roma!

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No! Non bastava Servillo con la sua ‘Grande bellezza’. No! La città eterna aveva bisogno di un altro affronto rivestito di saccenza: rigurgito di neorealismo. ‘Sacro GRA’. Citando Nanni Moretti mi viene da dire: continuiamo a farci del male. Ma si! A noi italiani d’altronde piace piangerci addosso. Cosa importa al gota del cinema italiano se frotte di turisti vanno letteralmente in estasi per una ‘amatriciana’ gustata tra i vicoli di Trastevere. Cosa importa ai plaudenti radical se a fatica ci si riesce a fare una foto davanti alla Fontana di Trevi, o alla ‘Barcaccia’, non per lo smog, il traffico o altro, ma per la risorsa umana ed economica chiamata turista che impedisce la vista perchè numeroso! No! A noi italiani non importa: quello che ci interessa è asciugare le lacrime della commozione per un Leone d’Oro consegnato a un film di ‘latta’, che sa di naftalina. Sono provvidenzialmente nato a Roma, e per gli studi ci sono provvidenzialmente tornato. Ebbene: quale romano esulta al sentir parlare del GRA?

Non è forse un’offesa prendersi gioco di centinaia di lavoratori che passano metà della loro esistenza (se non di più considerati anche i week-end) in coda sul GRA? Davvero non c’era di meglio per presentare con uno sguardo veramente neorealista Roma al mondo? Così dopo la sciorinata di ‘papponi’, monsignori corrotti, ambienti rarefatti e tanta bruttezza di Servillo, ora siamo costretti a girare il raccordo anulare anche seduti in una sala cinematografica. E non capiamo la pericolosità di tali opere pseudo artistiche: distruggere un’immagine già incrinata dell’Italia, mostrarne il lato più grottesco, ridicolo, squallido. Ma a chi se non a noi italiani è capitata la fortuna di vivere in un paese stupendo. In quale terra puoi gustare il succo dei limoni con aggiunta di alcool (limoncello) affacciato su una costiera mozzafiato con dietro i santi delle cattedrali che benedicono l’orizzonte. Dove ci è dato di sedere tra opere d’arte che parlano e rendono viva la storia sorseggiando una Falanghina o un Prosecco da paura? O svegliarsi con il caldo sole siciliano e sapere che ti attende una granita che risveglierà la voglia di vivere alla luce della vita? Così mi vien da dire Veramente come canta il grande Renato Rascel: Arrivederci Roma! Si! Arrivederci, perchè tu amico turista, a differenza degli italiani, la bellezza la cerchi grande e la ritieni sacra, al punto da sborsare soldi, tempo e fatica per venire a visitare la nostra stupenda terra, e le nostre città benedette dal ‘cupolone’! E tornerai a casa contento di aver incontrato la storia, l’arte, la fede, l’uomo. E con la speranza fra qualche anno di poter tornare, ecco perchè ‘arrivederci’ e non ‘a Dio’. Noi dobbiamo ancora riprenderci dal torpore della sala, cinematografica? Di rianimazione? Bò! Spero solo di imboccare il prima possibile la tangenziale e così poter gustare sullo sfondo la facciata di San Giovanni in Laterano che attende ogni pellegrino, con il Cristo maestoso, fiero e benedicente. Maestoso e fiero come la città più bella del mondo: Roma!

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2 pensieri riguardo “Dopo ‘La grande bellezza’: ‘Sacro GRA’. Continuiamo a farci del male… Arrivederci Roma!

    stefano ha detto:
    21 settembre 2013 alle 20:07

    condivido pienamente la tua opinione sulla nostra bellissima Italia. Complimenti per il bellissimo articolo.

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