La vicinanza di Dio: gli angeli e la missione del comunicare

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Cari amici: si parte!

Come promesso con la festa degli angeli custodi, diamo il via ufficialmente ai nostri contributi e alla nostra ‘missio’.

Perchè porre il nostro lavoro – mio e di Paolo –  sotto l’immagine dell’angelo?

Quando insieme a Paolo abbiamo ragionato e riflettuto su una data plausibile per inaugurare questo blog, entrambi siamo stati concordi su questo giorno: il 2 ottobre, memoria liturgica degli angeli custodi. E questo per diverse ragioni che vogliamo condividere con voi. Provo a farlo attraverso dei semplici ‘step’ descrittivi.

Gli angeli sono IMMAGINE DELLA VICINANZA DI DIO. Gli angeli nella Sacra scrittura sono indicati come ‘messaggeri’ di Dio. Dio nella sua bontà invia infinite volte i suoi angeli agli uomini, nel momento del bisogno, nella prova, nella tenebra della sua vita. E lo fa per un unico scopo: perchè è un ‘Padre’ premuroso.

Gli angeli sono RIVELATORI DEL GIOCO COMUNICATIVO: TRA DIO E L’UOMO. Gli angeli sono rivelatori di un gioco comunicativo molto interessante: essi parlano di Dio all’uomo, ma allo stesso tempo narrano la vita dell’uomo all’ ‘orecchio’ paziente e benigno del Padre. Questo è per l’uomo un motivo di grande speranza nella fede: il Padre non può non ascoltare i suoi figli, tanto più se a sostenere le loro richieste sono gli stessi inviati del Padre, gli angeli appunto.

Gli angeli sono MEMORIA DELLA NOSTRA ESISTENZA: CI RICORDANO CHE NON SIAMO MAI SOLI. Nel nostro tempo una delle tenebre che abitano il nostro cuore è paradossalmente proprio quella della solitudine. L’angelo mi ricorda che anche l’uomo, creato a ‘immagine’ e ‘somiglianza’ di Dio, è sempre davanti al volto del Padre, come i suoi angeli. Noi siamo sempre davanti allo sguardo del Padre, qualunque sia la nostra situazione umana, storica, contingente. Noi…: non siamo mai soli!

MA COME AVVIENE TUTTO QUESTO? Eh già, il nostro scetticismo di uomini Dio lo conosce bene, e non se ne preoccupa. Gli angeli ci ricordano questo: la compagnia del Padre entra nella tua vita mediante una parola buona, attraverso l’abbraccio della persona amata, ma anche attraverso i profondi impulsi e i moti interiori del nostro animo. Si! Dio non ha dimora nei cieli: il Padre si è scelto una casa, è la nostra carne, impasto di bellezza e oscurità, di luce e di tenebra, di gioia e di dolore, qui il Padre chiede di essere cercato e di farsi trovare, dal suo amore, dalla sua provvidenza, dal suo… Angelo!

Allora buon cammino insieme agli angeli a questo nostro lavoro, nella fiducia di lavorare e di mettere a disposizione mente  e cuore per allargare la condivisione del ‘regno’, la condivisione della Bellezza della fede!

armonia angelica

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