La tradizione secondo la Buona Novella: oltre la pasta ‘scotta’ dell’ipocrisia bempensante

Postato il Aggiornato il


Cari amici, due sollecitazioni mi spingono a condividere con voi alcune riflessioni sulla portata della ‘tradizione’ della fede nella nostra cultura: l’ennesima performance di provincialismo romantico dei nostri imprenditori e un intervento dello psicanalista Massimo Recalcati in merito alla trasmissione dei valori e al senso della paternità nel nostro tempo.

IL PROVINCIALISMO ROMANTICO. Mi chiedo: avete mai provato a mangiare un piatto di pasta leggendo Proust? O ascoltando un notturno di Chopin? O magari, per stare al nostro ambito, meditando un passo del Vangelo? No? Bene: allora vuol dire che siete normali ed equilibrati. Perchè? Perchè un piatto di pasta non dipende dalla predisposizione del ‘cuore’, non ne dipende e soprattutto non può pretendere che il cuore dipenda dal piatto di pasta. Attorno al piatto di pasta si ride, si scherza, ci si arrabbia, tra amici, tra amanti, tra colleghi. Oltre il ‘genere’, in una parola: tra persone! Cosa voglio dire? I paladini dell’etica familiare e della morale sessuale devono fare attenzione: la pubblicità che mira al cuore è una pura operazione di dittatura commerciale. Quante famiglie in crisi mangiando un piatto di pasta possono lenire le ferite del cuore? Superare il tradimento di un coniuge? Affrontare la tossicodipendenza di un figlio? Quanti bambini si sono rimpinzati di merendine ‘lievitate naturalmente’ e ora non sono dei grandi aviatori o delle teen agers archeologhe? E questo per un motivo molto semplice: perchè la tradizione non è data dal prodotto che si vende, caro ‘imprenditore’, ma dal cuore, dalla vita, dai sentimenti delle persone che quel prodotto possono o meno utilizzare. E tu caro imprenditore che non riesci a prendermi per la gola (forse perchè la nostra Italia ha dei pastifici veramente rinomati al di là del grande marchio), vorresti prendermi per i fondelli piuttosto che per i fornelli… Ma questo è un monito anche per te caro consumatore: se continuerai a comprare con il cuore quello che serve allo stomaco, è facile pensare che a breve al posto della testa ti ritroverai qualcos’altro, meno ‘profumato’ della tradizione…

LA TRASMISSIONE – TRADIZIONE DEI VALORI E LA PATERNITA’ COME ‘IMPRESA’ UMANA. Noi cattolici siamo spesso tentati di confondere la tradizione della fede con la trasmissione e l’eredità di ‘costumi’ e ‘modi’ comportamentali. Ma veramente la paternità è una questione naturale? Biologica? E dunque legata a ‘dogmi’ naturali, alla trasmissione di ‘valori non negoziabili’? Pastoralmente questa impostazione è quanto meno errata e dannosa per una autentica trasmissione del Vangelo, una ‘traditio’ fidei appunto. La filiazione è un’ ‘impresa umana’, non è un mero fattore biologico o derivante dalla legge naturale. Tutta la dimensione della paternità spirituale, dello stesso concetto di adozione o di affido, la bellissima tradizione evangelica del sentirsi ‘chiamati’ alla paternità (e maternità) nell’amore, chiamati da un Padre che è puro amore, dove andrebbero a finire? Il gioco stupendo della paternità, della trasmissione della cultura, della ‘traditio fidei’ trova vita nella dinamica della libertà illimitata dell’altro. A livello comunicativo, inoltre, il messaggio di un ‘padre’ sarà sempre differente nella ricezione di un ‘figlio’, perchè l’altro è sempre qualcosa di diverso da me. Per questo, come lo studioso Recalcati sottolinea, la trasmissione nasce da un desiderio, da una domanda, dal fascino di una nostalgia: non è questione di natura, di biologia, di ‘tradizione’ intesa come dato di fatto o dogma. Allora, a livello pastorale, è molto più fruttuoso domandarsi se i valori dei padri, la simbolica antropologica di chi comunica paternità, siano affascinanti, creino domande e desideri piuttosto che ripresentare il ‘piatto di pasta scotta’ dei ‘valori non negoziabili’, o della legge ‘naturale’ o biologica. Il Vangelo di Gesù precede la natura, la innerva e la supera, ma non per qualità ‘morale’ o per ‘spessore veritativo’, ma per la portata di Amore che proviene dal cuore stesso del Padre. L’amore di un Padre che ‘vive’ nei desideri dei figli (pensiamo alla parabola lucana della misericordia) e che attende all’orizzonte con pazienza e speranza, sicuro che un ‘vero’ desiderio, un fascino autentico, una vera nostalgia vivono sempre nel cuore dei suoi figli. Per rimanere in tema: meglio un vitello grasso preparato con amore da un Padre ‘buono’, piuttosto che un piatto di pasta ‘griffato’ ma scotto, vecchio, cucinato per saziare ma non per amare!

d. Andrea

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...