La ‘bellezza’ salverà il mondo? Cominciamo a salvare la bellezza ‘dal’ mondo

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Cari amici, 

la frase senza tempo di Dostoevskij “la bellezza salverà il mondo”, stupidamente sulla bocca di molti, di troppi, necessita di un nuovo grande ripensamento. Ho seguito sgomento questa settimana la polemica sull’indottrinamento messo in circolazione dall’UNAR (ufficio nazionale anti discriminazioni razziali) per i maestri e maestre delle scuole d’infanzia. Il Comune di Roma a sua volta ha pensato bene di concretizzare in corsi di aggiornamento per gli insegnanti sull’educazione sessuale e sulla tematica del ‘gender’. Il Miur si è immediatamente distanziato da tale operazione e lo scetticismo, soprattutto nel mondo cattolico, ha fatto si che si montasse la solita polemica all’italiana.

Chi mi conosce sa con quanta attenzione seguo anche pastoralmente il mondo lgbtq, e come anche attraverso questo blog, cerchi di porre degli elementi di discussione e confronto incoraggiato anche dallo stile dell’attuale pontefice. Ma mi domando: siamo sicuri che tali operazioni ideologiche siano di aiuto al mondo lgbtq? Nel documento dell’UNAR si mettono in discussione la morale letteraria e poetica di poesie e favole con le quali tutti noi siamo cresciuti e si chiede ai docenti di guardare con criticità soggetti come ‘cappuccetto rosso’ ‘biancaneve’ ‘il principe azzurro’ perchè istillerebbero nella psicologia del bambino una distinzione netta tra maschio e femmina portando all’esaltazione della famiglia tradizionale e a un’eccessivo interesse per figure mitologiche troppo ‘marcate nella loro distinzione sessuale’.

Ma ci rendiamo conto? Cosa dovremmo leggere ai nostri bambini? Rivisitare biancaneve e il principe azzurro togliendo loro i connotati, in tutti i sensi, per non offendere il libero sviluppo del gender? Attenzione! Attenzione soprattutto agli esponenti e ai battaglieri del mondo lgbtq: sveglaitevi cari amici! Il sistema vi manipola e vi sfrutta per distruggere quanto di bello, e dunque di vero e di buono vi è nella nostra cultura. Di qui a poco ci sarà chiesto di interpretare monumenti letterari e artistici perchè eccessivamente violenti verso l’ideologica filosofia del gendere. Vi immaginate voi: i promessi sposi con due uomini o due donne, l’Iliade o l’Odissea impersonate da Luxsuria con Penelope che ascolta la voce dei ‘sireni’ e Ulisse seduto al telaio? Sveglia! Ripeto: attenzione! La bruttezza ammicca sempre con il suo fascino ‘mondano’ e come sempre la prima vera e grande risorsa che cerca di contraffare è proprio la cultura! Pensiamo a autori come Oscar Wilde, Caravaggio, Porust, Gide,  Zeffirelli, quando mai si arebbero sognati di trasformare l’arte in quello che non è: anti-natura nel senso più profondo. Ovvero confusione, smarrimento, libertà confusa con dis-grazia. La bellezza salverà il mondo dunque dovrebbe essere un motto usato con più cautela e forse è il caso di dire: la bellezza va salvata dal mondo prima di divenirne la salvatrice.

Con le strutture scolastiche che cadono a pezza, insegnanti costrette a procurarsi gessetti e carta igenica per i loro bambini, credo siano altre le emergenze da affrontare, ma il sistema sapientemente sposta e distoglie l’attenzione su altri aspetti inesistenti e inconsistenti. Le grandi personalità omosessuali hanno da sempre segnato il mondo culturale, artistico, politico della storia del mondo, come tutte le vere e grandi personalità e nessuno che abbia ascoltato Cappuccetto rosso, o si sia perso nella delicatezza dell’amore di Renzo e Lucia, ha cambiato per questo il proprio orientamento sessuale o si è sentito discriminato. Discriminato è il bambino italiano che muore sotto il tetto della propria scuola, discriminato è il bambino che non riceve la giusta assistenza e giusti servizi dall’istituzione dalla quale i propri genitori sono ipertassati e ipervessati.

Come affermò il grande Paolo Poli in una intervista: “c’è un’eleganza e una grazia anche nel saper vivere la propria sessualità in pace con se stessi e con gli altri, senza bisogno di gay pride, sfilate, e ostentazioni di volgarità”. La bruttezza imperversa: svegliamoci amici! Salviamo la bellezza da una parte di mondo che propone logiche autodistruttive!

d.Andrea.

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