Mese: aprile 2014

NOAH: e se fosse solo un film?

Postato il Aggiornato il


Cari amici: ci risiamo! 

Ebbene si, il popolo dei cattolici tipicamente frantumato nel giudizio su tematiche come aborto, eutanasia, procreazione, ecc… si ritrova unito per distruggere un semplice film: Noah.

Siamo sempre i soliti, come accadde qualche tempo con Dan Brown e i suoi Angeli e demoni, come la critica a Caos calmo –espressa da un monsignore costretto ad ammettere che “il film non l’ho visto” – , così anche questa volta tutti uniti per sparare a zero senza cognizioni cinematografiche e tanto meno teologiche su quello che voleva essere un kolossal epico (e non biblico come qualcuno lo ha definito) sull’epopea del diluvio universale.

Colpisce che ancora una volta il club dei tradizionalisti, degli atei devoti, dei cattolici adulti, degli aderenti alla destra dei movimenti, abbiano fatto sodale alleanza per scagliarsi contro un film.

Bene ha scritto nell’Editoriale sulla Rivista del Cinematografo – unico sguardo intelligente che ho potuto leggere in merito al film – il Direttore don Ivan Maffeis (cito): “Non ingrossiamo le fila, di quanti, arroccati su posizioni ideologiche, invocano la censura e la condanna senza appello. […] Il film di Darren Aronofsky rimane un kolossal epico sul diluvio universale”.

Tale critica spietata e infondata, a cui la rivista non ha aderito – anzi l’ultimo numero dedica un bell’approfondimento all’interno – è indice oltre che di ignoranza anche, a mio avviso, di un obnubilamento dell’immaginazione che il testo cinematografico richiede e che evidentemente lo spettatore – sopratutto cattolico – non sembra più avere.

Non era forse stato battezzato il cinema sotto la magia dei fratelli Lumiere e di Méliès? Magia, effetti speciali, immaginazione, fantasia. Sono questi cari amici cattolici gli ingredienti che compongono un buon film.

Chi pretende di assistere a una lezione accademica di esegesi biblica o di teologia – vezzo che il regista ha da subito smentito di avere – farebbe bene a non entrare al cinema.
Sant’Ignazio di Loyola vede nell’immaginazione la capacità più grande e più efficace per entrare dentro le scene della Sacra Scrittura per uscirne ristorati spiritualmente. Devo dire che a me è successo questo vedendo Noah. Ho percepito l’intento dell’autore di trasportare con molta immaginazione e interpretazione, lo spettatore dentro un racconto che è racchiuso in pochi versetti della Scrittura  – in questo anche la grande difficoltà per tenerci attaccati alla sedia per 139 minuti – centrando una dinamica fondamentale nella teologia cattolica: l’esperienza del peccato come “protagonismo dell’ego umano” sul creato, sui fratelli, su Dio stesso.

Allora stiamo sereni fratelli cattolici: è solo un film! é solo una finzione direbbe Servillo citando La grande bellezza. Con 8 euro di ingresso sa pagare, e una comoda poltrona da abitare, non potete pretendere di uscire dalla sala cinematografica con una laurea di Sacra Teologia.

La magia del cinema non si cura di tali giudizi insulsi: la settima arte è tale e basta. Pretendere altro è peccato contro natura: questo si! Snaturare un mezzo – il cinema – per i propri scopi pseudo teologici e pseudo spirituali. Tentazione sempre dietro l’angolo per il cattolichino devoto e ‘pensante’: attenzione al diluvio! la falsa conoscenza e la superbia del giudizio sul bene e sul male è stato ciò che ha scatenato il disastro: comprate gli ombrelli e… aspettate la colomba!

d.Andrea

Il buzz Marketing per la Pastorale della Carità

Postato il Aggiornato il


Approfitto dei dati diffusi in questi giorni per coniugare la mia professionalità con la pastorale della carità. In questi giorni il giornale Avvenire, come tutti penso, ha riportato le anticipazioni della DOXA del rapporto ‘Italiani solidali. Un rapporto che intende fotografare lo stato di salute degli enti e delle raccolte solidali. In attesa di leggere il rapporto, che uscirà a giugno, si possono fare alcune interessanti valutazioni per tutti coloro che lavorano per la solidarietà. Innanzitutto gli enti più conosciuti risultano essere nell’ordine:
1- AIRC
2-Caritas
3- Telefono Azzurro
4- Unicef
5- WWF
6- Croce Rossa
Inoltre le anticipazioni della DoXA mostrano che le maggiori beneficiarie delle donazioni sono:
1- Airc
2- Caritas
3- Telehton
Ma quello che maggiormente mi interessa analizzare è l’aspetto legato a come i beneficiari vengono a conoscere i vari enti e a finanziare le varie iniziative. Secondo la DOXA Le primarie fonti sono : 1- Conoscenza personale dei volontari e dell’associazione 2- Televisone 3- “dialogatori” 4- Web ecc. ecc Sottolineando altresì che la prima fonte è di gran lunga la più usata. Ecco allora che mi permetto di suggerire alcune mie competenze nel campo del Marketing. Oggi esiste un tipo di Marketing che si chiama BUZZ MARKETING. Il termine sta a indicare il Brusio, delle api, ma anche delle persone che permette di diffondere un qualche cosa di straordinario. In pratica un Marketing che sfrutta la principale fonte di informazione che è quella della conoscenza personale. Ovvio che il Buzz per essere scatenato ha bisogno di qualcosa che faccia parlare di sè. Non è sufficiente ad es. dire o affermare, “noi facciamo del bene”; occorre un qualcosa di stra-ordinario che permetta alle persone di parlarne. Quindi occorre pensare bene al “prodotto stra-ordianrio” che si intende diffondere, occorre che non sia banale. Inoltre il passaparola, a differenza di quanto si possa immaginare, molto difficilmente di basa sulla semplice parola. In quanto tutti noi sappiamo che siamo un pò bugiardelli. Si diffonde molto meglio e rapidamente ciò che si vive e i fatti a cui si assiste. Penso che all’inizio dell’attività cristiana proprio il fatto della assoluta carità verso tutti colpì molto la popolazione, e permise di far parlare di sè. Insomma i fatti, gli accadimenti mostrati in positivo, valgon più di mille parole. Importante poi il coinvolgere le persone, anche le più lontante dal nostro modo di essere, che ci crediate o no le persone amano essere coinvolte e sentirsi importanti per realizzare cose, anche se pagane o di altre religioni. Questo scatena di sicuro un passaparola molto positivo. (nei gruppi in cui faccio parte avviene esattamente il contrario con le persone socie che stigmatizzano i nuovi arrivati con le solite frasi cretine tipo: io faccio questo dal……)

Inoltre il metodo migliore per scatenare un Buzz marketing positivo è quello di trovare dei Nodi alisa delle persone che possano avere la passione per quello che proponiamo.
Per nodi si intendono quelle persone che intrecciano innumerevoli rapporti, e che possono divulgare il nostro prodotto stra-ordinario, se lo reputano tali.
I nodi sono tutti intorna noi basta cercarli, e la ricerca è la cosa più faticosa dopo la ideazione di un prodotto stra-ordinario.
Le caratteristiche dei nodi sono :
– Adottano in anticipo i nuovi prodotti
– Rete di collegamenti ampia
– Viaggiano di più
– Sono molto più curiosi
– Non sono tifosi o fanaticamente fedeli
– Parlano di più e sono credibili
– Molto esposti ai media

Mini regole per una promozione scatenante il Buzz:
– Semplicità
– Comunicate le novità: l’ottimo è pessimo.
– Affermazioni e fatti: a braccetto
– Chiedere ai clienti come considerano il prodotto

Se interessati ad approfondire il Marketing Buzz vi invito a legger il libro:
Passaparola di Rosen
e
per i più curiosi il mio blog di marketinghref=”http://pandemiapolitica.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=645&action=edit”>

Presentazione del libro: “Omosessualità controcorrente”

Postato il


interessante articolo.
lo ribloggo.
commenti?

il blog di Costanza Miriano

PhiOmosessualità controcorrente COP (2)lippe Ariño  , uno degli iniziatori della  Manif pour Tous , venerdì (stasera) a Bologna Philippe presenterà il suo libro appena tradotto in italiano e che in Francia, pubblicato nell’ottobre 2012, ha avuto un grandissimo successo. Il titolo scelto dall’editore, Effatà, contiene già tutto il senso di questo breve saggio: “ Omosessualità controcorrente. Vivere secondo la Chiesa ed essere felici ”.

View original post 515 altre parole

Oltre la morte: la bellezza della redenzione

Postato il


Cari amici,

un consiglio di lettura in attesa della ‘grande settimana’, la settimana santa. Copertina di 'La bellezza del crocifisso'

Si tratta del volume fotografico ‘La bellezza del crocifisso’ edizioni Ancora 2010. Un volume uscito dunque da qualche anno ma, a mio avviso, sempre adeguato ad affrontare da una prospettiva spirituale e pastorale aperta alla bellezza il mistero della morte e della redenzione vissute e operate da nostro Signore.

Due i punti di forza del volume:

1 – un interessante saggio storico-artistico introduttivo a firma di Alberto Cozzi (docente di teologia nella Facoltà teologica dell’Italia settentrionale);

2 – le schede di lettura – critiche da un punto di vista artistico –  delle varie interpretazioni artistiche dell’evento della croce, con delle bellissime immagini a corredo.

A colpire l’interesse del lettore è l’indubbia capacità degli autori di accostare opere tra loro molto distanti – per storia e significato: si parte con l’affresco e si finisce con Salvador Dalì – con uno sguardo interpretativo capace di collocare nel giusto contesto storico e culturale le diverse forme artistiche raffigurate.

Un ottimo strumento pastorale ma anche di meditazione personale per accostarsi al mistero della croce con quella delicatezza di cui solo l’intelligenza artistica del ‘bello’ è capace.

d.Andrea