Mese: luglio 2014

il bene comun moltiplicatore, una proposta di pastorale per i leader d’impresa

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La scorsa settimana ho avuto il piacere di assister alla riunione estiva dell’UCID di Macerata.

Alla presenza di molti imprenditori e auditori il padrone di casa fondatore della EKO, strumenti musicali, Don Lamberto Pigini ha presentato il Vescovo di Senigallia Mons. Orlandoni.

Oltre che Vescovo di Senigallia è anche in seno alla CEI membro della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. Il segretario della Commissione è Mons. MARIO TOSO, mio prof. alla Lateranense con in quale ho avuto modo di confrontarmi più volte sulla figura dell’imprenditore, in particolare sul ruolo del profitto.

Mons. Orlandoni ha illustrato i punti dal 12 al 22 del documento della commissione di cui fa parte: La Vocazione del leader d’impresa.

http://www.iustitiaetpax.va/content/dam/giustiziaepace/VBL/Vocazione%20ITA.pdf

Nella introduzione Mons. Orlandoni ha illustrato in modo mirabile il concetto di Bene Comune. Ha affermato come il bene comune non sia la sommatoria dei beni, dai quali poi trarre giovamento nelle ripartizione, ma come il bene comune è da intendersi come una moltiplicazione tra i beni, ove se solo uno dei beni risultasse pari a zero nessuno può affermare di aver raggiunto il bene comune, in quanto moltiplicare per zero risulta zero.

Per conseguire il bene comune occorre dunque che tutti almeno siano Uno, come persona tra le persone, nella lora dignità di uomini.
Strada maestra per il conseguimento moltiplicatore è vivere la carità.

La professione dell’imprenditore è vista come una professione “vocazionale” che collabora pienamente per la realizzazione del bene comune attraverso la “pratica” della “caritas”, in senso elevato.

Fin qui sono rimasto colpito e perfettamente d’accordo specie negli approfondimenti specifici sui vari termini utilizzati.

Ciò che invece mi trova leggermente in contrasto è quando si illustra il percorso in tre fasi che il leader d’impresa deve compiere per giunger alla realizzazione del bene comune: Vedere , Giudicare e Agire.

Secondo il documento della commissione queste tre fasi sono necessarie e sufficienti al fine di giungere al bene comune.

Tuttavia io mi trovo in disaccordo in quanto profondamente influenzato da Professore che ritengo eccelso, Mons. Lanza tornato alla casa del Padre un paio di anni fa, il quale ha sempre puntualizzato come le fasi indicate hanno più limiti che meriti nel compimento della pastorale in ogni ambito.

Riporto brani del prof.Lanza dei suoi appunti molto critici contro tale metodo:

” il metodo V.G.A. deve essere giudicato insoddisfacente e (illusoria) per i seguenti motivi:

a- Il vedere non è propriamente descrittivo, ma fin dall’inizio è giudicante, una lettura della realtà di pre-compressione/interesse o una incoccia (forse) attivazione di criteri interpretativi. …. Non esiste una lettura sociologica “neutra” ed “innocente”.
Dunque fin dalla lettura della realtà occorre che ci sia fin dall’inizio una condotta teologica, fin dal primo istante dell’itinerario riflessivo teologico-pastorale.

b-Le fasi della progettazione e attuazione, ristrette nella sola indicazione dell’agire, non vengono svolte nella loro specificità e nelle necessarie articolazioni: rischiano cioè di essere assorbite o nella (presunta) oggettività del vedere, o nella (impropria) ideologia del giudicare.
c- Il Trinomia V.G.A. individua in realtà non la scansione sequenziale, ma la costituzione stessa del pensare la pastorale. Si tratta cioè di componenti costitutive, che qualificano il pensiero teologico-pratico in ogni sua fase o movimento.

Queste due critiche del Prof. Lanza le ritengo assai precise, tanto più oggi che ascolto molti esempi di pastorale “deduttivi” della realtà che non tengono conto delle reali specificità, con un vedere appunto ideologizzato e quanto mai lontano da una visione teologica alla quale è necessario attenersi.

PROPOSTA ALTERNATIVA

Il prof. Lanza proponeva invece una più ampia articolazione della pastorale fasi sequenziali e dimensioni costitutive triple per ogni fase. Provo a riassumere la sua raffinata proposta :
FASI SEQUENZIALE :
1- Analisi e Valutazione (leggasi post super-chruncers)
2- decisione e progettazione
3- Attuazione e verifica .

Ognuna di queste fasi occorreva che avesse le dimensioni costitutive :
DIMENSIONI

A- Kairologica
B- criteriologica
c- operativa

Uno schema raffinato, e non rigido, ovvero da utilizzare con intelligenza (da intus – legere , leggere dentro) e con le dovute accortezze in ogni sua fase.

Sulla base di quanto sopra mi sento di suggerire tale metodo al posto del V.G.A., se non fosse altro per il fatto che alla fine del metodo manda un’altra V. quella della verifica.
In onore anche del Prof. Lanza le cui lezioni erano da me apprezzattissime nonostante il suo terribile esame, data la sua arguzia, alla quale con coraggio sono riuscito a tenere testa ottenendo un meritato e non scontato 29.

In Jesu et Maria

i super crunchers della pastorale

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numeri

Siamo in semi-ferie, noi prof. e allora provo a dare alcuni suggerimenti ai miei amici a capo delle parrocchie, sperando le indicazioni di una materia all’apparenza lontana dalla religione possano essere di aiuto per pastorali efficaci ed efficienti.

Come sapete insegno in due università private Marketing e offro sporadiche consulenze gratuite grazie al mio blog che ha un suo discreto seguito: http://www.pandemiapolitica.com.

Una delle cose più imprtanti nel Marketing, se non la più importante, è la ricerca. Questa ci consente di essere sempre aggiornati sui desideri delle persone sulle loro preferenze, sulla quantità delle persone che ci seguono o non ci seguono. La ricerca si divide generalmente di due grandi filoni l’uno complementare all’altro.

Il primo filone è legato a meri dati statistici. Sono dati quanto mai ufficiali che ci consentono di aver un quadro preciso della situazione e delle potenzialità.
Sulla base di questi dati, scatta , o meglio, dovrebbe scattare l’intuito, la creatività, le idee geniali o banali che siano che possano essere appunto suffragate almeno da un minimo di ricerca quantitativa. L’intuito e le idee sono la seconda parte che completa la prima e che deve essere messa alla prova per vedere se funziona.

Ecco allora i super-cruncers, ovvero statistici appassionati che elaborano dati per ogni cosa e che sono tanto in voga all’estero. Ci sono siti molto ma molto approfonditi che offrono studi statistici quantitativi molto utili e interessanti per ragionare sui dati. Una “costrizione data” che aiuta a scatenare la creatività realistica, non quella lunare inutile basata sui sogni dell’arte.

In Italia i super-cruncher sono poco utilizzati, ma sono sicuro che come al solito in uno o due decenni ci saranno anche da noi, basta leggere i laureati in statistica per capire quanto poco siano utilizzati.

Che utilità possono essere i dati per una parrocchia? Io direi fondamentali. Spesso quando dialogo con amici Parroci a mala pena conoscono i confini della parrocchia. Non hanno alcuna idea di come si suddivide la popolazione, che tipo di lavoro svolgono. I più anziani mi rispondono che loro sanno tutto e conoscono tutto perché sono lì da 100 anni, prima ancora che ci fosse la parrocchia. A beh allora, se sapete tutto allora conoscete anche la soluzione… o no?

I dati sono il punto di partenza e sono una ricchezza incommensurabile.

Censite e cercate di conoscere a fondo i dati della vostra parrocchia.

Non fidatevi dell’istinto puro, almeno in un primo momento.

L’istinto per essere ben indirizzato ha bisogno di essere informato. Allora si che dovrebbe scatenare la sua potente inventiva.

Ingaggiate le squadre di giovani, o meno giovani, per informavi sui dati dei vostri parrocchiani.
Almeno un censimento di massima tipo.
– Quanti sono e come sono composti donne, bambini, uomini, anziani ecc.ecc.
– quanti nuclei familiari e da quanti sono composti
– quante famiglie ….. non più famiglie?
– Che tipo di lavoro svolgono
– dove lavorano
Poi se riuscite affinate la ricerca con analisi più precise che possono esser utili tipo:
– che tipo di religione praticano
– gusti musicali – artistici

Chissà magari chiedere anche giudizi negativi sulla chiesa o sulla parrocchia, o sui preti
(a me a scuola capita spesso dai ragazzi e mi domando _ perché nessuno li ascolta?).

Insomma più l’analisi è rigorosa e approfondita maggiore penso possano essere le idee che potete farvi venire magari per approntare una pastorale
radicata sul territorio che dia seguito ai desideri dei parrocchiani. Ricordate che i desideri per la maggior parte delle volte sono reconditi e occorre intuirli tra i dati che abbiamo.

Magari scoprirete un mondo dal di là dei soliti frequentatori della parrocchia che vi è sconosciuta e che proprio per questo ha desiderio inconfessato di incontrare la Chiesa e il suo capo Cristo.

Se volete approfondire la questione o avete bisogno di una mano io sono a dispozione, e sotto un articolo un po’ professionale per i più secchioni.
http://pandemiapolitica.com/2014/03/26/816/

Buon Lavoro

Sotto l’ombrellone (2)

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Cari amici,

di ritorno dal camposcuola vi propongo una seconda lettura molto affascinante. Di fatto l’estate sembra farsi desiderare – almeno qui nel centro Italia – ma un buon libro può farci compagni sia al mare che ne salotto di casa nostra.

Il testo che vi propongo è uscito in libreria nel 2013 per i tipi del Messaggero Padova, ed è a firma del gesuita Andrea Dall’Asta s.j. L’autore – laureato in teologia a Parigi e specializzato presso la Columbia University  di New York – è attualmente direttore della Galleria “Raccolta Lercaro” di Bologna. Andrea Dall’Asta ha pubblicato numerosi saggi e rivolge la sua attenzione in particolare al mondo dell’arte, della liturgia e dell’architettura.

In questo libro – Dio storia dell’uomo. Dalla parola all’immagine – traccia un’interessante studio sulla relazione tra parola e immagine. A partire dall’interpretazione dell’immagine nel mondo ebraico, per passare poi alla cultura cristiana del Logos, l’autore ripercorre la storia della salvezza costellando lo studio di numerosi riferimenti iconografici dell’arte antica, medievale, moderna e contemporanea.

Lo studio risulta interessante per l’immediatezza dei concetti che l’autore sviluppa, attraverso un linguaggio semplice e lineare, ma sprattutto per l’interessante il forte taglio critico verso i linguaggi artistici a partire dalle diverse prospettive teologiche. Inoltre il testo si presenta come una forma di stimolo e di riflessione in merito alla dimensione teologica della ‘creatività’ spirituale, recentemente sviluppata da Papa Francesco nella Evangelii gaudium.

“Il vero artigiano che anima tutte le cose è lo Spirito. Ogni realtà porta i segni del donatore, per il fatto che ne hanno preso forma. L’opera d’arte diventa la comprensione, meglio, la lettura della diffusione di queste tracce misteriose sparse in ogni frammento di realtà, l’ascensione verso colui che è all’origine di ogni dono”. (dal libro)

Buona lettura, d.Andrea.

A proposito di mafia e religione

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Solito caso di connivenza tra la religione pagana e la mafia e si scatena subito sui giornali, specie i cosiddetti laicisti di come la Chiesa sia sempre connivente con il sistema mafioso.

E giù contumelie, improperi, e quant’altro.

Persino il compagno saviano ieri su repubblica a spiegarci il significato, le circostanze, la gravità, ecc. ecc.

Ma bravi si, ma come siete bravi, peccato che quello di cui andate cianciando non è la Chiesa, non è il cristianesimo, ma un semplice innesto di una pianta erbacea estranea tipo rampicante che si chiama paganesimo.

Combattuta da sempre dalla Chiesa, ma che evidentemente risulta assai difficile da estirpare. Si insinua nei gangli della Cristianità e sempre alcuni santi sono dovuti intervenir da par loro per rimettere le cose a posto, a far capire quanto la cialtroneria pagano sia semplice come inutile.

Che poi si voglia affermare che in molte parti d’Italia si professa una velata paganità rispetto a quelli che sono gli insegnamenti del magistero, vabbè possiamo e dobbiamo discutere. Ma almeno chiariamo i termini della questione. Quello che in alcune zone si scambia per Chiesa è paganesimo, spesso di tipo gnostico, allo stato puro.
Una religione molto …. umana e per nulla difficile da capire, anzi direi sempliciotta.

Difficile è invece il percorso del cammino cristiano e la sua comprensione della grazia nella remissione dei nostri peccati che prevede ben altri esempi e simboli i quali sono solo per una profonda conversione dell’uomo alla imitatio Christi.

Molto più facile star dietro a statue fatte camminare, o ceri che corrono, o rosari ripetuti cantilenando, o camminare coi piedi nudi su un monte ritenuto sacrificale (questo l’ho fatto pure io nà volta), altrettanto facile essere prescelti in modo nominale per essere i migliori, tipo togliatti, da umane menti.

Difficile è chieder e accettare il perdono, accettare l’umiliazione di farsi prossimo, di inginocchiarsi di fronte al proprio nemico che ti martoriazza.
Molto più semplice affermare: ci hanno scomunicato allora io non vado a messa. Difficile è accettare il monito di chi è preposto alla guida della Chiesa dalla Spirito Santo. Molto ma molto difficile.

Bene state a casa, significa che la conversione di grazia non è ancora arrivata. Come io da piccolo andavo a messa per le 5.000 lire per le giostre, di certo non mi faceva male, ma la conversione era di là da venire.

Pertanto risparmiateci cari commentatori le omelie di connivenza con la Chiesa, quelle sono le solite esaltazioni pagane che persistono sempre come rampicanti e che i cattolici tentano con il loro esempio e martirio di estirpare con l’aiuto della preghiera e l’invocazione a Maria e allo Spirito Santo.
Parliamo invece di come aiutare queste persone a ritrovare la strada della santità smarrita con l’aiuto di tutta l’assemblea grazie al Vangelo e attorno alla Eucarestia del Signore.

Orientamenti per Evangelizzare in Italia

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Sabato 29 aprile giorno della ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo.
La C.E.I. ha pubblicato un librino dal titolo: “Incontriamo Gesù”.
Sottotilo: Orientamenti per l’annuncio e e la catechesi in Italia.

Essendo io di nuovo catechista nella mia parrocchia a S. Norberto presso Fermo, mi hanno fatto dono di questo libriccino, molto gradito da me.
Si legge agevolmente, circa 100 punti che chiariscono e spronano a migliorare l’evangelizzazione in ogni dove, dalla Parrocchia alla Diocesi, dalla Famiglia ai luoghi di lavoro, dalla Scuola alla Strada.

Un testo che consiglio di consultare, specie chi ha responsabilità specifiche di evangelizzazione all’interno delle istituzioni, benché il testo afferma chiaramente come tutti coloro che si dichiarano cristiani, e dunque seguaci di Cristo, sono Martiri-Testimoni della loro fede e pertanto sono evangelizzatori.

L’aspetto che maggiormente mi ha colpito, a una prima pur veloce lettura, è la richiesta di integrare e rendere sempre più importante il servizio dei Laici all’interno delle strutture della Chiesa locale. In pratica i Laici secondo la C.E.I. devono essere sempre più coinvolti in ogni aspetto della missione evangelizzatrice.
Parole che riecheggiano l’EVANGELII GAUDIUM di Papa Francesco, il cui seme lo possiamo trovare molto lontano, non ultimo nel decreto del CVII Apostolicam Actuositatem tutta incentrata sulla missione dei laici nell’evangelizzazione.

Speriamo che a forza di ribadire tali concetti i cari amati presbiteri smettano di considerarsi portatori esclusivi del sacro, e si incamminino insieme a tutti i fedeli al servizio di Cristo e della Chiesa.

Inoltre la C.E.I. nelle prime pagine sprona a mettere in gioco la propria creatività, riconoscendo i vari tentativi fin qui fatti da molti testimoni, che devono però essere meditate e confrontate in modo da riuscire con il discernimento ad adottare le migliori azioni per portare l’evangelizzazione in ogni luogo.

Si perché è ora che la testimonianza di fede nella Salvezza di Cristo, sia espressa ovunque si viva. Anzi forse questo è l’aspetto più importante, il cristiano è tenuto a comportarsi seguendo Cristo ovunque, solo così facendo adempie il suo compito verso il fratello, specie se ultimo.

Se posso permettermi una piccola critica, dico che mi sembra un po’ carente e sottostimata la evangelizzazione sul luogo del lavoro e sulla figura dell’imprenditore cristiano.
Visto che è un testo che si rivolge agli italiani e dato che gli italiani sono un popolo di santi, poeti e … imprenditori, perché non approfondire una evangelizzazione specifica di aiuto e conforto a coloro che portano la dignità alle persone attraverso il lavoro.
Penso sarebbe stato importante proprio oggi stante la situazione economica, naturalmente è richiamata ma in modo troppo timido.

Scusate ma forse sono di parte.

Comunque leggetelo e fatelo leggere.

Ad Maiorem Dei Gloriam