RAcconti di un pellegrino….. Marchigiano

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Sono da poco tornato dal pellegrinaggio annuale Unitalsi a Loreto.
Ricorre pertanto il decimo anno del mio impegno in seno alla Chiesa CAttolica come barelliere dell’Unitalsi.

Infatti era il lontano 2005 quando la “provvidenza” mi ha preso per mano e prima mi ha inviato un “amico” tipo messaggero poi ha guidato tutti i miei passi con la mia volontà.
Da un profondo baratro il mio amico mi ha portato a medjugorie, e da li ricordo ancora adesso dopo aver iniziato il viaggio della conversione, il giorno della Madonna il 15 agosto a pranzo telefonò al presidente dell’unitalsi che rispose favorevolmente e mi iscrisse al primo pellegrinaggio della mia vita a LOreto con inizio il 30 agosto 2005.

Ricordo che alle 11 del 30 agosto andai a prendere il mio amico e alle 12 pranzammo a Loreto insieme ai barellieri e damine in divisa, che io ancora non avevo. Poi conobbi il primo disabile di nome gigi, guarda caso milanista e stringemmo amicizia così come con Giorgio, Angelo, GUERINO, francesco, maria, Marcellino ecc. ecc. quasi tutti ospiti del Santo Stefano che da quel momento per quasi 7 anni ho visitato settimanalmente ( poi mi sono sposato é arrivato Geremia e sono aumentati i lavori ).

Un pellegrinaggio dove conobbi quasi tutti i miei nuovi amici, dato che dal giugno 2005, nessuno dei precedenti a parte un paio sono rimasti nelle mie cerchie.

Una novità per la mia vita che ha impresso e cambiato il corso degli eventi. Pensate che la domenica , quando si celebra la messa diocesana del malato, con la presenza del vescovo il mio messaggero, sempre lui, mi fece conoscere don Gabriele Miola, all’epoca credo responsabile segreteria dell’Istituo Teologico Marchigiano. Egli conosciuta brevemente la mia storia mi disse” dato che non lavori vieni e iscriviti al corso di teologia.”
Cosa che feci due settimane dopo. E chi ci trovo in segreteria? la mitica Dolores, che era anche la segretaria Unitalsi che mi iscrisse quindi due volte in un mese: per seguire i corsi dell’ITM e per l’Unitalsi.

Ricordo che nn so perché l’assistente ecclesiastico dell’epoca Unitalsi mi chiese di leggere più volte nel corso del pellegrinaggio, in particolare mi é rimasto impresso la lettura che feci durante la fiaccolata, particolarmente ispirata e per la quale molti mi hanno fatto i complimenti ( tre anni di scuola di teatro finalmente utili).

Ricordo poi il pranzo dell’ultimo giorno, ove solo pochi barellieri rimasti a dar da mangiare a circa 20 disabili, con una stanchezza incredibile.

Infine il ritorno a casa, il sonno profondo e il risveglio nella più assoluta solitudine ma che era piena di una presenza che mi spinse a seguire la via che ancora oggi inseguo. Ora capisco perché i primi cristiani venivano chiamati quelli della via, perché la conversione é un cammino faticoso e impervio ma bellissimo. Ed il cammino inizia sempre con il primo passo ed io ho voluto condividerlo in ricordo di quel 30 agosto 2005.

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