Mese: novembre 2014

Attualità di San Giacomo della Marca: avarizia ed usura

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Come tutti gli anni mi piacer ricordare San Giacomo della Marca. Sia perché di Monteprandone, un paesino fermano, sia per le tematiche a lui
molto care e contro le quali si scagliava: l’USURA E L’AVARIZIA.

Per entrambi i problemi aveva predicato in tutta EUROPA e al contempo trovato conversioni e soluzioni.
Contro l’USURA dei danarosi contro le persone inventò i MONTI DI PIETA’.
Mentre l’avarizia la considerava un male assoluto delle persone, poiché bloccava l’economia e non permetteva alle persone di lavorare
in quanto chi aveva i soldi non li spendeva, se non li spendeva non si lavorava, se non si lavora …..

Insomma L’attualità di San Giacomo della MARCA è evidente. L’Italia è bloccata dagli USURAI, banche e burocrazia e Tasse, e dagli AVARI, il 70% della ricchezza in mano alle persone con oltre 65 anni ed in più negli ultimi due anni, crisi più dura, i risparmi di queste persone sono aumentate, no dico AUMENTATE.

Vi assicuro che i padri di famiglia di mezza età, con i bambini piccoli sono quelli meno risparmiosi, per evidenti motivi.

Allora cari amici cristiani-cattolici se potete spendete i soldi comperando prodotti belli e italiani, magari con uno sforzo pagate un po’ di più, ma fatelo, non state tanto a pensare al futuro, oggi occorre spender i soldi, chi li ha ovviamente. NON TENETELI FERMI.

Si perché fermi significa dare più potere alla banche che oggi più che mai sono le grandi responsabili della crisi. Con la loro dabbenaggine, guardate MPS, ironia della sorte fondata dal maestro di san giacomo, ovvero san bernardino da Siena.

Infine invochiamo l’aiuto di San Giacomo nel giorno della sua santificazione, che ci aiuti a uscire dalla crisi, e faccia ripartire l’economia così come aiutò con i suoi sermoni molti fedeli che grazie a lui si convertirono e donarono le loro ricchezze per il lavoro di molti.

Se ci sono i poveri, occorre la ricchezza per sfamarli

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In Occasione del rapporto Caritas Fermo, nel link potete leggere la gravità della situazione,
io e Don Andrea, amministratori del Sito ci troviamo d’accordo a divulgare un articolo del giornalista
Socci.
Entrambi riteniamo che l’ipocrisia populista di alcuni superficiali commenti anti-clericali non siano appropriati,
specie se si deve far fronte a situazioni di disagio come quelle evidenziate dall’Arcivescovo della nostra Diocesi.

Aggiungo esperienza personale. Mi sono sposato in una chiesetta, piccola ma bella, ove il parroco ospitandomi NON MI HA CHIESTO NULLA, e io ancora mi riprometto prima o poi di fare una donazione. Idem con la nascita del mio primogenito, il battesimo celebrato in una parrocchia diversa da quella che frequento il parroco mi ha chiesto nulla, anzi mi ha regalato alcuni materiali per la scuola e un bellissimo ricordo per il piccolo. Inoltre mi sono offerto più volte di pagare qualche aggeggio per i ragazzi dell’oratorio, ma ancora non serve nulla.
Questo è la mia esperienza con i Sacramenti celebrati.

buona lettura.

Lo Straniero – Il blog di Antonio Socci
IN DIFESA DELLA CHIESA
Posted: 23 Nov 2014 01:43 AM PST
E’ notizia di queste ore. In Nigeria (per fare un solo esempio) 11 mila cattolici uccisi e 1 milione e mezzo di persone sfollate per sfuggire a Boko Haram. Ma papa Bergoglio – che tace sull’islamismo – continua a bastonare i cristiani.

BOTTE SUI PARROCI

L’altroieri è toccato ai parroci che sarebbero attaccati al denaro come trafficanti del tempio (“Quante volte vediamo che entrando in una chiesa, ancora oggi, c’è lì la lista dei prezzi”).

Fango generico e generalizzato su tutti, ingiustamente, che stavolta ha provocato una sorda sollevazione (lo stesso cardinale Bagnasco ha risposto che in nessuna chiesa italiana i sacramenti vengono venduti).

Un lettore indignato mi ha scritto:

“al di là di quello che si voleva dare come messaggio, ciò che è passato ai più (ed è ciò che conta in questo contesto) è che i sacramenti si pagano, c’è persino un listino prezzi e se lo dice il Papa allora è vero, non è una diceria degli anticlericali! Quindi non era un pregiudizio che i preti si fan pagare. Ergo, il papa è buono e i preti sono tutti avidi di soldi”.

Un’altra lettrice mi ha scritto scrive:

“io mi sono sposata, ho avuto tre figli, mai chiesto soldi né per matrimonio, né per comunione e cresime. Chi poteva dava un’offerta, chi non poteva anzi veniva aiutato. Il parroco dava le vesti ai bambini affinché tutti fossero vestiti uguali”.

E aggiunge:

“mai visto in vita mia un listino dei prezzi e ho girato tante chiese e santuari. Mi addolora un attacco così forte alla chiesa e ai suoi ministri. Per mia esperienza in tanti anni ho visto molti sacerdoti generosi che aiutavano le famiglie più povere. La mia parrocchia per esempio sostiene mensilmente con viveri 70 famiglie. Certo, se le mancassero la offerte (volontarie) come potrebbe un parroco con 700 euro mensili aiutare i bisognosi?”.

ITALIA, CHIESA DI POPOLO

In Italia la stima popolare verso la Chiesa è grande. Si sa che i parroci sono uomini che donano tutta la loro vita a Dio e agli altri, che vivono con quattro soldi e ci sono sempre, per tutti, e aiutano tutti.

Le offerte libere e volontarie esprimono la gratitudine dei fedeli per i beni soprannaturali e gratuiti che ricevono in Chiesa (la salvezza di Cristo), che non potrebbero essere ripagati nemmeno con tutto l’oro del mondo.

Ma anche per l’educazione cristiana dei figli. E sovvengono ai bisogni materiali delle parrocchie, per le necessità delle chiese e della liturgia.

Sono un ottimo “investimento” anzitutto per la propria salvezza (“la carità cancella una moltitudine di peccati”), ma anche per il bene di tanti.

Tutte le opere della Chiesa sono state costruite per il popolo e con il popolo. A partire dalle cattedrali.

Celebre è il caso del Duomo di Milano di cui è stato appena pubblicato qualche registro delle offerte a cui partecipavano tutti, dalla povera vecchietta che donava un uovo alle meretrici della città (molto generose).

E i beni alimentari che affluivano per la fabbrica del Duomo andavano in una mensa dei poveri che provvedeva ai più sfortunati: proprio dalla formula latina “ad usum fabricae” è venuta l’espressione “mangiare il pane a ufo”.

Con la Chiesa tutti abbiamo sempre mangiato “a ufo” e sempre sarà così. Anzitutto il “pane” della salvezza, totalmente gratuito: Dio che è morto per noi, per la nostra felicità.

Ma anche il pane necessario al bisogno umano che non è solo fame materiale, ma anche solitudine, disperazione, malattia o bisogno di educazione.

BASTA MALIGNITA’

Lo Stato con la Chiesa ci ha “mangiato” più di tutti: lo stesso “otto per mille” ha la sua origine negli immensi espropri dei beni della Chiesa, frutto di secoli di donazioni. Espropri fatti dal neonato Stato italiano dal 1860 circa. Quindi l’otto per mille è solo un parziale risarcimento.

Del resto, secondo uno studio recente, le molteplici attività della Chiesa fanno risparmiare allo Stato italiano circa 11 miliardi di euro l’anno.

E anche la sua semplice presenza ci arricchisce: per esempio nel 2014 il turismo religioso nella città di Roma e nei santuari è stato valutato in 5 miliardi di dollari, unica voce in crescita in questo tempo di crisi nera.

Per non parlare delle missioni e di quello che la Chiesa, anche quella italiana, fa per i più diseredati del pianeta.

La mia lettrice, sconcertata, prosegue: “mi chiedo quando avrò il piacere di sentire papa Francesco parlare bene dei cristiani e della Chiesa”.

BERGOGLIO E I SOLDI

Da “Libero”, 23 novembre 2014 e sul Blog di Antonio Socci:

Purtroppo il bombardamento di papa Bergoglio non ha risparmiato nessuno. Ha “scorticato” i suoi predecessori con una sentenza affidata a Scalfari: “I Capi della Chiesa spesso sono stati narcisi, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani”.

Ha poi sistemato gli altri ecclesiastici con continue accuse di fariseismo, chiusura a Dio e ancora peggio. Ma il bersaglio preferito su cui papa Bergoglio ama picchiare duro sono i semplici cristiani. Dalle omelie di Santa Marta escono come il ricettacolo di ogni meschinità. E così pure religiosi e preti.

In particolare Bergoglio ama parlare dei soldi. Io penso che la sua preoccupazione maggiore dovrebbe essere per la perdita della fede di intere generazioni e di interi popoli, la perdita di Dio. Dovrebbe esortare i sacerdoti a farsi in quattro per “conquistare” le anime a Cristo.

Invece il papa argentino batte soprattutto sul tasto dei soldi. In queste ore, pure su internet, si coglie il dolore e anche l’arrabbiatura di molti parroci i quali già devono fare i conti con l’ostilità delle élite culturali e sociali.

Di fronte alla “demagogia peronista” ricordano che ogni anno, nelle parrocchie, si raccolgono i soldi per l’obolo di San Pietro (offerte che vanno proprio al Papa).

E ricordando che il Vaticano di Bergoglio ha recentemente dato la Cappella Sistina alla Porsche per un evento pubblicitario. Pure se i fondi ricavati andranno ai poveri, era proprio necessario affittare un luogo così sacro per una pubblicità?

Facile prendersela con soggetti deboli come i parroci. Molti di loro, amareggiati, si chiedono perché papa Bergoglio non se la prende piuttosto – e con ragione – con soggetti forti come i vescovi tedeschi.

PARLI DELLA GERMANIA

La Chiesa tedesca è una vera potenza economica: la sola Caritas tedesca impiega 500 mila persone a tempo pieno, quando il gruppo Volkswagen ne ha 389 mila.

Tutto questo grazie alla Kirchensteuer, la tassa ecclesiastica che dallo Stato nell’anno 2012 ha convogliato sulla Chiesa 5,9 miliardi di euro. Una cifra sei volte superiore all’otto per mille della Chiesa italiana che pure ha un numero di fedeli doppio di quella teutonica.

Dove sta il problema?

Mentre in Italia si decide liberamente se devolvere o no l’otto per mille, in Germania quella è una vera tassa imposta dallo Stato a chi all’anagrafe risulta cattolico.

E’ dunque obbligatoria. La si può evitare solo uscendo formalmente dalla Chiesa con una gravissima conseguenza: “Un decreto della Conferenza episcopale tedesca ha stabilito che il rifiuto del contributo implica il venir meno, per il fedele, dell’appartenenza alla Chiesa” (Massimo Borghesi).

La tassa è una specie di condizione “sine qua non” per accedere ai sacramenti. Questa decisione è stata contestata dalla Santa Sede al tempo di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Ma da papa Francesco nulla si è sentito.

I “progressisti” vescovi tedeschi sono molto bergogliani, sono stati fra i suoi principali sostenitori nel Conclave, hanno spinto il recente Sinodo verso l’eucarestia ai divorziati risposati e finanziano il Vaticano e le chiese del Terzo Mondo (America Latina compresa).
Ma perché papa Francesco, invece di strapazzare i parroci per motivi infondati, non prende di petto loro per questi seri motivi?

Il filosofo Robert Spaemann, amico di Joseph Ratzinger, ha osservato che in Germania “uomini che negano la resurrezione di Cristo rimangono professori di teologia cattolica e possono predicare in quanto cattolici durante le Messe.
Fedeli invece che non vogliono pagare la tassa per il culto vengono cacciati dalla Chiesa. C’è qualcosa che non va”.

Che dice Bergoglio?

Antonio Socci

Facebook: “Antonio Socci pagina ufficiale”

i professionisti della carità

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Premessa: sarò polemico.

Esistono anche da voi i professionisti della carità?
Quei tipici e folcloristici soggetti pronti e buoni ad ogni opera buona, purché non riguardi la loro sfera familiare, lavorativa o di vita comune.
Ebbene temo di conoscerne tanti e compiangerne parecchi.
Quelli che fanno del bene si, ma non nei luoghi in cui abitualmente operano, tipo famiglia e lavoro.
Si perché in famiglia in genere sono reduci da disastri sia di coppia che con i figli,
e al lavoro non disdegnano di devolvere ingenti somme di carità, bene, dimenticandosi magari di
emettere lo scontrino o di lavorare direttamente in NERO, direi male.

Soffrono poverini di evidenti problemi dicotomici, se da un lato appaiono dei santi dall’altro non lo sono affatto.

Riescono però a estirpare la fiducia di molti, specie coloro che si avvantaggiano del loro tempo e denaro, ottenendo promozioni e ruoli
per i quali sono ampiamente incompetenti ma siccome sono dei santi!!!
Chi mette becco nella vita privata?
Importante che ci si comporti da Santi, non che si sia Santi.+

DOMANDA PASTORALE :

E’ meglio dedicarsi ore e ore alla propria famiglia, sacrificando lo spazio per attività caritatevoli,
oppure meglio darsi da fare degli altri e che la famiglia se la cavi da sola, famiglia intesa come figli e moglie.

I professionisti della carità ragionano così: prima la carità PER GLI ALTRI poi la famiglia e il lavoro.

Risultato per loro, ottimo pregi ed onori, peccato che non la pensano così i figli, i dipendenti e spesso i fornitori, generando nelle persone esterne alla Chiesa un senso di ripulsa evidente.

Ma come un santo con un figlio e una famiglia così? Ma come possiamo avvicinarci?

Si lo so, sono drastico, ma la premessa è fare polemica.

A me i professionisti della carità fanno generalmente pena, in quanto invertono le priorità della vita cristiana.
Se si ha una famiglia e responsabilità di lavoro questi sono le armi per essere Santi, poi una volta che queste priorità diminuiscono allora ci si dedica anima e corpo ad altri, ma già curare la propria famiglia e la propria attività santamente è un LAVORARE PER LA CARITà DEGLI ALTRI.

Svolgere la Professione della carità dimenticandosi di figli e del lavoro seguendo una priorità che è più rivolta egoisticamente a sé stessi, non va bene.
Tanto più che non si deve fare ciò che ci piace ma quello che ci viene ordinato dalla Buona Novella, ove in Primis San Giuseppe curò la propria famiglia per far si che non mancasse nulla al Figlio e alla Madre, questi poi resero grazie a Lui e a Tutti Noi come ben sappiamo.

Chiesa Ricca tutta per i bisognosi.

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Oggi una bella notizia,
Il papà spende oltre 250 mila euro per le docce gratis dei clochard.
Magnifica iniziati va Santo Padre,
Tuttavia mi sorge una domanda:
Ma non aveva detto di volere una chiesa povera …..per i poveri?
Se dovesse essere povera dove li prende i molti soldi che servono per aiutare i poveri.
Lo so è polemica, e spicciola per giunta. Io sono nato e cresciuto polemico e soprattutto mi urta l'ipocrisia.
Frasi come questa: una Chiesapovera per i poveri ! La ritengo ridicola e massimamente ipocrita,
Preferisco una chiesa Ricca per Dare tutto ai poveri
Come l'esempi odierno riportato dalla Stampa romana.
Solo se si possiede ricchezza si può donarla,
Altrimenti se si è poveri cosa si dona di … Materiale?
Auspico che Le evangelizzazioni riescano ad attirare le risorse necessarie per intervenire sempre dove occorre dare una speranza anche materiale a chi ha bisogno, proprio
Oggi che la situazione si fa particolarmente grave.
Continuerò a pubblicare tecniche per attirare ricchezza in modo da poterla donare ai bisognosi.

Porlandi05

Effetto sensibilizzazione per la nuova evangelizzazione

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Tocca a me offrire post più pragmatici, rispetto a quelli del mio amico don Andrea. E allora assolvo con piacer il mio compito nella speranza di offrire stimoli e spunti di riflessione per tutte le persone di buona volontà che lavorano quotidianamente alla evangelizzazione.

Voglio presentarvi oggi i famosi studi sui comportamenti degli uomini per poter offrire dei pungoli (nudge in inglese ) gentili per far fare le scelte giuste alle persone, senza usare mezzi coercitivi, di norma controproducenti.

Parliamo qui dell’EFFETTO PRIMING, tradotto dell’effetto sensibilizzazione.
Iniziamo con un esempio:
In un ufficio c’era l’angolo del ristoro con varie bevande, dal caffè al the al latte, ecc. ecc. Il costo di ciò che si consumava era lasciato alla libera volontà delle persone. I soldi venivano riposti in una scatola detta “box dell’onestà”.
Affissi erano i prezzi consigliati per i prodotti consumati. Tuttavia di onestà non è che ce ne fosse molta, ( non era colpa degli italiani, poiché l’esperimento è stato svolto nel nord america).
Allora si è voluto sperimentare l’EFFETTO PRIMING, in italiano sensibilizzazione.
In pratica sopra il box dell’onestà furono apposti a turno varie immagine,tipo:
fiori, occhi che guardano, prati, occhi languiDI; piante , occhi severi, ecc. ecc.
Dopo circa un anno gli studiosi hanno tirato le conclusioni, in media quando vi erano apposti occhi, specie severi, nel box c’erano il triplo delle offerte, l’onestà trionfa se pensi che qualcuno ti possa …. spiare.
Inconsciamente le persone erano indotte a essere …oneste. Come se una parte del cervello si attiva solo se stimolato, e riflette che è meglio essere onesti, poiché esistono anche gli altri.

Centinaia di esperimenti confermano che noi tutti siamo influenzabili con effetti Priming che ci spingono a compiere meglio le nostre azioni senza minacce o coercizioni, semplicemente facciamo scattare un meccanismo psicologico dentro di noi che ci fa rifletter meglio su ciò che desideriamo fare. Senza lo stimolo, come se non ci pensiamo e tiriamo diritto.

Allora cari amici evangelizzatori, sfruttate l’effetto Priming, stimolate e sensibilizzate con immagini, ambienti stimolanti, parole pensate e tutte gli stimoli e sensibilizzazioni che possano indirizzare la bontà delle persone ad emergere e magari approfondite l’effetto priming per prendere spunti utili.
Altrimenti rimane soffocata dalla pigrizia dei cattivi comportamenti e sappiamo che ne saremo responsabili.
Si perché per l’umano è molto più economico e meno faticoso comportarsi male.
Siate creativi nel realizzare nudge (pungoli) che evangelizzano le persone.
Occorre stimolare in modo creativo e positivo.
Comportarsi costa fatica, ma se sensibilizzata allora la persona si converte facilmente.

grazie

La medaglia ‘miracolosa’: l’instagram pastorale e spirituale ancora più diffuso e vivace

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Eh già!

Anche instagram come tante apparenti innovazioni tecnologiche – e dunque declinazioni culturali – non è una grande novità. Non voglio apparire irriverente nei confronti della Madonna, ma: a pensarci bene Maria – attraverso le apparizioni a Santa Caterina Labouré – è stata la prima a farsi ritrarre e a chiedere che la sua immagine fosse diffusa il più possibile, in tutto il mondo. Il 27 novembre cade la ‘festa’ della medaglia miracolosa. Qui sotto un po di storia, su una realtà pastorale e spirituale ancora molto viva ed efficace tra il popolo di Dio. Chissà che noi cattolici non torniamo ad essere un po più orgogliosi della nostra tradizione – sempre viva e rinnovatrice – piuttosto che scimmiottare miseramente i ‘tempi’ e le ‘mode’ per elemosinare manciate di applausi…mondani.

La Medaglia

Il 27 Novembre 1830 alle 17,30, durante la meditazione nella cappella, Caterina vede come due quadri viventi che passano in dissolvenza incrociata.

Nel primo, la Santa Vergine è in piedi su una semisfera (globo terrestre) e tiene tra le mani un piccolo globo dorato. I piedi di Maria schiacciano un serpente.

Nel secondo, dalle sue mani aperte escono raggi di uno splendore abbagliante. Nello stesso tempo Caterina ode una voce, che dice:

«Questi raggi sono il simbolo delle grazie che io riverso su coloro che me le domandano».

Poi un ovale si forma attorno all’apparizione e Caterina vede scriversi in un semicerchio questa invocazione, prima sconosciuta.

« O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te ».

scritta in lettere d’ oro.

Subito dopo la medaglia si gira e Caterina vede il rovescio: in alto una croce sormonta la M di Maria, in basso due cuori, l’uno incoronato di spine, l’altro trapassato da una spada. Caterina ode allora queste parole:

«Fai coniare una medaglia, secondo questo modello. Coloro che la porteranno con fede riceveranno grandi grazie»

Nel mese di dicembre del 1830, durante la meditazione, Caterina sente di nuovo un fruscio, questa volta dietro l’altare. Lo stesso quadro della medaglia si presenta vicino al tabernacolo, ma un po’ più in dietro.

«Questi raggi sono il simbolo delle grazie che la Santa Vergine ottiene per le persone che gliele chiedono… Non mi vedrai più».

E’ la fine delle apparizioni. Caterina riferisce al suo confessore, il Padre Aladel, circa le richieste della Madonna. Il Sacerdote reagisce negativamente, proibisce a Caterina di pensare a queste cose.

Il 30 Gennaio 1831, il noviziato termina e Caterina prende l’abito. Il giorno dopo, va all’ospizio di Enghien fondato dalla famiglia d’Orléans, che si trova al N° 12 di via de Picpus, à Reuilly, nella zona Est di Parigi, in un quartiere povero, dove lei servirà i poveri per ben 46 anni, in incognito.

Significati

Le parole e le immagini impresse sul diritto della medaglia esprimono un messaggio con tre aspetti intimamente legati.

« O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te ».

…miracolosa

Qualche mese dopo le apparizioni, Suor Caterina, inviata al ricovero di Enghein (Parigi, 12°) per curare gli anziani, si mette al lavoro. Ma una voce interiore insiste: si deve far coniare la medaglia. Caterina ne riparla al suo confessore, Padre Aladel.

Nel Febbraio 1832 scoppia a Parigi una terribile epidemia di colera, che provocherà più di 20.000 morti. In Giugno le Figlie della Carità cominciano a distribuire le prime 2.000 medaglie, fatte coniare da Padre Aladel.

Le guarigioni si moltiplicano, come le protezioni e le conversioni. Fu un avvenimento straordinario. Il popolo di Parigi chiamò la medaglia «miracolosa».

Nell’autunno 1834 c’erano già più di 500.000 medaglie. Nel 1835 nel mondo intero ce n’era già più di un milione. Nel 1839 la medaglia era diffusa in più di dieci milioni di esemplari. Alla morte di suor Caterina, nel 1876, si contava già più di un miliardo di medaglie!

…luminosa

L’identità di Maria ci è rivelata qui esplicitamente: la Vergine Maria è immacolata fin dal concepimento. Da questo privilegio, che le deriva dai meriti della Passione di suo Figlio Gesù Cristo, ne scaturisce tutta la sua potenza d’intercessione, che ella esercita per coloro che la pregano. Ed è per questo che la Vergine invita tutti gli uomini a ricorrere a Lei nelle difficoltà della vita.

L’ 8 dicembre 1854 Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione: Maria, per una grazia speciale, che Le è stata concessa prima della Redenzione, meritata da suo Figlio, è senza peccato fin dal suo concepimento.

Quattro anni più tardi, nel 1858, le apparizioni di Lourdes confermeranno a Bernadetta Soubirous il privilegio della Madre di Dio.

I suoi piedi sono posati sulla metà del globo e schiacciano la testa al serpente

La semi sfera è il globo terrestre, il mondo. Il serpente, come presso gli Ebrei e i Cristiani, simboleggia Satana e le forze del male.

La Vergine Maria stessa, è impegnata nella battaglia spirituale, nella lotta contro il male, di cui il nostro mondo è il campo di battaglia. Maria ci chiama ad entrare nella logica di Dio, che non è la logica di questo mondo. E’ questa la grazia autentica, quella della conversione, che il cristiano deve chiedere a Maria per trasmetterla al mondo.

Le sue mani sono aperte e le sue dita sono ornate di anelli ricoperti di pietre preziose, dalle quali escono raggi, che cadono sulla terra, allargandosi verso il basso.

Lo splendore di questi raggi, come la bellezza e la luce dell’apparizione, descritte da Caterina, richiamano, giustificano e nutrono la nostra fiducia nella fedeltà di Maria (gli anelli) nei confronti del suo Creatore e verso i suoi figli, nell’efficacia del suo intervento (i raggi di grazia, che cadono sulla terra) e nella vittoria finale (la luce), poiché lei stessa, prima discepola, è la primizia dei salvati.

…dolorosa

La medaglia porta sul suo rovescio una lettera e delle immagini, che ci introducono nel segreto di Maria.

La lettera « M » è sormontata da una croceLa « M » è l’iniziale di Maria, la croce è quella di Cristo.

I due segni intrecciati mostrano il rapporto indissolubile che lega Cristo alla sua santissima Madre. Maria è associata alla missione di Salvezza dell’umanità da parte del figlio suo Gesù e partecipa, attraverso la sua compassione (cum+ patire= patire insieme), all’atto stesso del sacrificio redentivo di Cristo.

In basso, due cuori, l’uno circondato da una corona di spine, l’altro trapassato da una spada:

il cuore coronato di spine è il cuore di Gesù. Ricorda l’episodio crudele della Passione di Cristo, prima della morte, raccontata nei Vangeli. Il cuore simboleggia la sua Passione d’amore per gli uomini.

Il cuore trafitto da una spada è il cuore di Maria, sua Madre. Si riferisce alla profezia di Simeone, raccontata nei Vangeli, il giorno della presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme da Maria e Giuseppe. Simboleggia l’amore di Cristo, che è in Maria e richiama il suo amore per noi, per la nostra salvezza e l’accettazione del sacrificio del suo Figlio.

L’accostamento dei due Cuori esprime che la vita di Maria è vita d’intima unione con Gesù.

Attorno sono raffigurate dodici stelle.

Corrispondono ai dodici apostoli e rappresentano la Chiesa. Essere Chiesa, significa amare Cristo, partecipare alla sua passione, per la Salvezza del mondo. Ogni battezzato è invitato ad associarsi alla missione del Cristo, unendo il suo cuore ai Cuori di Gesù e di Maria.

La medaglia è un richiamo alla coscienze di ciascuno, perché scelga, come Cristo e Maria, la via dell’amore, fino al dono totale di sé.

Caterina Labouré morì in pace il 31 dicembre 1876: «Parto per il cielo… vado a vedere Nostro Signore, sua Madre e san Vincenzo».

Nel 1933, in occasione della sua beatificazione, si aprì il loculo nella cappella di Reuilly. Il corpo di Caterina fu ritrovato intatto e trasferito nella cappella della rue du Bac; qui venne installato sotto l’altare della Vergine al Globo.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL PDF CON LA RICERCA STORICA MONOS_2009giu19_Storia_Medaglia_Miracolosa

Buona lettura e buona preghiera! d.Andrea