La teoria del Vangelo nel fare lo scemo

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Non riesco a trattenermi e avverto di nuovo che sarò polemico, che ci posso fare è la mia natura, con la quale devo convivere. Per chi è troppo sensibile alle polemiche consiglio umilmente di non leggere.

Ma proprio non posso frenare quanto ho dentro dopo aver ascoltato e letto alcune frasi del S. Padre. Potete leggere cliccando nel link l’intero colloquio in fondo al post. Io in particolare voglio polemizzare su queste due frasi:

Papa Francesco: IN TEORIA, possiamo dire che una reazione violenta davanti a un’offesa, a una provocazione, in teoria sì, non è una cosa buona, non si deve fare. In teoria, possiamo dire quello che il Vangelo dice, che dobbiamo dare l’altra guancia. In teoria, possiamo dire che noi abbiamo la libertà di esprimere e questa è importante. Nella teoria siamo tutti d’accordo, ma siamo umani, e c’è la prudenza, che è una virtù della convivenza umana. Io non posso insultare, provocare una persona continuamente, perché rischio di farla arrabbiare, rischio di ricevere una reazione non giusta, non giusta. Ma è umano, quello. Per questo dico che la libertà di espressione deve tenere conto della realtà umana e perciò dico [che] deve essere prudente. È una maniera di dire che deve essere educata, pure, no? Prudente: la prudenza è la virtù umana che regola i nostri rapporti. Io posso andare fino a qui, posso andare di là, di là … Questo volevo dire: che in teoria siamo tutti d’accordi: c’è libertà di espressione, una reazione violenta non è buona, è cattiva sempre. Tutti d’accordo. Ma nella pratica fermiamoci un po’, perché siamo umani e rischiamo di pro-vo-care gli altri e per questo la libertà deve essere accompagnata dalla prudenza. Quello volevo dire.

Insomma ho studiato per 7 anni teorie che poi, noi essendo umani non siamo in grado di metter in pratica. Una sorta di ideologia socialistoide  che  dall’alto ci detta una strada che è talmente ideale per noi tutti che essendo umani non possiamo ne capire ne percorrere, e quindi   possiamo fare come ci pare. Cavolo questo aspetto non lo sapevo. Mi Scusi l’impertinenza Santo Padre, ma allora in TEORIA il vangelo dice di stare con gli ultimi, Poveri materiali e poveri in Spirito, ma siccome siamo Umani, direi che posso anche fregarmene. Sa la teoria è una cosa e la pratica realtà un’altra. Ci metta poi che il denaro ha detto che è lo sterco del demonio, non mi permetterei mai di offrirlo ai poveri, lo sterco proprio no. Meglio sorrisi e vezzi. O lo sterco potrebbe far comodo ai poveri?

Oppure ho capito male? Strano pensavo che il Vangelo sia da vivere, in tutto e fino in fondo. Evidentemente mi hanno insegnato male, oppure ho capito e studiato male io.

Papa Francesco: Forte questa, eh? La corruzione oggi nel mondo è all’ordine del giorno e l’atteggiamento corrotto trova subito facilmente nido nelle istituzioni. Perché un’istituzione che ha tanti brani (parti?) lì e là, ha tanti capi e vicecapi, è tanto facile lì di cadere o annidare la corruzione………Io ricordo una volta, anno 1994, appena nominato vescovo del quartiere di Flores a Buenos Aires, sono venuti da me due impiegati o funzionari di un ministero a dirmi: “Ma lei ha tanto bisogno qui, con tanti poveri, nelle Villas miserias”. “Oh, si”, ho detto io, e ho raccontato. “Ma noi possiamo aiutare. Noi abbiamo, se lei vuole, un aiuto di 400.000 pesos”. A quel tempo il peso e il dollaro erano 1 a 1: 400.000 dollari. “E voi potete fare?”. “Ma si, si”. Io ascoltavo, perché quando l’offerta è tanto grande, anche il Santos sfida; e poi andando avanti: “Ma, per fare questo, noi facciamo il deposito e poi lei ci dà la metà a noi”. In quel momento io ho pensato cosa fare: o li insulto e do loro un calcio dove non dà il sole, o faccio lo scemo. E ho fatto lo scemo. Ho detto, ma con la verità, ho detto: “Lei sa che noi nelle vicarie noi non abbiamo conto; lei deve fare il deposito in arcivescovado con la ricevuta”. E lì è tutto. “Ah, non sapevamo … piacere” e se ne sono andati….

Quindi anche nel caso in cui venissi corrotto, devo fare  da cattolico LO SCEMO. Che bell’esempio di virtù cristiana. Già dimenticavo che in Teoria il Vangelo dice di dire SI SI o NO NON. Ma essendo uomini, meglio nella realtà fare lo scemo e dire ni ni e so so. Mi vengono molti ma molti dubbi!! Non dovrei forse denunciare il fatto? Non dovrei forse tentare di far convertire con il mio comportamento il fratello che sbaglia? Anche in questo caso mi hanno insegnato male. Devo fare lo scemo, lo gnorri, l’ignavo, sorridere fare una battutina e far finta di nulla. A sto punto non capisco più niente.

Comincio ad aver molti dubbi su ciò che pensavo di aver capito dopo anni di studi sul cristianesimo. Evidente che mi devo rimettere a pregare per capire e studiare per capire meglio.
Sono personalmente stordito dopo ste affermazioni a ruota libera.

Clicca per leggere il :testo integrale trascritto colloquio del Santo Padre sull’aereo di ritorno da Manila

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4 pensieri riguardo “La teoria del Vangelo nel fare lo scemo

    Anna ketty diomedi ha detto:
    24 gennaio 2015 alle 00:17

    Avevo già letto queste frasi del S. Padre. .. in un primo momento sono rimasta perplessa .. ma riflette quello che la maggior parte degli uomini pensa …. so perfettamente che nessuna forma di provocazione può giustificare atti di violenza verbale o fisica ..è quello che puntualmente insegniamo ai nostri alunni , penso altresì che per fermare tali atti di violenza occorra che la persona più intelligente e di buon senso si fermi prima che possa accadere l’irreparabile. Quindi non penso che le teorie studiate siano sbagliate..le frasi pronunciate dal S. Padre volevano, secondo me, invitare tutti noi ad affrontare i problemi con gli altri con razionalità, intelligenza ed umiltà, ad evitare gli scontri e trovare invece dei punti di incontro.

      paolorlandi55 ha risposto:
      24 gennaio 2015 alle 10:09

      dCia Ketty, siamo d’accordo, ma comprenderai che il Santo Padre, non è uno qualunque e quando parla dovrebbe conoscere i meccanismi della comunicazione che possono distorcere e fuorviare. Frasi a ruota libera senza riflettere a fondo portano solo scompiglio. non credì?

    Pasquale Sciorilli ha detto:
    24 gennaio 2015 alle 08:26

    Penso che cercare di essere fedeli al “parare l’altra guancia” o al “dare tutto ai poveri per seguire il Signore”, siano stati da sempre poco seguiti nel mondo cattolico, tranne pochissimi casi che vengono portati ad esempio. Ha dato invece luogo a un certo stupido “buonismo”. C’è una frase molto vera che afferma: fa’ quel che il prete dice e non quel che il prete fa. E proprio per questo il cattolicesimo è da molti recepito come ipocrita. La natura umana ci è stata data dal Signore, certo noi la dobbiamo perfezionare, ma non possiamo prescindere da essa. Se vedo qualcuno che cerca di violentare una mia sorella non gli dò anche l’altra ma, se ho un badile a portata di mano, glielo do’ volentieri in testa. Si chiama legittima difesa. Quel che è possibile per una minoranza non è auspicabile per la maggioranza, altrimenti saremo soggetti alla violenza e alla prevaricazione del primo che passa. Papa Francesco è molto seguito perchè prima ancora che da “bigotto” cattolico parla da uomo. La perfezione non è di questo mondo ma di un mondo “altro” da questo dove i principi in vigore non sono certamente quelli validi qui da noi. Lo stesso dicasi per il figliare come conigli. Una volta i figli erano una ricchezza sia per le famiglie che per le nazioni. Pensavano poi le ricorrenti guerre, pestilenze e carestie a riequilibrare le cose. Oggi che non è più così credo che sia auspicabile una paternità e maternità controllati che ovviamente non deve impedire a chi responsabilmente vuole avere parecchi figli di poterlo fare. La religione cattolica deve avere la capacità di adattamento, altrimenti staremo ancora qui a sostenere che è il sole a girare attorno alla terra e non viceversa. La Chiesa ha da tempo abbandonato la lettura fondamentalista (letterale) della Bibbia. Le Sacre Scritture vanno prima “contestualizzate” e poi “adattate” ai diversi tempi e luoghi senza perderne, ovviamente, lo spirito originario. Credo che proprio in questo consiste la ricchezza e la vivacità del cattolicesimo. Grazie!

      paolorlandi55 ha risposto:
      24 gennaio 2015 alle 10:12

      Grazie sig. Pasquale per il suo intervento. Concordo con lei che la ricchezza e la vivacità del cattolicesimo sia un ermeneutica sulla realtà in modo da adattare il senso letterale al mondo. Ma quando si tocca la profondità di alcuni insegnamenti evangelici, temo che si va un po’ oltre. A dire il vero noi tendiamo alla perfezione, cercando il Regno di Dio già sulla terra, questo perlomeno insegnano a teologia. Se poi questo lo consideriamo fuori tempo, allora cambia tutto, ma proprio tutto. grazxie ancora per la sua arguta riflessione.

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