Mese: febbraio 2015

La Comunicazione per una Pastorale rivolta a chi non ascolta

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La comunicazione è assai complessa. Per questo mi sembra doveroso approfondire il tema, in quanto molte parrocchie, direi la maggior parte, per lo meno qua dove abito io, comunicano assai poco e male. Limitandosi al minimo indispensabile.

In genere ci si affida ai comunicati a fine celebrazione eucaristica oppure con avvisi su bacheche, come la foto incipit del post. Alcuni più intraprendenti scrivono dei giornalini che poi vengono consegnati ai parrocchiani celebranti oppure consegnati a casa da volontari. Il mio Parroco è riuscito anche a trasmette le Messe della Domenica via Radio grazie alla sua passione per la tecnologia ed un tecnico Rai.

Ma Domandiamoci: FUNZIONA? Arriva il Messaggio? Viene capito e accolto? Con quali risultati?

Credo che la comunicazione rivolta a coloro che già frequentano la Parrocchia possa trovare ampia soddisfazione da forme comunicative minime. Facile comunicare a chi intende ascoltare, tuttavia la difficoltà si presenta nel momento in cui si deve comunicare meglio ciò che i Cristiani della Parrocchia fanno a chi NON intende ascoltare per vari motivi. D’altronde però il nostro apostolato ci spinge a comunicare proprio con coloro che sono lontani dalla Chiesa.

Allora penso che queste minime comunicazioni NON SERVONO A NULLA, in quanto il loro Bersaglio (Target) è quello che intende ascoltare tali comunicati.

Occorre fare uno Sforzo non indifferente per Comunicare Meglio alle Persone Lontane dalla Chiesa e che invece nel fondo della loro coscienza NON aspettano altro.
INSOMMA OCCORRE UNA COMUNICAZIONE RIVOLTA A UN TARGET ben INDIVIDUATO
(si dice così nel gergo del marketing)
il Messaggio è come un Codice , chi lo riceve lo deve capire e decodificare.
Se parliamo nel gergo della Chiesa, SI parla solo a coloro che lo capiscono non a chi è lontano da quel codice.
Inoltre occorre considerare che la comunicazione normalmente è disturbata dal rumore, ovvero tutta una serie di suoni e impedimenti che impediscono la ricezione del messaggio, tipo pregiudizi, tipo il razionalismo, tipo la distanza o i mezzi di comunicazione usati ecc. ecc.
Occorre tenere conto dei rumori e cercare di limitare il loro influsso su chi ascolta.
Necessitiamo di scegliere il canale comunicativo giusto a secondo di chi ci rivolgiamo.
Il mezzo deve cambiare a seconda delle persone a cui si comunica. Un conto parlare alle donne, un altro agli uomini, un conto ai giovanissimi un altro ai giovani o meno giovani.
Infine occorre aspettare un feedback ovvero una retro-azione da parte di chi intendiamo comunicare. Se insufficiente allora qualcosa non ha funzionato e si deve ricominciare da capo. Trial and error.

TUTTAVIA lo Sforzo per una Comunicazione efficacia deve essere fatto.
Brevemenete il Processo si compone di 7 FASI:
1- Identificare a chi ci vogliamo rivolgere (il TARGET , IL BERSAGLIO)
2- OBIETTIVI che ci si prefigge
3-definizione del messaggio (magari faremo un post all’uopo)
4- scelta del canale comunicativo (oggi più che mai assai ampio ed economico, ma occorre lavorarci sopra bene)
5- definizione delle persone e del budget per le varie fasi
6- misurazione dell’effetto riscontrato (c’è sempre modo di verificare, sempre)
7- coordinamento delle varie fasi e valutazione successive

Per ora come prima riflessione può essere sufficiente. Se avete dubbi o richieste di aiuto restiamo a vostra disposizione
compilare il format

sotto.

Il contagioso brusio del Vangelo

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Prendo spunto dalle ultime due letture domenicali del Vangelo per una riflessione.

Marco 1,28 : La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Il Salvatore si è fatto conoscere a tutti attraverso due fatti eclatanti:
1- guarire gli ammalati
2- scacciare i demoni

Insomma due assolute enormità. Immaginiamo di essere a Cafarnao. La suocera di Pietro gravemente malata, improvvisamente guarisce e si mette a servire. Penso ad esempio che si sarà recata prendere l’acqua tra l’incredulità generale. Qualcuno avrà domandato lei cosa l’abbia fatta guarire e come e soprattutto chi.

Lei avrà risposto. Chi ha ascoltato magari ha familiari malati, corre a casa per portarli dal taumaturgo.
Idem per gli indemoniati esorcizzati.

Dice il Vangelo di Marco 1,29 ss : In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Insomma in poco tempo si fece conoscere, la voce si sparse velocemente grazie a questi due fenomeni, che possiamo chiamare Nudge, ovvero dei cunei per forzare la porta indurita delle persone e avvicinare tutti, infatti tutta la città (in senso lato, sappiamo che era un villaggio di non molte persone, però tutte in poco tempo furono raggiunte dalle voci) in poco tempo si accalca di fronte la porta.

La prossima domenica troviamo proprio un episodio illuminante sempre sullo stesso tema: Marco 1,40 ss

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Insomma il Brusio, buzz in inglese, è micidiale, permette di far conoscer fatti in brevissimo tempo. A patto che siano fatti che colpiscono le persone (come magari l’immagine che ho scelto, un pallone gigante che distrugge un palazzo).

Nel Marketing sono meccanismi molto ben conosciuti. Fatti che Innescano la viralità e permettono di diffondere un prodotto come se fosse un virus. Tanto più rapidamente quanto più il prodotto stesso mantiene le promesse.

Il Cristianesimo delle origini prese piede storicamente proprio per curare gli infermi tutti chiunque essi fossero a differenze di tutte le altre religioni che rimanevano sempre settarie ed elitarie. E si diffuse in maniera esponenziale in modo impressionante. E siccome ancora oggi il Vangelo risulta Veritiero oltre un miliardo si professano Cristiani.

Cosa ci può insegnare per la Pastorale questo. Di certo un miracolo aiuta a diffondere il messaggio evangelico.
Occorre ideare iniziative sorprendenti, che facciano parlare. Se riuscissimo a ideare iniziative tali da far parlare le persone, riusciremmo a lanciare un virus benevolo che porta con se i valori del Vangelo.
Occorre poi comunicare le iniziative in modo da lanciare il virus per scatenare un “buzz” positivo.
Fatti che colpiscono e che possano essere sorprendenti e da divulgare all’esterno
Spesso ci si limita a dirle a fine Messa, che a me disturba un bel po’.
Secondo me in Parrocchia ci dovrebbe essere un mini comitato di persone GIOVANI, incaricate di diffondere le iniziative che vengono portate avanti.

Occorre FAR CONOSCERE all’esterno della cerchia Parrocchiale, che bene o male lo viene a sapere.
Sono i molti che non sono vicini alla parrocchia che non conoscono ciò che fa la parrocchia.
Anche solo le iniziative per gli anziani e i poveri.
Gesù Stesso appena il villaggio era a conoscenza si fa portare da altri che non lo conoscono ancora. Non sta li a prendere elogi, ma continua a infettare le persone a portare il Vangelo.
Sceglie tra l’altro un modo semplice , guarire le persone, che colpisce.
Ecco penso che per la Pastorale sia Importante trovare modi semplici che infettino le persone e Iniziare a infettare del Vangelo tutti.

Qul

Il brainstorming pastorale

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Spesso mi capitava di partecipare a riunioni molto noiose. In ogni settore, dall’ufficio alla parrocchia a scuola. Alcune di esse sono dettate da regolamenti rigidi che non possono far altro che generare noia.
Tuttavia a volte la riunione era indetta per risolvere un problema oppure trovare una soluzione o organizzare qualche evento o prodotto.
In tutti questi ultimi casi, la riunione risultava spesso inutile, secondo me, in quanto coloro che la avevano indetta già avevano la soluzione e la riunione era solo il modo ipocrita di far condividere la loro decisione.
Queste riunioni sono il modo peggiore per affrontare le situazioni e per coinvolgere tutti e per innescare interesse.

Propongo in questo post di sfruttare una tecnica che spero tutti conoscono ma nessuno alla fine applica, soprattutto in Italia.

IL BRAIN – STORMING

Ovvero una tempesta di cervelli che si impegnano a “vomitare idee” intuitive per offrire il loro contributo. Ovvio che molte risultano boiate pazzesche, ma vi assicuro molte invece risulteranno interessanti, magari grezze e da lavorarci sopra, ma molto interessanti.

Innescare il meccanismo della tempesta non è facilissimo. Occorre un innesco, occorre un tempo, occorre anche uno spazio adatto direi che la sala parrocchiale per le riunione con la sua aria stantia e sciattezza non va bene), da ultimo uno che ripara dalla tempesta e raccoglie i fulmini cervellotici. Non esiste una regola unica, ma occorre provare e riprovare, e soprattutto allenare le persone al metodo creativo.

Una volta però innescato vi assicuro che le idee, i progetti e la condivisione per realizzarli saranno assicurati.

Le basi per realizzare un brainstorming le potete facilmente trovare online, mi permetto di indicare i punti essenziali per la riuscita:

1- individuare bene un problema da risolvere (tipo gita fuori porta, il campo estivo, il patrono, idee per la pastorale ecc. ecc. )
2- indicare il tempo in modo preciso, mettere un paletto da superare (direi minimo una ora, ma non oltre un’ora e mezza)
3- tanti pennarelli e post-it e se volete giornali riviste libri e bloc notes.
4- fateli stare comodi e attivi
5- imponete un limite di idee minime da raggiungere (per iniziare direi almeno una ogni due minuti circa 30 all’ora , poi una volta allenati arriverete a 100 all’ora)
6- fate parlare tutti, fate ordine tra le chiamate, senza però spronare chi non parla, o parla troppo, risulterebbe poco spontaneo.
7- tirare le fila del tutto ma …. un’altra volta nel senso che finita la tempesta, si fa festa e poi in un’altra occasione si esaminano le varie proposte insieme.

1- Bis siamo Cristiani suggerisco per miglior raccoglimento di pregare all’inizio e alla fine l’illuminazione dello spirito Santo.

Provateci sono sicuro che troverete la creatività utile per migliorare la Pastorale e portare in modo sempre migliore la luce del Vangelo tra le persone.