Mese: giugno 2015

“Ripensare la famiglia”: per un approccio critico al Sinodo

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Cari amici,

vi propongo un piccolo testo di don Vinicio Albanesi intitolato: Ripensare la famiglia. Per un cambio di passo nella Chiesa. Edizioni Ancora 2015.

Ritengo di particolare interesse il messaggio sintetico che se ne può trarre: la necessità di rimettere al centro il Matrimonio come sacramento. Dico di particolare interesse perchè don Vinicio – già presidente del Tribunale ecclesiastico piceno – riesce a riportare l’attenzione sulla necessità di ripartire nel matrimonio – ma in generale nella vita della chiesa – dalla dimenzione sacramentale e dunque spirituale.

Il testo di presenta come un’agile e immediata meditazione. La lettura non viene appesantita da argomentazioni ‘per pochi esperti’, così da permettere un approccio a laici e sacerdoti senza troppe difficoltà concettuali.

Di fatto – sappiamo bene – in merito a questo Sinodo si sta dicendo ‘tutto e il contrario di tutto’, perdersi dietro alle nostalgie o a illusorie aperture future mi sembra eccessivamente ingenuo come atteggiamento per una persona credente. Nessun pontefice può negare 2000 anni di cammino compiuto dalla Chiesa come prassi sacramentale e normativa, ma allo stesso tempo è giunto il momento di un intelligente e sapiente ‘ripensamento’ – come sottolinea l’autore – capace di rendere ancora giovane e comprensibile il millenario tesoro che abbiamo ereditato.

Dunque bando alle facilonerie e alle sciocche ingenuità, apprezziamo e cerchiamo di fare sempre più nostro invece il grande patrimonio che i nostri ‘padri’ ci hanno consegnato.

Buona lettura, don Andrea.

L’indispensabile economia: promuovere la creatività imprenditoriale. Dalla Enciclica Laudato Si.

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Nel giorno dedicato ai SS. Pietro e Paolo scrivo  riflessioni spontanee  delle enciclica Laudato Si emanata pochi giorni fa. In particolare su quella parte che parla degli aspetti che maggiormente mi stanno a cuore ovvero il lavoro e l’imprenditore.

Sia Pietro che Paolo erano artigiani. Il primo pescatore e l’altro costruttore di Tende. Paolo in specie più volte parla di come si mantenga del proprio lavoro e quanto sia importante questo aspetto per tutta la comunità e per coloro che sono chiamati a farne parte.

Dai cap. 124 ai 130 l’Enciclica si sofferma a considerare la necessità di difendere il lavoro.  Oggi più che mai occorre levare un grido cristiano contro i soprusi che si stanno perpetrando contro l’uomo e la sua dignità di mettere in pratica i suoi talenti attraverso il lavoro. Si richiama ovviamente la splendida enciclica Laborem Exercens e gli aspetti teologici che esaltano, unica tra tutte le culture religiose e laiche, il LAVORO dell’Uomo paragonato sempre alla creazione libera di Dio.

Al punto 125 si parla espressamente di quanto sia fondamentale la dignità del lavoro, qualunque esso sia, e la relazione interpersonale di cui necessita. Per il Cristiano poi l’Ora et Labora Monastica diventa paradigma primario.

Si pone dunque l’uomo al centro di tutto insieme anche alle sue relazione con gli altri uomini, ed il lavoro ” dovrebbe essere l’ambito di questo multiforme sviluppo personale, dove si mettono in gioco molte dimensioni della vita: la creatività, la proiezione nel futuro, lo sviluppo delle capacità, l’esercizio dei valori, la comunicazione con gli alte, un atteggiamento di adorazione. …… pertanto si esige che si continui a perseguire quale priorità.

  Sottolineando come il lavoro sia una necessità per la realizzazione del essere uomini si sottolinea come il lavoro non è elemosina.

“In questo senso aiutare i poveri con il denaro deve essere un rimedio provvisorio per fare fronte a delle emergenze.

IL VERO OBIETTIVO DOVREBBE ESSERE SEMPRE DI CONSENTIRE

LORO UNA VITA DEGNA MEDIANTE IL LAVORO”

Questo deve essere chiaro a tutti i missionari, che Dio li illumini per ampliare le loro offerte di aiuto anche alla imprenditorialità.

Oggi più che mai occorre dare a tutti la possibilità di LAVORARE della Propria Creatività e Dignità. Non solo Elemosina ma LAVORO. Quindi un inno alla SUSSIDIARIETà al fatto che occorre dal basso dare a tutti la possibilità di fare, realizzare, creare. Contro i tanti infiniti soprusi di chi ha troppo, troppa terra, troppo denaro, troppo di tutto e non offre la possibilità a chi non ha e non avrà mai la possibilità se questa non gli viene offerta. INSOMMA CONTRO TUTTE LE FORME DI DITTATURA DELLE RENDITE PARASSITARIE. In Italia come in tutto il mondo sono queste che il cristiano deve combattere per offrire a tutti la possibilità di vivere la propria vita con la dignità che gli spetta alla luce del Vangelo.

Si tratta di GIUSTIZIA STORICA  specie in quei paesi, italia inclusa in cui chi ha da centinaia di anni impedisce a chi ha idee forza e creatività di sviluppare le proprie potenzialità.

BASTA CON coloro hanno ereditato intere fortune SENZA ALCUN MERITO

e

NON LE SANNO FAR FRUTTARE

e

usurpano il diritto di interi popoli ad auto determinare le proprie vite attraverso il lavoro. 

SI DIA LA POSSIBILITA’ AI GIOVANI (non in senso anagrafico)  DI RISCHIARE CON LE PROPRIE MANI.

129 _: Perché continui ad essere possibile offire occupazione,

è indispensabile

promuovere una economia

che favorisca la diversificazione produttiva e

la creatività imprenditoriale. 

Si parla di INDISPENSABILE economia che dia la possibilità di essere imprenditori!!! Più chiaro di così!! E noi che viviamo nelle Marhce,  a tutti gli Italiani che vivono nei piccoli-grandi distretti industriali ove micro-grandi imprenditori si prodigano con la loro creatività a lavorare in proprio e  a rendere ricca il loro territorio.  Ed il chiaro riferimento all’importanza dell’imprese a nel territorio.

l’attività imprenditoriale che è una nobile vocazione orientata a produrre ricchezza e a migliorare il mondo di tutti,

può essere un modo molto fecondo per promuovere la regione in cui colloca le sue attività,

soprattutto se comprende che la creazione dei posti di lavoro è parte imprenscindibile del suo servizio al bene comune !

Cosa volere di più da una ENCICLICA che in questi punti valorizza e mi onora, tutti gli studi da me fatti negli ultimi anni dalla Laurea in Ec. Aziendale  a  ca’ Foscari e completati alla Pontificia Univ. Lateranense con la licenza in Teologia Pastorale ove ho dedicato la tesi all’imprenditore cristiano.

Esalta il passato, il presente e speriamo il futuro della Imprenditorialità specie quella tipica delle piccole e medie aziende italiane. Se pensate poi che è per il mondo intero significa anche replicare il successo della nostra tipica economia in tutto il mondo.

Bastano questi punti centrali per farmi capire quanto sia importante oggi più che mai offrire il mio contributo e talento al servizio delle persone che vogliono esser imprenditori alla luce di Cristo.

Oggi nel ricordo dei due Santi Pietro e Paolo, artigiani, cristiani e pilastri della Chiesa dedichiamo questo post a tutti coloro che soffrono e lottano per la dignità  del lavoro.

 

 

il nostro preside don Dario a capo dicastero comunicazioni 

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Con inmenso piacere pubblichiamo la notizia della nomina del nostro ex preside della facolta della Lateranense don Dario Vigano a capo nuovo dicastero della  comunicazione. 

Io e Don  Andrea esprimiamo viva soddisfazione e auguriamo a Don  Dario  le nostre felicitazioni accompagnate dalle nostre preghiere per compiere al meglio queso gravoso e importante nuovo compito. 

Ecco la notiziia a poco arrivata!! 

MONDO SANTA SEDE PAPA FRANCESCO CREA IL DICASTERO DELLE COMUNICAZIONI E NOMINA DARIO VIGANÒ PREFETTO Il pontefice ha creato con ‘Motu Proprio’ un nuovo dicastero della Curia Romana che integrerà tutti i media vaticani: Sala Stampa, Osservatore Romano, Centro Televisivo Vaticano, Ufficio Internet e Radio Vaticana Tweet28 Papa Francesco: “A volte la separazione è moralmente necessaria, ma i figli non diventino ostaggi” Torino, Francesco al Tempio valdese. La prima volta di un Papa La commozione di Papa Francesco che recita la poesia piemontese “Rassa Nostrana” Città del Vaticano 27 giugno 2015Papa Francesco ha imposto una forte accelerazione a uno dei capitoli più delicati e complessi della Riforma della Curia Romana, quello dei media vaticani. E ha costituito la Segreteria per l’informazione, il nuovo dicastero che dovrà coordinare Sala Stampa, Osservatore Romano, Centro Televisivo Vaticano, Ufficio Internet e Radio Vaticana con una particolare attenzione all’integrazione tra i diversi media e a una gestione economicamente sana e razionale. Dario Viganò il nuovo prefetto Alla guida del nuovo dicastero – che il nome colloca al livello dei due principali dicasteri della Santa Sede, cioè la Segreteria di Stato e la Segreteria per l’Economia – il Papa ha nominato monsignor Dario Edoardo Viganò, direttore da tre anni del Centro Televisivo Vaticano dopo essere stato presidente dell’Ente dello Spettacolo e vice direttore dell’Ufficio Nazionale delle Comunicazioni Sociali della Cei. Papa Francesco, dopo aver esaminato relazioni e studi, e ricevuto di recente lo studio di fattibilità, e sentito il parere unanime del Consiglio dei Cardinali, ha quindi istituito la Segreteria per la Comunicazione che inizierà le proprie funzioni il 29 giugno, avendo come sede provvisoria Palazzo Pio, Piazza Pia, 3 Città del Vaticano. Nel Dicastero, si legge nel Motu Proprio “secondo quanto presentato dalla Commissione dei Media Vaticani, istituita il 30 Aprile 2015, confluiranno nei tempi stabiliti, i seguenti Organismi: Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; Sala Stampa della Santa Sede; Servizio Internet Vaticano; Radio Vaticana; Centro Televisivo Vaticano; L’Osservatore Romano; Tipografia Vaticana; Servizio Fotografico; Libreria Editrice Vaticana”. Tali organismi “dovranno proseguire nelle attività proprie, attenendosi, però, alle indicazioni date dalla Segreteria per la Comunicazione”. Il nuovo dicastero inoltre, “in accordo con la Segreteria di Stato, assumerà il sito web istituzionale della Santa Sede: http://www.vatican.va e il servizio Twitter del Sommo Pontefice: @pontifex”. Il Motu proprio sarà promulgato tramite la pubblicazione sull’Osservatore Romano e successivamente negli Acta Apostolicae Sedis. Chi è Dario Viagnò? Nato in Brasile da genitori italiani, don Viganò è sacerdote dell’arcidiocesi di Milano, esperto di pastorale – è stato preside dell’istituto di pastorale della Lateranense – ma è noto soprattutto come critico cinematografico con numerose pubblicazioni al suo attivo. Lo affiancheranno il sacerdote argentino Lucio Ruiz, attuale direttore dell’Ufficio Internet della Santa Sede, che il Papa ha nominato segretario del dicastero, e il dottor Paolo Nusiner, attuale direttore amministrativo di Avvenire, nominato da Francesco direttore generale del nuovo organismo. Vice direttore generale Giacomo Ghisani, capo Ufficio Relazioni Internazionali e Affari Legali della Radio Vaticana e membro del Consiglio di amministrazione del Centro Televisivo Vaticano. Tweet28 – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Papa-Francesco-crea-un-nuovo-dicastero-delle-Comunicazioni-nomina-Dario-Vigano-prefetto-3ad15e54-5df4-4c22-939b-f51fe78cfb43.html

Leggiamo con discernimento l’enciclica LAUDATO SI

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Scarica l’Enciclica LAUDATO SI  CLICCA qui  PDF 

Ieri è uscita la tanto attesa enciclica del Santo Padre. Sopra il link per scaricarlo.

Il tema è il Creato.

Il titolo è tratto dalla bellissima poesia di San Francesco di Assisi.

Invitiamo tutti a leggerla e magari a non farsi traviare da improvvide critiche e delucidazioni di terze parti.

Le riflessioni personali seguiranno con attento discernimento.

Buona lettura a tutti

Paolo e Andrea

la Pastorale per i ragazzi in ricerca di sé

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La Pastorale richiede molta fantasia e creatività. Occorre porsi degli obiettivi chiari e specifici e cercare varie strade per tentare di raggiungere la meta. A me personalmente sta a cuore l’obiettivo più difficile oggi per la Chiesa, ovvero quello del dialogo con i giovani dai 18 ai 30 anni.

Quella è l’età delle prime scelte in autonomia, con la voglia dei ragazzi di trovare la propria strada, sia scegliende la giusta scuola sia il proprio ambito lavoro. Ecco io penso che a questi ragazzi, non ancora adulti, l’azione di dialogo delle nostre parrocchie sia assai scarso o nullo.

Non ho le statistiche sotto mano ma per esperienza personale, osservo che attorno alla Chiesa ci sono sempre i giovanissimi, under 14, o gli anziani over 50. Spero di sbagliarmi, mi procurerò dati aggiornati, ma in questo caso l’intuito mi dice che la Pastorale  parla poco e male a questo “target” di persone.

Ci si limita a parlare con loro solo  nel caso in cui  decidano di sposarsi ed allora si invitano a partecipare ai famigerati, e spesso sopportati corsi pre-matrimoniali. Poi ci si rivede al battesimo, se arrivano i figli.  Tutto qua e assolutamente insufficiente, direi.

Penso che occorre ideare soluzioni creative per parlare a queste persone in questa fascia di età, completamente abbandonate a loro stessi e al mondo che li circonda. Avvicinarle con incontri, e magari andarle a trovare nei luoghi di lavoro, o se non lo hanno confortarli per una più proficua ricerca.

Come sapete io sono molto sensibile ai coraggiosi che intraprendono e che desiderano aprirsi un proprio mercato. Ecco a questi perché non si offre un supporto religioso? E a coloro che soffrono per essere disoccupati, perché non li si incoraggi ad avvicinarsi alla Grazia di Dio senza disperare. Magari insegnando loro a utilizzare il tempo dell’attesa con altri impegni, magari in parrocchia, magari insieme a più parrocchie.

Io non ho notizie di pastorali per l’impresa micro, sul territori, non me ne vogliano gli amici dell’UCID, ma loro sono troppo, troppo. Io penso a chi apre un negozio di frutta, una paninoteca, una ludoteca, un giornalai, un riparatore di pc. Ecc. ecc.  A questa micro-imprenditorialità occorre portare il Vangelo prima di ogni altra cosa.

Insomma auspico una evangelizzazione mirata  che semini il Vangelo proprio nel periodo d’età più delicato di oggi, quello a cavallo tra la scuola e il lavoro e oltre. Oggi più che mai occorre pensare a questi ragazzi, veramente in balia di tutto. ABBIAM L’OBBLIGO DI  OffriRE loro una SPERANZA , offriamo loro un servizio di CARITA’  se necessario, offriamo loro la possibilità di cercare la bellezza della  FEDE.

Un lavoro pastorale lungo e faticoso ma che sono sicuro risulterebbe assai incisivo e nel lungo periodo porterebbe sicuri frutti per tutti.

 

Proposta di una concreta Pastorale Sociale per la parrocchia

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Io penso che quando si parla di catechesi sociale, di pastorale sociale, le parole siano troppo…troppe oppure troppo alte. E non raggiungono le persone per invitarle a un comportamento confacente, ovvero cristiano.
Mi spiego meglio.
Penso che occorre approfondire le intuzioni della scienza del comportamento per tentare di ottenere un cambiamento dalle persone, una conversione allo scopo di avvicinarle al Vangelo.

La comunicazione necessita di semplicità, comprensibilità e sopratutto concretezza. Se il nostro linguaggio è astruso, si comprende che ai più risulti essere incomprensibile e allo stesso tempi astratto. Di conseguenza non stimola all’azione.
Ecco perché mi piacciono quei santi, specie il grande San Bernardino da Siena che parlava al popolo della Chiesa con le parole e gli esempi che chi ascoltava comprendeva, perché erano tratti dalla vita di tutti i giorni.
Potevano comprendere quanto il Santo diceva loro e comportarsi di conseguenza, seguendo sempre di più il Vangelo applicato alla vita di tutti i giorni.

Si convertivano? e chi lo sa?
Non spetta a noi saperlo.
A noi spetta mostrare i modi semplici e soluzioni semplici, poi spetta alle persone e alla grazia di Dio fare il resto.

Questa troppo lunga premessa era per introdurre una mio piccola idea, magari scema , però concreta e penso possa essere utile al principale operatore della pastorale: il parroco.

PROPOSTA CONCRETA PER RINVERDIRE

LA COMUNITA’ PARROCCHIALE IN TEMPO DI CRISI

Dato che i parrocchiani in un modo ed in un altro sono sempre vicini alla parrocchia, anche se al Nord il distacco è molto ampio, penso che il parroco debba farsi portavoce delle realtà della propria parrocchia e delle persone che ci vivono, valorizzando i propri talenti tipo :

  •  invitare a comperare nei negozi della parrocchia
  •  invitare a chiamare per i lavori le professionalità presenti nella parrocchia
  •  invitare a frequenatare i ritrovi presenti nella parrocchia , tipo bar ristoranti ecc.eccc.
  • sfruttare prima le risorse della parrocchia

Insomma solleticare l’orgoglio della  comunità parrocchiale, farla sentire come una specie di borgo medioevale ove penso il senso di responsabilità e di solidarietà era molto spiccato.
Secondo ME   questo compito potrebbe alla lunga risultare vincente per il parroco che si ritroverebbe una comunità attorno magari rinvigorita e inorgoglita e con l’aiuto del Signore potrebbe aiutare a comprender in modo concreto il Vangelo e magari anche la presenza alle Sante Messe.

So che forse è una stupidata,  e so anche io che si possono sollevar molte obiezioni, ma penso che ….. da uomo Marketingche possa scatenare un circolo Virtuoso per la parrocchia tutta,
e poi magari ad allargare a tutte la parrocchie della Diocesi, infine la Nazione.

Banchi di mutuo soccorso Imprenditoriale

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In questi ultimi giovedì mi è molto piaciuto un programma che metteva in risalto le spiccate doti imprenditoriali degli italiani.
O meglio, le doti inventive che poi non tutte potevano essere interpretate come imprenditoriali.
Il post che ho scritto sul mio blog di marketing è particolarmente piaciuto: shark-tank-azzannano-i-mercati-futuri

MI è allora venuto in mente un paragone storico. Nel medio-evo alcuni Frati, in particolare san Bernardino e San Giacomo della marca, si inventarono con l’appoggio di alcuni ricchi convertivi, i banchi di mutuo soccorso.
Erano degli istituti che davano denaro a prestito, ma in termini UMANi ovvero con tassi certi e molto bassi per l’epoca, a chi ne avesse bisogno per pagare la semina, o acquistare le materie prime per essere artigiano ecc.ecc. insomma per piccole imprese artigiane.
Liberarono le forze creative artigiane che grazie a questi prestiti si espressero in forme mirabili che ancora oggi possiamo ammirare. Fino ad allora invece i nobili, ricchi e ebeti dall’alto del loro censo acquisito senza merito, davano si denaro ma … a strozzo, infatti se non pagavi ti prendevano tutto.
Insomma direi un po’ come oggi le nostre banche.

Allora mi son chiesto. Perché le Diocesi non si inventano un modo nuovo di aiutare i giovani creatori a trovare finanziamenti, magari tra i ricchi diocesani, aiutati magari a realizzare un business plan e quant’altro serva per realizzare la propria idea. Far incontrare cristianamente chi ha possibilità con chi ha idee e forza di realizzarle.

Non ultimo poi accompagnare gli imprenditore in nuce a svilupparsi al meglio specie alla Luce di Cristo. Se non ricordo male era uno dei principali scopi delle confraternite.

Insomma penso che qualche cosa di simile si potrebbe pensare per andare incontro alle persone a realizzare i propri sogni imprenditoriali.

Ci ha contattato la resp. del Policoro di Fermo.
Spero di poter parlare con lei anche di questo, chissà magari nasce qualche opportunità.
Se son fiori fioriranno.

Vi terremo aggiornati.