Conta ciò che si è! i Valori della persona sono alla base della educazione.

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In questi di giorni di calura estiva e di sfrenata vita, specie da parte di chi se lo può permettere grazie all’età o al fatto di non tenere famiglia con bimbi piccoli, saltano su le solite cronache sconcertate per lo stile di vita dei nostri amati giovani. La cronaca di questi giorni riempie i giornali di fatti assai incresciosi su uso di droghe, comportamenti illeciti tipo guide spericolate ed altro ancora.

Ragazzi dai 14 ai 20 anni, più o meno, che si lasciano andare a forme goliardiche e molto pericolose. Tutti a parlare, a dire a suggerire. Fa spicco un Tweet di un Sindaco contro i genitori che a suo parere non sanno tenere a bada i pargoli. Si è dimesso a quanto sembra. Un Tweet eccessivo secondo me con conseguenze eccessive.

A dire il vero anche io, a caldo per la rabbia di dover piangere la morte di alcuni ragazzi a causa della loro serata di baldoria, per non dire della loro vita sregolata, avrei molto da dire e sono sicuro che straparlerei, come la maggior parte di coloro che interviene. Mi piace invece poter approfondire il discorso per riflettere e magari cercare una o più soluzioni, tanto più in questo blog che (leggi il  Perché il blog)  in cui si tenta di trovare soluzione per una Pastorale giovanile sempre più efficace ed attuale  Occorre che tutte le persone di buona volontà  si  impegnino con il massimo sforzo per offrire la cultura della Vita e non della Morte ai nostri amati ragazzi.

Non credo infatti sia un caso che proprio durante il periodo di età più difficile, i ragazzi si allontanino dalla Chiesa, per poi avvicinarcisi superato quel periodo, in genere oltre i 25 anni, SE si riavvicinano, naturalmente. Non ho al momento dati certi, ma perlomeno parlando con i miei amici preti della mia diocesi è questo uno dei problemi più sentiti, l’abbandono della vita parrocchiale dei giovani superati diciamo le incombenze …. cresimali.

Facciamo allora questa domanda. Quanto siamo in grado di educare i giovani? Chi li educa meglio? genitori? professori? compagni? Televesione? Preti o figure di riferimento adulte?

Domande DIFFICILISSIME, con risposte assai complesse. Secondo me nessuno e tutti. Ho in mente il caso di un mio carissimo amico e di suo fratello, entrambi educati dalla stessa famiglia, con le stesse metodologie si presume. La famiglia è integra, eppure uno molto ligio al dovere, devoto alla Chiesa e ai valori della Famiglia. L’altro un tantinello più debosciato, che cerca la sua strada in modo tormentato, anche se non con livelli ancora autodistruttivi. Insomma come mai? Eppure il punto di partenza è lo stesso.

Forse il dato Genetico da sé conta tantissimo e su questo c’è poco o nulla da fare. Studi sui figli adottati infatti dimostrano che il quoziente intellettivo lo si eredita piuttosto che si assimila, anche se nel corso del tempo la situazione tende a migliorare. Ovvero i genitori adottivi riescono a colmare col tempo il gap genetico.

Ma andiamo ad analizzare un interessante studio americano, dato che non ho trovato fonti e dati attendibili e ben fatti per i dati italiani. Quelli della ECLS che potete trovare presso il seguente link: EARLY Childhood Longitudinal Study.    Il sito è questo:  Institute of education Scholastic

In pratica negli USA ormai da decenni monitorano il profilo degli alunni a partire dall’infanzia fino a quando entrano nel mondo del lavoro. Verificano oltre i soliti dati di età, sesso, razza, nucleo famigliare, anche il rendimento scolastico, la partecipazione alle attività scolastiche ed extra scolastiche, lo status socio-economico, finanche ai dati sui genitori di provenienza e i quartieri di provenienza.

Queste analisi preziosissime sono a disposizione per vari e meritevoli scopo, non ultimi quelli di tipo sociologico, per capire ad esempio se le iniziative legislative emanate hanno avuto o meno impatti positivi.  Infatti i Dati estrapolati da questo incubatore sono la base per poter discutere e poter emanare azioni che possano esser più efficaci.

Il prof. Levitt insieme al giornalista Dubner nel libro “Freakeconomics“,  hanno esaminato i dati di oltre 20 mila alunni allo scopo di conoscere quali fossero le cause del mancato rendimento scolastico e cosa possa influenzare tale rendimento. Sulla base appunto dei dati emersi in colossale studi di ECLS dei bambini dalla scuola materna fino alla quinta elementare.

Questo studio è stato ispirato da un famoso libro in America di  Judith Harris:

Non è colpa dei genitori.La nuova teoria dell’educazione. Perché i figli imparano più dai coetanei che dalla famiglia. Mondadori, 1999.

Il libro, come si evince dal titolo, azzerava d’un colpo le teorie varie sulla importanza educativa e relativa responsabilità dei genitori degli insegnanti. In BASE a questo studio risultava che i genitori sono poco o nulla importanti per la crescita dei ragazzi e allo stesso tempo la scuola o la chiesa.

Immaginate il casino che provocò il libro in america, patria di molte teorie educative. Ebbene i due professori si sono voluti distaccare e basarsi sui dati dello studio della ECSL hanno trovato  alcune interessanti correlazioni tra l’educazione dei ragazzi e il mondo che li circonda.

Occorre fare attenzione però che gli studi sono ancora in corso, in quanto i ventimila sono ancora monitorati, per ora sono state analizzate solo i loro primi anni scolastici, dunque con cautela vediamo di riflettere su questi dati.

Si sono trovate influenze educative  che aiutavano il bambino in modo positivo nel rendimento scolastico e altre influenze negative nel rendimento scolastico:

CAUSE CHE INFLUENZANO IL RENDIMENTO SCOLASTICO

Cause Positive

  • Alto grado di istruzione della famiglia e alto livello socio economico
  • madre oltre i 30 anni, che indica che prima la carriera poi la famiglia e quindi molta attenzione alla scuola
  • in famiglia si parla correntemente la lingua nazionale
  • Genitori impegnati nella vita scolastica o extra scolastica

Cause Negative

  • Bimbo nato sottopeso (causa malnutrizione) quindi causa socio economica scarsa
  • bambino adottato qui il problema è di tipo genetico ovviamente che si riduce nel corso del tempo, in pratica i bambini con QI basso poi recuperano.
  • famiglia poco istruita

CAUSE CHE non  INFLUENZANO IL RENDIMENTO SCOLASTICO

  • Famiglia Integra, ebbene sembra dai dati che no, ma su questo se leggete le conclusioni sono contradditori e di …parte Liberal… diciamo così.
  • Guardare spesso la TV.  (in Finlandia i Bambini sono i maggiori seguaci della TV e la scuola la prima al mondo, pertanto….. )
  • il bambino subisce pressioni fisiche per obbedire. Ovvero sculacciate e coercizioni servono a poco, anzi ottengono effetto contrario.
  • portare il bambino al museo o sentire musica classica. Ecco fate pure ascoltare Mozart, ma non esistono dati certi che questo aiuti i piccoli a essere più performanti.

Si lo so, avete come me molte obiezioni. Ma questo è uno studio ufficiale ed in itinere e così va letto e interpretato.

CONCLUSIONE 

La Conclusione di  coloro che hanno condotto lo studio è questa:

Ciò che conta nel rendimento scolastico non ciò che si FA per il Figlio,

ma ciò che si E’ per il figlio.

Insomma come dicono gli autori Levitt e Dubner :

” Ciò non significa che i  genitori non contano nulla.

CONTANO E MOLTO.

Tuttavia il punto è proprio questo: quando la gente prende tra le mani un libro di puericultura, ormai è troppo tardi. I fattori veramente decisivi sono già stati definiti da molto tempo: chi siamo, chi abbiamo sposato, che vita conduciamo……

CIO’ CHE CONTA DAVVERO , QUINDI NON è TANTO Ciò CHE UN GENITORE FA,

MA Ciò CHE E’.”  

Ecco penso sia utile riflettere su questo aspetto fondamentale. Inutile piangerci addosso se i ragazzi poi si educano da soli, nel momento in cui non incontrano l’ESSERE vanno alla ricerca di qualche cosa possa dare loro un senso. Pertanto se veramente vogliamo tentare di offrire una educazione ai nostri ragazzi, i primi a dover CONVERTIRSI SIAMO nOI.

Pensate che dallo STUDIO emergono in maniera questi valori come alla base dell’essere : L’onestà, la riflessività, la curiosità intellettuale, la capacità di instaurare affetti.

Io penso che i nostri giovani, e mi ci metto anche io quando ero giovane, abbiano come un sesto senso, che forse sarebbe il caso di chiamare Coscienza, tramite la quale sentono se le persone che li circondano posseggano o meno determinati valori. Se li ascoltano tentano con le loro forze di seguirlo, ma se non li sentono allora, si lasciano trasportare dal nulla.

Certo però rimane sempre il fatto concreto del fratello del mio amico, come mai non ha sentito come il fratello grande perché.

Insomma l’educazione è la cosa più difficile in ASSOLUTO, ma la base di partenza devono essere i valori cristiani ai quali siamo costretti a convertirci e sperare che la Grazia divina sia accolta dai nostri giovani.

Un saluto a tutti e una preghiera ai nostri giovani in particolare e a tutti i genitori .

 

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