Le parole non bastano a risolvere i problemi, basiamoci su dati scientifici per tentare una soluzione: la dipendenza del gioco d’azzardo

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Siamo alle solite.  PAROLE, PAROLE, PAROLE, per dire e giustificare ogni pensiero e affermare con la sola forza della parola, di chi scrive naturalmente, e nulla più.   In spregio di ogni conoscenza scientifica specie da coloro che vantano di essere competenti proprio su materie scientifiche o per lo meno che si basano su dati scientifici. Basta l’avallo della Persona che lo dice e DOVE lo dice, il resto, cioè il dato scientifico NON CONTA in Italia in Generale, nella Chiesa in Particolare. D’altronde come meravigliarsi se le persone all’intorno del Vaticano vengono scelte solo ed esclusivamente per ….. conoscenza, leggete questo bellissimo post: Qui.

Mi riferisco all’articolo odierno del bravissimo Prof. Luigino Bruni su avvenire, che tra l’altro di persona è estramamente affabile, quanto nei suoi scritti appare talebano di un modo di pensare a-scientifico e ideologico: qui potete leggerlo.

Il prof. BRUNI, da tempo in lotta contro i giochi dell’azzardo offre alcune proposte per limitare i danni alle persone soggette alla dipendenza. Sono d’accodo che bisogna fare qualche cosa, così come occorre farlo per ogni tipo di dipendenza. Solo che le iniziative proposte   sono   difficilmente vincenti, portate avanti soltanto su basi etiche e non scientifiche. In questo suo scritto accolto sul giornale della CEI  AVVENIRE se la prende con l’iniziativa del Movimento Genitori, qui POTETE LEGGERE IL SITO E L’IZIATIVA ,  che  ha realizzato una iniziativa assai interessante in collaborazione con la Lottomatica, allo scopo di far  conoscere i pericoli del gioco d’azzardo. 

INTENTO SECONDO me

LODEVOLE

CHE SI BASA SU  INNUMEREVOLI STUDI SCIENTIFICI

in base ai quali uno dei modi per pre-venire l’ABUSO da dipendenza  da alcool, gioco azzardo e droga è quella di far conoscere e far “provare”, magari accentuando il fatto che la maggior parte delle persone non sono dipendenti da alcunché , sfruttando in questo modo il ben noto meccanismo di emulazione in positivo. 

Ad esempio: per l’alcool che è da sempre il principale avversario della nostra società per la dipendenza, utile risulterebbe far conoscere i vini e far imparare i ragazzi a bere i super alcolici, piuttosto che proibirli.

Sembrerà paradossale,

ma far approfondire la conoscenza del mondo alcoolico

aiuta  a pre-venire l’abuso.

Idem per il gioco, se imparassimo ai ragazzi a giocare, usando PERCHè NO  la matematica e facendo capire loro come calcolare gli odds e la ruberia che c’è dietro forse  una buona percentuale di coloro che sono a rischio capiscono e agiscono di conseguenza.

Inoltre si è fatto promotore di iniziative parlamentare contro la pubblicità del gioco  d’azzardo. MA  mi chiedo, MA quando mai la pubblicità convince le persone??? Quali e quanti studi invece dimonstrano il contrario? ovvero che la pubblicità da sola non sortisce alcun effetto. Erano gli anni 60 che si pensava potesse essere pericolosa, ma oggi non c’e nessuno scienziato che lo afferma con cognizione di causa. Che senza ha una battaglia tanto inutile?

Prof. Bruni Lei è un economista, e dovrebbe parlare con i dati, non con la morale da parrocchia.

QUANDO MAI UNA LEGGE PROIBIZIONISTA

HA DEBELLATO LA PIAGA CHE INTENDEVA PROIBIRE?

Quali DATI STATISTICI ECONOMICI dimostrano l’EFFICACIA DI LEGGI PROIBIZIONISTE?

Ce li mostri, li illustri e allora magari potremo cambiare idea.

Risulta semmai il contrario dai dati che si hanno dalla liberalizzazione IN USA. Certo lo zoccolo duro dei drogati rimane, ma liberalizzando la droga in California ci sono meno drogati si pensa a causa del mancato alone di mistero che prima quando era proibita .  Leggete questo articolo interessante: QUI

Insomma in tutti gli studi economici MONDIALI il PROIBIZIONISMO ottiene l’effetto opposto a quello che si prefigge, con l’aggiunta di costi sociale enormi. So che è paradossale, e poco intuitivo specie in Italia ove tutti ti dicono e parlano di come ti devi comportare, educare, nutrire ecc.ecc. Ma recenti studi sul comportamento umano, dal premio Nobel Kanhemann, sembra che il miglior modo per far si che le persone si comportino bene è quella di farle sentire LIBERE e non COSTRETTE, magari ben educate con una formazione ottima e NON STATALE calata dall’alto senza possibilità di scelta.

Da ECONOMISTI CATTOLICI si pretende in primis di parlare con i DATI ECONOMICI, a meno che si parli da parrocchiani tanto per dire banalità. Lei è un ottimo professore, ho avuto modo di apprezzarne le qualità a Loppiano, ma mi chiedo perché non adotta il suo rigore scientifico eccellente anche a questa situazione, utilizzando gli spunti scientifici di professori internazionali, tra l’altro molto spesso essi stessi cattolici o perlomeno credenti, tipo i protestanti.

Eppoi basta con sta solfa sul profitto demone del capitalismo,

MA COME SI FA ANCORA oggi su un giornale cattolico

 A DEMONIZZARE IL PROFITTO DI IMPRESE

CHE VENGONO TASSATE PER IL 70% DEL LORO GUADAGNO  

ED IN PIù PAGANO LE TASSE IN ANTICIPO SUGLI EVENTUALI UTILI DELL’ANNO SEGUENTE

 e poi contemporaneamente chiedere alle persone di aderire all’8 per mille per la Chiesa.

Riporto una frase del compianto Don Angelo Tosato, prof. di sacra teologia presso la PUL:

LA SOLIDARIETA’ ECONOMICA DIPENDE DAL PROFITTO,

SENZA IL PROFITTO QUALE SOLIDARIETA’ PUò VENIR PRATICATA?

(tratta dal libro vangelo e ricchezza pag. 535 ed. Rubbettino.)

Ho avuto modo di studiare e apprezzare alcuni aspetti della  ‘ECONOMIA DI COMUNIONE  mi chiedo, ma non prevede di fare profitti. Si o NO?

. Se SI quanti? Ponete limiti? e come poi pensate di reinvestire? Con la solita banca amica?

 Ma dai su, penso che abbiate bisogno almeno di un ITALIAN BUSINESS DESIGN, REALIZZARE TANTI BEI PROFITTI IN MODO DA DARE LAVORO A SEMPRE PIU’ PERSONE E PER UN PERIODO DI TEMPO LUNGHISSIMO. 

Vorrei proprio vedere con la sola comunione e senza profitto come pensate possa reggersi l’impresa.

Un abbraccio affettuoso con la speranza di poter contribuire a migliorare la soluzione delle dipendenze tutte alla luce della Fede in Gesù Cristo.

 

 

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