Mese: gennaio 2016

Il FLASH MOB dei Frati e delle Suore. Riflessione e Suggerimenti.

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Lo hai visto? Hai assistito a un Flash Mob dei Frati? Io no, ma ho avuto modo di apprezzarne le gesta tramite youTube?

Chiariamo cosa è un Flash Mob. Si tratta di un modo di  comunicare attraverso una  improvvisata per coinvolgere le persone in modo assolutamente inaspettato. Caratteristica principale è l’INASPETTATO e se vogliamo anche il divertente.

Si organizza in genere o in maniera precisa o in modo estemporaneo tramite i social network dandosi appuntamento in una ora precisa e ad un segnale preciso si inizia a inscenare quanto concordato.Nata circa una decina anni fa, è un modo di comunicare e di organizzare una evento improvviso in modo da scatenare attenzione e partecipazione e naturalmente Buzz, ovvero Brusio, Passaparola. Di recente assai utilizzato nel Marketing in special modo nella comunicazione di marketing chiamata GUERRILLA MARKETING.Leggi qui.

Si spera che in questo modo le persone che assistono a questo evento inaspettato possano essere coinvolti e parlarne ai propri conoscenti e amici, che è poi la base del Passaparola. Sappiamo infatti che non esiste potenza più elevata del passaparola nel trasmettere messaggi e informazioni. Il problema è semmai scoprire il modo di scatenare un Passaparola, che sia coiNvolgente e di conseguenza coinvolga le persone a compiere le azioni che ci prefIggiamo.

Un innovativo modo di fare Marketing in modo semplice, economico, divertente, smart, diretto e ambientale. Non è questo il post per approfondire tematiche tecniche del Marketing, per chi volesse rimando al mio Blog.

Nel video potete vedere che si tratta di un flash mob organizzato a mo’ di danza. Ora dato che in questo Blog parliamo di Pastorale ed Evangelizzazione ,   mi preme sottolineare in questo Blog cosa ci trasmette i video dei vari Flash Mob che si trovano su Youtube.

  • Quale era lo scopo che si sono prefissi i simpatici frati e le arzille suore?
  • Perché delle persone nei loro abiti del “1200-1300” ballano?
  • Con ai piedi delle Modernissime Birkenstok in Lattice?
  • Quale scopo si prefiggono?
  • Raggiungono lo Scopo prefisso?
  • Sono forse un po’ ridicoli?
  • Sono divertenti?
  • Chi li osserva sono coinvolti e ne parleranno in giro?
  • Si scatena il Passaparola?
  • E che tipo di Passaparola?  Passaparola Positivo o Negativo?

Dato che non conosco nessuno dei frati o suore del video, non so se questi Flash Mob hanno ottenuto un qualche effetto. Mi auguro di si, per il bene delle persone che si avvicinano alla CHIESA.

Io personalmente, giudizio assolutamente personale, lo trovo RIDICOLO. E non poco?

Apprezzo il tentativo, il coraggio di tentare strade nuove, tuttavia temo che  i risultati non siano tanto esaltanti, e temo che siano tentativi AUTO-REFERENZIALI, che coinvolgono solo  coloro che già seguono un percorso di crescita nella Fede vicino ai conventi. Ma coloro che sono lontani, e che dovrebbe avvicinare, non credo siano molto coinvolti.

Spero vivamente di essere smentito. Tenteremo di saperne di più, se riusciamo a metterci in contatto con codesti organizzatori, ma temo sia difficile che ci rispondono. I social Net-work per i consacrati sono un mondo dedicato solo per coloro che ne fanno parte, difficile che si aprino agli estranei. Spero di essere smentito, ma molti Preti, associazioni e Diocesi impediscono proprio il dialogo nei proprio siti, blog o pagine Fb.

Cosa che è assolutamente il contrario di come si dovrebbe fare Social Network.  Allora mi chiedo a cosa servono sti  balletti in strada? Boh e chi  lo sa?

Se lo scopo è s emplicemente affermare :

Hei CI SIAMO,

ESISTIAMO, VIVIAMO,

GUARDA BALLIAMO PURE,

E SIAMO FELICI,

Allora forse, si dai, forse, funziona. Ma nulla più!! 
Si Sa a noi del Marketing Piace Misurare le nostre azioni, verificare così che funzionano. Mi piacerebbe tanto che mi dicessero, ti sbagli, funziona, abbiamo in questo modo avvicinato molte persone. Quanto sarei contento di essere smentito!!!!

MI PERMETTO UN SUGGERIMENTO che magari svilupperò meglio in un post successivo.

Perché invece non mettere a disposizione delle giovani generazioni le competenze creative francescane in modo da aiutare a realizzare nuove START-UP?

Prendiamo spunto dal grande SAN BERNARDINO E  aiutiamo i giovani a trovare lavoro, a INVENTARSI UN LAVORO!!

NON SAREBBE Più INNOVATIVO E COINVOLGENTE ???

Ne parleremo nel prossimo postl

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Il Nome della Parrocchia o della Comunità: principale veicolo di comunicazione

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Gestire una comunità, aiutarla a crescere, a incontrarsi e ad incontrare persone nuove per ampliarla è assi complesso e difficile. Lo sanno bene coloro che vivono le comunità cattoliche in special modo i parroci ed i loro aiutanti, i coordinatori di gruppi o associazioni.

In quanto studioso,consulente ed insegnante di Marketing desidero offrire  degli spunti che magari possono essere utili alle persone di buona volontà per migliorare nelle attività comunitarie, in particolare per aumentare la presenza delle persone alle iniziative EVANGELIZZATRICI.

Il primo suggerimento che mi sento di dare è quello relativo al NOME della comunità. Sembrerà strano ma l’importanza del Nome è cruciale per qualsiasi comunicazione. Noi del Marketing investiamo gran parte del nostro tempo a valorizzare il BRAND NAME. Mentre osservo spesso che quando si entra in una Chiesa a mala pena si riesce  a leggere ed a capire a chi è dedicata.

Il Nome è il principale veicolo di trasmissione della comunicazione.

Occorre curarlo in modo MANIACALE e soprattutto difenderlo da ogni attacco. Si deve con orgoglio far sentire partecipi le persone della Comunità che sono di quel NOME, specie se di Santo. Conoscerne e valorizzarne la Storia,

NON  SOLO DURANTE LA CLASSICA RICORRENZA ANNUALE

MA ANCHE EVIDENZIANDO I MOMENTI CRUCIALI DELLA VITA DEL SANTO.

Insomma tutta la Parrocchia deve essere formata ed informata sulla Memoria storica, parlarne, diffonderla ed evidenziarne i Carismi specifici. Una comunicazione inizia sempre con un nome, una storia, allora per far parlare le persone perchè non sfruttare appieno le potenzialità del nome della parrocchia. Ricordiamo che il PASSAPAROLA è il più potente mezzo di conoscenza delle persone.

SONO SICURO CHE NEI TEMPI PASSATI

questo tipo di comunicazione era assai usuale.

Poi si è perso, molte CHIESE sono Spersonalizzate. Invece sarebbe molto Utile poter mettere in Risalto le differenze carismatiche delle singole Parrocchie all’interno della UNITA’ della CHIESA.

Stesso discorso vale per i gruppi o comunità cristiane. Molti hanno dei nomi generici e dimenticano i nomi specifici assegnati. Male direi, per la comunicazione. Vi invito invece a diffondere la Storia del gruppo, che facilmente si trasmette grazie al fascino dei tempi andati e dei primi personaggi che hanno iniziato il percorso (ricordo ai tempi miei che gli Scout lo facevano, esaltando coloro che per primi fondarono il gruppo nel mio paese. Una cosa che mi è rimasta impressa). In gergo si direbbe, sviluppare lo Storitelling.

Il NOME non è soltanto

UN NOME ma

APRE ORIZZONTI INFINITI 

 

Pensate ai Santi e alle Loro Imprese, o a Maria, o a Gesù. Ecc. Ecc.

Ecco perchè occorre sfruttarne le Potenzialità. Invece la maggior parte delle Chiese sono spersonalizzate, gli stessi parrocchiani non conoscono bene la Storia di colui o colei alla quale è dedicata, e neanche sanno il motivo per il quale è stata a Lei dedicata.

Mi permetto di suggerire, da consulente Marketing di riscoprire la potenza della MEMORIA STORICA CRISTIANA. Attraverso la valorizzazione di un BRAND PARROCCHIALE si possono costruire poi i futuri sistemi evangelizzatrici.

O per lo meno nel Marketing aziendale si inizia così, ed ho voluto condividerlo con voi. Hai visto mai che potrebbe funzionare?  D’ALTRONDE se andiamo a vedere in tutti i luoghi maggiormente visitati e attraenti il NOME e la STORIA SEGUENTE SONO AMPIAMENTE CONOSCIUTO TIPO: San Pio, Loreto, Lourdes, Medjugorie, Sant’Antimo, Assisi,  ….. ecc. ecc.

Per questi luoghi basta la parola a richiamare molti concetti. Perchè non potrebbe e dovrebbe  essere lo stesso con le nostre Parrocchie?

Una Pastorale Cristiana che aiuti gli imprenditori a realizzare la vera solidarietà economica: l’esempio di Michele Ferrero

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Il primo post del 2016 lo voglio dedicare a un grandissimo personaggio italiano scomparso nel corso del 2015: Michele Ferrero, l’uomo più ricco d’Italia e 30° più ricco  al mondo secondo i dati Forbes.

Tutti conosciamo la sua impresa omonima che produce dolci tentazioni la più famosa delle quali è la Nutella che ci ha praticamente svezzati fin da piccoli, (potete trovare STORIA DELLA NUTELLA), inoltre altri centinaia di prodotti famosi tipo Mon Cheri, Kinder, Estathe, ecc. ecc.

La sua storia rientra nel classico del self-made-man. Ma quello che più conta  e forse la cosa che è poco conosciuta è il fatto che il Sig. Ferrero è un devoto fedele Cristiano Cattolico assai legato alla Madonna in special modo alla Madonna di  Lourdes.

Il 31 dicembre 2015  il giornale LA STAMPA ri-pubblica una sua rara intervista, potete leggerla integrale QUI, rilasciata a Mario Calabresi. (vi consiglio anche la pagina di Avvenire del 18 febbraio che  commemora il ritorno al Signore QUI ).

Se volete leggere la parte relativa alla sua impresa e a come si è aperto un mercato leggete il mio post su www.pandemiapolitica.com, mentre per quel che interessa gli argomenti di questo Blog mi preme sottolineare l’ultima frase che il Sig. Ferrero ha voluto arrivasse a tutti: 

«Tutto quello che ho fatto lo devo alla Madonna,

a Maria,

mi sono sempre messo nelle sue mani e

lei devo ringraziare.

La prego ogni mattina e questo mi dà una grande forza».

Il più ricco d’Italia, colui che ha costruito una impresa con migliaia di dipendenti, dando lavoro e speranza a una intera nazione, è un fulgido esempio di grande imprenditore CRISTIANO. Per noi tutti un Esempio da seguire e sperare che ne nascano di imprenditori e ne seguano l’esempio.

Si dice che in ogni stabilimento in giro per il mondo ci sia sempre esposta una Statua della Madonna di Lourdes. Si dice che almeno una volta all’anno riunisse i vertici manageriali a Lourdes per stabilire le linee strategiche ispirate dalla Madonna. Si dice che la Fondazione Ferrero rinomata per le sue opere benefiche sia stata fondata a Lourdes.

Il motto di questo Santo Imprenditore è:

LAVORARE, CREARE , DONARE. 

Sono i 3 verbi che devono guidare l’azione di tutte le persone di talento e buona volontà che sappiano aprire mercati e di conseguenza  aprire imprese per dare lavoro alle persone.

“La Solidarietà Cristiana si basa sul dare da bere agli assetati, dar da mangiare agli affamati, vestire gli ignudi … A praticare questa primaria virtù cristiana sono, certamente, tutte le anime pie che mettono mano al portafoglio e danno ai poveri. MA ANCOR DI Più DI COSTORO è, in blocco, la categoria dei produttori di beni e fornitori di servizi, la categoria degli IMPRENDITORI. Non solo, non tanto, perché danno lavoro, perché creano occupazione, ma anche perché rispondono in maniera vantaggiosa alla domanda sociale di beni e servizi.”

LA SOLIDARIETA’ ECONOMICA

dipende dal PROFITTO.

Senza il Profitto quale solidarietà può venir praticata?

tratto da Vangelo e Ricchezza, pag. 535 Angelo Tosato ed. Rubbettino  leggi qui

Dagli Atti degli Apostoli San Paolo rammenta dai cristiani di Efeso accomiatandosi:

” In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando e penando

(così come io ho fatto in mezzo a voi)  così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù, che disse: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!” At 20,35

il Figlio così ha detto durante al celebrazione funebre e così è stato divulgato in tutto il mondo in inglese:

‘”Dad wanted a factory for the people not people for the factory

with a conception of work that put social concerns at the centre before profit.”Da DailyMail on Facebook

Il mercato aperto da Ferrero, anzi i molteplici mercati aperti, hanno consentito la creazione di migliaia di posti di lavoro e la soddisfazione dei desideri delle persone che acquistando i prodotti della Ferrero si sono compiaciuti e hanno continuato a farlo dando successo e profitti all’impresa. Il sig. Ferrero chiamava i suoi clienti “La VALERIA” (LEGGI QUI post di marketing)   Avendo sempre massimo rispetto sia per coloro che acquistano i prodotti si per coloro che li producono. Inoltre massimo rispetto anche alle materie prime. Solo così  si  può sperare di generare il giusto e doveroso profitto che se ben utilizzato permette a sua volta di creare la solidarietà economica.

La Grazia della Madonna ha concesso al talento della Famiglia Ferrero di riuscire in questa immensa impresa di Solidarietà attraverso il profitto, e solo grazie al continuo profitto hanno potuto crescere e consolidare questa azione di carità cristiana dando dignità tramite il lavoro alle migliaia di persone dipendenti i in tutto il mondo. Senza dimenticare la grandissima opera della Fondazione Ferrero, potete vedere cosa realizza QUI, ove si materializza il donare. Senza averi cosa pensiamo di poter donare? Grazie ai profitti proppera anche il donare della fondazione.

Esattamente quanto auspicato dai Francescani in special Modo. San Bernardino da Siena.

Ecco per il 2016 auspico che ci sia sempre di più una maggiore attenzione da parte della PASTORALE SOCIALE in tutte le DIOCESI  nei confronti dei giovani e intraprendenti Imprenditori. Che si dia loro ampio appoggio spirituale e dottrinale. Peghiamo per loro, aiutiamo loro,  sia nello sconforto dei primi passi incespicanti, ma soprattutto preghiamo e stiamo loro vicino nel momento in cui  ottengono successo, perché è proprio nel momento del successo che Mammona carpisce la volontà anche dei più forti piegandola ai suoi voleri contrari a quello dello spirito e della solidarietà. Ecco che il profitto si trasforma da solidarietà economica ad abuso nei confronti delle persone.

L’Italia ha bisogno di Imprenditori che si prodighino a realizzare la vera solidarietà economica attraverso il profitto, in modo da creare milioni di posti di lavoro. Questo è possibile solo se la Chiesa tutta prega la Madonna che doni la Grazia alle persone di Talento di aprire mercati, creare prodotti in grado di aprire i mercati, in modo da avere lavoro per molti e donare il profitto in bene dei più bisognosi.

Preghiamo che tanti Michele Ferrero crescano  in tutti i Paesi del Mondo e che la Chiesa sappia accoglierli e aiutarli nella loro avventura.

BUON 2016