Mese: aprile 2016

il denaro è un mezzo che deve essere usato per il bene di tutti

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cappella degli Scrovegni Chiesa di S.Antonio di Padova

LA cappella degli Scrovegni con  Gli Affreschi di Giotto sul tema della Annunciazione è uno dei tantissimi capolavori dell’ARTE Cristiana e  mondiale.

Intitolata a Maria Vergine Annunziata, la cappella fu fatta costruire da Enrico Scrovegni, ricchissimo “banchiere” padovano.

Come non restare estasiato ogni volta che la si visita.

Ho assistito a molti incontri nel corso degli anni che mi hanno fatto ammirare sempre aspetti nuovi e spettacolari di questa meravigliosa opera dell’Uomo imperitura nei secoli.

Tuttavia, ogni volta che ci penso mi sovviene sempre in mente cosa mi disse un prof. di Storia dell’Arte. Egli Diceva:

” Si ricordi sempre però che dietro questa magnificenza ci sono sofferenze inaudite che la  famiglia Scrovegni impetrava nei confronti delle persone alle quali prestava denaro.

Infatti essi  NON erano Banchieri,

bensì veri e propri Usurai!!!!

Lo diceva sempre a inizio lezione e quasi tutti ci facevano caso, a me invece queste parole sono sempre rimaste impresse. Se gli Usurai non avessero utilizzato i loro guadagni “sporchi” per incaricare Giotto nel realizzare questo capolavoro, OGGI SAREMMO TUTTI Più POVERI.

o no? 

Allora il pensiero va sicuramente alle migliaia di famiglie rovinate da questi lestofanti degli Scrovegni, ricchissimi ma che hanno usato una parte della loro ricchezza per donare al Mondo un capolavoro simile.

Sono sicuro che moltissime opere d’arte italiane sono tutte frutto di guadagni illeciti, o perlomeno, quasi tutte. Ci sarebbe da fare un censimento a tal proposito, sarebbe assai interessante.

Questo aspetto dell’arte grazie alla ricchezza “sporca” mi è venuto in mente di recente a sentire l’ennesima omelia sul denaro e l’armonia.

Di recente il Santo Padre ha parlato dell’Armonia che bisogna coltivare nella Comunità Cristiana (Leggi qui il testo e vedi il video del 5 aprile 2016 a Santa Marta)

e in particolare ha utilizzato il cap. 4,32-35 degli atti degli apostoli ove si dice che ;

32La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. 33Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. 34Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto 35e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.

Papa Francesco così commenta:

“Nessuno infatti tra loro era bisognoso.

La vera ‘armonia’ dello Spirito Santo ha un rapporto molto forte con il denaro:

il denaro è nemico dell’armonia, il denaro è egoista.

E per questo, il segno che dà è che tutti davano il loro perché non ci fossero i bisognosi”.

Che il denaro rovini l’armonia tra le persone all’interno delle comunità, è un fatto assodato. Esempi anche di famiglie rovinate proprio grazie a improvviso benessere dovuto al denaro guadagnato o arrivato in dono da vincite o da eredità.

Ha perfettamente ragione quindi il nostro santo Padre a mettere in guarda le persone che seguono Cristo a come tratta con il denaro e come ci si rapporta con il denaro. Poiché è molto difficile seguire due Padroni, o il denaro o il Cristo.

Deve prevalere sempre e solo il Cristo.

Tuttavia risulta assai arduo all’aumentare dei soldi guadagnati. 

Mi permetto però di sottolineare che lo stesso si può dire di qualunque altra cosa l’uomo usi ed elevi a suo padrone. Qualsiasi desiderio può trasformarsi in un padrone da seguire che non ti permette di Seguire colui che è  la Via, la Verità e la Vita.

Tutto può metterci nelle condizioni di rompere l’armonia se rimaniamo attaccati in modo egoistico ad esso, così come il denaro.  Lo dice in un bell’articolo anche un bravissimo banchiere, padre di cinque figli, che a suo tempo fu a capo dello IOR, fu cacciato e arrestato e poi scagionato da ogni accusa.

Egli tornato a fare il banchiere ed il professore in alcune università italiane è rimasto sempre fedele alla Chiesa, e siccome per lavoro fa il banchiere e tratta il denaro conferma al riguardo quanto voglio dire, e  cioè che

il denaro è UN MEZZO

e COME TUTTI I MEZZI

DIPENDE DA COME SI USA. 

(leggi:  Ettore Gotti Tedeschi intervista del 7 aprile

ecco brani significativi della intervista:

Dottor Gotti Tedeschi dobbiamo considerare il denaro lo sterco del Diavolo?

«Prima di tutto non è detto che sia sempre sensato immaginare un punto di incontro tra Dio e i soldi. Dio è Dio e si adora. I soldi invece si producono, si spendono, in sé sono un oggetto neutro, un mezzo. Tutto dipende da come si producono e da come decidiamo di utilizzarli. I soldi sono fondamentali per fare il bene, per fare la carità, per evangelizzare. Quando si parla di Chiesa povera io non sono affatto d’accordo. Io vorrei una Chiesa ricca che usi la sua ricchezza per evangelizzare e combattere la povertà morale e il nichilismo gnostico che caratterizza il presente»

«Vede, in questo caso il bersaglio polemico del testo sacro non è il denaro. Non è la ricchezza ma l’idolatria della ricchezza. L’idolatria va sempre combattuta. Ma nel nostro tempo l’idolatria del denaro, che è sbagliata, è superata da ben altre idolatrie…»

«Gli apostoli praticavano un’esistenza umile e comunitaria ma fecero il loro lavoro di evangelizzazione così bene che molto presto

la comunità cristiana si trovò a dover gestire enormi quantitativi di proprietà e di donazioni.

Sul finire del secondo secolo d.C. ci si pose il problema di se fosse lecito usare quelle ricchezze.

La risposta migliore la diede uno dei Padri della Chiesa: Clemente Alessandrino. Il denaro era uno strumento indispensabile per fare il bene. E lo è anche oggi, quello che conta è l’etica».

Quindi, mi scusi se banalizzo, essere ricchi non è un demerito?

«Non lo è, come essere poveri non è automaticamente un merito.

Chi è ricco e

genera ricchezza crea anche posti di lavoro, può fare opere caritatevoli.

È un merito essere ricco e vivere da povero, nel senso che non bisogna idolatrare la propria ricchezza. Mi viene in mente una bella frase del filoso francese

Jean Guitton: L’uomo possiede solamente ciò di cui può fare a meno»

….

Personalmente sottoscrivo in pieno queste parole. Ritengo che anche oggi se un ricco che avesse guadagnato tanti soldi, in modo lecito ed in modo illecito, volesse restituirli alla comunità, se PENTITO dovrebbe essere accolto, e magari i suoi talenti messi a disposizione della comunità.

Senza RICCHEZZA difficile fare del bene a chi ha bisogno. E personalmente mi sforzo ogni giorno di aiutare le persone di talento non tanto a fare beneficienza ma  a creare lavoro, perché penso oggi più che mai si ha bisogno di persone che creino ricchezza attraverso il LAVORO, chi la spende nel modo ritenuto appropriato ne abbiamo fin troppi.

Concludendo così come abbiamo iniziato io personalmente vorrei tanto che alcuni Scrovegni dessero i loro denari per altre cappelle affrescate, scovando il Giotto del 2016 giovane al quale affidare l’incarico di una opera d’arte che ci elevi tutti a Cristo.