La Vita Interiore Cristiana si alimenta nella Orazione Quotidiana

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Da qualche tempo frequento con piacere e diletto spirituale gli amici dell’Opus Dei. Mi hanno onorato del titolo di cooperatore dell’Opus Dei. Fin dall’inizio è come se avessi trovato una risposta ad una mia chiamata. Le parole di San Josemaria Escrivà, l’incontro delle Persone dell’Opus Dei, i Soprannumerari, i Numerari ed altri cooperatori mi hanno totalmente avvinto. Ultimamente poi ho partecipato ad un ritiro molto sentito e partecipato, nel quale ho finalmente capito cosa sia un aspetto fondamentale della vita del Cristiano: la ORAZIONE.

COSA E’ LA ORAZIONE QUOTIDIANA.

Scoprirla dopo anni di studi di Teologia è come stato scoprire un tesoro dimenticato persino dalla Dottrina della Chiesa. Aver letto e riletto autori spirituali che hanno fondato la nostra Fede, ho capito  chiaramente come la vita interiore sia la sola cosa più importante per il cristiano e che questa si alimenta con la ORAZIONE QUOTIDIANA.

Semplicemente possiamo definirla come il dialogo che abbiamo con Gesù Cristo, non la semplice preghiera recitata come una nenia, ma proprio un dialogo in cui noi parliamo a lui dei nostri problemi, piacere, successi, fallimenti, preoccupazioni, come se parlassimo ad un caro amico o amica. Un vero e proprio dialogo da intrattenere ogni giorno, quelli dell’Opus Dei su indicazione di San Josemaria Escrivà indicano almeno una mezz’ora al giorno. Ebbene si una trentina di minuti per stare da Solo a Solo a parlare con un caro amico Gesù Cristo.

SEMBRA FACILE, ma non lo è affatto. Io ho impiegato più di due anni solo per capire cosa e come fare e come dialogare, ed ancora ora sono veramente in affanno a capire fino in fondo questa Santa Pratica. Ecco perché mi preme condividerla e far conoscere i campioni Santi che l’hanno praticata e con la loro esperienza ci insegnano a praticarla. Ne va della nostra Anima e del nostro Essere IN CRISTO. sempre.

In questo umile post vorrei semplicemente scrivere alcuni estratti del libro di Santa Teresa D’Avila ove racconta della sua vita, imperniata intorno alla VITA INTERNI grazie all’ORAZIONE.

SANTA TERESA D’AVILA : IL LIBRO DELLA MIA VITA

Il libro che Santa Teresa ha scritto per aiutare con la sua esperienza chi attende alla vita interiore con Orazione.

“Gran cosa fu l’Avermi  Egli dato la grazie dell’orazione, con la quale mi faceva capire in cosa consistesse AmarLo.Vidi nascere in me nuove virtù, come il non palare male di nessuno, nemmeno in cose di poco conto, evitando di regola ogni mormorazione e tenendo presente che non dovevo volere ne dire di altri quello che non volessero si dicesse di me.”

“Questo è il nostro errore, non abbandonarci totalmente nelle mani del Signore, il quale sa meglio di noi quanto ci conviene. ”

“Per quanti peccati si faccia, chi ha iniziato a praticare l’orazione non deve abbandonarla.”

“Chi l’ha cominciata [l’orazione] non la lasci; e chi non l’ha cominciata, io lo scongiuro per amor di Dio a non privarsi di tanto bene; se persevera io spero nella misericordia di quel Dio che nessuno ha mai preso invano come amico; giacché l’orazione mentale non è altro – per conto mio – che un trattare con amicizia, intrattenendosi molte volte da soli con Chi sappiamo che ci ama”

.“sono caduta tante volte, fu soltanto per non essermi appoggiata alla forte colonna dell’orazione (…) Posso dire che la mia vita era delle più penose che si possano immaginare, perché non godevo di Dio, né mi sentivo contenta del mondo……. Una pratica che richiede solo amore ed abitudini, e il Signore ci dà sempre l’occasione favorevole per compiere l’orazione se lo vogliamo”.

“E’ una forma di umiltà non fidarsi di Sè stesso e credere che Dio ci aiuterà per mezzo di coloro i quali conveniamo. La Carità cresce in virtù di questa comunicazione costante con Cristo. ”

Il METODO DI ORAZIONE DI SANTA TERESA D’AVILA

“Questo era il mio metodo di Orazione: Non potendo discorrere con l’Intelletto, cercavo di Rappresentarmi Cristo nel mio intimo e mi trovavo meglio,  mio giudizio, ricercandolo in quei tratti della Sua Vita in cui lo vedevo più Solo………….. In Special modo nell’Orto degli Ulivi, lì gli tenevo compagnia, desideravo tergerli il sudore alle sua afflizioni. Me ne stavo lì con lui fino a quando il i miei pensieri me lo permettevano essendo molti quelli che mi davano il tormento. E’ insito nel metodo di fare ORAZIONE  senza servirsi dell’Intelletto che l’anima è o molto concentrata o molto smarrita, quanto a riflessioni. Se trae profitto ne trae molto. Ma per questa via occorre gran fatica, salvo che Dio lo avvantaggi nell’Orazione di Quiete. Alle anime che percorrono questa via giova molto la lettura di un libro per raccogliersi presto. A Me giovava anche la vista della Campagna, dell’acqua dei fiori, che mi ricordavano il Creatore, mi s scuotevano, mi inducevano al raccoglimento e mi servivano da libro.”

“Parlando degli inizi della ORAZIONE, in questi inizi sta proprio la maggior fatica, perché è qui che si deve lavorare, mentre negli altri gradi d’orazione prevale il godimento.

Ecco un paragone che mi piace. Devo averlo letto o udito, ma non so né dove né a che proposito, per difetto di memoria. Chi comincia (l’orazione) deve far conto di tramutare in giardino di delizie per il Signore un terreno molto ingrato, nel quale non germogliano che erbe cattive.

Sradicare le erbe cattive e piantarne di buone è lavoro di Dio che supponiamo già fatto fin da quando l’anima si determina per l’orazione e comincia a praticarla. Ora a noi, come a buoni giardinieri, incombe l’obbligo di procurare, con l’aiuto di Dio, che quelle piante crescano: perciò innaffiarle affinché non inaridiscano, e cercare che producano fiori di deliziosa fragranza per ricreare il Signore. Allora Egli verrà spesso a riconfortarsi e trovare le sue delizie fra quei fiori di virtù (…)

Entriamo ancora un po’ più nel dettaglio: come si può innaffiare un giardino? Ciò farà comprendere quello che dobbiamo fare, la fatica che costa, fino a quando durarla e di quanto il lavoro sarà superato dal guadagno. Mi sembra che un giardino si possa innaffiare in quattro modi:

1) cavando l’acqua da un pozzo, che è il modo più faticoso.

2) portarla negli acquedotti per mezzo di una noria, ossia col far girare una gran ruota che qualche volta ho manovrata pur io, avendosi così più acqua con fatica minore;

3)derivarla da un fiume o da un ruscello, che è il modo migliore perché la terra ne rimane ben imbevuta, non occorre innaffiarla tanto spesso, e il giardiniere ha molto meno da faticare;

4) e finalmente una buona pioggia, nel qual caso è Dio che innaffia senza alcuna nostra fatica: sistema migliore che supera ogni altro.”

Molti come me sono al primo grado di Orazione :

 (…) Quelli che cominciano a fare orazione sono coloro che cavano l’acqua dal pozzo: cosa assai faticosa, come abbiam detto, perché devono faticare per raccogliere i sensi, i quali, abituati a divagarsi, stancano assai. Bisogna che a poco a poco prendano l’abitudine di non far più conto di nulla, sia di vedere che di sentire, e di guardarsene affatto nel tempo dell’orazione.”

Inoltre

IL PRIMO GRADO DI ORAZIONE : La preghiera di Raccoglimento.

Coloro che cominciano a fare ORAZIONE sono coloro che attingono acqua dal pozzo, con grande stento e a fatica.

  • è necessario che si abituino a non curarsi minimamente di vedere o udire nulla, mettendo specialmente in pratica questa noncuranza nelle ore di orazione, a starsene in solitudine e così appartati.
  • Pensare alla loro vista passata (anzi questo lo devono fare tutti e spesso), insistendo in questo pensiero, pentendosi dei propri peccati.
  • cercare di meditare sulla vita di Cristo e in questa meditazione l’intelletto finisce per stancarsi.

Consigli in caso di difficoltà nel perseguire la volontà di vita Interiore tramite l’ORAZIONE.

Difficoltà di orazione molte volte dipende da indisposizione fisica, i cambiamenti di stagione, il mutamento degli umori. Bisogna avere discrezione per capire quando dipende da queste cause e non opprimere la povera anima . Rendiamoci conto di essere ammalati. Consigli: Si cambi l’ora di ORAZIONE…… con discrezione perché qualche volta è colpa del demonio; è sempre bene non lasciare l’ORAZIONE del. tutto, quando l’intelletto sia molto distratto o turbato né tormentare di continuo l’anima costringendola a fare ciò che non può fare.”

 

Ci sono molte pratiche esteriori come opere di carità, l lettura cena se a volte non s è disposti nemmeno a questo. Allora l’anima serva il corpo per amore di Dio, affinché poi sia esso a servire l’anima……. E’ di gran guadagno non trascinare l’anima a viva forza ma guidarla con la soavità di tale giogo, per il suo maggior profitto.

Ecco alcuni spunti per la pratica della VITA INTERIORE attraverso l’ORAZIONE QUOTIDIANA.

Se anche uno solo di coloro che leggono possa esser aiutato a questo sarà sempre e solo merito della Grazia di Dio che così ha voluto raggiungerlo.

 

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