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A COSA SERVE IL DOPO-CRESIMA?

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Sollecitato da Paolo,

condivido con voi alcuni chiarimenti necessari e delle riflessioni nella speranza di essere di aiuto sull’argomento.

Innanzitutto un chiarimento terminologico. La domanda della ragazza – ‘a cosa serve il dopo-cresima’ – può sembrare una semplice provocazione, ma in realtà porta con se una verità teologica nonché antropologica. Nella chiesa non è mai esistito – ne come riflessione teologica, ne come prassi credente – un tempo chiamato dopo-sacramento. In concreto non esiste il dopo-battesimo, come non esiste il dopo-matrimonio, ecc… Questo perché la vita della persona è una realtà integra e indivisibile. Dunque la prima chiarificazione è a un livello terminologico: smettiamola di pensare a un pre e a un post sacramenti. Tale riflessione ci porta poi a considerare la ricaduta deflagrante e disorientante che tale modo di concepire la pastorale ha prodotto. Da diversi anni a questa parte purtroppo abbiamo appiccicato il percorso sacramentale – il catechismo – alle tappe della scolarizzazione: alla fine delle elementari c’è la prima comunione, alla fine delle medie la cresima, e poi? La domanda della ragazza – torno a ripetere – è più che fondata: sembrerebbe dire alla fine delle superiori (il desolante dopo-cresima) quale premio mi spetta?

Detto questo mi pare necessario tornare a chiedersi quale sia l’identità di una comunità parrocchiale, cosa ci sta a fare una parrocchia – dal greco chiesa tra le case – in mezzo alle persone? E qui entriamo nel merito dei contenuti dei percorsi dei vari catechismi. La parrocchia non è un ufficio distaccato dei servizi sociali. Spesso proponiamo ai ragazzi molti contenuti morali – o peggio moralistici – senza dare loro il giusto nutrimento spirituale. Parlando con i genitori, da prete, mi viene ripetuto che ‘ io mando mio figlio in parrocchia così non cresce come un delinquente, non ruba, non si droga, ecc…’ Considerazioni di una tristezza inaudita. Siamo tutti più contenti se c’è un drogato, o un delinquente in meno, ma mi domando e vi domando: quanti cristiano nascono e vengono generati dalle nostre parrocchie? L’aver centrato tutta la nostra attenzione sulla morale (catechesi, predicazione, ecc… degli ultimi 200 anni) ci ha fatto perdere di vista il perchè noi esistiamo come cristiani e come chiesa. La chiesa non ha altro motivo di esistere se non quello di far superare la paura della morte alle persone: annunciare la salvezza. Questo non perchè ci si possa dimenticare del resto – una redenzione anche terrena, sociale e politica – ma perchè nessuno può sostituirsi a noi in questo annuncio. Essere i supplenti dei comuni, o delle regioni, per sfamare, far giocare i bambini, strappare dalla droga, può essere anche bello e di certo edificante per chi lo fa, ma non è il compito prioritario della parrocchia e del cristiano.

In conclusione tornado alla domanda della ragazza – e potendo rispondere con cognizione dato che in parrocchia posso accompagnare diversi ragazzi delle superiori e università – io credo fondamentale rompere la struttura mentale dei sacramenti concepiti come diplomi scolastici. Ritornare a pensare alla persona come realtà indivisibile immersa in una storia e in un tempo che trascorre ma dei quali non è succube (A Diogneto: siamo nel tempo ma non del tempo) e dunque concepire il cammino di fede come immersione nella vita dello spirito: con alti e bassi, con slanci e frustrazioni, con albe soleggiate e momenti tenebrosi. Pretendere che la vita spirituale della persona sia come la linea di un elettrocardiogramma di un morto – ovvero sempre stabile e uguale – ci porta a raccogliere una spiritualità morta e polverosa, mentre lo spirito soffia dove vuole, ne senti la voce, ma non sai da dove viene ne dove va.

Una domanda del genere: a cosa serve il dopo cresima, testimonia proprio questo la fine di un cammino che non è mai iniziato.

Mi permetto di suggerire: meno cartelloni care catechiste (tra l’altro orrendi e antiestetici) e più umanità. Quintali di carta sprecata per disegnare cose su Gesù (dai contenuti di fede dubbi e spesso eretici), ma forse abbiamo dimenticato che il maestro si incontra nel volto dell’altro e non i cartelloni esposti all’interno di liturgie scialacquate e bambinesche segno di una chiesa infantile piuttosto che giovane.

d. Andrea

comunicare il Vangelo per contagiare le persone necessità di umiltà comunicativa

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Evangelizzare ovvero offrire la Salvezza del Vangelo a tutti, si può con rispetto paragonare a come si diffonde un Virus tra i vari corpi umani. Non vogliamo essere irriverenti, ma solo sfruttare alcune tecniche derivate dal Marketing aziendale in modo da poter meglio realizzare lo scopo principale di ogni Cristiano.

Come sapete oltre a insegnare Religione, insegno anche Marketing ed effettuo consulenze alle imprese. E scrivo questi post per stimolare le persone di buona volontà a diffondere il messaggio cristiano magari utilizzando alcuni spunti di teoria aziendale che possono essere utili allo scopo.

In particolare ultimamente è sorta la economia comportamentale che studia le modalità attraverso le quali una idea o un prodotto contagia le persone e li fa agire di conseguenza. In particolare il Prof. Becker analizzando migliaio di casi si è stilata una sorta di classifica che ci fa capire in parte le dinamiche che rendono una idea o un prodotto contagioso, ovvero che viene adottato e preso da molti. (per approfondimenti tecnici :http://pandemiapolitica.com/2015/03/20/la-storia-contagiosa-contiene-tutti-i-contagi-66/)

Ecco chiediamoci: come rendere il VANGELO contagioso?
Già conosco la risposta di molti miei amici parroci tipo: il messaggio di per sé lo è! il Vangelo si diffonde tramite lo Spirito Santo! Le persone NON vogliono capire il Vangelo sono peccatori! ecc. ecc.

Si, d’accordo tutto vero, tuttavia visto che i cristiani colti già dal medio-evo, tipo i francescani e i domenicani, sono stati i primi a studiare e a creare la scienza umana, non vedo perché non si debba sfruttare gli studi della Comunicazione per poter aiutarci a contagiare quante più persone possibile, in particolare quelle maggiormente lontane da Noi, e penso ai giovani dai 15 ai 30 anni.

Il primo problema da affrontare quando si tenta il contagio è ovviamente il contatto. In pratica se non si arriva a contatto con chi dobbiamo evangelizzare penso sia difficile contagiarla se non impossibile.

Il contatto poi viene maggiormente impedito se mettiamo in funzione la “maledizione della comunicazione”.. Questa fa si che quando parliamo pensiamo che l’altro sappia ciò che sappiamo noi, e conosca e abbia studiato ciò che conosciamo e abbiamo studiato noi.

ERRORE GRAVISSIMO.

Tipico di noi Professori, ma anche di molti dirigenti e …. preti.

INVECE PER FAVORIRE IL CONTAGIO OCCORRE STABILIRE UN CONTATTO QUANTO MAI SEMPLICE
E
PARTIRE DAL FATTO CHE GLI ALTRI NON SANNO NULLA DI TUTTO Ciò CHE DICIAMO NOI.

Un vecchio slogan di chi insegna comunicazione recita: parlate come se l’altro sia “idiota” e Ripete, ripete, ripete.

Ecco già una ottima base di partenza. Semplicità e mettersi nei panni di chi ci ascolta come se fossimo NOI PRIMA DI SAPERE Ciò CHE SAPPIAMO.

In pratica esige un enorme sforzo di Umiltà comunicativa.

Tutto il contrario della Spocchia di coloro che pensano di evangelizzare parlando dall’alto della loro Sapienza.
e SE CI pensate bene, Le Parabole con le loro semplicità di esempi, anche se complesse a volte, non sono forse un tentativo di Gesù di far capire il suo messaggio e diffonderlo ai semplici?

La Comunicazione per una Pastorale rivolta a chi non ascolta

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La comunicazione è assai complessa. Per questo mi sembra doveroso approfondire il tema, in quanto molte parrocchie, direi la maggior parte, per lo meno qua dove abito io, comunicano assai poco e male. Limitandosi al minimo indispensabile.

In genere ci si affida ai comunicati a fine celebrazione eucaristica oppure con avvisi su bacheche, come la foto incipit del post. Alcuni più intraprendenti scrivono dei giornalini che poi vengono consegnati ai parrocchiani celebranti oppure consegnati a casa da volontari. Il mio Parroco è riuscito anche a trasmette le Messe della Domenica via Radio grazie alla sua passione per la tecnologia ed un tecnico Rai.

Ma Domandiamoci: FUNZIONA? Arriva il Messaggio? Viene capito e accolto? Con quali risultati?

Credo che la comunicazione rivolta a coloro che già frequentano la Parrocchia possa trovare ampia soddisfazione da forme comunicative minime. Facile comunicare a chi intende ascoltare, tuttavia la difficoltà si presenta nel momento in cui si deve comunicare meglio ciò che i Cristiani della Parrocchia fanno a chi NON intende ascoltare per vari motivi. D’altronde però il nostro apostolato ci spinge a comunicare proprio con coloro che sono lontani dalla Chiesa.

Allora penso che queste minime comunicazioni NON SERVONO A NULLA, in quanto il loro Bersaglio (Target) è quello che intende ascoltare tali comunicati.

Occorre fare uno Sforzo non indifferente per Comunicare Meglio alle Persone Lontane dalla Chiesa e che invece nel fondo della loro coscienza NON aspettano altro.
INSOMMA OCCORRE UNA COMUNICAZIONE RIVOLTA A UN TARGET ben INDIVIDUATO
(si dice così nel gergo del marketing)
il Messaggio è come un Codice , chi lo riceve lo deve capire e decodificare.
Se parliamo nel gergo della Chiesa, SI parla solo a coloro che lo capiscono non a chi è lontano da quel codice.
Inoltre occorre considerare che la comunicazione normalmente è disturbata dal rumore, ovvero tutta una serie di suoni e impedimenti che impediscono la ricezione del messaggio, tipo pregiudizi, tipo il razionalismo, tipo la distanza o i mezzi di comunicazione usati ecc. ecc.
Occorre tenere conto dei rumori e cercare di limitare il loro influsso su chi ascolta.
Necessitiamo di scegliere il canale comunicativo giusto a secondo di chi ci rivolgiamo.
Il mezzo deve cambiare a seconda delle persone a cui si comunica. Un conto parlare alle donne, un altro agli uomini, un conto ai giovanissimi un altro ai giovani o meno giovani.
Infine occorre aspettare un feedback ovvero una retro-azione da parte di chi intendiamo comunicare. Se insufficiente allora qualcosa non ha funzionato e si deve ricominciare da capo. Trial and error.

TUTTAVIA lo Sforzo per una Comunicazione efficacia deve essere fatto.
Brevemenete il Processo si compone di 7 FASI:
1- Identificare a chi ci vogliamo rivolgere (il TARGET , IL BERSAGLIO)
2- OBIETTIVI che ci si prefigge
3-definizione del messaggio (magari faremo un post all’uopo)
4- scelta del canale comunicativo (oggi più che mai assai ampio ed economico, ma occorre lavorarci sopra bene)
5- definizione delle persone e del budget per le varie fasi
6- misurazione dell’effetto riscontrato (c’è sempre modo di verificare, sempre)
7- coordinamento delle varie fasi e valutazione successive

Per ora come prima riflessione può essere sufficiente. Se avete dubbi o richieste di aiuto restiamo a vostra disposizione
compilare il format

sotto.

Il contagioso brusio del Vangelo

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Prendo spunto dalle ultime due letture domenicali del Vangelo per una riflessione.

Marco 1,28 : La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Il Salvatore si è fatto conoscere a tutti attraverso due fatti eclatanti:
1- guarire gli ammalati
2- scacciare i demoni

Insomma due assolute enormità. Immaginiamo di essere a Cafarnao. La suocera di Pietro gravemente malata, improvvisamente guarisce e si mette a servire. Penso ad esempio che si sarà recata prendere l’acqua tra l’incredulità generale. Qualcuno avrà domandato lei cosa l’abbia fatta guarire e come e soprattutto chi.

Lei avrà risposto. Chi ha ascoltato magari ha familiari malati, corre a casa per portarli dal taumaturgo.
Idem per gli indemoniati esorcizzati.

Dice il Vangelo di Marco 1,29 ss : In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Insomma in poco tempo si fece conoscere, la voce si sparse velocemente grazie a questi due fenomeni, che possiamo chiamare Nudge, ovvero dei cunei per forzare la porta indurita delle persone e avvicinare tutti, infatti tutta la città (in senso lato, sappiamo che era un villaggio di non molte persone, però tutte in poco tempo furono raggiunte dalle voci) in poco tempo si accalca di fronte la porta.

La prossima domenica troviamo proprio un episodio illuminante sempre sullo stesso tema: Marco 1,40 ss

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Insomma il Brusio, buzz in inglese, è micidiale, permette di far conoscer fatti in brevissimo tempo. A patto che siano fatti che colpiscono le persone (come magari l’immagine che ho scelto, un pallone gigante che distrugge un palazzo).

Nel Marketing sono meccanismi molto ben conosciuti. Fatti che Innescano la viralità e permettono di diffondere un prodotto come se fosse un virus. Tanto più rapidamente quanto più il prodotto stesso mantiene le promesse.

Il Cristianesimo delle origini prese piede storicamente proprio per curare gli infermi tutti chiunque essi fossero a differenze di tutte le altre religioni che rimanevano sempre settarie ed elitarie. E si diffuse in maniera esponenziale in modo impressionante. E siccome ancora oggi il Vangelo risulta Veritiero oltre un miliardo si professano Cristiani.

Cosa ci può insegnare per la Pastorale questo. Di certo un miracolo aiuta a diffondere il messaggio evangelico.
Occorre ideare iniziative sorprendenti, che facciano parlare. Se riuscissimo a ideare iniziative tali da far parlare le persone, riusciremmo a lanciare un virus benevolo che porta con se i valori del Vangelo.
Occorre poi comunicare le iniziative in modo da lanciare il virus per scatenare un “buzz” positivo.
Fatti che colpiscono e che possano essere sorprendenti e da divulgare all’esterno
Spesso ci si limita a dirle a fine Messa, che a me disturba un bel po’.
Secondo me in Parrocchia ci dovrebbe essere un mini comitato di persone GIOVANI, incaricate di diffondere le iniziative che vengono portate avanti.

Occorre FAR CONOSCERE all’esterno della cerchia Parrocchiale, che bene o male lo viene a sapere.
Sono i molti che non sono vicini alla parrocchia che non conoscono ciò che fa la parrocchia.
Anche solo le iniziative per gli anziani e i poveri.
Gesù Stesso appena il villaggio era a conoscenza si fa portare da altri che non lo conoscono ancora. Non sta li a prendere elogi, ma continua a infettare le persone a portare il Vangelo.
Sceglie tra l’altro un modo semplice , guarire le persone, che colpisce.
Ecco penso che per la Pastorale sia Importante trovare modi semplici che infettino le persone e Iniziare a infettare del Vangelo tutti.

Qul

Se ci sono i poveri, occorre la ricchezza per sfamarli

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In Occasione del rapporto Caritas Fermo, nel link potete leggere la gravità della situazione,
io e Don Andrea, amministratori del Sito ci troviamo d’accordo a divulgare un articolo del giornalista
Socci.
Entrambi riteniamo che l’ipocrisia populista di alcuni superficiali commenti anti-clericali non siano appropriati,
specie se si deve far fronte a situazioni di disagio come quelle evidenziate dall’Arcivescovo della nostra Diocesi.

Aggiungo esperienza personale. Mi sono sposato in una chiesetta, piccola ma bella, ove il parroco ospitandomi NON MI HA CHIESTO NULLA, e io ancora mi riprometto prima o poi di fare una donazione. Idem con la nascita del mio primogenito, il battesimo celebrato in una parrocchia diversa da quella che frequento il parroco mi ha chiesto nulla, anzi mi ha regalato alcuni materiali per la scuola e un bellissimo ricordo per il piccolo. Inoltre mi sono offerto più volte di pagare qualche aggeggio per i ragazzi dell’oratorio, ma ancora non serve nulla.
Questo è la mia esperienza con i Sacramenti celebrati.

buona lettura.

Lo Straniero – Il blog di Antonio Socci
IN DIFESA DELLA CHIESA
Posted: 23 Nov 2014 01:43 AM PST
E’ notizia di queste ore. In Nigeria (per fare un solo esempio) 11 mila cattolici uccisi e 1 milione e mezzo di persone sfollate per sfuggire a Boko Haram. Ma papa Bergoglio – che tace sull’islamismo – continua a bastonare i cristiani.

BOTTE SUI PARROCI

L’altroieri è toccato ai parroci che sarebbero attaccati al denaro come trafficanti del tempio (“Quante volte vediamo che entrando in una chiesa, ancora oggi, c’è lì la lista dei prezzi”).

Fango generico e generalizzato su tutti, ingiustamente, che stavolta ha provocato una sorda sollevazione (lo stesso cardinale Bagnasco ha risposto che in nessuna chiesa italiana i sacramenti vengono venduti).

Un lettore indignato mi ha scritto:

“al di là di quello che si voleva dare come messaggio, ciò che è passato ai più (ed è ciò che conta in questo contesto) è che i sacramenti si pagano, c’è persino un listino prezzi e se lo dice il Papa allora è vero, non è una diceria degli anticlericali! Quindi non era un pregiudizio che i preti si fan pagare. Ergo, il papa è buono e i preti sono tutti avidi di soldi”.

Un’altra lettrice mi ha scritto scrive:

“io mi sono sposata, ho avuto tre figli, mai chiesto soldi né per matrimonio, né per comunione e cresime. Chi poteva dava un’offerta, chi non poteva anzi veniva aiutato. Il parroco dava le vesti ai bambini affinché tutti fossero vestiti uguali”.

E aggiunge:

“mai visto in vita mia un listino dei prezzi e ho girato tante chiese e santuari. Mi addolora un attacco così forte alla chiesa e ai suoi ministri. Per mia esperienza in tanti anni ho visto molti sacerdoti generosi che aiutavano le famiglie più povere. La mia parrocchia per esempio sostiene mensilmente con viveri 70 famiglie. Certo, se le mancassero la offerte (volontarie) come potrebbe un parroco con 700 euro mensili aiutare i bisognosi?”.

ITALIA, CHIESA DI POPOLO

In Italia la stima popolare verso la Chiesa è grande. Si sa che i parroci sono uomini che donano tutta la loro vita a Dio e agli altri, che vivono con quattro soldi e ci sono sempre, per tutti, e aiutano tutti.

Le offerte libere e volontarie esprimono la gratitudine dei fedeli per i beni soprannaturali e gratuiti che ricevono in Chiesa (la salvezza di Cristo), che non potrebbero essere ripagati nemmeno con tutto l’oro del mondo.

Ma anche per l’educazione cristiana dei figli. E sovvengono ai bisogni materiali delle parrocchie, per le necessità delle chiese e della liturgia.

Sono un ottimo “investimento” anzitutto per la propria salvezza (“la carità cancella una moltitudine di peccati”), ma anche per il bene di tanti.

Tutte le opere della Chiesa sono state costruite per il popolo e con il popolo. A partire dalle cattedrali.

Celebre è il caso del Duomo di Milano di cui è stato appena pubblicato qualche registro delle offerte a cui partecipavano tutti, dalla povera vecchietta che donava un uovo alle meretrici della città (molto generose).

E i beni alimentari che affluivano per la fabbrica del Duomo andavano in una mensa dei poveri che provvedeva ai più sfortunati: proprio dalla formula latina “ad usum fabricae” è venuta l’espressione “mangiare il pane a ufo”.

Con la Chiesa tutti abbiamo sempre mangiato “a ufo” e sempre sarà così. Anzitutto il “pane” della salvezza, totalmente gratuito: Dio che è morto per noi, per la nostra felicità.

Ma anche il pane necessario al bisogno umano che non è solo fame materiale, ma anche solitudine, disperazione, malattia o bisogno di educazione.

BASTA MALIGNITA’

Lo Stato con la Chiesa ci ha “mangiato” più di tutti: lo stesso “otto per mille” ha la sua origine negli immensi espropri dei beni della Chiesa, frutto di secoli di donazioni. Espropri fatti dal neonato Stato italiano dal 1860 circa. Quindi l’otto per mille è solo un parziale risarcimento.

Del resto, secondo uno studio recente, le molteplici attività della Chiesa fanno risparmiare allo Stato italiano circa 11 miliardi di euro l’anno.

E anche la sua semplice presenza ci arricchisce: per esempio nel 2014 il turismo religioso nella città di Roma e nei santuari è stato valutato in 5 miliardi di dollari, unica voce in crescita in questo tempo di crisi nera.

Per non parlare delle missioni e di quello che la Chiesa, anche quella italiana, fa per i più diseredati del pianeta.

La mia lettrice, sconcertata, prosegue: “mi chiedo quando avrò il piacere di sentire papa Francesco parlare bene dei cristiani e della Chiesa”.

BERGOGLIO E I SOLDI

Da “Libero”, 23 novembre 2014 e sul Blog di Antonio Socci:

Purtroppo il bombardamento di papa Bergoglio non ha risparmiato nessuno. Ha “scorticato” i suoi predecessori con una sentenza affidata a Scalfari: “I Capi della Chiesa spesso sono stati narcisi, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani”.

Ha poi sistemato gli altri ecclesiastici con continue accuse di fariseismo, chiusura a Dio e ancora peggio. Ma il bersaglio preferito su cui papa Bergoglio ama picchiare duro sono i semplici cristiani. Dalle omelie di Santa Marta escono come il ricettacolo di ogni meschinità. E così pure religiosi e preti.

In particolare Bergoglio ama parlare dei soldi. Io penso che la sua preoccupazione maggiore dovrebbe essere per la perdita della fede di intere generazioni e di interi popoli, la perdita di Dio. Dovrebbe esortare i sacerdoti a farsi in quattro per “conquistare” le anime a Cristo.

Invece il papa argentino batte soprattutto sul tasto dei soldi. In queste ore, pure su internet, si coglie il dolore e anche l’arrabbiatura di molti parroci i quali già devono fare i conti con l’ostilità delle élite culturali e sociali.

Di fronte alla “demagogia peronista” ricordano che ogni anno, nelle parrocchie, si raccolgono i soldi per l’obolo di San Pietro (offerte che vanno proprio al Papa).

E ricordando che il Vaticano di Bergoglio ha recentemente dato la Cappella Sistina alla Porsche per un evento pubblicitario. Pure se i fondi ricavati andranno ai poveri, era proprio necessario affittare un luogo così sacro per una pubblicità?

Facile prendersela con soggetti deboli come i parroci. Molti di loro, amareggiati, si chiedono perché papa Bergoglio non se la prende piuttosto – e con ragione – con soggetti forti come i vescovi tedeschi.

PARLI DELLA GERMANIA

La Chiesa tedesca è una vera potenza economica: la sola Caritas tedesca impiega 500 mila persone a tempo pieno, quando il gruppo Volkswagen ne ha 389 mila.

Tutto questo grazie alla Kirchensteuer, la tassa ecclesiastica che dallo Stato nell’anno 2012 ha convogliato sulla Chiesa 5,9 miliardi di euro. Una cifra sei volte superiore all’otto per mille della Chiesa italiana che pure ha un numero di fedeli doppio di quella teutonica.

Dove sta il problema?

Mentre in Italia si decide liberamente se devolvere o no l’otto per mille, in Germania quella è una vera tassa imposta dallo Stato a chi all’anagrafe risulta cattolico.

E’ dunque obbligatoria. La si può evitare solo uscendo formalmente dalla Chiesa con una gravissima conseguenza: “Un decreto della Conferenza episcopale tedesca ha stabilito che il rifiuto del contributo implica il venir meno, per il fedele, dell’appartenenza alla Chiesa” (Massimo Borghesi).

La tassa è una specie di condizione “sine qua non” per accedere ai sacramenti. Questa decisione è stata contestata dalla Santa Sede al tempo di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Ma da papa Francesco nulla si è sentito.

I “progressisti” vescovi tedeschi sono molto bergogliani, sono stati fra i suoi principali sostenitori nel Conclave, hanno spinto il recente Sinodo verso l’eucarestia ai divorziati risposati e finanziano il Vaticano e le chiese del Terzo Mondo (America Latina compresa).
Ma perché papa Francesco, invece di strapazzare i parroci per motivi infondati, non prende di petto loro per questi seri motivi?

Il filosofo Robert Spaemann, amico di Joseph Ratzinger, ha osservato che in Germania “uomini che negano la resurrezione di Cristo rimangono professori di teologia cattolica e possono predicare in quanto cattolici durante le Messe.
Fedeli invece che non vogliono pagare la tassa per il culto vengono cacciati dalla Chiesa. C’è qualcosa che non va”.

Che dice Bergoglio?

Antonio Socci

Facebook: “Antonio Socci pagina ufficiale”

Effetto sensibilizzazione per la nuova evangelizzazione

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Tocca a me offrire post più pragmatici, rispetto a quelli del mio amico don Andrea. E allora assolvo con piacer il mio compito nella speranza di offrire stimoli e spunti di riflessione per tutte le persone di buona volontà che lavorano quotidianamente alla evangelizzazione.

Voglio presentarvi oggi i famosi studi sui comportamenti degli uomini per poter offrire dei pungoli (nudge in inglese ) gentili per far fare le scelte giuste alle persone, senza usare mezzi coercitivi, di norma controproducenti.

Parliamo qui dell’EFFETTO PRIMING, tradotto dell’effetto sensibilizzazione.
Iniziamo con un esempio:
In un ufficio c’era l’angolo del ristoro con varie bevande, dal caffè al the al latte, ecc. ecc. Il costo di ciò che si consumava era lasciato alla libera volontà delle persone. I soldi venivano riposti in una scatola detta “box dell’onestà”.
Affissi erano i prezzi consigliati per i prodotti consumati. Tuttavia di onestà non è che ce ne fosse molta, ( non era colpa degli italiani, poiché l’esperimento è stato svolto nel nord america).
Allora si è voluto sperimentare l’EFFETTO PRIMING, in italiano sensibilizzazione.
In pratica sopra il box dell’onestà furono apposti a turno varie immagine,tipo:
fiori, occhi che guardano, prati, occhi languiDI; piante , occhi severi, ecc. ecc.
Dopo circa un anno gli studiosi hanno tirato le conclusioni, in media quando vi erano apposti occhi, specie severi, nel box c’erano il triplo delle offerte, l’onestà trionfa se pensi che qualcuno ti possa …. spiare.
Inconsciamente le persone erano indotte a essere …oneste. Come se una parte del cervello si attiva solo se stimolato, e riflette che è meglio essere onesti, poiché esistono anche gli altri.

Centinaia di esperimenti confermano che noi tutti siamo influenzabili con effetti Priming che ci spingono a compiere meglio le nostre azioni senza minacce o coercizioni, semplicemente facciamo scattare un meccanismo psicologico dentro di noi che ci fa rifletter meglio su ciò che desideriamo fare. Senza lo stimolo, come se non ci pensiamo e tiriamo diritto.

Allora cari amici evangelizzatori, sfruttate l’effetto Priming, stimolate e sensibilizzate con immagini, ambienti stimolanti, parole pensate e tutte gli stimoli e sensibilizzazioni che possano indirizzare la bontà delle persone ad emergere e magari approfondite l’effetto priming per prendere spunti utili.
Altrimenti rimane soffocata dalla pigrizia dei cattivi comportamenti e sappiamo che ne saremo responsabili.
Si perché per l’umano è molto più economico e meno faticoso comportarsi male.
Siate creativi nel realizzare nudge (pungoli) che evangelizzano le persone.
Occorre stimolare in modo creativo e positivo.
Comportarsi costa fatica, ma se sensibilizzata allora la persona si converte facilmente.

grazie

il Virus-Fede e il modo di diffonderlo

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http://resscientiae.wikia.com/wiki/File:4577519-cold-virus-virus-influenza-dna-virus-staphylococus-blood-virus-hiv-virus-computer-virus.jpg

In questi giorni di notizie e informazioni varie,dai disastri ambientali al sinodo, dalla immigrazione alle varie di politica, per associazione di idee mi è balenata alla mente un aspetto della Fede che merita approfondimento.

La Fede e il modo attraverso il quale riusciamo a trasmetterla agli altri è un aspetto essenziale, che va sotto il nome di evangelizzazione. Gesù stesso ha indicato più volte nei vangeli di diffondere la sua parola a tutti, come obbligo di ogni cristiano.
Ora chiediamoci, in quale modo lo possiamo fare

Penso che un utile esempio sia quello di considerare la possibilità di diffondere la Fede in Gesù Cristo come se fosse un Virus. non voglio essere irriverente, ma solo proporre una riflessione personale per aiutare tutti noi a diffondere il Vangelo. Ovvio che il post scaturisce da quello che sta accadendo nel campo medico-sanitario con il pericolo del virus Ebola.

Domandiamoci come si diffonde un virus

In vari modi, a seconda della tipologia. Qualcuno per contatto semplice, altri solo con la saliva, altri solo con scambio di sangue, altri ancora attraverso l’aria .
Ogni virus ha un mezzo di trasporto, più o meno veloce, che gli permette di infettare tante persone in modo esponenziale, dal paziente zero a ….. milioni di persone. – tutte le mamme sanno che un bimbo raffreddato al nido tempo pochi giorni e …. tutti infettati-.

Se consideriamo il Virus-Fede dobbiamo chiederci quale possa essere il mezzo di trasporto migliore per diffonderlo e come poterlo indirizzare per infettare tante più persone possibili.

Io penso che possiamo identificare facilmente come il miglior modo per infettare le persone del Virus-Fede sia l’esempio deel vivere cristiano. Non tanto le parole, ma il FARE della nostra vita in senso Cristiano pieno.
Un VIVERE pienamente la Fede, in senso sociale pieno, e dichiararlo senza vanto, ma con cognizione di causa.
Mettere in pratica il messaggio del vangelo, specie senza indossare divise e senza mandati particolari, semplicemente vivere la cristianità nella quotidianità.
Mettere da parte sempre la presunzione orgogliosa che spesso si nasconde dietro atteggiamenti di falso fideismo che allontana le persone invece di avvicinarle.
Solo se le persone si avvicinano a Noi, nel vivere cristiano, possiamo infettarle del Virus-Fede alla luce della Grazia.
Penso che questo sia il principale modo di diffusione.
Poche Parole Molti fatti illuminati da Cristo, in ogni campo della nostra vita.
Il principio virale, ormai da anni è usato per diffondere prodotti di vario genere e funziona solo se il prodotto è straordinario.
Sono fermamente convinto che il messaggio Cristiano, la BUONA NOVELLA sia estremamente stra-ordinario, sta a noi viverlo umilmente e infettare tutte le persone, solo se le infettiamo le potremo aiutare a riconoscere la Grazia che li illumina e salvarli.
Consideriamo poi che se riuscissimo a infettare anche solo una persona, questa a sua volta sarà un portatore sano de il Virus- Fede e così scateniamo un pandemia Cristiana evangelizzatrice, oggi quanto mai auspicabile.

Crowdfunding per iniziative parrocchiali e diocesane

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Oggi prendo spunto da una iniziativa di un bravissimo collega che sta mettendo in piedi una bellissima iniziativa di stimolo alla creatività e al lavoro in quel di Belluno, in collaborazione con le illuminate istituzioni locali.

La prima cosa che ha fatto, dopo aver avuto l’idea delle cose da fare, è stata quella di lanciare una raccolta fondi tramite questo sito che vi segnalo.
http://www.kapipal.com

Ho pensato, data la semplicità, che potesse essere utile a molte iniziative a carattere parrocchiale o diocesane. In quanto si può donare poco, anche un euro, e si riscuote a zero interessi sul conto in Paypall, consigliato, o su Postepay.

In pratica create il vostre evento, e poi realizzate una raccolta fondi inviando mail a chi potesse esser interessato, magari ai parrocchiani, che ne so per iniziativa cinema giovani, o semplicemente per abbassare il costo del campo scuola, o magari per miglioare i locali della parrocchia. In pratica un modo anche informale di coinvolgere i parrocchiani che nel segreto delle loro case possono donare quanto desiderano, anche in modo anonimo.
Il vantaggio per chi dona è che sanno dove e a cosa andranno le loro donazioni.

Importante pertanto, anche per il futuro, stilare un resoconto di come si sono investiti i soldi ricevuti.

Magari uno ci tiene al coro e desidera che si investa sulla musica, e pretende di sentire un buon coro
e dona per quello.
Altri magari per altre iniziative specifiche ove sono impegnati i propri figli.
Insomma sapere dove vanno a finire le donazioni è un buon stimolo per contribuire e donare.

Uno dei tanti metodi nati sotto il nome di crowdfunding, molto in voga all’estero soprattutto nei paesi anglosassoni, che in Italia stenta a decollare. Penso sia ora di utilizzare in modo utile per le nostre evangelizzazioni.

Insomma penso che sia un modo innovativo e simpatico di finanziare le numerose iniziative, ed evitare magari i piagnistei dei pochi soldi a disposizione.

Il sito è in inglese, MA SEMPLICISSIMO DA USARE, le donazioni sono dirette senza commissioni, e si può il progetto inserire in Italiano.
Ecco alcune storie di successo.

ECCO IL SUO MANIFESTO:

MANIFESTO KAPIPALISTA

1. I tuoi amici sono il tuo capitale
Gli amici e i contatti del tuo social network possono aiutarti a raccogliere un capitale.
2. I tuoi amici realizzano i tuoi sogni
Ogni tuo contatto può dare un contributo, anche piccolo.
Insieme, gli amici ti aiuteranno a realizzare i tuoi piccoli e grandi desideri, progetti, sogni.
3. Il tuo capitale dipende dal numero di amici
Tanti contributi possono costruire un grande capitale.
Più contatti hai, più probabilità ci sono di raggiungere la cifra di cui hai bisogno.
4. Il tuo capitale dipende della fiducia
I contributi non arrivano automaticamente. Anche se contatti molte persone,
dovrai prima guadagnare la loro fiducia, specialmente se non le conosci personalmente.
5. Il tuo capitale aumenta col passaparola (CFR. LABORATORIO BUZZ MARKETING)
I tuoi amici possono aiutarti inviando un contributo in denaro, ma anche passando parola.
Questo farà crescere il tuo social network e aumenterà le probabilità di raggiungere il tuo obiettivo.
translation by Alberto Falossi
Buona raccolta a tutti.

i super crunchers della pastorale

Postato il


numeri

Siamo in semi-ferie, noi prof. e allora provo a dare alcuni suggerimenti ai miei amici a capo delle parrocchie, sperando le indicazioni di una materia all’apparenza lontana dalla religione possano essere di aiuto per pastorali efficaci ed efficienti.

Come sapete insegno in due università private Marketing e offro sporadiche consulenze gratuite grazie al mio blog che ha un suo discreto seguito: http://www.pandemiapolitica.com.

Una delle cose più imprtanti nel Marketing, se non la più importante, è la ricerca. Questa ci consente di essere sempre aggiornati sui desideri delle persone sulle loro preferenze, sulla quantità delle persone che ci seguono o non ci seguono. La ricerca si divide generalmente di due grandi filoni l’uno complementare all’altro.

Il primo filone è legato a meri dati statistici. Sono dati quanto mai ufficiali che ci consentono di aver un quadro preciso della situazione e delle potenzialità.
Sulla base di questi dati, scatta , o meglio, dovrebbe scattare l’intuito, la creatività, le idee geniali o banali che siano che possano essere appunto suffragate almeno da un minimo di ricerca quantitativa. L’intuito e le idee sono la seconda parte che completa la prima e che deve essere messa alla prova per vedere se funziona.

Ecco allora i super-cruncers, ovvero statistici appassionati che elaborano dati per ogni cosa e che sono tanto in voga all’estero. Ci sono siti molto ma molto approfonditi che offrono studi statistici quantitativi molto utili e interessanti per ragionare sui dati. Una “costrizione data” che aiuta a scatenare la creatività realistica, non quella lunare inutile basata sui sogni dell’arte.

In Italia i super-cruncher sono poco utilizzati, ma sono sicuro che come al solito in uno o due decenni ci saranno anche da noi, basta leggere i laureati in statistica per capire quanto poco siano utilizzati.

Che utilità possono essere i dati per una parrocchia? Io direi fondamentali. Spesso quando dialogo con amici Parroci a mala pena conoscono i confini della parrocchia. Non hanno alcuna idea di come si suddivide la popolazione, che tipo di lavoro svolgono. I più anziani mi rispondono che loro sanno tutto e conoscono tutto perché sono lì da 100 anni, prima ancora che ci fosse la parrocchia. A beh allora, se sapete tutto allora conoscete anche la soluzione… o no?

I dati sono il punto di partenza e sono una ricchezza incommensurabile.

Censite e cercate di conoscere a fondo i dati della vostra parrocchia.

Non fidatevi dell’istinto puro, almeno in un primo momento.

L’istinto per essere ben indirizzato ha bisogno di essere informato. Allora si che dovrebbe scatenare la sua potente inventiva.

Ingaggiate le squadre di giovani, o meno giovani, per informavi sui dati dei vostri parrocchiani.
Almeno un censimento di massima tipo.
– Quanti sono e come sono composti donne, bambini, uomini, anziani ecc.ecc.
– quanti nuclei familiari e da quanti sono composti
– quante famiglie ….. non più famiglie?
– Che tipo di lavoro svolgono
– dove lavorano
Poi se riuscite affinate la ricerca con analisi più precise che possono esser utili tipo:
– che tipo di religione praticano
– gusti musicali – artistici

Chissà magari chiedere anche giudizi negativi sulla chiesa o sulla parrocchia, o sui preti
(a me a scuola capita spesso dai ragazzi e mi domando _ perché nessuno li ascolta?).

Insomma più l’analisi è rigorosa e approfondita maggiore penso possano essere le idee che potete farvi venire magari per approntare una pastorale
radicata sul territorio che dia seguito ai desideri dei parrocchiani. Ricordate che i desideri per la maggior parte delle volte sono reconditi e occorre intuirli tra i dati che abbiamo.

Magari scoprirete un mondo dal di là dei soliti frequentatori della parrocchia che vi è sconosciuta e che proprio per questo ha desiderio inconfessato di incontrare la Chiesa e il suo capo Cristo.

Se volete approfondire la questione o avete bisogno di una mano io sono a dispozione, e sotto un articolo un po’ professionale per i più secchioni.
http://pandemiapolitica.com/2014/03/26/816/

Buon Lavoro

A proposito di mafia e religione

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Solito caso di connivenza tra la religione pagana e la mafia e si scatena subito sui giornali, specie i cosiddetti laicisti di come la Chiesa sia sempre connivente con il sistema mafioso.

E giù contumelie, improperi, e quant’altro.

Persino il compagno saviano ieri su repubblica a spiegarci il significato, le circostanze, la gravità, ecc. ecc.

Ma bravi si, ma come siete bravi, peccato che quello di cui andate cianciando non è la Chiesa, non è il cristianesimo, ma un semplice innesto di una pianta erbacea estranea tipo rampicante che si chiama paganesimo.

Combattuta da sempre dalla Chiesa, ma che evidentemente risulta assai difficile da estirpare. Si insinua nei gangli della Cristianità e sempre alcuni santi sono dovuti intervenir da par loro per rimettere le cose a posto, a far capire quanto la cialtroneria pagano sia semplice come inutile.

Che poi si voglia affermare che in molte parti d’Italia si professa una velata paganità rispetto a quelli che sono gli insegnamenti del magistero, vabbè possiamo e dobbiamo discutere. Ma almeno chiariamo i termini della questione. Quello che in alcune zone si scambia per Chiesa è paganesimo, spesso di tipo gnostico, allo stato puro.
Una religione molto …. umana e per nulla difficile da capire, anzi direi sempliciotta.

Difficile è invece il percorso del cammino cristiano e la sua comprensione della grazia nella remissione dei nostri peccati che prevede ben altri esempi e simboli i quali sono solo per una profonda conversione dell’uomo alla imitatio Christi.

Molto più facile star dietro a statue fatte camminare, o ceri che corrono, o rosari ripetuti cantilenando, o camminare coi piedi nudi su un monte ritenuto sacrificale (questo l’ho fatto pure io nà volta), altrettanto facile essere prescelti in modo nominale per essere i migliori, tipo togliatti, da umane menti.

Difficile è chieder e accettare il perdono, accettare l’umiliazione di farsi prossimo, di inginocchiarsi di fronte al proprio nemico che ti martoriazza.
Molto più semplice affermare: ci hanno scomunicato allora io non vado a messa. Difficile è accettare il monito di chi è preposto alla guida della Chiesa dalla Spirito Santo. Molto ma molto difficile.

Bene state a casa, significa che la conversione di grazia non è ancora arrivata. Come io da piccolo andavo a messa per le 5.000 lire per le giostre, di certo non mi faceva male, ma la conversione era di là da venire.

Pertanto risparmiateci cari commentatori le omelie di connivenza con la Chiesa, quelle sono le solite esaltazioni pagane che persistono sempre come rampicanti e che i cattolici tentano con il loro esempio e martirio di estirpare con l’aiuto della preghiera e l’invocazione a Maria e allo Spirito Santo.
Parliamo invece di come aiutare queste persone a ritrovare la strada della santità smarrita con l’aiuto di tutta l’assemblea grazie al Vangelo e attorno alla Eucarestia del Signore.