desiderio

la conversione non dalla ragione ma dal sentimento

Postato il Aggiornato il


CONVERSIONE

La Conversione è lo scopo principale della Evangelizzazione. Il cristiano ha ricevuto una missione, quella di portare il Vangelo, la buona Novella, a tutti e far si che chi la riceve possa cambiare “nous”, mente , pensiero, idea, percorso di vita.

Insomma la Conversione di vita verso Cristo  è l’obiettivo principale della Evangelizzazione. Se non riusciamo a seminare in modo corretto, in modo che la Grazia possa operare profittevolmente possiamo dire che la missione è fallita.

Ora però chiediamoci: Perché ci si converte?  Perché ci siamo convertiti? cosa spinge l’uomo a cambiare?

Spesso siamo portati a pensare che si cambia dopo che una studia, analizza e poi cerca un soluzione e alla fine adotta il cambiamento. Questo possiamo chiamarlo percorso razionale al cambiamento. In realtà gli ultimi studi sul comportamento dell’Uomo, sembra che questi passaggi logici RARAMENTE portanti ai cambiamenti.

Questo percorso RAZIONALE riproposto nell’immagine sotto NON FUNZIONA quasi MAI:

SCHEMA RAZIONALE PER CONVERTIRSI

Facciamo qualche banale esempio. Io so perfettamente che il fumo provoca il cancro ai polmoni eppure…. Io so perfettamente che mangio troppo e questo è un danno per la salute eppur…..So perfettamente che se non studio prenderò 4 eppure ……

io so perfettamente non è di per se uno stimolo al cambiamento.

Per la cronaca occorre dire però che allo stesso tempo l’ignoranza non aiuta a cambiare, mentre il percorso razionale qualche minimo risultato lo da, ignorare le cose di sicuro non ti fa cambiare.

Quindi né il percorso razionale di conoscenza ne tanto meno quello della ignoranza spingono l’uomo a convertirsi rispetto alle varie situazioni. Gli ultimi studi di comportamentale lo dimostrano. Tuttavia si cambia. Perché?

Perché si è colpiti nel nostro profondo SENTIRE. Tocca il Sentimento e allora avremo il Cambiamento.

Non è un caso che molti interrompono un comportamento riprovevole dopo episodi che li hanno toccati in modo profondo. Ricordo che mio Padre, fumatore incallito, 20 anni fa ebbe problemi al cuore, si spaventò a tal punto che non fumò più e ad oggi non ha più fumato. Io personalmente quando guido ora mi accorgo di essere estremamente prudente, specie dopo aver visto dal vivo alcuni spiacevoli episodi.

Insomma per la conversione conta molto di più:

  • VEDERE

  • SENTIRE 

  • AGIRE

VEDERE e SENTIRE in senso allargato, sia ai 5 sensi sia al Sentimento delle persone che li tocchi veramente. Occorre colpire il sentimento delle persone per far si che le persone cambino. Solo se si riesce a colpire il sentimento allora si può sperare in un azione di conversione. Cosa non facile, ma è ciò che si deve tentare per far cambiare le persone.

In un prossimo post approfondiremo questo aspetto seguendo le teorie comportamentali di ultima generazione. Cercheremo di capire come è fatto l’uomo e come possiamo pensare di aiutarlo ad avvicinarlo al Vangelo. Tanto più che gli studi ultimi dimostrano l’assoluto desiderio dell’Uomo di ritrovare se stesso con una Spiritualità totalizzante. Chi meglio di Cristo potrebbe soddisfare questo desiderio nell’intimo dell’UOMO.

Pertanto spetta a noi Cristiani di Buona Volontà di applicare le ultime scoperte scientifiche al servizio della Evangelizzazione.

Annunci

i super crunchers della pastorale

Postato il


numeri

Siamo in semi-ferie, noi prof. e allora provo a dare alcuni suggerimenti ai miei amici a capo delle parrocchie, sperando le indicazioni di una materia all’apparenza lontana dalla religione possano essere di aiuto per pastorali efficaci ed efficienti.

Come sapete insegno in due università private Marketing e offro sporadiche consulenze gratuite grazie al mio blog che ha un suo discreto seguito: http://www.pandemiapolitica.com.

Una delle cose più imprtanti nel Marketing, se non la più importante, è la ricerca. Questa ci consente di essere sempre aggiornati sui desideri delle persone sulle loro preferenze, sulla quantità delle persone che ci seguono o non ci seguono. La ricerca si divide generalmente di due grandi filoni l’uno complementare all’altro.

Il primo filone è legato a meri dati statistici. Sono dati quanto mai ufficiali che ci consentono di aver un quadro preciso della situazione e delle potenzialità.
Sulla base di questi dati, scatta , o meglio, dovrebbe scattare l’intuito, la creatività, le idee geniali o banali che siano che possano essere appunto suffragate almeno da un minimo di ricerca quantitativa. L’intuito e le idee sono la seconda parte che completa la prima e che deve essere messa alla prova per vedere se funziona.

Ecco allora i super-cruncers, ovvero statistici appassionati che elaborano dati per ogni cosa e che sono tanto in voga all’estero. Ci sono siti molto ma molto approfonditi che offrono studi statistici quantitativi molto utili e interessanti per ragionare sui dati. Una “costrizione data” che aiuta a scatenare la creatività realistica, non quella lunare inutile basata sui sogni dell’arte.

In Italia i super-cruncher sono poco utilizzati, ma sono sicuro che come al solito in uno o due decenni ci saranno anche da noi, basta leggere i laureati in statistica per capire quanto poco siano utilizzati.

Che utilità possono essere i dati per una parrocchia? Io direi fondamentali. Spesso quando dialogo con amici Parroci a mala pena conoscono i confini della parrocchia. Non hanno alcuna idea di come si suddivide la popolazione, che tipo di lavoro svolgono. I più anziani mi rispondono che loro sanno tutto e conoscono tutto perché sono lì da 100 anni, prima ancora che ci fosse la parrocchia. A beh allora, se sapete tutto allora conoscete anche la soluzione… o no?

I dati sono il punto di partenza e sono una ricchezza incommensurabile.

Censite e cercate di conoscere a fondo i dati della vostra parrocchia.

Non fidatevi dell’istinto puro, almeno in un primo momento.

L’istinto per essere ben indirizzato ha bisogno di essere informato. Allora si che dovrebbe scatenare la sua potente inventiva.

Ingaggiate le squadre di giovani, o meno giovani, per informavi sui dati dei vostri parrocchiani.
Almeno un censimento di massima tipo.
– Quanti sono e come sono composti donne, bambini, uomini, anziani ecc.ecc.
– quanti nuclei familiari e da quanti sono composti
– quante famiglie ….. non più famiglie?
– Che tipo di lavoro svolgono
– dove lavorano
Poi se riuscite affinate la ricerca con analisi più precise che possono esser utili tipo:
– che tipo di religione praticano
– gusti musicali – artistici

Chissà magari chiedere anche giudizi negativi sulla chiesa o sulla parrocchia, o sui preti
(a me a scuola capita spesso dai ragazzi e mi domando _ perché nessuno li ascolta?).

Insomma più l’analisi è rigorosa e approfondita maggiore penso possano essere le idee che potete farvi venire magari per approntare una pastorale
radicata sul territorio che dia seguito ai desideri dei parrocchiani. Ricordate che i desideri per la maggior parte delle volte sono reconditi e occorre intuirli tra i dati che abbiamo.

Magari scoprirete un mondo dal di là dei soliti frequentatori della parrocchia che vi è sconosciuta e che proprio per questo ha desiderio inconfessato di incontrare la Chiesa e il suo capo Cristo.

Se volete approfondire la questione o avete bisogno di una mano io sono a dispozione, e sotto un articolo un po’ professionale per i più secchioni.
http://pandemiapolitica.com/2014/03/26/816/

Buon Lavoro

Il buzz Marketing per la Pastorale della Carità

Postato il Aggiornato il


Approfitto dei dati diffusi in questi giorni per coniugare la mia professionalità con la pastorale della carità. In questi giorni il giornale Avvenire, come tutti penso, ha riportato le anticipazioni della DOXA del rapporto ‘Italiani solidali. Un rapporto che intende fotografare lo stato di salute degli enti e delle raccolte solidali. In attesa di leggere il rapporto, che uscirà a giugno, si possono fare alcune interessanti valutazioni per tutti coloro che lavorano per la solidarietà. Innanzitutto gli enti più conosciuti risultano essere nell’ordine:
1- AIRC
2-Caritas
3- Telefono Azzurro
4- Unicef
5- WWF
6- Croce Rossa
Inoltre le anticipazioni della DoXA mostrano che le maggiori beneficiarie delle donazioni sono:
1- Airc
2- Caritas
3- Telehton
Ma quello che maggiormente mi interessa analizzare è l’aspetto legato a come i beneficiari vengono a conoscere i vari enti e a finanziare le varie iniziative. Secondo la DOXA Le primarie fonti sono : 1- Conoscenza personale dei volontari e dell’associazione 2- Televisone 3- “dialogatori” 4- Web ecc. ecc Sottolineando altresì che la prima fonte è di gran lunga la più usata. Ecco allora che mi permetto di suggerire alcune mie competenze nel campo del Marketing. Oggi esiste un tipo di Marketing che si chiama BUZZ MARKETING. Il termine sta a indicare il Brusio, delle api, ma anche delle persone che permette di diffondere un qualche cosa di straordinario. In pratica un Marketing che sfrutta la principale fonte di informazione che è quella della conoscenza personale. Ovvio che il Buzz per essere scatenato ha bisogno di qualcosa che faccia parlare di sè. Non è sufficiente ad es. dire o affermare, “noi facciamo del bene”; occorre un qualcosa di stra-ordinario che permetta alle persone di parlarne. Quindi occorre pensare bene al “prodotto stra-ordianrio” che si intende diffondere, occorre che non sia banale. Inoltre il passaparola, a differenza di quanto si possa immaginare, molto difficilmente di basa sulla semplice parola. In quanto tutti noi sappiamo che siamo un pò bugiardelli. Si diffonde molto meglio e rapidamente ciò che si vive e i fatti a cui si assiste. Penso che all’inizio dell’attività cristiana proprio il fatto della assoluta carità verso tutti colpì molto la popolazione, e permise di far parlare di sè. Insomma i fatti, gli accadimenti mostrati in positivo, valgon più di mille parole. Importante poi il coinvolgere le persone, anche le più lontante dal nostro modo di essere, che ci crediate o no le persone amano essere coinvolte e sentirsi importanti per realizzare cose, anche se pagane o di altre religioni. Questo scatena di sicuro un passaparola molto positivo. (nei gruppi in cui faccio parte avviene esattamente il contrario con le persone socie che stigmatizzano i nuovi arrivati con le solite frasi cretine tipo: io faccio questo dal……)

Inoltre il metodo migliore per scatenare un Buzz marketing positivo è quello di trovare dei Nodi alisa delle persone che possano avere la passione per quello che proponiamo.
Per nodi si intendono quelle persone che intrecciano innumerevoli rapporti, e che possono divulgare il nostro prodotto stra-ordinario, se lo reputano tali.
I nodi sono tutti intorna noi basta cercarli, e la ricerca è la cosa più faticosa dopo la ideazione di un prodotto stra-ordinario.
Le caratteristiche dei nodi sono :
– Adottano in anticipo i nuovi prodotti
– Rete di collegamenti ampia
– Viaggiano di più
– Sono molto più curiosi
– Non sono tifosi o fanaticamente fedeli
– Parlano di più e sono credibili
– Molto esposti ai media

Mini regole per una promozione scatenante il Buzz:
– Semplicità
– Comunicate le novità: l’ottimo è pessimo.
– Affermazioni e fatti: a braccetto
– Chiedere ai clienti come considerano il prodotto

Se interessati ad approfondire il Marketing Buzz vi invito a legger il libro:
Passaparola di Rosen
e
per i più curiosi il mio blog di marketinghref=”http://pandemiapolitica.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=645&action=edit”>

Il passaparola della Pastorale parte dall’ascolto

Postato il


Il passaparola è uno degli strumenti più efficaci per diffondere un messaggio. Nel Marketing da alcuni anni si usano metodi e tecniche per sviluppare la conversazione al fine di generare un passaparola positivo nei confronti del prodotto-servizio che si intende lanciare.
Si chiama Buzz-Marketing.

Studi recenti della Nielsen hanno ampiamente dimostrato che le frasi che ascoltiamo da conoscenti della prima nostra cerchia, da amici a compagni di classe e lavoro, influenzano in maniera molto forte i nostri giudizi e di conseguenza agiamo.

Se un giudizio risulta essere negativo nei confronti di qualcuno o qualcosa si calcola che tendiamo a divulgare a una media di 6 persone. Se invece diffondiamo un giudizion NON POSITIVO, o peggio estremamente negativo, la media di persone alle quali lo diciamo sale a 12. Il doppio!!

Insomma la potenza virale di un giudizio negativo risulta essere doppia rispetto ai giudizi positivi.

La diffusione poi ha un moltiplicatore se tocca le corde profonde nelle quali siamo coinvolti. Ad es. notizia di un divorzio viaggia a una velocità doppia rispetto a un semplice voto negativo a scuola.

Questo per riflettere come nel campo a noi di interesse occcorre tenere nella massima considerazione il Brusio, buzz in inglese, che ci circonda. Alimentare le conversazioni positive e limitare quelle negative.
Il principale metodo suggerito è quello dell’ascolto, occorre con pazienza ascoltare chi ci circonda, capire quali positività diffonde e non aver paura di conoscere le negatività che ci circondano.
L’ascolto dovrebbe essere il primo passo da mettere in atto per una Pastorale che si diffonda.

Solo l’ascolto può offrirci la possibilità di capire i desideri delle persone. Un ascolto empatico agevola anche la realizzazione di progetti concreti.

Realizzare con copi adepti progetti o programmi nel chiuso delle stanze parrocchiali è quanto di peggio per alimentare un Buzz negativo, specie se mal diffuso e peggio accettato.

In latino OBBEDIRE si dice : ob-audere, ovvero un ascoltare che deve essere eseguito, ecco per alimentare un passaparola positivo occorre Obbedire con forza agli ascolti delle persone, in modo che il parlar bene si trasformi di nuovo in voglia di stare insieme.

gli adolescenti di questi oratori se ne …..

Postato il


Dal 2008 insegno come IDR presso ist. scolastici superiori. Circa 300 ragazzi frequentano l’ist. istruzione superiore ove insegno, il Virginio Bonifazi di Civitanova Marche.
Essendo un istituto tecnico la realtà socio-culturale è media bassa, rispetto ai licei.
Spesso chiedo ai ragazzi delle prime o delle seconde se frequentano oratori o locali o situazioni legati alla parrocchia.
Risultato : meno del 5% rispondono affermativamente.
In pratica solo 5-7 ragazzi frequentano o hanno frequentato di recente le iniziative parrocchiali.
Dopo il terzo la percentuale si annulla.
Questo test, assolutamente personale e nulla di scientifico, mi fa sorridere, poichè spesso sento magnificare o lodare le varie iniziative parrocchiali rivolte ai giovani.
Quando faccio notare che l’offerta si rivolge solo ai piccoli sotto i 12 anni, i quali sono solo accompagnati dai genitori in parrocchia che diventa così un economico asilo nido del sabato pomeriggio, mi deridono o fanno finta di non sentire.
Ritengo estremamente facile organizzare qualcosa per i piccoli, faticoso, certo, ma assai semplice.
ASSAI ARDUO INVECE OFFRIRE QUALCOSA A COLORO CHE POSSONO SCEGLIERE SE VENIRE IN ORATORIO O FREGARSENE.
Questo il grande problema secondo delle nostre iniziative,
NON ATTRAGGONO, NON INTERESSANO, SONO PALLOSE, RIDICOLO PARLARE CON CHI VESTE COSì STRANO (preti o suore o vecchie).
Insomma i miei ragazzi così si esprimono quando chiedo loro il motivo.

Non che non abbiano necessità, tuttavia non scatta il desiderio di frequentare la parrocchia.
Come dare loro torto,
SIAMO PALLOSI, PRETENZIOSI, INSULTANTI SE NON CI SI COMPORTA COME UNO VORREBBE,
inoltre ZERO FIDUCIA IN LORO.
Allora perchè mai dovrebbero venire da noi?
FORSE è IL CASO DI CAMBIARE?
O ci teniamo i picccolini e vecchi?

La vicinanza di Dio: gli angeli e la missione del comunicare

Postato il Aggiornato il


Cari amici: si parte!

Come promesso con la festa degli angeli custodi, diamo il via ufficialmente ai nostri contributi e alla nostra ‘missio’.

Perchè porre il nostro lavoro – mio e di Paolo –  sotto l’immagine dell’angelo?

Quando insieme a Paolo abbiamo ragionato e riflettuto su una data plausibile per inaugurare questo blog, entrambi siamo stati concordi su questo giorno: il 2 ottobre, memoria liturgica degli angeli custodi. E questo per diverse ragioni che vogliamo condividere con voi. Provo a farlo attraverso dei semplici ‘step’ descrittivi.

Gli angeli sono IMMAGINE DELLA VICINANZA DI DIO. Gli angeli nella Sacra scrittura sono indicati come ‘messaggeri’ di Dio. Dio nella sua bontà invia infinite volte i suoi angeli agli uomini, nel momento del bisogno, nella prova, nella tenebra della sua vita. E lo fa per un unico scopo: perchè è un ‘Padre’ premuroso.

Gli angeli sono RIVELATORI DEL GIOCO COMUNICATIVO: TRA DIO E L’UOMO. Gli angeli sono rivelatori di un gioco comunicativo molto interessante: essi parlano di Dio all’uomo, ma allo stesso tempo narrano la vita dell’uomo all’ ‘orecchio’ paziente e benigno del Padre. Questo è per l’uomo un motivo di grande speranza nella fede: il Padre non può non ascoltare i suoi figli, tanto più se a sostenere le loro richieste sono gli stessi inviati del Padre, gli angeli appunto.

Gli angeli sono MEMORIA DELLA NOSTRA ESISTENZA: CI RICORDANO CHE NON SIAMO MAI SOLI. Nel nostro tempo una delle tenebre che abitano il nostro cuore è paradossalmente proprio quella della solitudine. L’angelo mi ricorda che anche l’uomo, creato a ‘immagine’ e ‘somiglianza’ di Dio, è sempre davanti al volto del Padre, come i suoi angeli. Noi siamo sempre davanti allo sguardo del Padre, qualunque sia la nostra situazione umana, storica, contingente. Noi…: non siamo mai soli!

MA COME AVVIENE TUTTO QUESTO? Eh già, il nostro scetticismo di uomini Dio lo conosce bene, e non se ne preoccupa. Gli angeli ci ricordano questo: la compagnia del Padre entra nella tua vita mediante una parola buona, attraverso l’abbraccio della persona amata, ma anche attraverso i profondi impulsi e i moti interiori del nostro animo. Si! Dio non ha dimora nei cieli: il Padre si è scelto una casa, è la nostra carne, impasto di bellezza e oscurità, di luce e di tenebra, di gioia e di dolore, qui il Padre chiede di essere cercato e di farsi trovare, dal suo amore, dalla sua provvidenza, dal suo… Angelo!

Allora buon cammino insieme agli angeli a questo nostro lavoro, nella fiducia di lavorare e di mettere a disposizione mente  e cuore per allargare la condivisione del ‘regno’, la condivisione della Bellezza della fede!

armonia angelica