evangelizzazione

Crowdfunding per iniziative parrocchiali e diocesane

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Oggi prendo spunto da una iniziativa di un bravissimo collega che sta mettendo in piedi una bellissima iniziativa di stimolo alla creatività e al lavoro in quel di Belluno, in collaborazione con le illuminate istituzioni locali.

La prima cosa che ha fatto, dopo aver avuto l’idea delle cose da fare, è stata quella di lanciare una raccolta fondi tramite questo sito che vi segnalo.
http://www.kapipal.com

Ho pensato, data la semplicità, che potesse essere utile a molte iniziative a carattere parrocchiale o diocesane. In quanto si può donare poco, anche un euro, e si riscuote a zero interessi sul conto in Paypall, consigliato, o su Postepay.

In pratica create il vostre evento, e poi realizzate una raccolta fondi inviando mail a chi potesse esser interessato, magari ai parrocchiani, che ne so per iniziativa cinema giovani, o semplicemente per abbassare il costo del campo scuola, o magari per miglioare i locali della parrocchia. In pratica un modo anche informale di coinvolgere i parrocchiani che nel segreto delle loro case possono donare quanto desiderano, anche in modo anonimo.
Il vantaggio per chi dona è che sanno dove e a cosa andranno le loro donazioni.

Importante pertanto, anche per il futuro, stilare un resoconto di come si sono investiti i soldi ricevuti.

Magari uno ci tiene al coro e desidera che si investa sulla musica, e pretende di sentire un buon coro
e dona per quello.
Altri magari per altre iniziative specifiche ove sono impegnati i propri figli.
Insomma sapere dove vanno a finire le donazioni è un buon stimolo per contribuire e donare.

Uno dei tanti metodi nati sotto il nome di crowdfunding, molto in voga all’estero soprattutto nei paesi anglosassoni, che in Italia stenta a decollare. Penso sia ora di utilizzare in modo utile per le nostre evangelizzazioni.

Insomma penso che sia un modo innovativo e simpatico di finanziare le numerose iniziative, ed evitare magari i piagnistei dei pochi soldi a disposizione.

Il sito è in inglese, MA SEMPLICISSIMO DA USARE, le donazioni sono dirette senza commissioni, e si può il progetto inserire in Italiano.
Ecco alcune storie di successo.

ECCO IL SUO MANIFESTO:

MANIFESTO KAPIPALISTA

1. I tuoi amici sono il tuo capitale
Gli amici e i contatti del tuo social network possono aiutarti a raccogliere un capitale.
2. I tuoi amici realizzano i tuoi sogni
Ogni tuo contatto può dare un contributo, anche piccolo.
Insieme, gli amici ti aiuteranno a realizzare i tuoi piccoli e grandi desideri, progetti, sogni.
3. Il tuo capitale dipende dal numero di amici
Tanti contributi possono costruire un grande capitale.
Più contatti hai, più probabilità ci sono di raggiungere la cifra di cui hai bisogno.
4. Il tuo capitale dipende della fiducia
I contributi non arrivano automaticamente. Anche se contatti molte persone,
dovrai prima guadagnare la loro fiducia, specialmente se non le conosci personalmente.
5. Il tuo capitale aumenta col passaparola (CFR. LABORATORIO BUZZ MARKETING)
I tuoi amici possono aiutarti inviando un contributo in denaro, ma anche passando parola.
Questo farà crescere il tuo social network e aumenterà le probabilità di raggiungere il tuo obiettivo.
translation by Alberto Falossi
Buona raccolta a tutti.

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Si ricomincia, come al solito.

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Ci siamo. Si ricomincia. La pausa estiva è terminata, lentamente ma inesorabilmente si torna alle consuete attività.
Sia in Parrocchia che a Scuola che sul lavoro inizia il solito corso al quale siamo stati abituati ormai da anni.

Ora io svolgo la principale attività di Insegnate di Religione Cattolica, e part-time di catechista e poco di più.

In questi giorni ho avuto modo di conoscere i miei nuovi alunni delle prime superiori. Sconcertante e Disarmante!!!

TUTTI O QUASI CRESIMATI

TUTTI HANNO FREQUENTATO I CORSI DI CATECHISMO

TUTTAVIA

NULLA SANNO DI CRISTIANESIMO

Al massimo formulate insegnate a memoria che a mala pena sanno recitare.

Sinceramente scoraggiante. Anche a domande semplici semplici NON SANNO RISPONDERE.

Ma come si fa!!!!

Questa mia lamentela, questa mia critica vuole essere anche uno sprone a cercare di migliorare in mordo assoluto il CATECHISMO.

Non è più pensabile farlo con le vecchie rintronate o con giovani che non sanno!! Allora sinceramente MEGLIO CHE STIANO A CASA!!
Oppure come mi disse una Mamma, “sa per me il sabato è un sollievo che stia con voi così posso stare a pulire casa”.

Tipo parcheggio. Insomma. Nulla importava cosa insegnassimo ai piccoli. Ottimo.

Per non parlare poi anche di miei colleghi di alcune scuole superiori, che si sono ARRESI ai ragazzi, e non fanno nullo con loro e per loro.

Anche io spesso ci casco, soprattutto nel triennio. Mi impegnerò sempre più a insegnare barlumi di religione sempre più anche ai quinti, molto ma molto difficile ma occorre tentare.

GETTIAMO I SEMI , POI CHISSà QUANDO E QUANTO CRESCERANNO GLI ALBERI DELLA FEDE.

E’ il tempo di offrire la profondità sapienziale della nostra fede, non balli e canti orrendi e dolci immangiabili.

Altrimenti ripeto meglio non farli sti corsi di catechismo e si sporcano meno le sale parrocchiali.
Ah già dimenticavo, poi però il parroco con chi si Bea della sua bravura di aver riunito tanti piccoli?

Allora meglio farli i corsi, senza sale, così da accontentare tutti e poi la Grazia farà il suo corso.

Buon inizio d’anno a tutti.
E una preghiera di aiuto a tutti per fare il meglio per la evangelizzazione delle persone che ci sono affidate.

Pax et Bonum

il bene comun moltiplicatore, una proposta di pastorale per i leader d’impresa

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La scorsa settimana ho avuto il piacere di assister alla riunione estiva dell’UCID di Macerata.

Alla presenza di molti imprenditori e auditori il padrone di casa fondatore della EKO, strumenti musicali, Don Lamberto Pigini ha presentato il Vescovo di Senigallia Mons. Orlandoni.

Oltre che Vescovo di Senigallia è anche in seno alla CEI membro della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. Il segretario della Commissione è Mons. MARIO TOSO, mio prof. alla Lateranense con in quale ho avuto modo di confrontarmi più volte sulla figura dell’imprenditore, in particolare sul ruolo del profitto.

Mons. Orlandoni ha illustrato i punti dal 12 al 22 del documento della commissione di cui fa parte: La Vocazione del leader d’impresa.

http://www.iustitiaetpax.va/content/dam/giustiziaepace/VBL/Vocazione%20ITA.pdf

Nella introduzione Mons. Orlandoni ha illustrato in modo mirabile il concetto di Bene Comune. Ha affermato come il bene comune non sia la sommatoria dei beni, dai quali poi trarre giovamento nelle ripartizione, ma come il bene comune è da intendersi come una moltiplicazione tra i beni, ove se solo uno dei beni risultasse pari a zero nessuno può affermare di aver raggiunto il bene comune, in quanto moltiplicare per zero risulta zero.

Per conseguire il bene comune occorre dunque che tutti almeno siano Uno, come persona tra le persone, nella lora dignità di uomini.
Strada maestra per il conseguimento moltiplicatore è vivere la carità.

La professione dell’imprenditore è vista come una professione “vocazionale” che collabora pienamente per la realizzazione del bene comune attraverso la “pratica” della “caritas”, in senso elevato.

Fin qui sono rimasto colpito e perfettamente d’accordo specie negli approfondimenti specifici sui vari termini utilizzati.

Ciò che invece mi trova leggermente in contrasto è quando si illustra il percorso in tre fasi che il leader d’impresa deve compiere per giunger alla realizzazione del bene comune: Vedere , Giudicare e Agire.

Secondo il documento della commissione queste tre fasi sono necessarie e sufficienti al fine di giungere al bene comune.

Tuttavia io mi trovo in disaccordo in quanto profondamente influenzato da Professore che ritengo eccelso, Mons. Lanza tornato alla casa del Padre un paio di anni fa, il quale ha sempre puntualizzato come le fasi indicate hanno più limiti che meriti nel compimento della pastorale in ogni ambito.

Riporto brani del prof.Lanza dei suoi appunti molto critici contro tale metodo:

” il metodo V.G.A. deve essere giudicato insoddisfacente e (illusoria) per i seguenti motivi:

a- Il vedere non è propriamente descrittivo, ma fin dall’inizio è giudicante, una lettura della realtà di pre-compressione/interesse o una incoccia (forse) attivazione di criteri interpretativi. …. Non esiste una lettura sociologica “neutra” ed “innocente”.
Dunque fin dalla lettura della realtà occorre che ci sia fin dall’inizio una condotta teologica, fin dal primo istante dell’itinerario riflessivo teologico-pastorale.

b-Le fasi della progettazione e attuazione, ristrette nella sola indicazione dell’agire, non vengono svolte nella loro specificità e nelle necessarie articolazioni: rischiano cioè di essere assorbite o nella (presunta) oggettività del vedere, o nella (impropria) ideologia del giudicare.
c- Il Trinomia V.G.A. individua in realtà non la scansione sequenziale, ma la costituzione stessa del pensare la pastorale. Si tratta cioè di componenti costitutive, che qualificano il pensiero teologico-pratico in ogni sua fase o movimento.

Queste due critiche del Prof. Lanza le ritengo assai precise, tanto più oggi che ascolto molti esempi di pastorale “deduttivi” della realtà che non tengono conto delle reali specificità, con un vedere appunto ideologizzato e quanto mai lontano da una visione teologica alla quale è necessario attenersi.

PROPOSTA ALTERNATIVA

Il prof. Lanza proponeva invece una più ampia articolazione della pastorale fasi sequenziali e dimensioni costitutive triple per ogni fase. Provo a riassumere la sua raffinata proposta :
FASI SEQUENZIALE :
1- Analisi e Valutazione (leggasi post super-chruncers)
2- decisione e progettazione
3- Attuazione e verifica .

Ognuna di queste fasi occorreva che avesse le dimensioni costitutive :
DIMENSIONI

A- Kairologica
B- criteriologica
c- operativa

Uno schema raffinato, e non rigido, ovvero da utilizzare con intelligenza (da intus – legere , leggere dentro) e con le dovute accortezze in ogni sua fase.

Sulla base di quanto sopra mi sento di suggerire tale metodo al posto del V.G.A., se non fosse altro per il fatto che alla fine del metodo manda un’altra V. quella della verifica.
In onore anche del Prof. Lanza le cui lezioni erano da me apprezzattissime nonostante il suo terribile esame, data la sua arguzia, alla quale con coraggio sono riuscito a tenere testa ottenendo un meritato e non scontato 29.

In Jesu et Maria

A proposito di mafia e religione

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Solito caso di connivenza tra la religione pagana e la mafia e si scatena subito sui giornali, specie i cosiddetti laicisti di come la Chiesa sia sempre connivente con il sistema mafioso.

E giù contumelie, improperi, e quant’altro.

Persino il compagno saviano ieri su repubblica a spiegarci il significato, le circostanze, la gravità, ecc. ecc.

Ma bravi si, ma come siete bravi, peccato che quello di cui andate cianciando non è la Chiesa, non è il cristianesimo, ma un semplice innesto di una pianta erbacea estranea tipo rampicante che si chiama paganesimo.

Combattuta da sempre dalla Chiesa, ma che evidentemente risulta assai difficile da estirpare. Si insinua nei gangli della Cristianità e sempre alcuni santi sono dovuti intervenir da par loro per rimettere le cose a posto, a far capire quanto la cialtroneria pagano sia semplice come inutile.

Che poi si voglia affermare che in molte parti d’Italia si professa una velata paganità rispetto a quelli che sono gli insegnamenti del magistero, vabbè possiamo e dobbiamo discutere. Ma almeno chiariamo i termini della questione. Quello che in alcune zone si scambia per Chiesa è paganesimo, spesso di tipo gnostico, allo stato puro.
Una religione molto …. umana e per nulla difficile da capire, anzi direi sempliciotta.

Difficile è invece il percorso del cammino cristiano e la sua comprensione della grazia nella remissione dei nostri peccati che prevede ben altri esempi e simboli i quali sono solo per una profonda conversione dell’uomo alla imitatio Christi.

Molto più facile star dietro a statue fatte camminare, o ceri che corrono, o rosari ripetuti cantilenando, o camminare coi piedi nudi su un monte ritenuto sacrificale (questo l’ho fatto pure io nà volta), altrettanto facile essere prescelti in modo nominale per essere i migliori, tipo togliatti, da umane menti.

Difficile è chieder e accettare il perdono, accettare l’umiliazione di farsi prossimo, di inginocchiarsi di fronte al proprio nemico che ti martoriazza.
Molto più semplice affermare: ci hanno scomunicato allora io non vado a messa. Difficile è accettare il monito di chi è preposto alla guida della Chiesa dalla Spirito Santo. Molto ma molto difficile.

Bene state a casa, significa che la conversione di grazia non è ancora arrivata. Come io da piccolo andavo a messa per le 5.000 lire per le giostre, di certo non mi faceva male, ma la conversione era di là da venire.

Pertanto risparmiateci cari commentatori le omelie di connivenza con la Chiesa, quelle sono le solite esaltazioni pagane che persistono sempre come rampicanti e che i cattolici tentano con il loro esempio e martirio di estirpare con l’aiuto della preghiera e l’invocazione a Maria e allo Spirito Santo.
Parliamo invece di come aiutare queste persone a ritrovare la strada della santità smarrita con l’aiuto di tutta l’assemblea grazie al Vangelo e attorno alla Eucarestia del Signore.

Orientamenti per Evangelizzare in Italia

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Sabato 29 aprile giorno della ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo.
La C.E.I. ha pubblicato un librino dal titolo: “Incontriamo Gesù”.
Sottotilo: Orientamenti per l’annuncio e e la catechesi in Italia.

Essendo io di nuovo catechista nella mia parrocchia a S. Norberto presso Fermo, mi hanno fatto dono di questo libriccino, molto gradito da me.
Si legge agevolmente, circa 100 punti che chiariscono e spronano a migliorare l’evangelizzazione in ogni dove, dalla Parrocchia alla Diocesi, dalla Famiglia ai luoghi di lavoro, dalla Scuola alla Strada.

Un testo che consiglio di consultare, specie chi ha responsabilità specifiche di evangelizzazione all’interno delle istituzioni, benché il testo afferma chiaramente come tutti coloro che si dichiarano cristiani, e dunque seguaci di Cristo, sono Martiri-Testimoni della loro fede e pertanto sono evangelizzatori.

L’aspetto che maggiormente mi ha colpito, a una prima pur veloce lettura, è la richiesta di integrare e rendere sempre più importante il servizio dei Laici all’interno delle strutture della Chiesa locale. In pratica i Laici secondo la C.E.I. devono essere sempre più coinvolti in ogni aspetto della missione evangelizzatrice.
Parole che riecheggiano l’EVANGELII GAUDIUM di Papa Francesco, il cui seme lo possiamo trovare molto lontano, non ultimo nel decreto del CVII Apostolicam Actuositatem tutta incentrata sulla missione dei laici nell’evangelizzazione.

Speriamo che a forza di ribadire tali concetti i cari amati presbiteri smettano di considerarsi portatori esclusivi del sacro, e si incamminino insieme a tutti i fedeli al servizio di Cristo e della Chiesa.

Inoltre la C.E.I. nelle prime pagine sprona a mettere in gioco la propria creatività, riconoscendo i vari tentativi fin qui fatti da molti testimoni, che devono però essere meditate e confrontate in modo da riuscire con il discernimento ad adottare le migliori azioni per portare l’evangelizzazione in ogni luogo.

Si perché è ora che la testimonianza di fede nella Salvezza di Cristo, sia espressa ovunque si viva. Anzi forse questo è l’aspetto più importante, il cristiano è tenuto a comportarsi seguendo Cristo ovunque, solo così facendo adempie il suo compito verso il fratello, specie se ultimo.

Se posso permettermi una piccola critica, dico che mi sembra un po’ carente e sottostimata la evangelizzazione sul luogo del lavoro e sulla figura dell’imprenditore cristiano.
Visto che è un testo che si rivolge agli italiani e dato che gli italiani sono un popolo di santi, poeti e … imprenditori, perché non approfondire una evangelizzazione specifica di aiuto e conforto a coloro che portano la dignità alle persone attraverso il lavoro.
Penso sarebbe stato importante proprio oggi stante la situazione economica, naturalmente è richiamata ma in modo troppo timido.

Scusate ma forse sono di parte.

Comunque leggetelo e fatelo leggere.

Ad Maiorem Dei Gloriam