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Enciclica “Laudato Si” ispira il finanziamento di Start-up.

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Dato che mi occupo di Start-up, oltre che di Teologia,  ho trovato su un sito tra i più autorevoli in Italia, che ha pubblicato questo link:

+ In Vaticano il nuovo acceleratore di startup (for profit) ispirato da Papa Francesco

L’articolo che riporto sotto parla di un programma di Venture Capital che ispirato dalla enciclica del Santo Padre Francesco I, intende aiutare a sviluppare progetti imprenditoriali improntati alla cura dell’ambiente, seguendo le indicazioni del Santo Padre Francesco I.

Ispiratore di questo fondo specifico ispirato dalla enciclica è Stephen Frescoclicca qui per. sapere chi è.  della Fresco Capitalsteve_02_square_website-1200

Peccato che dal profilo NON emerge l’aspetto religioso, non afferma chiaramente se il sig. Fresco è CRISTIANO o meno.

Il fondo per finanziare le start-up si chiama:

 Laudato Si challenge 

Questo dice  è la homepage :

Laudato Si’ Startup Challenge

Inspired by Pope Francis to care for our common home

Gli ambiti in cui le start-up devono operare per presenartsi sono 6, le stesse indicate nel progetto ONU sui Goals da raggiungere nel futuro leggi anche “L’ONU raggiunge gli obiettivi: un miliardo di poveri in meno in 25 anni”

  1. food:

    Reimagine our food systems to minimize their emissions and guarantee food security for all.

  2. water

    Increase the quantity and quality of freshwater to protect livelihoods.

  3. Finance:

    Reshape our industries, business models, and finance to mobilize $10 trillion by 2030 in investments for a carbon-neutral global economy.

  4. Conservation :

    Protect the world’s most fragile ecosystems and maintain healthy and thriving ecosystems worldwide.

  5. Energy

    Transform our energy systems to stop the most severe consequences of climate change.

  6. Crowded Cities

    Reinvent our urban communities for carbon neutrality and resilience to climate change.

    Iniziativa molto bella, ispirata dalla enciclica Laudato Si, ove anche in questo nostro post avevamo auspicato iniziative IMPRENDITORIALI:         L’indispensabile economia: promuovere la creatività imprenditoriale. Dalla Enciclica Laudato Si.

Se ne è occupato anche Wired, Famosa Rivista del futuribile molto seguita in ambito startup,  in questo articolo: clicca qui

Wired riporta questa frase di Fresco: 

“Il Vaticano si preoccupa profondamente della missione portata avanti dalle imprese ed è parte del dibattito sugli investimenti e sul loro futuro a livello globale. Inoltre, nel suo recente discorso al TED Talk, Sua Santità Papa Francesco ha esortato le aziende tecnologiche a migliorarsi“.

 La candidatura va inviata online e, in questa prima fase, gli startupper presentano via Skype il loro progetto a Stephen Forte. Successivamente inizieranno un percorso virtuale con i propri mentor. La domanda va inviata da subito e la deadline è fissata al 5 giugno.

Tutto molto bello interessante, in linea con quanto ci proponiamo di ispirare con questo Blog dedicato alla Pastorale della Chiesa nel mondo.

Occorre però sottolineare che per noi Cristiani il fine è sempre quello di accompagnare le persone a Cristo, attraverso i propri talenti, negli ambienti in cui la Grazia li porta a vivere. Seguendo anche gli insegnamenti di Escrivà, il santo dell’Ordinario possiamo però sottolineare l’importanza della iniziativa, sperando che possa essere replicata in Italia oppure che moltissimi italiani imprenditori cristiani possano aderirvi.

Articolo tratto da StartupItalia : Clicca qui

il Vaticano diventa terra e ispirazione per le startup. Qualche giorno fa, infatti, Stephen Forte, l’imprenditore a capo del fondo di VC Fresco Capital ha annunciato con un post su Medium che sta per lanciare un acceleratore di startup basato a Roma, ispirato all’enciclica di Papa Francesco “Laudato Sì”. L’acceleratore si concentrerà su startup “for-profit e mission-driven”, ovvero imprese spinte da una vocazione sociale, ma il cui fine è anche quello di fare profitti. Il programma della “Laudato Sì Challenge” si svolgerà dal 13 luglio al 9 settembre: offrirà 100 mila euro per un 6-8% di equity. Alla fine, in dicembre, ci sarà anche un Demo Day ospitato dal Vaticano. L’acceleratore “si concentrerà nel sollevare consapevolezza sull’importanza di investire in società che vogliono fare prodotti ma che tengono a fare qualcosa di buono nel mondo” scrive Forte nel suo post, e avrà come focus principale i temi dell’agenda degli obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite.



L’ispirazione arrivata dall’enciclica del Papa

Il Vaticano ha più volte sottolineato l’importanza di sostenere società che possano imprimere un cambiamento nelle società di apparenza: Forte ricorda come Papa Francesco abbia sollecitato le imprese durante il suo intervento al TED Talk a fare meglio, soprattutto per quanto riguarda i problemi ambientali e umani. Non solo: per quanto riguarda il settore dell’istruzione, il Vaticano ha lanciato tempo fa il programma Scholas, per sostenere progetti nei settori dell’education. “Questo acceleratore è la nostra risposta alla sfida lanciata da Papa Francesco alle società spinte da una missione” scrive Forte. Il programma, infatti, sceglierà startup che svilupperanno prodotti e servizi rivolte alle criticità nei seguenti settori: energia, cambiamento climatico, sistemi produttivi del cibo, potenziale umano, sostenibilità urbana, modelli innovativi di finanza e industria.

Come ci si candida

“Attualmente i founder si concentrano nel creare o startup che fanno solo soldi, o imprese dedicate completamente alle cause sociali”. Forte cerca società che vogliano entrambe le cose, possibilmente che non abbiano ancora chiuso round di serie A. Gli investitori coinvolti nel programma sono Ibrahim Al Husseini,  Chade-Meng Tan, Caitlin Sparks, Jeff Cherry, Thomas Ermacora, Andrew Mangino e Lola Grace. Le application per partecipare al programma di accelerazione verranno accettate fino al 5 giugno, dopo di che le startup potranno cominciare a dialogare con i propri mentor virtualmente, mentre il programma dal vivo inizierà il 13 luglio. Ci si candida qui

Michael Novak un gigante della Dottrina Sociale della Chiesa.

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Dal Blog Cattolico Americano The National Register ho appreso del ritorno alla Casa del Padre di Michael NovakLeggi qui il post

I giornali italiani ne hanno dato ampio risalto con articoli dedicati, in particolare del nostro Prof. Flavio Felice che su Avvenire leggi QUI   e su Ilsole24Ore  Leggi qui ne ha evidenziato l’immenso apporto alla Dottrina Sociale della Chiesa.

Avvenire riporta una sua interessantissima  intervista: leggi Qui.

Ho scoperto i libri ed il suo pensiero nel 2009, mentre frequentavo l’Istituto Teologico Marchigiano. Ho approfondito poi la conoscenza della Dottrina Sociale della Chiesa presso la Pontificia Università lateranense con il Prof. Flavio Felice, forse uno dei più importanti studiosi di Dottrina Sociale della Chiesa che lavorò e divenne amico di Michael Novak. Il suo schietto modo di scrivere, molto all’americana, profondo ma non criptico è stato illuminante. Le mie due tesi sono state completamente influenzate dai suoi libri. In fondo riporto una  una Bibliografia Essenziale

Lo voglio ricordare con un piccolo estratto della mia tesi che parla della libera iniziativa. Oggi più che mai da incentivare per rilanciare la nostra povera economia senza cadere nelle disastrose teorie colletiviste che sopprimono la libertà della Persona.

Grazie di Tutto Prof. Novak : si ricollega a questo post  inoltre

” Il diritto alla iniziativa economica traduce letteralmente dal latino “Asseverari necesse est in huius temporis mundo saepius restingui inter alia iura etiam ius ad propria incepta œconomica1, ma non rende il senso della frase. Infatti in inglese le parole “incepta oeconomica” vengono tradotte con entrepreneurial initiative; in tedesco invece unternehmerisce initiative. Sarebbe più corretto in italiano tradurle come intrapresa o iniziativa imprenditoriale oppure semplicemente imprenditorialità , termine che meglio spiega come è l’iniziativa creativa dell’uomo a essere valorizzata e difesa, essendo considerata come un diritto primario della persona.

The Pope use the Latin word for “one’s own enterprises”, faithfully rendered in the Germany translation but also well set forth in English as “economic initiative”. Thus , the world’s American meaning was made clearer although the cringingly American term “enterprise was obscured. No other social encyclical before has proclaimed the right to entrepreneurial initiative with such clarity and provided it with an ethical foundation. This implies a clear rejection of any collectivistic order of economy and society, witch has no room for entrepreneurial initiative. In other words: freedom is an essential element of a social order witch is in compliance with Catholic Social Teaching”2.

Il Papa, nella Sollecitudo Rei Socialis, difende il diritto dell’uomo a intraprendere, primo per il bene comune a favore di tutti, secondo come diritto fondamentale dell’uomo, al pari della libertà religiosa e della vita stessa.

The pope defended the right to individual enterprise , first , as necessary to the common good; and , second, as a fundamental human right, like religious liberty, founded in the subjectivity of the person, that i, in each person’s being made in the image of the creator”3.

In questo modo, l’intrapresa imprenditoriale non è solo una iniziativa egoistica, ma corrisponde a ciò che alcuni di noi sono chiamati a percorrere per il benessere della umanità. La comprensione di questo fondamentale aspetto, sia da parte degli imprenditori che degli economisti e politici, nonché del clero, potrebbe agevolare misure corrette di aiuto e sostegno a quanti hanno tale vocazione, non però strutturando risposte di tipo collettivistico, ma semplicemente spronando le varie vocazioni a venir fuori e ad operare in un sistema fortemente indirizzato a valorizzare la persona.

E’ possibile fondare il diritto alla iniziativa economica sulla soggettività creativa della persona umana, che serve il bene comune in quanto sviluppa la dimensione trascendente della persona umana stessa, mantenendo la distinzione tra valore oggettivo e valore soggettivo del lavoro.

Il diritto alla intrapresa economica assume il rango di diritto inalienabile, in quanto espressione dell’umana intelligenza e della esigenza di rispondere ai bisogni umani in modo creativo e collaborativo. Cos’è infatti la competizione imprenditoriale se non un cum-petere, ossia un cercare insieme, magari rischiando, le soluzioni più adeguate che rispondono nel modo più efficace possibile ai bisogni che man mano si presentano ed esigono di essere soddisfatti, il senso di responsabilità che scaturisce dalla libera intrapresa economica si configura tanto come virtù personale indispensabile alla crescita umana del singolo, quanto come una teoria sociale necessaria allo sviluppo di una comunità solidale.

1 Ibidem.

2 M. Novak, Free Person and the Common good, Madison Books, 1989, p.134.

3 Ibidem.

Thank you, Michael, for loving us.

Michael Novak, Requiescat in pace.

Bibliografia essenziale in italiano di Michael Novak

Verso una teologia dell’impresa (1981), Liberilibri, 1997

Lo spirito del capitalismodemocratico e il cristianesimo (1982), Studium, 1987

Questo emisfero della libertà (1990), Liberilibri, 1997

L’etica Cattolica e lo spirito del capitalismo (1994), Edizioni di Comunità, 1994

L’impresa come vocazione (1996), a cura di Flavio Felice, Rubbettino, 2000

Il fuoco dell’invenzione (1997), a cura di F. Felice, Effatà, 2005

Coltivare la libertà (1999), a cura di F. Felice, Rubbettino, 2005

Spezzare le catene della povertà. Saggi sul personalismo economico, a cura di Flavio Felice, Liberilibri, 2000

Noi, voi e l’Islam (2005), a cura di F. Felice, Liberal 2005

 

Il Vero Problema Sociale è il LAVORO. Occorre Nuova Visione per le Pastorali Sociali del Lavoro

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Il Lavoro COME assoluta PRIORITÀ’!!!!!

 

Intervento di Bagnasco sul Lavoro del 29 aprile 2016: DA Avvenire 

il cardinale Angelo Bagnasco in occasione del convegno “Formare per educare: verso una nuova etica del lavoro”:

“Il lavoro è fondamentale per la vita dell’uomo” e soprattutto “per i giovani, perché si facciano una famiglia, un progetto di vita perché altrimenti, come dice il Papa, non c’è dignità“.  

E, a proposito di lavoro e disoccupazione, il cardinale Bagnasco ha commentato i dati ISTAT  affermando che:

“l’osservatorio delle nostre parrocchie e delle nostre comunità cristiane non registra ancora questo miglioramento che tutti speriamo, ci auguriamo e che auspichiamo”

 “serve una visione”.

“Le leggi – ha spiegato – ci vogliono eccome, servono e serve che siano giuste ed eque, ma una società società che si illudesse di risolvere i problemi sociali, a tutti i livelli, con delle leggi, seppur buone, non ha alcuna visione”.

Intervento Bagnasco alla CEI del 19 MAGGIO 2016

il lavoro è la PRIORITà

Un anno prima sempre su Avvenire si riporta il suo intervento di inizio anno con il grido:

Intervento del Cardinal Bagnasco del 26 gennaio 2015

“L’urgenza che più si impone è il LAVORO!!”

Ieri leggo questo articolo in cui il Cardinale Bagnasco afferma;

Intervento Cardinal Bagnasco del 5 giugno 2016  su il Fatto Quotidiano .

 

“Serve un miracolo“

è questa l’analisi che il cardinale Angelo Bagnasco ha sottolineato a Genova per Genova dove è Arcivescovo, ma che

è da leggersi nel quadro generale del Paese dove il lavoro non decolla nonostante alcuni segni che sembrano positivi o dichiarazioni rassicuranti.

La disoccupazione cresce”.

“I dati dicono che il 40% delle persone comprese nella fascia d’età dai 15 ai 24 anni è in cerca di lavoro, mentre la media europea è del 22%. In termini percentuali siamo gli ultimi posti”,

Per il presidente della Cei

“è forte la preoccupazione anche per gli adulti che una volta perso il lavoro hanno difficoltà a ritrovarlo, con gravi danni per la loro dignità e le loro famiglie. Diventa un peso insostenibile anche la ricerca di beni come la casa”.

“Mentre la platea dei poveri si allarga inglobando il ceto medio“, ha chiosato l’arcivescovo, “la ricchezza cresce e si concentra sempre più in mano a pochi. Auspico che la concentrazione di risorse incrementi copiosamente gli investimenti in attività produttive a vantaggio dei lavoratori” perché “la povertà tocca 4 milioni di persone, quasi il 7% degli italiani. Lo scorso anno la Chiesa ha distribuito più di 12 milioni di pasti agli italiani”.

Interventi  continui da parte del Cardinale Presidente della CEI.

La Politica in Italia purtroppo si riduce a misere beghe di partito e lecchinaggi vari, e si preoccupa poco e male della priorità indicata dal cardinale Bagnasco. E se posso permettermi una piccola polemica, anche molti Vescovi sembrano non fare sufficiente attenzione a questi richiami.

IL LAVORO è LA VERA PRIORITà

Lavoro ovviamente per la Chiesa significa che rispetti la Dignità delle persone e di la possibilità a ciascuna persona di Conseguire il BENE COMUNE che secondo la Dottrina della Chiesa è

  • 164 Dalla dignità, unità e uguaglianza di tutte le persone deriva innanzi tutto il principio del bene comune, quale ogni aspetto della vita sociale deve riferirsi per trovare pienezza di senso. Secondo una prima e vasta accezione, per BENE COMUNE s’intende « l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettività sia ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente ».
  • …… Il BENE COMUNE, infatti, può essere inteso come la dimensione sociale e comunitaria del bene morale. … 166 Le esigenze del BENE COMUNE derivano dalle condizioni sociali di ogni epoca e sono strettamente connesse al rispetto e alla promozione integrale della persona e dei suoi diritti fondamentali…… la prestazione di quei servizi essenziali delle persone, alcuni dei quali sono al tempo stesso diritti dell’uomo: alimentazione, abitazione, LAVORO , educazione e accesso alla cultura, trasporti, salute, libera circolazione delle informazioni e tutela della libertà religiosa.

Il LAVORO è la vera ed assoluta  URGENZA  per le Persone CHE vivono in ITALIA.

Domanda:

  • COME SI CREA LAVORO?
  • Chi o Cosa possono scatenare una o più situazioni virtuose che possano creare Lavoro?

Risposte semplici NON ce ne sono.

Più volte ce ne siamo occupati in questo Blog che principalmente si occupa di PASTORALE SOCIALE. qui e qui.

Tuttavia sono un economista aziendale, con un passato da imprenditore e da consulente marketing per imprese grandi e piccole, leggi bio qui, mi sento particolarmente coinvolto nel rispondere a questa assoluta priorità.  

Anche in considerazione della mia preoccupazione per i giovani ragazzi che in Italia hanno difficoltà a trovare un lavoro dignitoso e NON IN NERO!!! leggi post con Papa Francesco che lo stigmatizza.

Il Lavoro si Crea se ci sono le condizioni idonee che permettono alle persone di Intraprendere attività che possano crescer nel tempo e occupare più persone possibili nel tempo.

Così nacquero in Italia i famosi, in tutto il mondo, DISTRETTI INDUSTRIALI, veri volani del MADE IN ITALY nel Mondo, dove le persone si creavano dal nulla la loro micro-impresa. Abbiamo i più alti indici mondiali di micro imprenditorialità.  Ma in questi ultimi anni  i potenziali imprenditori sono assai dubbiosi nel realizzare le nuove imprese, troppi ostacoli, rischi, malessere sociale nel senso che spesso chi diventa imprenditore è visto più come un ladro e sfruttatore del popolo, che non come un benemerito della società , con una legislazione PUNITIVA per chi fa impresa.

E permettetemi di dire che di questo clima contrario alla impresa le PASTORALI SOCIALI di molte diocesi sono state assai deludenti.

La maggior parte delle quali affronta l’argomento solo dal punto di vista del lavoratore, e con mal sopportazione dal punto di vista dell’imprenditore. Sento sempre e solo parlare del lavoratore o del lavoro, ma mai di coloro che lo creano il LAVORO.

PERCHE’!!!!

E se invece cambiassimo prospettiva, e provassimo ad aprire ad una NUOVA VISIONE  di una Pastorale che Stimolassero Cristianamente a mettere i Propri talenti al Servizio del

BENE COMUNE

DELLA DIGNITA’ DELLE PERSONE CHE DESIDERANO UN LAVORO.

Questa potrebbe essere una visione nuova Auspicata dal Cardinal Bagnasco che indirizzi sempre più le pastorali sociali del lavoro a stimolare i giovani e i meno giovani a “buttarsi” con coraggio nel realizzar i loro progetti imprenditoriali.

Sopportando Cristianamente gli ostacoli, i fallimenti e soprattutto i … successi i quali spesso sono quelli che distruggono le famiglie e le persone più dei fallimenti.

Insomma una Pastorale Sociale che VALORIZZI L’IMPRESA specie quella a carattere FAMILIARE.

Facendo capire come Seguire Cristo  si può anche nel  LAVORO IMPRENDITORIALE.  Ricordiamo  che  sia  SAN Giuseppe che SAN Paolo furono piccolo artigiani imprenditori.

Insomma auspico Pastorali Sociali del Lavoro meno ideologicamente orientate e più realisticamente proiettate al futuro per dare una vera e consolidata risposta alla pressante situazione odierna.

SERVE  il LAVORO

E

SOPRATTUTTO SERVE CHI CREA LAVORO

e

SERVE PREGARE 

PER STIMOLARE I TALENTI CHE

POSSANO ESPRIMERSI E

AIUTARE LE PERSONE CRISTIANE

 A …BUTTARSI NEL RISCHIO DELL’IMPRESA. 

Certo poi occorrerebbe metter in moto serie condizioni “economiche” a livello diocesano che possano supprtatre il rischio, sia in termini finanziari che in termini organizzativi, ma questo è un altro discorso.

L’importante secondo me a questo punto intanto è cambiare la VISIONE delle Pastorali, e capire che solo se riusciremo a ricreare in modo innovativo le condizioni per ricreare e rinnovare vecchi e nuovi distretti industriali, difficilmente usciremo dalla crisi.

Tutti I cristiani Italiani devono impegnarsi nella preghiera e nei talenti a spronare le rispettive diocesi per questo auspicato cambio di visione.

 

 

Sfruttamento delle persone grazie a pagamenti in NERO: Papa Francesco dice BASTA!!

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Oggi la Prima Lettura ci offre l’occasione di rifletter in modo profondo su uno degli aspetti più sentiti dalle persone che lavorano. Un tema che MI sente particolarmente coinvolto.

PRIMA LETTURA (Giac 5,1-6)

Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco.

Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!
Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte agli orecchi del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.

Possiamo leggere in questo Link L’ Omelia di PAPA FRANCESCO di oggi 19 maggio 2016

Una Omelia, molto semplice, che non vuol dire che non sia profonda, ma nel senso di comprensibile e rivolta a fatti ed episodi della vita di tutti i giorni.

In particolare questa frase mi ha colpito, che rappresenta uno spaccato di molte persone intente a chiedere  la giusta ricompensa del proprio lavoro:

‘Io ti pago fino a qua,

senza vacanze, senza assicurazione sanitaria,

senza … tutto in nero …

Ma io divengo ricco!’.

Insegno in un istituto Tecnico e Professionale. La maggior parte dei miei  ragazzi hanno famiglie normali con i soliti problemi di soldi. Pertanto molti di loro si arrabattano a cercare un lavoro che possa dare sollievo alla famiglia.

EBBENE

MOLTI RAGAZZI NEL LAVORO

SONO TUTTI TRATTATI

COME DICE PAPA FRANCESCO

Orari infiniti

per guadagni Miserrimi.!!!!

Una ragazza mi ha raccontato, E COME LEI TANTI MA TANTI ALTRI,  che per 8 ore gli davano 20-30 euro!!

A NERO!!!

Lo sanno i signori delle forze dell’ordine, sempre pronti a venire a scuola a parlare di legalità, codice della strada, ecc.ecc. Poi sti ragazzi vengono

SFRUTTATI DA DELINQUENTI con la partita iva.

Questa ragazza, come tante altre, ha provato a dirlo alle forze dell’ordine, ma in pratica le hanno fatto capire che la colpa era la sua. Bravi. si proprio bravi .

Ecco forse essere Chiesa significa anche stare vicino a queste nostre sorelle e fratelli sfruttati nella loro dignità di persone nell’essere persone che svolgono un lavoro  e che hanno tutto il diritto di essere pagate per la giusta mercede.

Santità spero che le sue Parole possano stimolare tutti coloro che lavorano per  Pastorale in particolare quella Pastorale della Impresa   in modo da far si che si possano fermare questi soprusi a danno SOLO  dei più poveri e indifesi, in particolare i nostri giovani.  Poi ci si lamenta che non seguono più la Chiesa, ma se noi per primi non diamo loro  aiuto, e spesso stiamo con coloro che li … sfruttano , magari perché offrono l’obolo di san pietro!!!

Denunciamo con coraggio chi paga in nero, anche se si presenta tutte le domeniche in chiesa e dona il surplus del loro lavoro, rubandolo alle persone che sfrutta.

QUESTA SI CHE SAREBBE UNA AZIONE FORTE E MERITEVOLE PER I NOSTRI RAGAZZI

Ci vuole coraggio, ma il coraggio è nella forza delle parole del Vangelo!!!!

Inoltre sarebbe anche un bene per la concorrenza, perché ci sono anche persone oneste che pagano tutto il dovuto ai lavoratori e ottengono di avere una concorrenza SLEALE da parte di coloro che invece non lo fanno.  Bisogna dirlo,

MOLTI SONO ANCHE ONESTI CON I LAVORATORI SUBENDO CONCORRENZA SLEALE E PAGANDO DI Più

La piaga della schiavitù oggi con la scusa del lavoro che manca è ancora peggio del passato.

Sottolineo come sia stato Bello anche il fatto che il Santo Padre non ha chiamato Imprenditori questi sfruttatori  ma ha usato il termine dispregiativo di RICCHI. 

RICCHI sono e assolutamente  non IMPRENDITORI

Gli IMPRENDITORI CRISTIANI conoscono il valore della persona e la dignità del lavoro e di conseguenza lo premiano con il giusto salario.

I RICCHI INVECE PENSANO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE AI SOLDI

DA ACCUMULARE FREGANDOSENE DEL LUNGO PERIODO e delle PERSONE.

Preghiamo affinché ci siano sempre più imprenditori cristiani che possano creare lavoro per i nostri giovani e che illuminati dalla grazia del Signore sappiano Dare la giusta mercede alle persone che lavorano per loro. 

Incontro con gli imprenditori di Sua Santità Papa Francesco:Quaresima per Fare Insieme e ….critica

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Di seguito inserisco i Link di articoli sull’incontro di Sua Santità Papa Francesco

con gli imprenditori.

da Avvenire

da Aleteia

da il Fatto quotidiano

da Il Giornale

Discorso Ufficiale di Sua Santità

Il 27 febbraio sarà ricordata come una data STORICA.

La Confindustria, associazione che raccoglie migliaia di imprenditori con aziende con almeno oltre 15 dipendenti, ha voluto incontrare il Santo Padre in una Udienza. Sin dal giorno prima avevano preparato l’incontro con un seminario dedicato all’Etica in connubio con l’Economia.

Personalmente non ricordo, da quando seguo da vicino le vicende vaticane, un simile incontro con gli imprenditori, oltre 5000 imprenditori hanno partecipato  all’udienza con Papa Francesco.

L’appuntamento è stato fortemente voluto dal presidente uscente, Squinzi, che così lascia un ricordo indelebile  in tutti coloro che hanno preso parte all’evento.

Siamo in piena Quaresima e giustamente Papa Francesco ha voluto porre in evidenza  una serie di domande che si rivolgevano direttamente alla coscienza degli imprenditori.

I vari riferimenti al lavoro nero, al giusto salario, al lavoro ecc. ecc.

“E com’ è il tuo rapporto con i tuoi dipendenti? Li paghi in nero? Paghi loro il salario giusto? Anche versi i contributi per la pensione? Per assicurare la salute?”

Inoltre ha sottolineato che bisogna distinguere tra “il formale e il reale”. Per il Signore, ha osservato,

non è digiuno, non mangiare la carne” ma poi “litigare e sfruttare gli operai”. Ecco perché Gesù ha condannato i farisei perché facevano “tante osservanze esteriori, ma senza la verità del cuore”.

“Questo – ha ribadito il Papa Francescoè il digiuno vero, il digiuno che non è soltanto esterno, un’osservanza esterna, ma è un digiuno che viene dal cuore………..Sono uniti: l’amore a Dio e l’amore al prossimo sono una unità e se tu vuoi fare penitenza, reale non formale, devi farla davanti a Dio e anche con il tuo fratello, con il prossimo…………… Tu non puoi fare offerte alla Chiesa sulle spalle della ingiustizia che fai con i tuoi dipendenti. Questo è un peccato gravissimo: è usare Dio per coprire l’ingiustizia”.

Non è un buon cristiano

quello che non fa giustizia

con le persone che dipendono da lui”.

Il cammino della Quaresima, ha detto ancora, “è questo, è doppio, a Dio e al prossimo: cioè, è reale, non è meramente formale……..Non è non mangiare carne solamente il venerdì, fare qualcosina, e poi fare crescere l’egoismo, lo sfruttamento del prossimo, l’ignoranza dei poveri”.

Dopo questa riflessione quaresimale, assai importante e centrale per coloro che si definiscono cristiani,  Papa Francesco si è soffermato anche sulla iniziativa formativa degli imprenditori incentrata sul Motto  “FARE INSIEME”.

Infatti nel  documento Ufficiale troviamo ampi riferimenti e riflessioni proprio su questo motto:

“Fare insieme” è l’espressione che avete scelto come guida e orientamento. Essa ispira a collaborare, a condividere, a preparare la strada a rapporti regolati da un comune senso di responsabilità. Questa via apre il campo a nuove strategie, nuovi stili, nuovi atteggiamenti. Come sarebbe diversa la nostra vita se imparassimo davvero, giorno per giorno, a lavorare, a pensare, a costruire insieme!

Nel complesso mondo dell’impresa, “fare insieme” significa investire in progetti che sappiano coinvolgere soggetti spesso dimenticati o trascurati. Tra questi, anzitutto, le famiglie, focolai di umanità, in cui l’esperienza del lavoro, il sacrificio che lo alimenta e i frutti che ne derivano trovano senso e valore……….Fare insieme vuol dire, infatti, impostare il lavoro non sul genio solitario di un individuo, ma sulla collaborazione di molti. Significa, in altri termini, “fare rete” per valorizzare i doni di tutti, senza però trascurare l’unicità irripetibile di ciascuno.

Al centro di ogni impresa vi sia dunque l’uomo:

non quello astratto, ideale, teorico, ma quello concreto, con i suoi sogni, le sue necessità, le sue speranze, le sue fatiche.

Cari amici, voi avete

«una nobile voca­zione orientata a produrre ricchezza e     a migliora­re il mondo per tutti» ;

siete perciò chiamati ad essere costruttori del bene comune e artefici di un nuovo “umanesimo del lavoro….La legge suprema sia in tutto l’ attenzione alla dignità dell’altro, valore assoluto e indisponibile. Sia questo orizzonte di altruismo a contraddistinguere il vostro impegno: esso vi porterà a rifiutare categoricamente che la dignità della persona venga calpestata in nome di esigenze produttive, che mascherano miopie individualistiche, tristi egoismi e sete di guadagno….”.

Parole bellissime e profonde che penso possano aiutare a crescere cristianamente e a dare il giusto valore a coloro che fanno impresa. Parole profonde che spero possano essere ripetute in tutte quelle parecchie al centri dei DISTRETTI INDUSTRIALI, ove si concentrano massimamente i molti piccoli imprenditori e coloro che ambiscono a diventarlo. Ma anche là dove latita la figura dell’imprenditore sarebbe importante se i Pastori fossero impegnati a coltivare i talenti imprenditoriali.

Eppure, eppure mi rimane una piccola amarezza, penso che in fondo qualche cosa manca a quanto il Santo Padre ha voluto dire.

Mi permetta Santità di esprimere una mia piccola critica o polemica, dato che ormai da 48 anni mi additano come un polemico.

Secondo me manca una vera e propria esortazione a FARE IMPRESA, e magari a   chiedere aiuto al Santo Parassito tramite la preghiera. Il Santo Spirito  può illuminare il percorso decisionale dell’Imprenditore così da migliorare il suo mercato, in modo che possa così dare lavoro a quante più persone possibili.

Ecco penso che  manca proprio questo,  L’Esortazione a Investire  e a Creare nuove imprese, nuovi mercati, aiutati dalla  Preghiera che illumina i Talenti di ciascun imprenditore. Io penso che se ci fosse un imprenditore Cristiano, leggi qui, in più in ogni provincia la crisi sarebbe molto meno forte. 

Ho avvertito anche un mancato richiamo ai Pastori, che secondo me non supportano nel migliore dei modi gli imprenditori.  Pastorali  Imprenditoriali CARENTI O ASSENTI   e SPESSO  contro-produttive. leggi qui.

Infine Santo Padre, veramente mi sembra sia mancata la comprensione delle IMMENSE DIFFICOLTA’ che gli imprenditori affrontano in Italia. Pressioni Fiscali e Burocratiche e non ultima una totale disistima delle persone, che li paragonano sempre e solo a degli evasori e oppressori del popolo lavoratore.

E’ vero, alcuni forse molti, sono dei Ladri che sfruttano, rubano, e opprimono, ma Santità le assicura che la maggior parte sono persone semplici, uscite da situazioni di estremo disagio con la forza della volontà e della …. fame specie i più anziani. A questi Santità si doveva dare una parola di conforto e di sprone ad andare avanti, in modo molto più forte di quanto secondo me è stato fatto.

Sono figlio di ex imprenditori, sono stato per alcuni anni un imprenditore e oggi li aiuto con il mio blog http://www.pandemiapolitica.com e con la consulenza, spesso gratuita. Sono stato in confindustria diversi anni, alcuni  anni con responsabilità sul territorio di Fermo.  Mi sta a cuore il loro successo, che significa portare lavoro a migliaia di persone.  Mi sento toccato in prima persona quando non vengono valorizzati nelle giusta maniera.

Grazie comunque per aver parlato a loro direttamente, sono sicuro che tra le migliaia di Imprenditori  a molti ha dato conforto e scosso le coscienze.

Se avesse stimolato, oltre la contrizione, il Talento sarebbe stato Perfetto.

Con umiltà e senza presunzione Grazie ancora Santo Padre.

 

Buon Natale nel Signore: che possa dare speranza a tutti le persone di talento e di buona volontà

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BUON NATALE NEL SIGNORE

Vero Dio E Vero Uomo NATO dalla Vergine Maria.

Auguro a tutti un Sereno e Felice Natale del Signore.

Dedico questo mio Post a tutti coloro che con BuONA Volontà il prossimo anno intendono mettere in Opera i propri Talenti e farsi promotori di Ricchezza per il nostro territorio.  Sempre più abbiamo bisogno in questa distretto calzaturiero, ma vale anche per tutto il territorio italiano, di far si che le persone con il loro TALENTO abbiano il coraggio di fare impresa.

Come nei bei tempi passati occorre dare alle persone la forza e il coraggio di mettersi in gioco, e non rifugiarsi dietro ai benefici di una opulenza di Stato, che porta solo ed esclusivamente al declino. Inutile nasconderlo i dati economici sono impietosi, per chi li vuole leggere. Il nostro amato distretto Industriale-calzaturiero sta lentamente ed inesorabilmente percorrendo la strada del declino.

Urge ammetterlo con forza e con altrettanta forza sollecitare le Persone di talento a emergere dal piattume e a non scoraggiarsi di fronte alle mille e mille difficoltà.

Urge  che la comunità cristiana diocesana preghi per loro.

Urge che  la comunità cristiana aiuti queste persone in modo spirituale e concreto a far si che possano mettere in pratica i propri talenti.

Siamo la terra che ha dato i natali a San Giacomo della Marca allievo di San Bernardino da Siena leggi qui, due Santi assai attenti a valorizzare le competenze, e i sani commerci, mettendo i paletti oltre i quali l’imprenditore Cristiano leggi qui, non deve e non può  andare. In primis l’avarizia.

Lo stesso Papa ha sollecitato a creare posti di lavoro, elevando il LAVORO a massima dignità della persona. La “Scienza” economica ormai da oltre 100 anni ha chiarito che solo una società Libera, in un Libero Mercato, non inquinato da Monopoli o Soprusi o Rendite di Posizione può fare in modo che sempre più persone possano essere dignitosamente lavoratori e imprenditori. leggi qui i dati ONU 2014

Solo gli imprenditori CRISTIANI possono  salvare il nostro territorio e l’Italia intera dal declino. A queste persone di buona volontà però occorre che la comunità cristiana tutti si prodighi e si affianchi a loro in modo deciso, spronandoli, incoraggiandoli e sostenendoli nelle difficoltà financo a tentare di farli desistere se proprio si vede che non hanno le caratteristiche e le idee adatte ad aprire un mercato.

Dobbiamo essere coscienti che il sistema di mercato deve prevedere i FALLIMENTI, GLI ERRORI. (leggi i casi di Google e Gore spa) Sono alla base della possibilità di creare mercati e incentivare le innovazioni e la crescita di impresa.  Diceva Thomas Edison, il grande inventore americano, che ogni volta che un progetto falliva era una strada chiusa, occorreva semplicemente cambiare strada. Il sistema di mercato si basa sugli errori, tutte le più grandi aziende sono nate fallimenti, precedenti o durante la loro vita, molte invece sono chiuse per errori madornali.

Qui da noi invece il fallire,  chiudere L’Impresa viene vista come la fine di tutto. Le persone che chiudono “bottega” vengono macchiate con infamia e per loro non c’è speranza futura. E si da che purtroppo molti cedono all’onta facendo una fine tragica, come la cronaca di questi anni. Invece proprio loro che hanno “fallito” in termini economici, devono essere aiutati. Si deve offrire loro come minimo non una ma altre mille possibilità. La Comunità Cristiana per prima deve stare loro vicino e incoraggiare a ricominciare a intraprendere di nuovo.

Grazie a questo modo di ragionare sulle persone che hanno “fallito” fa si che le persone di talento si spaventino, e magari  non mettono in pratica i  loro talenti,  cercando il così detto posto sicuro, che diciamocelo chiaramente fino a non pochi anni fa veniva lautamente elargito ANCHE DALLE ISTITUZIONI ECCLESIASTICHE. Si andava dal Prete o dal Vescovo e questi prima o poi un posto te lo trovava.

BASTA!!

E’ ora di DIRE BASTA !!  

Questo è il modo PARASSITARIO di pensare al nostro futuro.

Dobbiamo avere il coraggio di ergere la Parabola dei Talenti a nostra guida. Dobbiamo restituire 100 da 1 che abbiamo ricevuto, e non lasciare sottoterra l’unica moneta e restituirla intonsa. Certo da SOLI è IMPOSSIBILE, occorre che tutta la COMUNITA ognuno con le proprie competenze indirizzi le persone di talento a mettere in opera al massimo. Anche se poi fallirà.

Se apri una Start-Up sappi

che hai meno del 10% di possibilità di rimanere aperto dopo 2 anni.

MA SE SOLO UNA START-UP SUPERA I DUE ANNI

ALLORA MOLTE PERSONE  

POSSONO GIOIRNE OTTENENDO LA DIGNITA’ DI UN LAVORO.

A coloro che invece non ce la fanno diremo:

“non scoraggiarti, riprova, ritenta, Il Signore ti sta ancor di più vicino poiché hai tentato, anche se non ci sei riuscito, sei importante tanto quanto lo sono coloro che ce l’hanno fatta. Noi tutti  Pregheremo per te e per i tuoi cari. Grazie di tutto quanto hai tentato di fare per il benessere di tutti noi.”

Spero di convertire a questo pensiero, spero che la Nascita del Signore possa illuminare di Grazia tante persone di talento in modo da ricreare come negli anni ’60 una miriade di piccoli-grandi imprenditori che sappiano creare lavoro, ricchezza e prosperità per tutti noi. Che sappiano aprire un Mercato, espandersi, dare lavoro a tante ma tante persone, le quali a loro volta possano poi liberarsi e creare la loro impresa in una proliferazione sana di lavoro. Ecco il vero Mercato, formato da migliaia e migliaia di persone operose che trovano con costanza e innovazione il loro mercato. Una delle cose più difficile in ASSOLUTO. Molto più facile lavorare in Banca o nella Scuola o nel comune .

La Comunità Cristiana sappia pregare e incoraggiare questo, solo così si può sperare concretamente di dare da mangira agli affamati e soprattuto

UN LAVORO DIGNITOSO PER TUTTI e

non PARASSITARIO.

Per chi volesse sono a disposizione per aiutare i talenti imprenditoriali cristiani.

Abbiamo scritto un Libro proprio per questo:

 LIBRO: COME APRIRE IL TUO MERCATO 

Se qualche giovane imprenditore CRISTIANO ha bisogno di una mano, sono disposto anche gratuitamente a darla. Come MIO personale regalo di Natale.

Che il Signore Ci Benedica tutti con la Sua Nascita

 

L’indispensabile economia: promuovere la creatività imprenditoriale. Dalla Enciclica Laudato Si.

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Nel giorno dedicato ai SS. Pietro e Paolo scrivo  riflessioni spontanee  delle enciclica Laudato Si emanata pochi giorni fa. In particolare su quella parte che parla degli aspetti che maggiormente mi stanno a cuore ovvero il lavoro e l’imprenditore.

Sia Pietro che Paolo erano artigiani. Il primo pescatore e l’altro costruttore di Tende. Paolo in specie più volte parla di come si mantenga del proprio lavoro e quanto sia importante questo aspetto per tutta la comunità e per coloro che sono chiamati a farne parte.

Dai cap. 124 ai 130 l’Enciclica si sofferma a considerare la necessità di difendere il lavoro.  Oggi più che mai occorre levare un grido cristiano contro i soprusi che si stanno perpetrando contro l’uomo e la sua dignità di mettere in pratica i suoi talenti attraverso il lavoro. Si richiama ovviamente la splendida enciclica Laborem Exercens e gli aspetti teologici che esaltano, unica tra tutte le culture religiose e laiche, il LAVORO dell’Uomo paragonato sempre alla creazione libera di Dio.

Al punto 125 si parla espressamente di quanto sia fondamentale la dignità del lavoro, qualunque esso sia, e la relazione interpersonale di cui necessita. Per il Cristiano poi l’Ora et Labora Monastica diventa paradigma primario.

Si pone dunque l’uomo al centro di tutto insieme anche alle sue relazione con gli altri uomini, ed il lavoro ” dovrebbe essere l’ambito di questo multiforme sviluppo personale, dove si mettono in gioco molte dimensioni della vita: la creatività, la proiezione nel futuro, lo sviluppo delle capacità, l’esercizio dei valori, la comunicazione con gli alte, un atteggiamento di adorazione. …… pertanto si esige che si continui a perseguire quale priorità.

  Sottolineando come il lavoro sia una necessità per la realizzazione del essere uomini si sottolinea come il lavoro non è elemosina.

“In questo senso aiutare i poveri con il denaro deve essere un rimedio provvisorio per fare fronte a delle emergenze.

IL VERO OBIETTIVO DOVREBBE ESSERE SEMPRE DI CONSENTIRE

LORO UNA VITA DEGNA MEDIANTE IL LAVORO”

Questo deve essere chiaro a tutti i missionari, che Dio li illumini per ampliare le loro offerte di aiuto anche alla imprenditorialità.

Oggi più che mai occorre dare a tutti la possibilità di LAVORARE della Propria Creatività e Dignità. Non solo Elemosina ma LAVORO. Quindi un inno alla SUSSIDIARIETà al fatto che occorre dal basso dare a tutti la possibilità di fare, realizzare, creare. Contro i tanti infiniti soprusi di chi ha troppo, troppa terra, troppo denaro, troppo di tutto e non offre la possibilità a chi non ha e non avrà mai la possibilità se questa non gli viene offerta. INSOMMA CONTRO TUTTE LE FORME DI DITTATURA DELLE RENDITE PARASSITARIE. In Italia come in tutto il mondo sono queste che il cristiano deve combattere per offrire a tutti la possibilità di vivere la propria vita con la dignità che gli spetta alla luce del Vangelo.

Si tratta di GIUSTIZIA STORICA  specie in quei paesi, italia inclusa in cui chi ha da centinaia di anni impedisce a chi ha idee forza e creatività di sviluppare le proprie potenzialità.

BASTA CON coloro hanno ereditato intere fortune SENZA ALCUN MERITO

e

NON LE SANNO FAR FRUTTARE

e

usurpano il diritto di interi popoli ad auto determinare le proprie vite attraverso il lavoro. 

SI DIA LA POSSIBILITA’ AI GIOVANI (non in senso anagrafico)  DI RISCHIARE CON LE PROPRIE MANI.

129 _: Perché continui ad essere possibile offire occupazione,

è indispensabile

promuovere una economia

che favorisca la diversificazione produttiva e

la creatività imprenditoriale. 

Si parla di INDISPENSABILE economia che dia la possibilità di essere imprenditori!!! Più chiaro di così!! E noi che viviamo nelle Marhce,  a tutti gli Italiani che vivono nei piccoli-grandi distretti industriali ove micro-grandi imprenditori si prodigano con la loro creatività a lavorare in proprio e  a rendere ricca il loro territorio.  Ed il chiaro riferimento all’importanza dell’imprese a nel territorio.

l’attività imprenditoriale che è una nobile vocazione orientata a produrre ricchezza e a migliorare il mondo di tutti,

può essere un modo molto fecondo per promuovere la regione in cui colloca le sue attività,

soprattutto se comprende che la creazione dei posti di lavoro è parte imprenscindibile del suo servizio al bene comune !

Cosa volere di più da una ENCICLICA che in questi punti valorizza e mi onora, tutti gli studi da me fatti negli ultimi anni dalla Laurea in Ec. Aziendale  a  ca’ Foscari e completati alla Pontificia Univ. Lateranense con la licenza in Teologia Pastorale ove ho dedicato la tesi all’imprenditore cristiano.

Esalta il passato, il presente e speriamo il futuro della Imprenditorialità specie quella tipica delle piccole e medie aziende italiane. Se pensate poi che è per il mondo intero significa anche replicare il successo della nostra tipica economia in tutto il mondo.

Bastano questi punti centrali per farmi capire quanto sia importante oggi più che mai offrire il mio contributo e talento al servizio delle persone che vogliono esser imprenditori alla luce di Cristo.

Oggi nel ricordo dei due Santi Pietro e Paolo, artigiani, cristiani e pilastri della Chiesa dedichiamo questo post a tutti coloro che soffrono e lottano per la dignità  del lavoro.