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Il buzz Marketing per la Pastorale della Carità

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Approfitto dei dati diffusi in questi giorni per coniugare la mia professionalità con la pastorale della carità. In questi giorni il giornale Avvenire, come tutti penso, ha riportato le anticipazioni della DOXA del rapporto ‘Italiani solidali. Un rapporto che intende fotografare lo stato di salute degli enti e delle raccolte solidali. In attesa di leggere il rapporto, che uscirà a giugno, si possono fare alcune interessanti valutazioni per tutti coloro che lavorano per la solidarietà. Innanzitutto gli enti più conosciuti risultano essere nell’ordine:
1- AIRC
2-Caritas
3- Telefono Azzurro
4- Unicef
5- WWF
6- Croce Rossa
Inoltre le anticipazioni della DoXA mostrano che le maggiori beneficiarie delle donazioni sono:
1- Airc
2- Caritas
3- Telehton
Ma quello che maggiormente mi interessa analizzare è l’aspetto legato a come i beneficiari vengono a conoscere i vari enti e a finanziare le varie iniziative. Secondo la DOXA Le primarie fonti sono : 1- Conoscenza personale dei volontari e dell’associazione 2- Televisone 3- “dialogatori” 4- Web ecc. ecc Sottolineando altresì che la prima fonte è di gran lunga la più usata. Ecco allora che mi permetto di suggerire alcune mie competenze nel campo del Marketing. Oggi esiste un tipo di Marketing che si chiama BUZZ MARKETING. Il termine sta a indicare il Brusio, delle api, ma anche delle persone che permette di diffondere un qualche cosa di straordinario. In pratica un Marketing che sfrutta la principale fonte di informazione che è quella della conoscenza personale. Ovvio che il Buzz per essere scatenato ha bisogno di qualcosa che faccia parlare di sè. Non è sufficiente ad es. dire o affermare, “noi facciamo del bene”; occorre un qualcosa di stra-ordinario che permetta alle persone di parlarne. Quindi occorre pensare bene al “prodotto stra-ordianrio” che si intende diffondere, occorre che non sia banale. Inoltre il passaparola, a differenza di quanto si possa immaginare, molto difficilmente di basa sulla semplice parola. In quanto tutti noi sappiamo che siamo un pò bugiardelli. Si diffonde molto meglio e rapidamente ciò che si vive e i fatti a cui si assiste. Penso che all’inizio dell’attività cristiana proprio il fatto della assoluta carità verso tutti colpì molto la popolazione, e permise di far parlare di sè. Insomma i fatti, gli accadimenti mostrati in positivo, valgon più di mille parole. Importante poi il coinvolgere le persone, anche le più lontante dal nostro modo di essere, che ci crediate o no le persone amano essere coinvolte e sentirsi importanti per realizzare cose, anche se pagane o di altre religioni. Questo scatena di sicuro un passaparola molto positivo. (nei gruppi in cui faccio parte avviene esattamente il contrario con le persone socie che stigmatizzano i nuovi arrivati con le solite frasi cretine tipo: io faccio questo dal……)

Inoltre il metodo migliore per scatenare un Buzz marketing positivo è quello di trovare dei Nodi alisa delle persone che possano avere la passione per quello che proponiamo.
Per nodi si intendono quelle persone che intrecciano innumerevoli rapporti, e che possono divulgare il nostro prodotto stra-ordinario, se lo reputano tali.
I nodi sono tutti intorna noi basta cercarli, e la ricerca è la cosa più faticosa dopo la ideazione di un prodotto stra-ordinario.
Le caratteristiche dei nodi sono :
– Adottano in anticipo i nuovi prodotti
– Rete di collegamenti ampia
– Viaggiano di più
– Sono molto più curiosi
– Non sono tifosi o fanaticamente fedeli
– Parlano di più e sono credibili
– Molto esposti ai media

Mini regole per una promozione scatenante il Buzz:
– Semplicità
– Comunicate le novità: l’ottimo è pessimo.
– Affermazioni e fatti: a braccetto
– Chiedere ai clienti come considerano il prodotto

Se interessati ad approfondire il Marketing Buzz vi invito a legger il libro:
Passaparola di Rosen
e
per i più curiosi il mio blog di marketinghref=”http://pandemiapolitica.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=645&action=edit”>

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Basta parole, azione : i soldi dello IOR per aiutare le imprese-famiglie

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Il Santo Padre pochi giorni ha parlato contro l’usura. Bene, ottimo direi,
solo che …. c’è qualcosa che mi spinge a scrivere cosa ho pensato.
In Italia l’usura è da sempre una piaga sociale, sappiamo che a chi è in difficoltà economica e onestamente si guadagna da vivere, alle prime difficoltà economiche, anche dopo anni di lavoro,
le BANCHE gli chiudono il fido e di conseguenza la possibilità di rifarsi.
Pertanto spesso il ricorso agli strozzini è quasi obbligatorio.
Le care amiche banche italiane che nella maggior parte sono governate da gente NOMINATA, o dai politici, o dagli azionisti e perchè no, molto spesso dai vescovi.
Di sicuro NON scelti per le loro capacità di gestire una banca.
La cosidetta finanza cattolica è da sempre una delle potenti lobby italiche, il cui capo, il sig. Bazoli, dovrebbe essere il campione dello spirito cristiano nella finanza.
Ma quando maiiiiii!!!

Strano che nessuno informi il Santo Padre delle migliaia di vittime, suicidatesi, grazie alla connivenza delle Banche, in quanto non hanno trovato la forza e il modo di tirare avanti la loro impresa o bottega, e la paura di lasciare senza nulla la famiglia li ha travolti.

Chi sono i principali responsabili?
Sono gli stessi NOMINATI nelle Banche che poi gravitano attorno alle Diocesi, magari solo per raccattare pochi spiccioli di elemosina e così solerti ad applaudire per iniziative minime di solidarietà (se ne ne vedono tanti a fianco ai vescovi).

Poi quando si tratta di valutare le famiglie-imprese, tipica caratteristica del nostro territorio
NULLA SANNO FARE, essendo INCAPACI se non in malafede per i propri tornaconti.

Le parole stanno a zero, qui nelle Marche si dice.
OCCORRE AZIONE.

Allora Santo Padre una proposta mi permetta di offrirla.
Lo IOR ha immensi capitali, per la maggior parte provenienti da mali-affari, utilizziamoli per offrire alle IMPRESE-FAMIGLIE o alle giovani generazioni la possibilità di realizzare i loro progetti con le Start-up.
RICREIAMO LO SPIRITO DI SAN GIACOMO DELLA MARCA E SAN BERNARDINO,
come a quei tempi contro l’usura si inventarono, qui nella MaRCHE in piccolo paesino, a Fossombrone,
i BANCHI DI MUTUO SOCCORSO.

Offrivano denaro a poco prezzo, contro gli usurai, e permettevano a molti di inventarsi o mantenersi un mestiere.
.
Basta chiacchiere Sudamericane , Occorrono fatti, fatti, fatti.
Oggi i Vescovi del triveneto parlano di teologia familiare, ma….
si sono accorti della desertificazione imprenditoriale che li circonda.
SONO CIECHI O IN MALAFEDE?^
E Bagnasco che nel suo intervento auspica piani collettivistici per il lavoro?
Lasciamo stare.
FACCIAMO QUALCHE COSA PER LE FAMIGLIE, STROZZATE DALLE BANCHE E DALL’USURA.
Un fondo CATTOLICO per le imprese-famiglie, SERIE.
Lo gesticano Laici-illuminati e giovani, VIA I PRETI, che al massimo diano consigli e ragguagli sulle famiglie da aiutare e le loro realtà.
Questo si che sarebbe un gesto rivoluzionario e incisivo per rilanciare le famiglie e dar loro forza per il futuro con la dignità di un lavoro indipendente.
Seguendo i dettami della Dottrina sociale della CHiesa e sotto l’egida di San gIOVANNI Bosco che proprio
oggi festeggiamo.
CORAGGIO SANTO PADRE CORAGGIO

Proprio oggi che il mondo dei Makers, leggete

BASTA PAROLE CALATE DALL’ANNO FACCIAMO QUALCOSA PER I NOSTRI FIGLI
DATO CHE ABBIAMO INFINITE RISORSE PER FARLO.

I 3 fattori per una MISSION PASTORALE

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Il mio precedente post mi sono sofffermato sul principale aspetto da curare per lanciare un progetto pastorale. Ho cercato di spiegare come la Mission pastorale deve essere bene curata, chiara e condivisa.
Il tempo necessario per metterala a punto non è sicuramente breve, occorre tempo per formularla, ma non è tempo tempo sprecato, anzi è un tempo di investimento che permetterà di cogliere frutti nel futuro della iniziativa.
Non è detto che la Mission Pastorale sia esplitata in forma scritta o visiva, importante che sia condivisa da coloro che sono coinvolti nella inziativa.
Gli aspetti principali della Mission che devono essere curati sono in particolare 3 che rispondono a queste domande:
1- perchè si sta facendo questa pastorale?
2- che cosa si fa per questa pastorale da qui al futuro?
3- come la portiamo avanti ?
Queste 3 domande aspettano risposte chiare e spiciali.
LA DOMANDA UNO DEVE:
– fornire soddisfazioni agli operatori e chi ci si rivolge
– Realizzare aspirazioni degli operatori e a chi si rivolge
– Sviluppare empatia tra operatori e all’esterno nella vita

La DOMANDA DUE comprende:
– Sostenibilità del progetto nel breve e nel lungo periodo
– Risultati attesi nel breve e nel lungo

La DOMANDA TRE esplicita:
– Se siamo bravi occorrr fare ?
– Differenziare come fare rispetto a …?
– Come fare la differenza ?

Un breve vademecum di come si imposta una verifica di Mission, applicata alle iniziative pastorali. Si sollecita il confronto è necessario tra chi si sente responsabilizzato a portare avanti l’iniziativa e a chiarirsi le idee, anche magari non prima di partire, ma all’inizio della partenza, considerando che magari proprio il fare aiuta a chiarire meglio la Mission Pastorale.
Termine temporale per definire la Mission deve considerarsi importante, indicativamente occorrono un sei mesi, ma potrebbe anche durare di più. Certo che prima o poi occorre tirare le fila.
Buon Lavoro

La mission dei progetti pastorali

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Un amico è impegnato nel lancio di un progetto pastorale, mi ha chiesto un parere
su alcuni nomi che sono venuti fuori per far conoscere il progetto.
Io ho chiesto quale fosse lo scopo, gli obiettivi e i sogni da realizzare dietro questo progetto,
prima di poter scegliere un nome, la risposta è stata vaga.

Nel Marketing il nome di un prodotto-servizio è l’ultima cosa da fare, anche se di importanza capitale.
Prima occorre chiarirsi le idee attraverso una Vision che poi si traduca in una Mission specifica, sulla base della quale scaturiscono tutte le scelte seguenti in modo coerente. Questo modo di procedere agevola di molto i passi successivi.

In pratica la Mission è TUTTO.

Occorre pensarla a fondo e bene, prima di applicare le strategie e le tattiche seguenti. Il nome appunto è una tattica fondamentale ma si deve basare sulla Mission.

Cosa è una Mission?
Provo a spiegarlo in parole semplici. Una Mission è il cuore pulsante di una impresa, è la realizzazione di una Vision che invece è solo futuro visionario. La Mission comunica con tutto il mondo intorno all’impresa, la sua storia, i suoi sogni realizzati, le sue aspirazioni e la collaborazione richiesta a tutti coloro che vengono a contatto con l’impresa.
In Pratica la Mission spiega esattamente da dove parte e dove vuole arrivare l’impresa e con chi.
Nella Mission occorre considerare i punti di forza nostri, quelli che vogliamo sviluppare. Eventualmente le motivazioni. Nella Mission occorre definire a chi ci si rivolge, giovani, anziani, che diventano un preciso riferimento.
Insomma la Mission deve parlare chiaro a Noi e a tutti gli altri.
(per approfondire cfr: http://pandemiapolitica.wordpress.com/2013/01/03/la-mission-pandemica/ )

Una Mission NON E’ detto che sia esplicita e scritta, sufficiente che sia chiara a tutti coloro che partecipano all’impresa. Personalmente suggerisco di Esplicitarla, in modo da chiarirsi e non avere dubbi su ciò che si sta facendo.
La Mission scritta deve essere SINTETICA, Breve, leggibile tutta di un fiato e magari riassumibile con uno slogan.
Ad. es. Just do it, della Nike traduceva magnificamente la Misssion Nike
così come in Italia lo slogan di Barilla ” dove c’è B…. c’è casa”, traduceva perfettamente la sua Mission.

Per scrivere una Mission occorrono minimo 6 mesi, metterla a punto, limarla, perfezionarla. Inoltre va sempre monitorata, per aggiornarla, migliorarla, attualizzarla. Non scoraggiatevi, ma vi assicuro che una volta scritta e condivisa, elimina infinite litigate a seguire, come appunto quella di non sapere esattamente il nome da dare al progetto.
Inoltre il progetto stesso ha una linea guida che tutti conoscono e permette di remare tutti nella stessa direzione.
Pertanto partite dal piede giusto, iniziate a parlare di Mission del progetto con i vostri collaboratori, esponete le varie problematiche, dalla storia al futuro. Se avete bisogno di un aiuto scrivetemi pure, lieto di poter offrire un contributo.
393 5561322
porlandi05@gmail.com

Post Scriptum
La VISION per noi cattolici è l’Evangelizzazione !!!