nativi digitali

Gli sfollati della Chiesa, una pagina facebook per giovani

Postato il Aggiornato il


Una delle mie quarte classi partecipa a un concorso :
Concorso Marcucci, A. S. 2013/2014 “Francesco Antonio Marcucci evangelizzatore”

Organizzato da :
Istituto Suore Pie Operaie dell’Immacolata Concezione
Via San Giacomo, 3 – 63100 Ascoli Piceno
Tel. e Fax 0736-259977
e-mail: casamadr@libero.it

Motivazioni e descrizione del Concorso
Alla luce dell’invito di Papa Francesco di “uscire” per portare a tutti il Vangelo con nuovi linguaggi, il concorso si propone di far conoscere agli studenti l’esempio di evangelizzazione che ci offre il Vescovo Francesco Antonio Marcucci (1717-1798), educatore ascolano e fondatore delle suore Pie Operaie dell’Immacolata Concezione.
Il fascicolo “Francesco Antonio Marcucci evangelizzatore” (reperibile all’indirizzo web http://www.monsignormarcucci.com/concorsi-marcucci), si propone come strumento di lavoro, offrendo quattro tracce, che terminano con alcuni spunti di riflessione e proposte di lavoro. Ogni classe può scegliere una traccia, più di una o tutte. Le varie classi di una stessa scuola o ISC, si possono anche raccordare per realizzare un solo prodotto finale, che raccolga il cammino di riflessione di tutti.

I miei ragazzi hanno deciso di pubblicare una Pagina faCEBOOK
dal titolo ELOQUENTE:
Gli sfollati della Chiesa

Perchè è così che si sentono,
non accolti nella loro integrità ma ben allontanati se non alle regole
di chi prima di loro si sono impossessati della Parrocchia.
Anche se blandamente lo stanno riempiendo di contenuti,
seguiteli e e ne leggerete delle belle,
cari amici pastorali ed evangelizzatori.

saluti

Annunci

Papa Francesco interviene sul digitale

Postato il Aggiornato il


UN BELLISSIMO ARTICOLO TRATTO da

interessantissimo.

il problema è sempre il solito.
A cascata riuscirà ad influenzare la base cattolica?
Scommettiamo che in Italia no?

«Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono» (1 Ts 5,21) – See more at: http://www.cyberteologia.it/2013/12/papa-francesco-annunciare-cristo-nellera-digitale/#sthash.R7We3JD5.dpuf

Papa Francesco: “Annunciare Cristo nell’era digitale”
Posted on 7 dicembre 2013
cq5dam.web.1280.1280Alle ore 11.30 del 7 dicembre, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, Papa Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici, che si è tenuta in questi giorni sul tema: “Annunciare Cristo nell’era digitale”. Ecco il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti:

Signori Cardinali, cari fratelli Vescovi e Sacerdoti, fratelli e sorelle!

È per me una gioia incontrare il Pontificio Consiglio per i Laici riunito in Assemblea plenaria. Come amava ricordare il beato Giovanni Paolo II, con il Concilio è “scoccata l’ora del laicato”, e ne danno conferma sempre di più gli abbondanti frutti apostolici. Ringrazio il Cardinale per le parole che mi ha rivolto.

Tra le iniziative recenti del Dicastero vorrei ricordare il Congresso Panafricano del settembre 2012, dedicato alla formazione del laicato in Africa; come pure il seminario di studio sul tema «Dio affida l’essere umano alla donna», nel venticinquesimo anniversario della Lettera Apostolica Mulieris dignitatem. E su questo punto dobbiamo approfondire di più. Nella crisi culturale del nostro tempo, la donna viene a trovarsi in prima linea nella battaglia per la salvaguardia dell’umano. E infine ringrazio con voi il Signore per la Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro: una vera festa della fede. E’ stata una vera festa. I cariocas erano felici e ci hanno fatto felici tutti. Il tema della Giornata: «Andate e fate discepoli tutti i popoli», ha messo in evidenza la dimensione missionaria della vita cristiana, l’esigenza di uscire verso quanti attendono l’acqua viva del Vangelo, verso i più poveri e gli esclusi. Abbiamo toccato con mano come la missione scaturisca dalla gioia contagiosa dell’incontro col Signore, che si trasforma in speranza per tutti.

Per questa Plenaria avete scelto un tema molto attuale: «Annunciare Cristo nell’era digitale». Si tratta di un campo privilegiato per l’azione dei giovani, per i quali la “rete” è, per così dire, connaturale. Internet è una realtà diffusa, complessa e in continua evoluzione, e il suo sviluppo ripropone la questione sempre attuale del rapporto tra la fede e la cultura. Già durante i primi secoli dell’era cristiana, la Chiesa volle misurarsi con la straordinaria eredità della cultura greca. Di fronte a filosofie di grande profondità e a un metodo educativo di eccezionale valore, intrisi però di elementi pagani, i Padri non si chiusero al confronto, né d’altra parte cedettero al compromesso con alcune idee in contrasto con la fede. Seppero invece riconoscere e assimilare i concetti più elevati, trasformandoli dall’interno alla luce della Parola di Dio. Attuarono quello che chiede san Paolo: «Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono» (1 Ts 5,21). Anche tra le opportunità e i pericoli della rete, occorre «vagliare ogni cosa», consapevoli che certamente troveremo monete false, illusioni pericolose e trappole da evitare. Ma, guidati dallo Spirito Santo, scopriremo anche preziose opportunità per condurre gli uomini al volto luminoso del Signore.

Tra le possibilità offerte dalla comunicazione digitale, la più importante riguarda l’annuncio del Vangelo. Certo non è sufficiente acquisire competenze tecnologiche, pur importanti. Si tratta anzitutto di incontrare donne e uomini reali, spesso feriti o smarriti, per offrire loro vere ragioni di speranza. L’annuncio richiede relazioni umane autentiche e dirette per sfociare in un incontro personale con il Signore. Pertanto internet non basta, la tecnologia non è sufficiente. Questo però non vuol dire che la presenza della Chiesa nella rete sia inutile; al contrario, è indispensabile essere presenti, sempre con stile evangelico, in quello che per tanti, specie giovani, è diventato una sorta di ambiente di vita, per risvegliare le domande insopprimibili del cuore sul senso dell’esistenza, e indicare la via che porta a Colui che è la risposta, la Misericordia divina fatta carne, il Signore Gesù.

Cari amici, la Chiesa è sempre in cammino, alla ricerca di nuove vie per l’annuncio del Vangelo. L’apporto e la testimonianza dei fedeli laici si dimostrano indispensabili ogni giorno di più. Affido pertanto il Pontificio Consiglio per i Laici alla premurosa e materna intercessione della Beata Vergine Maria, mentre di tutto cuore vi benedico. Grazie.

– See more at: http://www.cyberteologia.it/2013/12/papa-francesco-annunciare-cristo-nellera-digitale/#sthash.xfO3Twv6.dpuf

Postato il


RICEVIAMO E DIVULGHIAMO per UNA EVAGELIZZAZIONE DEI NUOVI MEDIA
ECCO UN MODO DI NUOVO MARKETING & PASTORALE
DAL CENTRO TELEVISIVO VATICANO

INVITIAMO TUTTI A ISCRIVERSI.

Cari ragazzi,

con i saluti del prof. Dario E. Viganò, chiedo la cortesia di iscrivervi entro lunedì 25 novembre 2013alla pagina YouTube del Centro Televisivo Vaticano (CTV) per poter ottenere un canale ufficiale.Servono 1.000 adesioni! Contiamo sul vostro aiuto, sul vostro passaparola.

1) Basta cliccare su questo link:

2) Cliccare sul pulsante ISCRIVITI

3) Se già in possesso di una casella Gmail, basta accedere/iscriversi con user/password. Se non in possesso di Gmail, creare account gratuito.

Le adesioni servono, infatti, ad avere un canale ufficiale CTV su YouTube senza commenti.

Grazie, Sergio Perugini

Don Dario Viganò su comunicazione e verità

Postato il


Linkiamo un interessante articolo-intervista riportato dal sito aleteria.org
di cui sotto il link, a cura di Chiara Santomiero.

http://www.aleteia.org

Don Dario Viganò nostro preside e professore mirabile di comunicazione ci offre
delle riflessione sul mondo della comunicazione odierna.
Una disamina interessante sulla quale pensiamo si debba riflettere attentamente.

La ricerca della verità: una sfida per credenti e non credenti
Nel Cortile dei giornalisti un confronto su nuovi media ed esigenze della comunicazione

25.09.2013

Chiara Santomiero

Si interessa della vita e della predicazione di Gesù da decenni, proprio da quando ha abbandonato la fede per scegliere il primato della ragione ed è convinto che Gesù sia figlio dell’uomo, non di Dio: il fondatore del quotidiano La Repubblica, Eugenio Scalfari, a cui Papa Francesco ha indirizzato di recente una lettera in risposta alle sue domande su fede e ragione, è tornato a ragionare di questi temi con il presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, cardinale Gianfranco Ravasi, in occasione del Cortile dei giornalisti.

La spinta al dialogo tra credenti e non credenti è, per Scalfari, il problema della ricerca della verità. Ma oggi, secondo Ravasi il concetto di verità è cambiato: da una verità “in sè”, esterna all’uomo e che questi deve conquistare, a verità soggettiva che l’uomo estrae “da sè”. D’altra parte tutto cambia molto velocemente nell’era di Internet in cui il flusso delle notizie corre incessante e modifica lo stesso ambiente antropologico, nel quale i “nativi digitali” si muovono come nuovi “barbari”, cioè persone che parlano un linguaggio diverso e a cui va consegnato un retaggio di civiltà nel quale, secondo Scalfari, la religione intesa come trascendenza, come oltre da sé, è fondamentale.

Un nuovo ambiente, secondo Ravasi, in cui però non cambia la necessità dell’annuncio del Vangelo che ha già in sè anche il metodo più efficace di comunicazione. Aleteia ne ha parlato con mons. Dario Viganò, direttore del Centro televisivo vaticano, presente all’incontro.

Verità e comunicazione: si tratta di un binomio possibile nell’era di Internet?

Viganò: E’ assolutamente possibile, non solo perchè come comunicatori siamo chiamati ad annunciare la verità che per noi è Gesù, ma anche perchè la comunicazione prevede capacità argomentativa per affrontare la verità: una verità che si accoglie e si fa accogliere.

Il cardinale Ravasi ha affermato che il Vangelo offre già un metodo di comunicazione, per esempio attraverso la incisività delle parabole o nel modo di Gesù di usare la corporeità, toccando con le mani le persone in cerca di guarigione…

Viganò: Il metodo del Vangelo è chiaro. Se prendiamo il testo di Matteo, vediamo che Gesù quando parla della misericordia che è il volto di Dio richiama i farisei chiedendo: “perchè non capite?”. Il metodo di Gesù passa attraverso la ripetizione che è un procedimento pedagogico per colmare la distanza tra significato e senso. I farisei comprendevano certo il significato delle parole di Gesù ma non ne afferravano il senso. Gesù si concepiva come depositario del senso della misericordia: nulla da meritare e tutto da accogliere. Il “metodo Gesù” è anche nella scelta del primo luogo della sua predicazione, Cafarnao, che era un luogo di passaggio, di incrocio, come un centro commerciale odierno. Lo ha scelto per affermare che la verità di Dio non ha bisogno di sovrastrutture, ma si annuncia in mezzo alla strada colorando l’umanità con il Vangelo. Gesù colpisce al cuore con l’essenziale e accompagna la parola con i gesti. Parole brevi accompagnate dalla carezza di Dio sulla carne perchè è nella carne dell’uomo che c’è la presenza di Dio.

I nuovi media hanno creato un nuovo ambiente antropologico?

Viganò: Tutti i nuovi media quando si affacciano mettono in crisi i modelli sociali precedenti; è avvenuto anche con la scrittura che ha messo in crisi la cultura orale e con la stampa che ha permesso la più ampia diffusione del sapere, estendendolo a classi sociali nuove. Qual è la differenza con l’oggi? Dal torchio a stampa di Gutemberg alla rivoluzione digitale sono passati cinque secoli mentre ai nostri giorni la tecnologia è in continua evoluzione, muta molto rapidamente. Oggi manca il tempo per assestare i modelli socio-psico-pedagogici così che la scuola, per esempio, si trova sempre in affanno nel rincorrere le nuove tecnologie. Occorre mettersi l’anima in pace e pensare ai nostri modelli come un continuo work in progress…

Scalfari e Ravasi sono d’accordo sul fatto che i nativi digitali siano “nuovi barbari”, cioè portatori di un nuovo linguaggio: con quali conseguenze?

Viganò: E’ una realtà con la quale fare i conti in una prospettiva di positività. Questo coinvolge la responsabilità della società nel reinvestire progettualità nel sistema formativo per tenere conto dei cambiamenti, incide sulle strategie editoriali dei media di massa e richiede, non da ultimo, forme di partecipazione variegata alla cultura anche in termini di accessibilità non troppo onerosa per le famiglie.