nudge evangelizzatore

La Franchezza nel raccontare il Vangelo alla base della Evangelizzazione

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Comunicare è una cosa assai difficile e complicata, spesso ne parliamo in questo Blog in quanto evangelizzare si traduce con una comunicazione come scrissi poco tempo fa in questo post:

 La fede arriva con l’annuncio grazie a una corretta comunicazione.

Cerchiamo di capire quali sono i modi con i quali la comunicazione possa risultare efficace per evangelizzare.

Domandiamoci: Come fecero i primi apostoli? Quali modi usarono per parlare di una cosa nuovissima? Quale forza li spinse a mettere a repentaglio la loro vita pur di evangelizzare?

(se qualcuno desidera può leggere info tecniche di comunicazione pandemica a questo link .)

Rileggendo gli ATTI DEGLI APOSTOLI mi sono imbattuto su un aggettivo che definiva esattamente il modo attraverso il quale il messaggio evangelico arrivava alle persone dagli apostoli.

Gli APOSTOLI annunciavano il Vangelo con:

FRANCHEZZA. 

Annunciavano il Vangelo della Risurrezione  di Gesù con la FRANCHEZZA.

Era come un Nudge evangelicoleggi qui, ovvero un PUNGOLO che sollecitava le persone a credere e a seguire il Vangelo.

Riporto i 4 Brani ove si ripropone tale modalità di annuncio:

 

ATTI degli Apostoli

CAPITOLO 4 

“Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e considerando che erano senza istruzione e popolani, rimanevano stupefatti riconoscendoli per coloro che erano stati con Gesù;”

…….

[29]Ed ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare con tutta franchezza la tua parola. [30]Stendi la mano perché si compiano guarigioni, miracoli e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù».

[31]Quand’ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono pieni di Spirito Santo e annunziavano la parola di Dio con franchezza.

capitolo  13

[44]Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio. [45]Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono pieni di gelosia e contraddicevano le affermazioni di Paolo, bestemmiando. [46]Allora Paolo e Barnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse annunziata a voi per primi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco noi ci rivolgiamo ai pagani. [47]Così infatti ci ha ordinato il Signore: Io ti ho posto come luce per le genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della
terra».

capitolo 26

[24]Mentr’egli parlava così in sua difesa, Festo a gran voce disse: «Sei pazzo, Paolo; la troppa scienza ti ha dato al cervello!». [25]E Paolo: «Non sono pazzo, disse, eccellentissimo Festo, ma sto dicendo parole vere e sagge. [26]Il re è al corrente di queste cose e davanti a lui parlo con franchezza. Penso che niente di questo gli sia sconosciuto, poiché non sono fatti accaduti in segreto. [27]Credi, o re Agrippa, nei profeti? So che ci credi». [28]E Agrippa a Paolo: «Per poco non mi convinci a farmi cristiano!». [29]E Paolo: «Per poco o per molto, io vorrei supplicare Dio che non soltanto tu, ma quanti oggi mi ascoltano diventassero così come sono io, eccetto queste catene!».

epilogo

[30]Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso a pigione e accoglieva tutti quelli che venivano a lui, [31]

annunziando il regno di Dio e

insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo,

con tutta franchezza e senza impedimento.”

 Nel raccontare quanto sapevano erano Spinti dallo Spirito Santo a  parlare di ciò che credevano fermamente e questo le persone che stavano a fianco lo sentivano.

Sentivano che questi Apostoli erano

FRANCHI, ONESTI E

NON IPOCRITI

Poiché credevano  e seguivano ciò che annunciavano. Anche a costo di morire lapidati.

LA FRANCHEZZA

HA VEICOlato La  Comunicazione

E L’OBIETTIVO FU RAGGIUNTO.

Quanto più un Cristiano Saprà essere Franco con sé stesso e con gli altri, tanto più la sua comunicazione arriverà e chi la accoglie non potrà che seguire di conseguenza il messaggio del VANGELO.

Possiamo usare tutti i tecnicismi possibili, ma se al fondo delle nostre comunicazione non saremo ONESTI E FRANCHI CON NOI STESSI GLI ALTRI non CI seguiranno e cosa più importante NON SEGUIRANNO GESU’ CRISTO.

Pertanto Prima di ogni comunicazione che intende essere evangelizzatrice cerchiamo di Pregare, chiediamo aiuto allo Spirito Santo che sappia farci comunicare in FRANCHEZZA con le Opere e le PAROLE solo in questo modo potremmo avere una opera EVANGELIZZATRICE che raggiunga i suoi obiettivi. Esempi MOLTO forti  NE abbiamo dati in questo POST

Ognuno di NOI è chiamato a Evangelizzare con la FRANCHEZZA degli Apostoli dono dello Spirito Santo.

 

Buon Natale nel Signore: che possa dare speranza a tutti le persone di talento e di buona volontà

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BUON NATALE NEL SIGNORE

Vero Dio E Vero Uomo NATO dalla Vergine Maria.

Auguro a tutti un Sereno e Felice Natale del Signore.

Dedico questo mio Post a tutti coloro che con BuONA Volontà il prossimo anno intendono mettere in Opera i propri Talenti e farsi promotori di Ricchezza per il nostro territorio.  Sempre più abbiamo bisogno in questa distretto calzaturiero, ma vale anche per tutto il territorio italiano, di far si che le persone con il loro TALENTO abbiano il coraggio di fare impresa.

Come nei bei tempi passati occorre dare alle persone la forza e il coraggio di mettersi in gioco, e non rifugiarsi dietro ai benefici di una opulenza di Stato, che porta solo ed esclusivamente al declino. Inutile nasconderlo i dati economici sono impietosi, per chi li vuole leggere. Il nostro amato distretto Industriale-calzaturiero sta lentamente ed inesorabilmente percorrendo la strada del declino.

Urge ammetterlo con forza e con altrettanta forza sollecitare le Persone di talento a emergere dal piattume e a non scoraggiarsi di fronte alle mille e mille difficoltà.

Urge  che la comunità cristiana diocesana preghi per loro.

Urge che  la comunità cristiana aiuti queste persone in modo spirituale e concreto a far si che possano mettere in pratica i propri talenti.

Siamo la terra che ha dato i natali a San Giacomo della Marca allievo di San Bernardino da Siena leggi qui, due Santi assai attenti a valorizzare le competenze, e i sani commerci, mettendo i paletti oltre i quali l’imprenditore Cristiano leggi qui, non deve e non può  andare. In primis l’avarizia.

Lo stesso Papa ha sollecitato a creare posti di lavoro, elevando il LAVORO a massima dignità della persona. La “Scienza” economica ormai da oltre 100 anni ha chiarito che solo una società Libera, in un Libero Mercato, non inquinato da Monopoli o Soprusi o Rendite di Posizione può fare in modo che sempre più persone possano essere dignitosamente lavoratori e imprenditori. leggi qui i dati ONU 2014

Solo gli imprenditori CRISTIANI possono  salvare il nostro territorio e l’Italia intera dal declino. A queste persone di buona volontà però occorre che la comunità cristiana tutti si prodighi e si affianchi a loro in modo deciso, spronandoli, incoraggiandoli e sostenendoli nelle difficoltà financo a tentare di farli desistere se proprio si vede che non hanno le caratteristiche e le idee adatte ad aprire un mercato.

Dobbiamo essere coscienti che il sistema di mercato deve prevedere i FALLIMENTI, GLI ERRORI. (leggi i casi di Google e Gore spa) Sono alla base della possibilità di creare mercati e incentivare le innovazioni e la crescita di impresa.  Diceva Thomas Edison, il grande inventore americano, che ogni volta che un progetto falliva era una strada chiusa, occorreva semplicemente cambiare strada. Il sistema di mercato si basa sugli errori, tutte le più grandi aziende sono nate fallimenti, precedenti o durante la loro vita, molte invece sono chiuse per errori madornali.

Qui da noi invece il fallire,  chiudere L’Impresa viene vista come la fine di tutto. Le persone che chiudono “bottega” vengono macchiate con infamia e per loro non c’è speranza futura. E si da che purtroppo molti cedono all’onta facendo una fine tragica, come la cronaca di questi anni. Invece proprio loro che hanno “fallito” in termini economici, devono essere aiutati. Si deve offrire loro come minimo non una ma altre mille possibilità. La Comunità Cristiana per prima deve stare loro vicino e incoraggiare a ricominciare a intraprendere di nuovo.

Grazie a questo modo di ragionare sulle persone che hanno “fallito” fa si che le persone di talento si spaventino, e magari  non mettono in pratica i  loro talenti,  cercando il così detto posto sicuro, che diciamocelo chiaramente fino a non pochi anni fa veniva lautamente elargito ANCHE DALLE ISTITUZIONI ECCLESIASTICHE. Si andava dal Prete o dal Vescovo e questi prima o poi un posto te lo trovava.

BASTA!!

E’ ora di DIRE BASTA !!  

Questo è il modo PARASSITARIO di pensare al nostro futuro.

Dobbiamo avere il coraggio di ergere la Parabola dei Talenti a nostra guida. Dobbiamo restituire 100 da 1 che abbiamo ricevuto, e non lasciare sottoterra l’unica moneta e restituirla intonsa. Certo da SOLI è IMPOSSIBILE, occorre che tutta la COMUNITA ognuno con le proprie competenze indirizzi le persone di talento a mettere in opera al massimo. Anche se poi fallirà.

Se apri una Start-Up sappi

che hai meno del 10% di possibilità di rimanere aperto dopo 2 anni.

MA SE SOLO UNA START-UP SUPERA I DUE ANNI

ALLORA MOLTE PERSONE  

POSSONO GIOIRNE OTTENENDO LA DIGNITA’ DI UN LAVORO.

A coloro che invece non ce la fanno diremo:

“non scoraggiarti, riprova, ritenta, Il Signore ti sta ancor di più vicino poiché hai tentato, anche se non ci sei riuscito, sei importante tanto quanto lo sono coloro che ce l’hanno fatta. Noi tutti  Pregheremo per te e per i tuoi cari. Grazie di tutto quanto hai tentato di fare per il benessere di tutti noi.”

Spero di convertire a questo pensiero, spero che la Nascita del Signore possa illuminare di Grazia tante persone di talento in modo da ricreare come negli anni ’60 una miriade di piccoli-grandi imprenditori che sappiano creare lavoro, ricchezza e prosperità per tutti noi. Che sappiano aprire un Mercato, espandersi, dare lavoro a tante ma tante persone, le quali a loro volta possano poi liberarsi e creare la loro impresa in una proliferazione sana di lavoro. Ecco il vero Mercato, formato da migliaia e migliaia di persone operose che trovano con costanza e innovazione il loro mercato. Una delle cose più difficile in ASSOLUTO. Molto più facile lavorare in Banca o nella Scuola o nel comune .

La Comunità Cristiana sappia pregare e incoraggiare questo, solo così si può sperare concretamente di dare da mangira agli affamati e soprattuto

UN LAVORO DIGNITOSO PER TUTTI e

non PARASSITARIO.

Per chi volesse sono a disposizione per aiutare i talenti imprenditoriali cristiani.

Abbiamo scritto un Libro proprio per questo:

 LIBRO: COME APRIRE IL TUO MERCATO 

Se qualche giovane imprenditore CRISTIANO ha bisogno di una mano, sono disposto anche gratuitamente a darla. Come MIO personale regalo di Natale.

Che il Signore Ci Benedica tutti con la Sua Nascita

 

Poverty Lab: tradurre la ricerca in Azione

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Oggi mi preme farvi conoscere una realtà laica assai interessante, dalla quale penso sia utile imparare alcune buone pratiche che possono ispirare l’evangelizzazione e la missionarietà. Una ottima pratica di marketing pastorale non campata sulle sensazioni ma sui dati.

Si chiama  Poverty Action Lab è una associazione americana con la finalità di combattere le cause della povertà nel mondo. Fondata nel 2003 all’interno del M.I.T., una delle più importanti università italiane da AbHijit Banerjee, Esther Duflo E S. Mullainthan.

I 3 sono esperti ingegneri e statistici E di economia che hanno messo il loro sapere a favore dei poveri. Impiegano tecniche avanzate di statistica per conoscere quali sono i problemi e trovare le soluzioni idonee per superarli. Monitorando i vari tentativi. In pratica non portano ai poveri solo i soldi, ma offrono le migliori condizioni ove possano affrancarsi definitivamente dalla povertà.

Il loro motto è: Tradurre la Ricerca in Azione . La tecnica migliore che hanno messo a punto è la RANDOMIZZAZIONE. Non vi spaventate è assai semplice. Leggi la metodologia: Metodo PAL

Si tratta di una tecnica statisca che ci permette di sapere se quello che stiamo facendo funziona oppure no e bisogna cambiare.

Si divide a caso la popolazione in varie parti, minimo ovvio in due. Una rimane come sta e farà da gruppo di controllo. Alle altre parti invece si applicano le varie idee che sono state pensate  per risolvere il problema.

Dopo un congruo lasso di tempo si traggono le conclusioni rispetto al gruppo di controllo. Se almeno una delle varie proposte ha avuto un discreto successo allora lo si applica su larga scala. Detto così sembra facile, ma dietro ci sono studi non semplicissimi, ma qualsiasi ingegnere o matematico può risolvere i calcoli necessari.

La Prof.sa Duflo è una delle economiste francesi più note, ed ha convinto moltissime ONG ad utilizzare tale tecnica e non fidarsi delle semplici intuizioni o delle facilonerie parolaie. La tecnica della Randomizzazione ha risolto molti problemi, ma sempre per tentativi e controlli e verifiche.

ESEMPIO :

  • n India vi era il problema dei maestri assenteisti. Si è pensato di dotare di macchine fotografiche alcune classi con obbligo di fotografare il maestro al lavoro per fargli avere lo stipendio, non tutte, mentre il gruppo di controllo ne era sprovvisto. Ebbene ha funzionato e ora è prassi. Poteva non funzionare. Gli studenti potevano non collaborare ed invece hanno collaborato.

Insomma i progetti che abbiamo in mente per risolvere i problemi della evangelizzazione sono buona cosa, ma sempre meglio utilizzare strumenti che ci permettano di verificare se funzionano. Prendiamo esempio dal Poverty A. Lab per le nostre evangelizzazioni, sperimentiamo e verifichiamo altrimenti cambiamo. Il marketing Pastorale deve avere basi scientifiche non Chiacchiere distintivo come direbbe qualche amante cinefilo.

 

la Pastorale per i ragazzi in ricerca di sé

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La Pastorale richiede molta fantasia e creatività. Occorre porsi degli obiettivi chiari e specifici e cercare varie strade per tentare di raggiungere la meta. A me personalmente sta a cuore l’obiettivo più difficile oggi per la Chiesa, ovvero quello del dialogo con i giovani dai 18 ai 30 anni.

Quella è l’età delle prime scelte in autonomia, con la voglia dei ragazzi di trovare la propria strada, sia scegliende la giusta scuola sia il proprio ambito lavoro. Ecco io penso che a questi ragazzi, non ancora adulti, l’azione di dialogo delle nostre parrocchie sia assai scarso o nullo.

Non ho le statistiche sotto mano ma per esperienza personale, osservo che attorno alla Chiesa ci sono sempre i giovanissimi, under 14, o gli anziani over 50. Spero di sbagliarmi, mi procurerò dati aggiornati, ma in questo caso l’intuito mi dice che la Pastorale  parla poco e male a questo “target” di persone.

Ci si limita a parlare con loro solo  nel caso in cui  decidano di sposarsi ed allora si invitano a partecipare ai famigerati, e spesso sopportati corsi pre-matrimoniali. Poi ci si rivede al battesimo, se arrivano i figli.  Tutto qua e assolutamente insufficiente, direi.

Penso che occorre ideare soluzioni creative per parlare a queste persone in questa fascia di età, completamente abbandonate a loro stessi e al mondo che li circonda. Avvicinarle con incontri, e magari andarle a trovare nei luoghi di lavoro, o se non lo hanno confortarli per una più proficua ricerca.

Come sapete io sono molto sensibile ai coraggiosi che intraprendono e che desiderano aprirsi un proprio mercato. Ecco a questi perché non si offre un supporto religioso? E a coloro che soffrono per essere disoccupati, perché non li si incoraggi ad avvicinarsi alla Grazia di Dio senza disperare. Magari insegnando loro a utilizzare il tempo dell’attesa con altri impegni, magari in parrocchia, magari insieme a più parrocchie.

Io non ho notizie di pastorali per l’impresa micro, sul territori, non me ne vogliano gli amici dell’UCID, ma loro sono troppo, troppo. Io penso a chi apre un negozio di frutta, una paninoteca, una ludoteca, un giornalai, un riparatore di pc. Ecc. ecc.  A questa micro-imprenditorialità occorre portare il Vangelo prima di ogni altra cosa.

Insomma auspico una evangelizzazione mirata  che semini il Vangelo proprio nel periodo d’età più delicato di oggi, quello a cavallo tra la scuola e il lavoro e oltre. Oggi più che mai occorre pensare a questi ragazzi, veramente in balia di tutto. ABBIAM L’OBBLIGO DI  OffriRE loro una SPERANZA , offriamo loro un servizio di CARITA’  se necessario, offriamo loro la possibilità di cercare la bellezza della  FEDE.

Un lavoro pastorale lungo e faticoso ma che sono sicuro risulterebbe assai incisivo e nel lungo periodo porterebbe sicuri frutti per tutti.

 

comunicare il Vangelo per contagiare le persone necessità di umiltà comunicativa

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Evangelizzare ovvero offrire la Salvezza del Vangelo a tutti, si può con rispetto paragonare a come si diffonde un Virus tra i vari corpi umani. Non vogliamo essere irriverenti, ma solo sfruttare alcune tecniche derivate dal Marketing aziendale in modo da poter meglio realizzare lo scopo principale di ogni Cristiano.

Come sapete oltre a insegnare Religione, insegno anche Marketing ed effettuo consulenze alle imprese. E scrivo questi post per stimolare le persone di buona volontà a diffondere il messaggio cristiano magari utilizzando alcuni spunti di teoria aziendale che possono essere utili allo scopo.

In particolare ultimamente è sorta la economia comportamentale che studia le modalità attraverso le quali una idea o un prodotto contagia le persone e li fa agire di conseguenza. In particolare il Prof. Becker analizzando migliaio di casi si è stilata una sorta di classifica che ci fa capire in parte le dinamiche che rendono una idea o un prodotto contagioso, ovvero che viene adottato e preso da molti. (per approfondimenti tecnici :http://pandemiapolitica.com/2015/03/20/la-storia-contagiosa-contiene-tutti-i-contagi-66/)

Ecco chiediamoci: come rendere il VANGELO contagioso?
Già conosco la risposta di molti miei amici parroci tipo: il messaggio di per sé lo è! il Vangelo si diffonde tramite lo Spirito Santo! Le persone NON vogliono capire il Vangelo sono peccatori! ecc. ecc.

Si, d’accordo tutto vero, tuttavia visto che i cristiani colti già dal medio-evo, tipo i francescani e i domenicani, sono stati i primi a studiare e a creare la scienza umana, non vedo perché non si debba sfruttare gli studi della Comunicazione per poter aiutarci a contagiare quante più persone possibile, in particolare quelle maggiormente lontane da Noi, e penso ai giovani dai 15 ai 30 anni.

Il primo problema da affrontare quando si tenta il contagio è ovviamente il contatto. In pratica se non si arriva a contatto con chi dobbiamo evangelizzare penso sia difficile contagiarla se non impossibile.

Il contatto poi viene maggiormente impedito se mettiamo in funzione la “maledizione della comunicazione”.. Questa fa si che quando parliamo pensiamo che l’altro sappia ciò che sappiamo noi, e conosca e abbia studiato ciò che conosciamo e abbiamo studiato noi.

ERRORE GRAVISSIMO.

Tipico di noi Professori, ma anche di molti dirigenti e …. preti.

INVECE PER FAVORIRE IL CONTAGIO OCCORRE STABILIRE UN CONTATTO QUANTO MAI SEMPLICE
E
PARTIRE DAL FATTO CHE GLI ALTRI NON SANNO NULLA DI TUTTO Ciò CHE DICIAMO NOI.

Un vecchio slogan di chi insegna comunicazione recita: parlate come se l’altro sia “idiota” e Ripete, ripete, ripete.

Ecco già una ottima base di partenza. Semplicità e mettersi nei panni di chi ci ascolta come se fossimo NOI PRIMA DI SAPERE Ciò CHE SAPPIAMO.

In pratica esige un enorme sforzo di Umiltà comunicativa.

Tutto il contrario della Spocchia di coloro che pensano di evangelizzare parlando dall’alto della loro Sapienza.
e SE CI pensate bene, Le Parabole con le loro semplicità di esempi, anche se complesse a volte, non sono forse un tentativo di Gesù di far capire il suo messaggio e diffonderlo ai semplici?

Il contagioso brusio del Vangelo

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Prendo spunto dalle ultime due letture domenicali del Vangelo per una riflessione.

Marco 1,28 : La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Il Salvatore si è fatto conoscere a tutti attraverso due fatti eclatanti:
1- guarire gli ammalati
2- scacciare i demoni

Insomma due assolute enormità. Immaginiamo di essere a Cafarnao. La suocera di Pietro gravemente malata, improvvisamente guarisce e si mette a servire. Penso ad esempio che si sarà recata prendere l’acqua tra l’incredulità generale. Qualcuno avrà domandato lei cosa l’abbia fatta guarire e come e soprattutto chi.

Lei avrà risposto. Chi ha ascoltato magari ha familiari malati, corre a casa per portarli dal taumaturgo.
Idem per gli indemoniati esorcizzati.

Dice il Vangelo di Marco 1,29 ss : In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Insomma in poco tempo si fece conoscere, la voce si sparse velocemente grazie a questi due fenomeni, che possiamo chiamare Nudge, ovvero dei cunei per forzare la porta indurita delle persone e avvicinare tutti, infatti tutta la città (in senso lato, sappiamo che era un villaggio di non molte persone, però tutte in poco tempo furono raggiunte dalle voci) in poco tempo si accalca di fronte la porta.

La prossima domenica troviamo proprio un episodio illuminante sempre sullo stesso tema: Marco 1,40 ss

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Insomma il Brusio, buzz in inglese, è micidiale, permette di far conoscer fatti in brevissimo tempo. A patto che siano fatti che colpiscono le persone (come magari l’immagine che ho scelto, un pallone gigante che distrugge un palazzo).

Nel Marketing sono meccanismi molto ben conosciuti. Fatti che Innescano la viralità e permettono di diffondere un prodotto come se fosse un virus. Tanto più rapidamente quanto più il prodotto stesso mantiene le promesse.

Il Cristianesimo delle origini prese piede storicamente proprio per curare gli infermi tutti chiunque essi fossero a differenze di tutte le altre religioni che rimanevano sempre settarie ed elitarie. E si diffuse in maniera esponenziale in modo impressionante. E siccome ancora oggi il Vangelo risulta Veritiero oltre un miliardo si professano Cristiani.

Cosa ci può insegnare per la Pastorale questo. Di certo un miracolo aiuta a diffondere il messaggio evangelico.
Occorre ideare iniziative sorprendenti, che facciano parlare. Se riuscissimo a ideare iniziative tali da far parlare le persone, riusciremmo a lanciare un virus benevolo che porta con se i valori del Vangelo.
Occorre poi comunicare le iniziative in modo da lanciare il virus per scatenare un “buzz” positivo.
Fatti che colpiscono e che possano essere sorprendenti e da divulgare all’esterno
Spesso ci si limita a dirle a fine Messa, che a me disturba un bel po’.
Secondo me in Parrocchia ci dovrebbe essere un mini comitato di persone GIOVANI, incaricate di diffondere le iniziative che vengono portate avanti.

Occorre FAR CONOSCERE all’esterno della cerchia Parrocchiale, che bene o male lo viene a sapere.
Sono i molti che non sono vicini alla parrocchia che non conoscono ciò che fa la parrocchia.
Anche solo le iniziative per gli anziani e i poveri.
Gesù Stesso appena il villaggio era a conoscenza si fa portare da altri che non lo conoscono ancora. Non sta li a prendere elogi, ma continua a infettare le persone a portare il Vangelo.
Sceglie tra l’altro un modo semplice , guarire le persone, che colpisce.
Ecco penso che per la Pastorale sia Importante trovare modi semplici che infettino le persone e Iniziare a infettare del Vangelo tutti.

Qul

La teoria del Vangelo nel fare lo scemo

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Non riesco a trattenermi e avverto di nuovo che sarò polemico, che ci posso fare è la mia natura, con la quale devo convivere. Per chi è troppo sensibile alle polemiche consiglio umilmente di non leggere.

Ma proprio non posso frenare quanto ho dentro dopo aver ascoltato e letto alcune frasi del S. Padre. Potete leggere cliccando nel link l’intero colloquio in fondo al post. Io in particolare voglio polemizzare su queste due frasi:

Papa Francesco: IN TEORIA, possiamo dire che una reazione violenta davanti a un’offesa, a una provocazione, in teoria sì, non è una cosa buona, non si deve fare. In teoria, possiamo dire quello che il Vangelo dice, che dobbiamo dare l’altra guancia. In teoria, possiamo dire che noi abbiamo la libertà di esprimere e questa è importante. Nella teoria siamo tutti d’accordo, ma siamo umani, e c’è la prudenza, che è una virtù della convivenza umana. Io non posso insultare, provocare una persona continuamente, perché rischio di farla arrabbiare, rischio di ricevere una reazione non giusta, non giusta. Ma è umano, quello. Per questo dico che la libertà di espressione deve tenere conto della realtà umana e perciò dico [che] deve essere prudente. È una maniera di dire che deve essere educata, pure, no? Prudente: la prudenza è la virtù umana che regola i nostri rapporti. Io posso andare fino a qui, posso andare di là, di là … Questo volevo dire: che in teoria siamo tutti d’accordi: c’è libertà di espressione, una reazione violenta non è buona, è cattiva sempre. Tutti d’accordo. Ma nella pratica fermiamoci un po’, perché siamo umani e rischiamo di pro-vo-care gli altri e per questo la libertà deve essere accompagnata dalla prudenza. Quello volevo dire.

Insomma ho studiato per 7 anni teorie che poi, noi essendo umani non siamo in grado di metter in pratica. Una sorta di ideologia socialistoide  che  dall’alto ci detta una strada che è talmente ideale per noi tutti che essendo umani non possiamo ne capire ne percorrere, e quindi   possiamo fare come ci pare. Cavolo questo aspetto non lo sapevo. Mi Scusi l’impertinenza Santo Padre, ma allora in TEORIA il vangelo dice di stare con gli ultimi, Poveri materiali e poveri in Spirito, ma siccome siamo Umani, direi che posso anche fregarmene. Sa la teoria è una cosa e la pratica realtà un’altra. Ci metta poi che il denaro ha detto che è lo sterco del demonio, non mi permetterei mai di offrirlo ai poveri, lo sterco proprio no. Meglio sorrisi e vezzi. O lo sterco potrebbe far comodo ai poveri?

Oppure ho capito male? Strano pensavo che il Vangelo sia da vivere, in tutto e fino in fondo. Evidentemente mi hanno insegnato male, oppure ho capito e studiato male io.

Papa Francesco: Forte questa, eh? La corruzione oggi nel mondo è all’ordine del giorno e l’atteggiamento corrotto trova subito facilmente nido nelle istituzioni. Perché un’istituzione che ha tanti brani (parti?) lì e là, ha tanti capi e vicecapi, è tanto facile lì di cadere o annidare la corruzione………Io ricordo una volta, anno 1994, appena nominato vescovo del quartiere di Flores a Buenos Aires, sono venuti da me due impiegati o funzionari di un ministero a dirmi: “Ma lei ha tanto bisogno qui, con tanti poveri, nelle Villas miserias”. “Oh, si”, ho detto io, e ho raccontato. “Ma noi possiamo aiutare. Noi abbiamo, se lei vuole, un aiuto di 400.000 pesos”. A quel tempo il peso e il dollaro erano 1 a 1: 400.000 dollari. “E voi potete fare?”. “Ma si, si”. Io ascoltavo, perché quando l’offerta è tanto grande, anche il Santos sfida; e poi andando avanti: “Ma, per fare questo, noi facciamo il deposito e poi lei ci dà la metà a noi”. In quel momento io ho pensato cosa fare: o li insulto e do loro un calcio dove non dà il sole, o faccio lo scemo. E ho fatto lo scemo. Ho detto, ma con la verità, ho detto: “Lei sa che noi nelle vicarie noi non abbiamo conto; lei deve fare il deposito in arcivescovado con la ricevuta”. E lì è tutto. “Ah, non sapevamo … piacere” e se ne sono andati….

Quindi anche nel caso in cui venissi corrotto, devo fare  da cattolico LO SCEMO. Che bell’esempio di virtù cristiana. Già dimenticavo che in Teoria il Vangelo dice di dire SI SI o NO NON. Ma essendo uomini, meglio nella realtà fare lo scemo e dire ni ni e so so. Mi vengono molti ma molti dubbi!! Non dovrei forse denunciare il fatto? Non dovrei forse tentare di far convertire con il mio comportamento il fratello che sbaglia? Anche in questo caso mi hanno insegnato male. Devo fare lo scemo, lo gnorri, l’ignavo, sorridere fare una battutina e far finta di nulla. A sto punto non capisco più niente.

Comincio ad aver molti dubbi su ciò che pensavo di aver capito dopo anni di studi sul cristianesimo. Evidente che mi devo rimettere a pregare per capire e studiare per capire meglio.
Sono personalmente stordito dopo ste affermazioni a ruota libera.

Clicca per leggere il :testo integrale trascritto colloquio del Santo Padre sull’aereo di ritorno da Manila