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12 maggio celebriamo il Beato Alvaro del Portillo: successore di San Josemaria di Escrivà.

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12 MAGGIO  RICORDIAMO IL BEATO ALVARO DEL PORTILLO:

successore di San Josemaria de Escrivà a capo della OPUS DEI.

Potete leggere la sua Biografia cliccando: QUESTO LINK

il Beato Alvaro del Portillo era un ingegnere che si unì fin da subito alla nascente Opus di San Josè Maria Escrivà : leggi il nostro post dedicato a San Escrivà, il Santo dell’Ordinario. Zibaldone di appunti da una biografia.

Partecipò attivamente al Concilio Vaticano II, ed ottenne prestigiosi incarichi ma sempre a fianco del Fondatore :

 "Nell’osservare la sua presenza amabile e discreta a fianco della dinamica figura di Mons. Escrivá, mi veniva in mente l’umiltà di san Giopus-dei-207e4912691d18a6864e634478777386useppe” 

 scriverà alla sua morte Padre John O’Connor.

 

Il 15 settembre 1975,

Il congresso generale convocato dopo la morte del fondatore

ELESSE  

don Álvaro del Portillo  a capo dell’Opus Dei.

Elenco Messe in Suo Onore

“Come Prelato dell’Opus Dei, Álvaro del Portillo diede impulso alla nascita di numerose iniziative sociali ed educative. Il Centre Hospitalier Monkole (Kinshasa, Congo), il Center for Industrial Technology and Enterprise (CITE, a Cebú, Filippine) o la Niger Foundation (Enugu, Nigeria) sono alcuni esempi di istituzioni di promozione sociale portate avanti da fedeli dell’Opus Dei, insieme ad altre persone, grazie all’incoraggiamento diretto di mons. del Portillo.

Allo stesso modo, la Pontificia Università della Santa Croce (dal 1985) e il seminario internazionale Sedes Sapientiae (dal 1990), entrambi a Roma, così come il Collegio ecclesiastico internazionale Bidasoa (Pamplona, Spagna), hanno formato per le diocesi migliaia di candidati al sacerdozio, inviati dai vescovi di tutto il mondo. Queste realtà evidenziano la preoccupazione di mons. del Portillo per il ruolo del sacerdote nel mondo, tema al quale ha dedicato buona parte delle sue energie, come fu evidente negli anni del Concilio Vaticano II. “Il sacerdozio non è una carriera – scrisse nel 1986 – ma una dedizione generosa, piena, senza calcoli né limiti, per essere seminatori di pace e di allegria nel mondo, e per aprire le porte del Cielo a chi beneficia di questo servizio e ministero”.

Mons. Álvaro del Portillo è morto a Roma all’alba del 23 marzo 1994,

poche ore dopo il suo ritorno da un pellegrinaggio in Terrasanta. Il giorno prima aveva celebrato la sua ultima Messa nella chiesa del Convento di San Francesco ad Coenaculum a Gerusalemme. Lo stesso giorno della sua morte Giovanni Paolo II . 
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è andato a pregare davanti ai suoi resti mortali, che ora riposano nella cripta della chiesa prelatizia di Santa Maria della Pace.

 

Bellissima la Lettera scritta dal Santo Padre Francesco I in occasione della Beatificazione del Beato Alvaro: Lettera di Papa Francesco.

ESTRATTI DELLA LETTERA:

Mi piace ricordare la giaculatoria che il servo di Dio era solito ripetere, specialmente nelle feste e negli anniversari personali: 

«grazie, perdono, aiutami di più!».

Anzitutto, grazie. È la reazione immediata e spontanea che prova l'anima dinanzi alla bontà di Dio. Non può essere altrimenti. Egli ci precede sempre. Álvaro del Portillo era consapevole dei tanti doni che Dio gli aveva concesso e lo ringraziava per quella dimostrazione di amore paterno. Però, non si fermò lì; il riconoscimento dell'amore del Signore risvegliò nel suo cuore desideri di seguirlo con maggiore dedizione e generosità e di vivere una vita di umile servizio agli altri. Era notorio il suo amore per la Chiesa, sposa di Cristo, che servì con un cuore spoglio di interessi mondani, alieno alla discordia, accogliente con tutti e sempre alla ricerca del buono negli altri, di ciò che unisce, che edifica. Mai un lamento o una critica, nemmeno in momenti particolarmente difficili, piuttosto, come aveva imparato da san Josemaría, rispondeva sempre con la preghiera, il perdono, la comprensione, la carità sincera.
Perdono. Confessava spesso di vedersi davanti a Dio con le mani vuote, incapace di rispondere a tanta generosità. Peraltro, la confessione della povertà umana non è frutto della disperazione, ma di un fiducioso abbandono in Dio che è Padre. È aprirsi alla sua misericordia, al suo amore capace di rigenerare la nostra vita. 

Aiutami di più. Sì, il Signore non ci abbandona mai, ci sta sempre accanto, cammina con noi e ogni giorno attende da noi un amore nuovo. La sua grazia non ci verrà a mancare e con il suo aiuto possiamo portare il suo nome in tutto il mondo. Nel cuore del nuovo beato pulsava l'anelito di portare la Buona Novella a tutti i cuori.

DOCUMENTARIO: LAVORARE PER GLI ALTRI

Se si è fratelli occorre vivere fraternamente, sempre attenti alle necessità dei più deboli”:

. Il video di 27 minuti, diretto dall’argentino Juan Martín Ezratty, racconta le storie di dieci persone che hanno lottato per realizzare i loro sogni e ci sono riusciti.

CLICCA QUI per vederlo.

“Si tratta di vivere la fraternità, di avere molta carità, di pensare agli altri, di fare ciò che stai facendo: promuovere opere di apostolato, in maniera tale che la luce di Dio possa arrivare a molta più gente”.

Inoltre invitava a sommare i propri sforzi con quelli degli altri: “Ti chiedo di avere anche nella tua attività il segno più. Non stare sempre all’opposizione, non essere il segno meno, non essere per la divisione. Sii un segno più. Cerca la gente. E fra te e l’altro, vedi se si può cercare qualcosa che sia una somma, non un rovinare le cose. Il segno più è molto cristiano”. Beato Alvaro del Portillo

PREGHIEAMO PER LA SUA SANTIFICAZIONE
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TESTI DEL BEATO ALVARO DEL PORTILLO: CLICCA QUI

In occasione del Viaggio del Santo Padre a Fatima vi consigliamo questo bello spunto e un preghiera:

Il Santo Padre Francesco I a Fatima

Preghiera alla Madonna di Fatima del Beato Alvaro. 

 

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San Escrivà, il Santo dell’Ordinario. Zibaldone di appunti da una biografia

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Biografia di Pilar Urbano che racconta San Escrivà

Pilar Urbano: Josemaria Escrivà Romano

A fine dicembre assisto alla testimonianza di un amico prete con il quale ho condiviso gli ultimi anni di studio per conseguire il baccalaureato presso l’Istituto Teologico Marchigiano.

Don Pompeo racconta la sua lunga esperienza di vita cristiana passata attraverso la vita familiare gratifica da 5 figli e vari nipoti, dopo il ritorno  al Signore della amata Moglie a circa 65 anni ha risposto alla vocazione presbiterale.

Quello che mi ha veramente incuriosito sono state le sue esperienze lavorative e i termini  per raccontarle. Parla di Santificazione attraverso il lavoro, farsi Santi attraverso il proprio vivere quotidiano, senza fuggire dalla proprio realtà e vocazione.

Sono il centro dei miei studi che potete leggere nella Tesi Finale per il conseguimento della Licenza Teologica presso la Pontificia Univ. Lateranense leggi qui e nei vari miei post asd es. leggi post..

Queste frasi da Lui dette sono il frutto della sua partecipazione ad una organizzazione Cristiana e Cattolica di cui tutti hanno sentito parlare ma che di fatto nessuno conosce se non dalle scempiaggine di idioti che ne hanno fatto un emblema del male della Chiesa.

Don Pompeo dice che da oltre 35 anni fa parte della OPUS DEI.

A Fine incontro scambiamo due chiacchiere e semplicemente mi invita a partecipare alla riunione mensile che l’Opus Dei Marchigiana fa a Loreto. Data la mia curiosità vado  e passo due ore di intensa e piacevole preghiera. Inizio a leggere dal web dai siti ufficiali  chi è Josemaria Escrivà. sito ufficiale Leggi qui e Poi cerco la risposta a questa domanda:

Cos’è l’Opus Dei? 

L’Opus Dei è una prelatura personale della Chiesa cattolica che ha lo scopo di contribuire alla missione evangelizzatrice della Chiesa, promuovendo fra i fedeli cristiani di ogni condizione, uno stile di vita pienamente coerente con la fede nelle circostanze quotidiane dell’esistenza umana,

specialmente attraverso la santificazione del lavoro.

sito ufficiale opus Dei

sottotitolo del Sito:

“Insisto: nella semplicità del tuo lavoro ordinario, nei particolari monotoni di ogni giorno, devi scoprire il segreto nascosto per tanti della grandezza e della novità: l’Amore”. San Josemaría

In pratica come se dicesse ciò che io ho sempre pensato e studiato e scritto. Solo che non sapevo esistesse una organizzazione di Persone che perseguisse la Santità attraverso la esaltazione del Lavoro alla luce della Croce di Cristo. Tanto più che San Giuseppe è il Santo a cui si affidano. leggi mio post in omaggio a san giuseppe

Il nome completo è :

Prelatura della Santa Croce

e Opus Dei. 

Da quel dicembre non manco mai, salvo gravissimi problemi per lo più familiari. 

Ho iniziato così a conoscere dal di dentro l‘Opus Dei e mi sono fatto consigliare e prestare la lettura di alcuni libri.

Il primo che ho letto  mi ha letteralmente FULMINATO. Come se avessi trovato una persona resa Santa niente meno che da Giovanni Paolo II, vedete il  video qui sotto , che mi possa guidare verso la santità personale nel fare quotidiano dalla famiglia al lavoro.

Scritto dalla giornalista Pilar Urbano è una Biografia incredibile, tematica, molto sentita e coinvolgente. Mette a nudo il Padre come penso sarebbe stato difficile fare meglio. L’ho letto velocemente e riletto prima di riconsegnarlo, ho preso alcuni spunti qua e là giusto per imprimere meglio nella mia memoria le parole del Padre.

OGGI 26 GIUGNO 2016 

IN ONORE DALLA COMMEMORAZIONE

DI

SAN JOSEMARIA ESCRIVA’

pubblico questo post in suo onore per  diffondere la conoscenza del Santo dell’Ordinario.

Fondatore della  Prelatura della Santa Croce e Opus Dei.

 ZIBALDONE dal Libro su San Escrivà 

 

Cap.5
Opzione per i Poveri e Opzione per i Ricchi. IL FARE
“ Exutlavit UT GIGAS ad Corredum Viam

  1. I grandi Uomini sanno vedere l’invisibile.
    Massimo rispetto alla Libertà
    “Bisogna Far sì che spariscono i poveri elevandoli; Non abbassando le classi più alte”
    “Amo i comunisti NON amo il Comunismo”.
    “Chi sta sopra se non vale cade da solo”.
    Promuovere chi sta sotto. Opzione per i poveri.
    “Chiesa dei Poveri? Non c’è una Chiesa per i poveri, né dei ricchi, TUTT LE ANIME SONO POVERE. Ma La Chiesa è Ricca. Si!!! La sua ricchezza sono i sacramenti.. E la sua ricchezza è la dottrina e tutti i meriti di Cristo.”
    Cap. 6
    Le 3 LOTTE DELL’ OPUS DEI
    Giuridica

Ascetica verso l’amore di Cristo
Formazione : “ voi siete il ponte” l’Opus Dei come grande catechesi.

Cap. 7
“io NON volevo fondare NULLA,

IO non ho fatto altro che essere d’impaccio

detto a Josè Orlandis

Cap.8
“Avvicinare gli uomini a Dio, sapendo che metà del lavoro è fatto da Dio”.

“Teologia della coincidenza?? NO!!!! DELLA PROVVIDENZA”.

Un Marketing senza INGANNI, senza effetti speciali, senza ricorsi retorici, senza tattiche opportunistiche di penetrazione, ma la Verità con il dono delle lingue:

“Materializzare la dottrina senza alleggerire i costi della parola di DIO”.

Cap.9
“la Sapienza divina mi ha guidato come se giocasse con me”.
“SI DEUS NOBISCUM, QUIS CONTRA NOS”

Il nocciolo della vocazione della OPUS DEI

è la VITA QUOTIDIANA

Naturale Soprannaturalezza verso lo Spirito Santo:

“ non gli parlare Ascoltalo”.
DIVINO COMMERCIO
Se Dio leggesse i Classici concorderebbe con Terenzio: “Sono un Uomo e nulla dell’Uomo mi è estraneo”.

Cap. 10
URE IGNI SANCTI SPIRITUS, con con un po’ di nostra volontà
Si intrattiene con i Santi: San Giuseppe, San Pietro e Paolo, San Giovanni, San Nicola di Bari, San Barbara, San Tommaso Moro,, San Pio X, San Caterina da S
iena, Santo Curato D’ars, Arcangelo Gabriele, San Raffaele, San Michele, San Gabriele, L’Angelo Custode.

Orazione Abituale :

“ Materializzare la Vita Spirituale”.
“C’è qualcosa di Santo di divino nelle cose nascoste, nelle situazioni, più comuni, qualcosa che tocca a ognuno di voi scoprire”.
Auditorium Nostrum in Nomine Domini
“adoro te devote, latens deitas….” Tommaso d’Aquino

“In ogni cerimonia bisogna fare tutto con DECORO, con solennità, e se vi sbagliatenon precipitatevi, calma!! Non rettificate nella fretta e di corsa, ma sempre con solennità. Anche l’errore fa parte della cerimonia. “

“Non dobbiamo mai essere Spilorci con

il SIGNORE: DIO AMA IL LUSSO”.

Cap. 11

“il Padre”

Così veniva chiamato San Escrivà.
Peccato, Orate Pro Reo
Peccato Genuit Filies et Filias
Gesù “Sanabat Omnes”
“Che ti Succede?” ripeteva spesso a tutti
PER ASPERA AD ASTRA

“L’indifferenza non comprende: esige e giudica, manca coraggio. L’affetto invece Comprende ed esige, Correggendo”.
V

“Vestire in modo adeguato al proprio sé” .

Cap. 12
Nell’Opus Dei un Malato è un TESORO.
“per una Anima innamorata, i bambini e i malati sono Lui”.
Dolcissimo Precetto:

Amore verso i Familiari …… ma Senza la Familiosi da dipendenza.

A Encarnita Ortega  (una beata alla quale dedicherò un futuro post in quanto impegnata nella moda, mio lavoro, ed è diventata beata):

“ Qui non formiamo super uomini, non andiamo in giro a comandare e a maneggiare. Si va a Servire, Sarete gli ultimi, mettete il vostro cuore per terra, perché gli altri camminino sul soffice.”

REGOLA; “ PER SERVIRE, SERVIRE”.
Ma trasceso dalla orizzontalità di servizio agli altri con la verticalità del servizio a Dio Stesso.
“Servite Domino in Laetitia”.
“Per coloro che amano Dio: Omnia in Bonum”.

Cap. 13
“I nostri mezzi e fini sono esclusivamente Soprannaturali”.

Conc. Vat. II : LA CHIAMATA UNIVERSALE ALLA SANTITA’

“Rispetto tutte le opinioni politiche;

purché non contrarie a Cristo.

L’Opus DEI è la libertà Santa dei Figli di Dio.

Tutti siamo d’accordo nella Fede e nella morale di Gesù Cristo,

e lo spirito dell’Opus Dei.

In tutto il resto siamo LIBERISSIMI.”

Consigli del PADRE su

Carità, Libertà e Responsabilità:

“Compi le Norme e Ama la Libertà”.
“Agisci con Serenità”.
“Se il tuo lavoro ti rende impossibile compiere le norme di Pietà, pensa che quel lavoro

non è più Opus Dei

ma opus diaboli.”
“In caso di dubbio mettetevi dalla parte della Libertà”.
“Libertà e Responsabilità come rango inanielabile dei Figli di Dio”

Cap. 14
Vigilavi et factus sum sicut passer passer solissimus in tecto. Salmo 102,8
da
S. Giovanni della Croce
Svuotamento e Libertà
Quanto possiede è un Abisso di conoscenza di Dio:
Il volo del Nibbio le sue proprietà:
1- Luoghi alti
2- becco
3- Solo
4- canto soave
5- Colore Non colore delle piume, non affatto particolari

Il cuore va s empre più in là della conoscenza. L’intelligenza viene dopo.
Il celibato come forca caudine che schiaccia la virilità.”
Presbiterato come amore, come passero solitario.

Cap. 15
Per chi vuole essere apostolo: Castità e Povertà
“vivere e morire povero anche se avessi molti milioni”.
Povertà NON Pauperismo
SAPER NON AVER PUR AVENDO
L’accento sulla rinuncia piuttosto che sulla povertà
“le anime grandi hanno in gran conto le piccole cose.”
“hai sbagliato il cammino se disprezzi le piccole cose”.
“la perseveranza nelle piccole cose, per amore, è eroismo”
Povertà Personale
“ IO NON MI PREOCCUPO, MI OCCUPO”.

cap. 16
“L’uomo è fango graziato “
Si definiva
Burrito Sarnoso: Asino Rognoso davanti a Dio.
“complesso di superiorità per SERVIRE”
Omia Possum in Ego qui me confortat

NUNC COEPI
adesso comincio diceva spesso.
“Numquis lex nostra giudicato Nominem, nidi prius audierit ab ipso?”

Cap. 17
“Nessuno può tenere per sé il tesoro della fede e neanche il tesoro della vocazione”.
2-10-1928 ——- VIDE L’OPUS DEI

J.E.R. Come un atto fisiologico, empirico, sensibile che richiede occhi, vivi, sani, aperti, svegli e che sappiano e vogliano guardare.
“vedere è un modo di costatare la realtà che non consente voltare pagina”.
Risultato: “evidenza”, che si imprime nella retina.
Chi ha visto così, non ha bisogno di metter mano alla Fede.
“CLAMA, NE CESSES!!!”
da Isaia GRIDA SENZA FERMARTI
SI DEUS NOBISCUM QUI CONTRAS NOS
Cap. 18
a
“Ubi Petrus Ibi Ecclesia, ibis DEUS”.
“l’AMORE per il Papa deve essere passione”.

Conobbe i seguenti papi: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI,.
Amat e amali ex toto corde tuo ex tota anima tua
“Montini fu la prima mano amico che trovai qui a Roma, la prima parola affettuosa per l’opera, che si udì a Roma. Lo disse a Lui.”v (nota personale, da quanto so mia Nonna volle che il suo primo nipote si chiamasse come il Papa dell’Epoca appunto Paolo VI mentre mia madre preferiva Giuseppe che divenne il mio secondo nome! )
Paolo VI Inaugurò il centro di Formazione Elis vedi il sito  nato per rispondere a questa esigenza: ” le persone chiedevano al Padre: ci dia un lavoro, ci dia un lavoro, chiedeva “ tu cosa sai fare” “ tutto, cioè niente”.

“La vostra vocazione professionale e i vostri doveri sociali avrebbero continuato a essere parte integrante della vocazione divina che avete ricevuto.”

Nel Decreto emanato da PAOLO VI 

DECRETO SUL MINISTERO E LA VITA DEI PRESBITERI
PRESBYTERORUM ORDINIS

del 8 dicembre 1965  al num. 10 PRELATURA PERSONALE

Riporto il num. 10 “ E lì dove ciò sia reso necessario da motivi apostolici, si faciliti non solo una distribuzione funzionale dei presbiteri, ma anche l’attuazione di peculiari iniziative pastorali in favore di diversi gruppi sociali in certe regioni o nazioni o addirittura continenti. A questo scopo potrà essere utile la creazione di seminari internazionali, peculiari diocesi o prelature personali, e altre istituzioni del genere, cui potranno essere ascritti o incardinati dei presbiteri per il bene di tutta la Chiesa, secondo norme da stabilirsi per ognuna di queste istituzioni, e rispettando sempre i diritti degli ordinari del luogo”. leggi il decreto

Poi Giovani Paolo II ERIGE

Prelatura Santa Croce e Opus Dei

in Prelatura Personale

per Peculiari Iniziative Pastorali

MA
L’abito su misura fu fatto grazie al concilio Vaticano II.
Il quale fu un aggiornamento della Chiesa mal ASSIMILATO
“difendete da ogni possibile attacco l’autorità del Romano pontefice, come non può essere condizionato se non da Dio”.
Il Conc. Vat. II per l’Opus Dei è una conferma in piena Regola. I testi conciliare sono una autentica e formidabile autenticazione della Dottrina Professata da San Escrivà che dal 1928 professava.

LA CHIAMATA UNIVERSALE ALLA SANTITA’
IL VALORE SANTIFICANTE DEL LAVORO
APOSTOLATO DEI LAICI

Anche nella Lumen Gentium;

PAOLO VESCOVO
SERVO DEI SERVI DI DIO
COSTITUZIONE DOGMATICA SULLA CHIESA
LUMEN GENTIUM

21 novembre 1964

L’apostolato dei laici 

33. I laici, radunati nel popolo di Dio e costituiti nell’unico corpo di Cristo sotto un solo capo, sono chiamati chiunque essi siano, a contribuire come membra vive, con tutte le forze ricevute dalla bontà del Creatore e dalla grazia del Redentore, all’incremento della Chiesa e alla sua santificazione permanente.

Paolo VI:” Dio Le ha dato il carisma di portare per le strade la pienezza della Chiesa”.

I LAICI non sono cristiani di seconda scelta bensì POPOLO DI DIO.
Ciascuno chiamato PERSONALMENTE A ESSERE SANTO.
VOCAZIONE DIVINA DEL LAICATO

“Amate il Papa, l’attuale e quello che verrà, che troverà tutto distrutto, amatelo e servitelo in tutto ciò che dice in fatto di dottrina sociale della Chiesa.”.

La TERTULIA = lanciarsi nell’arena e toreare senza la cappa
“ mi fan male le anime”,

9,25 del

26 GIUGNO del 1975

IL RITORNO ALLA CASA DeL Padre

Cap. 19

Senso Nuziale della Morte. “ ecco viene la sposa! andategli incontro “. dal cANTICO dei Cantici.
Il Cristiano confida solo nella Spes. Certezza di PARADISI PROMESSI
Contro ciò si infrangono scoraggiamenti, angosce, paure,
“la morte per un cristiano, per una persona dell’OPUS DEI non è mai una morte improvvisa”
Per noi la morte non è tristezza
“oh cuan poco lo de a cà, oh cuan mucho lo de allá”
che poco le cose di quaggiù che tanto le cose di lassù

IN DOMUM DOMINI IBIMUS
“L’uomo è l’unico essere che sa di dover morire”
Al Padre morirono ben 3 sorelline minori.
“Il Santo fa una lunga preparazione alla Morte.”
“Tutti i battezzati dovere Anima Sacerdotale”
Portare Dio alla Gente e la Gente a Dio
More Nobelium
La Fondazione Opus Dei si è chiusa
Et Ipse, tamquam sponsus, procedendo de Talamo suo
Ed egli come sposo esce dalla stanza nuziale

“MORIRE PER NOI è COME ANDARE A NOZZE”.
“Alzati viene lo sposo! è Lui che ti viene a prendere”.

Exultavit ut Gigas ad CURRENDAM VIAM