pastorale

San Escrivà, il Santo dell’Ordinario. Zibaldone di appunti da una biografia

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Biografia di Pilar Urbano che racconta San Escrivà

Pilar Urbano: Josemaria Escrivà Romano

A fine dicembre assisto alla testimonianza di un amico prete con il quale ho condiviso gli ultimi anni di studio per conseguire il baccalaureato presso l’Istituto Teologico Marchigiano.

Don Pompeo racconta la sua lunga esperienza di vita cristiana passata attraverso la vita familiare gratifica da 5 figli e vari nipoti, dopo il ritorno  al Signore della amata Moglie a circa 65 anni ha risposto alla vocazione presbiterale.

Quello che mi ha veramente incuriosito sono state le sue esperienze lavorative e i termini  per raccontarle. Parla di Santificazione attraverso il lavoro, farsi Santi attraverso il proprio vivere quotidiano, senza fuggire dalla proprio realtà e vocazione.

Sono il centro dei miei studi che potete leggere nella Tesi Finale per il conseguimento della Licenza Teologica presso la Pontificia Univ. Lateranense leggi qui e nei vari miei post asd es. leggi post..

Queste frasi da Lui dette sono il frutto della sua partecipazione ad una organizzazione Cristiana e Cattolica di cui tutti hanno sentito parlare ma che di fatto nessuno conosce se non dalle scempiaggine di idioti che ne hanno fatto un emblema del male della Chiesa.

Don Pompeo dice che da oltre 35 anni fa parte della OPUS DEI.

A Fine incontro scambiamo due chiacchiere e semplicemente mi invita a partecipare alla riunione mensile che l’Opus Dei Marchigiana fa a Loreto. Data la mia curiosità vado  e passo due ore di intensa e piacevole preghiera. Inizio a leggere dal web dai siti ufficiali  chi è Josemaria Escrivà. sito ufficiale Leggi qui e Poi cerco la risposta a questa domanda:

Cos’è l’Opus Dei? 

L’Opus Dei è una prelatura personale della Chiesa cattolica che ha lo scopo di contribuire alla missione evangelizzatrice della Chiesa, promuovendo fra i fedeli cristiani di ogni condizione, uno stile di vita pienamente coerente con la fede nelle circostanze quotidiane dell’esistenza umana,

specialmente attraverso la santificazione del lavoro.

sito ufficiale opus Dei

sottotitolo del Sito:

“Insisto: nella semplicità del tuo lavoro ordinario, nei particolari monotoni di ogni giorno, devi scoprire il segreto nascosto per tanti della grandezza e della novità: l’Amore”. San Josemaría

In pratica come se dicesse ciò che io ho sempre pensato e studiato e scritto. Solo che non sapevo esistesse una organizzazione di Persone che perseguisse la Santità attraverso la esaltazione del Lavoro alla luce della Croce di Cristo. Tanto più che San Giuseppe è il Santo a cui si affidano. leggi mio post in omaggio a san giuseppe

Il nome completo è :

Prelatura della Santa Croce

e Opus Dei. 

Da quel dicembre non manco mai, salvo gravissimi problemi per lo più familiari. 

Ho iniziato così a conoscere dal di dentro l‘Opus Dei e mi sono fatto consigliare e prestare la lettura di alcuni libri.

Il primo che ho letto  mi ha letteralmente FULMINATO. Come se avessi trovato una persona resa Santa niente meno che da Giovanni Paolo II, vedete il  video qui sotto , che mi possa guidare verso la santità personale nel fare quotidiano dalla famiglia al lavoro.

Scritto dalla giornalista Pilar Urbano è una Biografia incredibile, tematica, molto sentita e coinvolgente. Mette a nudo il Padre come penso sarebbe stato difficile fare meglio. L’ho letto velocemente e riletto prima di riconsegnarlo, ho preso alcuni spunti qua e là giusto per imprimere meglio nella mia memoria le parole del Padre.

OGGI 26 GIUGNO 2016 

IN ONORE DALLA COMMEMORAZIONE

DI

SAN JOSEMARIA ESCRIVA’

pubblico questo post in suo onore per  diffondere la conoscenza del Santo dell’Ordinario.

Fondatore della  Prelatura della Santa Croce e Opus Dei.

 ZIBALDONE dal Libro su San Escrivà 

 

Cap.5
Opzione per i Poveri e Opzione per i Ricchi. IL FARE
“ Exutlavit UT GIGAS ad Corredum Viam

  1. I grandi Uomini sanno vedere l’invisibile.
    Massimo rispetto alla Libertà
    “Bisogna Far sì che spariscono i poveri elevandoli; Non abbassando le classi più alte”
    “Amo i comunisti NON amo il Comunismo”.
    “Chi sta sopra se non vale cade da solo”.
    Promuovere chi sta sotto. Opzione per i poveri.
    “Chiesa dei Poveri? Non c’è una Chiesa per i poveri, né dei ricchi, TUTT LE ANIME SONO POVERE. Ma La Chiesa è Ricca. Si!!! La sua ricchezza sono i sacramenti.. E la sua ricchezza è la dottrina e tutti i meriti di Cristo.”
    Cap. 6
    Le 3 LOTTE DELL’ OPUS DEI
    Giuridica

Ascetica verso l’amore di Cristo
Formazione : “ voi siete il ponte” l’Opus Dei come grande catechesi.

Cap. 7
“io NON volevo fondare NULLA,

IO non ho fatto altro che essere d’impaccio

detto a Josè Orlandis

Cap.8
“Avvicinare gli uomini a Dio, sapendo che metà del lavoro è fatto da Dio”.

“Teologia della coincidenza?? NO!!!! DELLA PROVVIDENZA”.

Un Marketing senza INGANNI, senza effetti speciali, senza ricorsi retorici, senza tattiche opportunistiche di penetrazione, ma la Verità con il dono delle lingue:

“Materializzare la dottrina senza alleggerire i costi della parola di DIO”.

Cap.9
“la Sapienza divina mi ha guidato come se giocasse con me”.
“SI DEUS NOBISCUM, QUIS CONTRA NOS”

Il nocciolo della vocazione della OPUS DEI

è la VITA QUOTIDIANA

Naturale Soprannaturalezza verso lo Spirito Santo:

“ non gli parlare Ascoltalo”.
DIVINO COMMERCIO
Se Dio leggesse i Classici concorderebbe con Terenzio: “Sono un Uomo e nulla dell’Uomo mi è estraneo”.

Cap. 10
URE IGNI SANCTI SPIRITUS, con con un po’ di nostra volontà
Si intrattiene con i Santi: San Giuseppe, San Pietro e Paolo, San Giovanni, San Nicola di Bari, San Barbara, San Tommaso Moro,, San Pio X, San Caterina da S
iena, Santo Curato D’ars, Arcangelo Gabriele, San Raffaele, San Michele, San Gabriele, L’Angelo Custode.

Orazione Abituale :

“ Materializzare la Vita Spirituale”.
“C’è qualcosa di Santo di divino nelle cose nascoste, nelle situazioni, più comuni, qualcosa che tocca a ognuno di voi scoprire”.
Auditorium Nostrum in Nomine Domini
“adoro te devote, latens deitas….” Tommaso d’Aquino

“In ogni cerimonia bisogna fare tutto con DECORO, con solennità, e se vi sbagliatenon precipitatevi, calma!! Non rettificate nella fretta e di corsa, ma sempre con solennità. Anche l’errore fa parte della cerimonia. “

“Non dobbiamo mai essere Spilorci con

il SIGNORE: DIO AMA IL LUSSO”.

Cap. 11

“il Padre”

Così veniva chiamato San Escrivà.
Peccato, Orate Pro Reo
Peccato Genuit Filies et Filias
Gesù “Sanabat Omnes”
“Che ti Succede?” ripeteva spesso a tutti
PER ASPERA AD ASTRA

“L’indifferenza non comprende: esige e giudica, manca coraggio. L’affetto invece Comprende ed esige, Correggendo”.
V

“Vestire in modo adeguato al proprio sé” .

Cap. 12
Nell’Opus Dei un Malato è un TESORO.
“per una Anima innamorata, i bambini e i malati sono Lui”.
Dolcissimo Precetto:

Amore verso i Familiari …… ma Senza la Familiosi da dipendenza.

A Encarnita Ortega  (una beata alla quale dedicherò un futuro post in quanto impegnata nella moda, mio lavoro, ed è diventata beata):

“ Qui non formiamo super uomini, non andiamo in giro a comandare e a maneggiare. Si va a Servire, Sarete gli ultimi, mettete il vostro cuore per terra, perché gli altri camminino sul soffice.”

REGOLA; “ PER SERVIRE, SERVIRE”.
Ma trasceso dalla orizzontalità di servizio agli altri con la verticalità del servizio a Dio Stesso.
“Servite Domino in Laetitia”.
“Per coloro che amano Dio: Omnia in Bonum”.

Cap. 13
“I nostri mezzi e fini sono esclusivamente Soprannaturali”.

Conc. Vat. II : LA CHIAMATA UNIVERSALE ALLA SANTITA’

“Rispetto tutte le opinioni politiche;

purché non contrarie a Cristo.

L’Opus DEI è la libertà Santa dei Figli di Dio.

Tutti siamo d’accordo nella Fede e nella morale di Gesù Cristo,

e lo spirito dell’Opus Dei.

In tutto il resto siamo LIBERISSIMI.”

Consigli del PADRE su

Carità, Libertà e Responsabilità:

“Compi le Norme e Ama la Libertà”.
“Agisci con Serenità”.
“Se il tuo lavoro ti rende impossibile compiere le norme di Pietà, pensa che quel lavoro

non è più Opus Dei

ma opus diaboli.”
“In caso di dubbio mettetevi dalla parte della Libertà”.
“Libertà e Responsabilità come rango inanielabile dei Figli di Dio”

Cap. 14
Vigilavi et factus sum sicut passer passer solissimus in tecto. Salmo 102,8
da
S. Giovanni della Croce
Svuotamento e Libertà
Quanto possiede è un Abisso di conoscenza di Dio:
Il volo del Nibbio le sue proprietà:
1- Luoghi alti
2- becco
3- Solo
4- canto soave
5- Colore Non colore delle piume, non affatto particolari

Il cuore va s empre più in là della conoscenza. L’intelligenza viene dopo.
Il celibato come forca caudine che schiaccia la virilità.”
Presbiterato come amore, come passero solitario.

Cap. 15
Per chi vuole essere apostolo: Castità e Povertà
“vivere e morire povero anche se avessi molti milioni”.
Povertà NON Pauperismo
SAPER NON AVER PUR AVENDO
L’accento sulla rinuncia piuttosto che sulla povertà
“le anime grandi hanno in gran conto le piccole cose.”
“hai sbagliato il cammino se disprezzi le piccole cose”.
“la perseveranza nelle piccole cose, per amore, è eroismo”
Povertà Personale
“ IO NON MI PREOCCUPO, MI OCCUPO”.

cap. 16
“L’uomo è fango graziato “
Si definiva
Burrito Sarnoso: Asino Rognoso davanti a Dio.
“complesso di superiorità per SERVIRE”
Omia Possum in Ego qui me confortat

NUNC COEPI
adesso comincio diceva spesso.
“Numquis lex nostra giudicato Nominem, nidi prius audierit ab ipso?”

Cap. 17
“Nessuno può tenere per sé il tesoro della fede e neanche il tesoro della vocazione”.
2-10-1928 ——- VIDE L’OPUS DEI

J.E.R. Come un atto fisiologico, empirico, sensibile che richiede occhi, vivi, sani, aperti, svegli e che sappiano e vogliano guardare.
“vedere è un modo di costatare la realtà che non consente voltare pagina”.
Risultato: “evidenza”, che si imprime nella retina.
Chi ha visto così, non ha bisogno di metter mano alla Fede.
“CLAMA, NE CESSES!!!”
da Isaia GRIDA SENZA FERMARTI
SI DEUS NOBISCUM QUI CONTRAS NOS
Cap. 18
a
“Ubi Petrus Ibi Ecclesia, ibis DEUS”.
“l’AMORE per il Papa deve essere passione”.

Conobbe i seguenti papi: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI,.
Amat e amali ex toto corde tuo ex tota anima tua
“Montini fu la prima mano amico che trovai qui a Roma, la prima parola affettuosa per l’opera, che si udì a Roma. Lo disse a Lui.”v (nota personale, da quanto so mia Nonna volle che il suo primo nipote si chiamasse come il Papa dell’Epoca appunto Paolo VI mentre mia madre preferiva Giuseppe che divenne il mio secondo nome! )
Paolo VI Inaugurò il centro di Formazione Elis vedi il sito  nato per rispondere a questa esigenza: ” le persone chiedevano al Padre: ci dia un lavoro, ci dia un lavoro, chiedeva “ tu cosa sai fare” “ tutto, cioè niente”.

“La vostra vocazione professionale e i vostri doveri sociali avrebbero continuato a essere parte integrante della vocazione divina che avete ricevuto.”

Nel Decreto emanato da PAOLO VI 

DECRETO SUL MINISTERO E LA VITA DEI PRESBITERI
PRESBYTERORUM ORDINIS

del 8 dicembre 1965  al num. 10 PRELATURA PERSONALE

Riporto il num. 10 “ E lì dove ciò sia reso necessario da motivi apostolici, si faciliti non solo una distribuzione funzionale dei presbiteri, ma anche l’attuazione di peculiari iniziative pastorali in favore di diversi gruppi sociali in certe regioni o nazioni o addirittura continenti. A questo scopo potrà essere utile la creazione di seminari internazionali, peculiari diocesi o prelature personali, e altre istituzioni del genere, cui potranno essere ascritti o incardinati dei presbiteri per il bene di tutta la Chiesa, secondo norme da stabilirsi per ognuna di queste istituzioni, e rispettando sempre i diritti degli ordinari del luogo”. leggi il decreto

Poi Giovani Paolo II ERIGE

Prelatura Santa Croce e Opus Dei

in Prelatura Personale

per Peculiari Iniziative Pastorali

MA
L’abito su misura fu fatto grazie al concilio Vaticano II.
Il quale fu un aggiornamento della Chiesa mal ASSIMILATO
“difendete da ogni possibile attacco l’autorità del Romano pontefice, come non può essere condizionato se non da Dio”.
Il Conc. Vat. II per l’Opus Dei è una conferma in piena Regola. I testi conciliare sono una autentica e formidabile autenticazione della Dottrina Professata da San Escrivà che dal 1928 professava.

LA CHIAMATA UNIVERSALE ALLA SANTITA’
IL VALORE SANTIFICANTE DEL LAVORO
APOSTOLATO DEI LAICI

Anche nella Lumen Gentium;

PAOLO VESCOVO
SERVO DEI SERVI DI DIO
COSTITUZIONE DOGMATICA SULLA CHIESA
LUMEN GENTIUM

21 novembre 1964

L’apostolato dei laici 

33. I laici, radunati nel popolo di Dio e costituiti nell’unico corpo di Cristo sotto un solo capo, sono chiamati chiunque essi siano, a contribuire come membra vive, con tutte le forze ricevute dalla bontà del Creatore e dalla grazia del Redentore, all’incremento della Chiesa e alla sua santificazione permanente.

Paolo VI:” Dio Le ha dato il carisma di portare per le strade la pienezza della Chiesa”.

I LAICI non sono cristiani di seconda scelta bensì POPOLO DI DIO.
Ciascuno chiamato PERSONALMENTE A ESSERE SANTO.
VOCAZIONE DIVINA DEL LAICATO

“Amate il Papa, l’attuale e quello che verrà, che troverà tutto distrutto, amatelo e servitelo in tutto ciò che dice in fatto di dottrina sociale della Chiesa.”.

La TERTULIA = lanciarsi nell’arena e toreare senza la cappa
“ mi fan male le anime”,

9,25 del

26 GIUGNO del 1975

IL RITORNO ALLA CASA DeL Padre

Cap. 19

Senso Nuziale della Morte. “ ecco viene la sposa! andategli incontro “. dal cANTICO dei Cantici.
Il Cristiano confida solo nella Spes. Certezza di PARADISI PROMESSI
Contro ciò si infrangono scoraggiamenti, angosce, paure,
“la morte per un cristiano, per una persona dell’OPUS DEI non è mai una morte improvvisa”
Per noi la morte non è tristezza
“oh cuan poco lo de a cà, oh cuan mucho lo de allá”
che poco le cose di quaggiù che tanto le cose di lassù

IN DOMUM DOMINI IBIMUS
“L’uomo è l’unico essere che sa di dover morire”
Al Padre morirono ben 3 sorelline minori.
“Il Santo fa una lunga preparazione alla Morte.”
“Tutti i battezzati dovere Anima Sacerdotale”
Portare Dio alla Gente e la Gente a Dio
More Nobelium
La Fondazione Opus Dei si è chiusa
Et Ipse, tamquam sponsus, procedendo de Talamo suo
Ed egli come sposo esce dalla stanza nuziale

“MORIRE PER NOI è COME ANDARE A NOZZE”.
“Alzati viene lo sposo! è Lui che ti viene a prendere”.

Exultavit ut Gigas ad CURRENDAM VIAM

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il denaro è un mezzo che deve essere usato per il bene di tutti

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cappella degli Scrovegni Chiesa di S.Antonio di Padova

LA cappella degli Scrovegni con  Gli Affreschi di Giotto sul tema della Annunciazione è uno dei tantissimi capolavori dell’ARTE Cristiana e  mondiale.

Intitolata a Maria Vergine Annunziata, la cappella fu fatta costruire da Enrico Scrovegni, ricchissimo “banchiere” padovano.

Come non restare estasiato ogni volta che la si visita.

Ho assistito a molti incontri nel corso degli anni che mi hanno fatto ammirare sempre aspetti nuovi e spettacolari di questa meravigliosa opera dell’Uomo imperitura nei secoli.

Tuttavia, ogni volta che ci penso mi sovviene sempre in mente cosa mi disse un prof. di Storia dell’Arte. Egli Diceva:

” Si ricordi sempre però che dietro questa magnificenza ci sono sofferenze inaudite che la  famiglia Scrovegni impetrava nei confronti delle persone alle quali prestava denaro.

Infatti essi  NON erano Banchieri,

bensì veri e propri Usurai!!!!

Lo diceva sempre a inizio lezione e quasi tutti ci facevano caso, a me invece queste parole sono sempre rimaste impresse. Se gli Usurai non avessero utilizzato i loro guadagni “sporchi” per incaricare Giotto nel realizzare questo capolavoro, OGGI SAREMMO TUTTI Più POVERI.

o no? 

Allora il pensiero va sicuramente alle migliaia di famiglie rovinate da questi lestofanti degli Scrovegni, ricchissimi ma che hanno usato una parte della loro ricchezza per donare al Mondo un capolavoro simile.

Sono sicuro che moltissime opere d’arte italiane sono tutte frutto di guadagni illeciti, o perlomeno, quasi tutte. Ci sarebbe da fare un censimento a tal proposito, sarebbe assai interessante.

Questo aspetto dell’arte grazie alla ricchezza “sporca” mi è venuto in mente di recente a sentire l’ennesima omelia sul denaro e l’armonia.

Di recente il Santo Padre ha parlato dell’Armonia che bisogna coltivare nella Comunità Cristiana (Leggi qui il testo e vedi il video del 5 aprile 2016 a Santa Marta)

e in particolare ha utilizzato il cap. 4,32-35 degli atti degli apostoli ove si dice che ;

32La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. 33Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. 34Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto 35e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.

Papa Francesco così commenta:

“Nessuno infatti tra loro era bisognoso.

La vera ‘armonia’ dello Spirito Santo ha un rapporto molto forte con il denaro:

il denaro è nemico dell’armonia, il denaro è egoista.

E per questo, il segno che dà è che tutti davano il loro perché non ci fossero i bisognosi”.

Che il denaro rovini l’armonia tra le persone all’interno delle comunità, è un fatto assodato. Esempi anche di famiglie rovinate proprio grazie a improvviso benessere dovuto al denaro guadagnato o arrivato in dono da vincite o da eredità.

Ha perfettamente ragione quindi il nostro santo Padre a mettere in guarda le persone che seguono Cristo a come tratta con il denaro e come ci si rapporta con il denaro. Poiché è molto difficile seguire due Padroni, o il denaro o il Cristo.

Deve prevalere sempre e solo il Cristo.

Tuttavia risulta assai arduo all’aumentare dei soldi guadagnati. 

Mi permetto però di sottolineare che lo stesso si può dire di qualunque altra cosa l’uomo usi ed elevi a suo padrone. Qualsiasi desiderio può trasformarsi in un padrone da seguire che non ti permette di Seguire colui che è  la Via, la Verità e la Vita.

Tutto può metterci nelle condizioni di rompere l’armonia se rimaniamo attaccati in modo egoistico ad esso, così come il denaro.  Lo dice in un bell’articolo anche un bravissimo banchiere, padre di cinque figli, che a suo tempo fu a capo dello IOR, fu cacciato e arrestato e poi scagionato da ogni accusa.

Egli tornato a fare il banchiere ed il professore in alcune università italiane è rimasto sempre fedele alla Chiesa, e siccome per lavoro fa il banchiere e tratta il denaro conferma al riguardo quanto voglio dire, e  cioè che

il denaro è UN MEZZO

e COME TUTTI I MEZZI

DIPENDE DA COME SI USA. 

(leggi:  Ettore Gotti Tedeschi intervista del 7 aprile

ecco brani significativi della intervista:

Dottor Gotti Tedeschi dobbiamo considerare il denaro lo sterco del Diavolo?

«Prima di tutto non è detto che sia sempre sensato immaginare un punto di incontro tra Dio e i soldi. Dio è Dio e si adora. I soldi invece si producono, si spendono, in sé sono un oggetto neutro, un mezzo. Tutto dipende da come si producono e da come decidiamo di utilizzarli. I soldi sono fondamentali per fare il bene, per fare la carità, per evangelizzare. Quando si parla di Chiesa povera io non sono affatto d’accordo. Io vorrei una Chiesa ricca che usi la sua ricchezza per evangelizzare e combattere la povertà morale e il nichilismo gnostico che caratterizza il presente»

«Vede, in questo caso il bersaglio polemico del testo sacro non è il denaro. Non è la ricchezza ma l’idolatria della ricchezza. L’idolatria va sempre combattuta. Ma nel nostro tempo l’idolatria del denaro, che è sbagliata, è superata da ben altre idolatrie…»

«Gli apostoli praticavano un’esistenza umile e comunitaria ma fecero il loro lavoro di evangelizzazione così bene che molto presto

la comunità cristiana si trovò a dover gestire enormi quantitativi di proprietà e di donazioni.

Sul finire del secondo secolo d.C. ci si pose il problema di se fosse lecito usare quelle ricchezze.

La risposta migliore la diede uno dei Padri della Chiesa: Clemente Alessandrino. Il denaro era uno strumento indispensabile per fare il bene. E lo è anche oggi, quello che conta è l’etica».

Quindi, mi scusi se banalizzo, essere ricchi non è un demerito?

«Non lo è, come essere poveri non è automaticamente un merito.

Chi è ricco e

genera ricchezza crea anche posti di lavoro, può fare opere caritatevoli.

È un merito essere ricco e vivere da povero, nel senso che non bisogna idolatrare la propria ricchezza. Mi viene in mente una bella frase del filoso francese

Jean Guitton: L’uomo possiede solamente ciò di cui può fare a meno»

….

Personalmente sottoscrivo in pieno queste parole. Ritengo che anche oggi se un ricco che avesse guadagnato tanti soldi, in modo lecito ed in modo illecito, volesse restituirli alla comunità, se PENTITO dovrebbe essere accolto, e magari i suoi talenti messi a disposizione della comunità.

Senza RICCHEZZA difficile fare del bene a chi ha bisogno. E personalmente mi sforzo ogni giorno di aiutare le persone di talento non tanto a fare beneficienza ma  a creare lavoro, perché penso oggi più che mai si ha bisogno di persone che creino ricchezza attraverso il LAVORO, chi la spende nel modo ritenuto appropriato ne abbiamo fin troppi.

Concludendo così come abbiamo iniziato io personalmente vorrei tanto che alcuni Scrovegni dessero i loro denari per altre cappelle affrescate, scovando il Giotto del 2016 giovane al quale affidare l’incarico di una opera d’arte che ci elevi tutti a Cristo.

 

 

Il FLASH MOB dei Frati e delle Suore. Riflessione e Suggerimenti.

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Lo hai visto? Hai assistito a un Flash Mob dei Frati? Io no, ma ho avuto modo di apprezzarne le gesta tramite youTube?

Chiariamo cosa è un Flash Mob. Si tratta di un modo di  comunicare attraverso una  improvvisata per coinvolgere le persone in modo assolutamente inaspettato. Caratteristica principale è l’INASPETTATO e se vogliamo anche il divertente.

Si organizza in genere o in maniera precisa o in modo estemporaneo tramite i social network dandosi appuntamento in una ora precisa e ad un segnale preciso si inizia a inscenare quanto concordato.Nata circa una decina anni fa, è un modo di comunicare e di organizzare una evento improvviso in modo da scatenare attenzione e partecipazione e naturalmente Buzz, ovvero Brusio, Passaparola. Di recente assai utilizzato nel Marketing in special modo nella comunicazione di marketing chiamata GUERRILLA MARKETING.Leggi qui.

Si spera che in questo modo le persone che assistono a questo evento inaspettato possano essere coinvolti e parlarne ai propri conoscenti e amici, che è poi la base del Passaparola. Sappiamo infatti che non esiste potenza più elevata del passaparola nel trasmettere messaggi e informazioni. Il problema è semmai scoprire il modo di scatenare un Passaparola, che sia coiNvolgente e di conseguenza coinvolga le persone a compiere le azioni che ci prefIggiamo.

Un innovativo modo di fare Marketing in modo semplice, economico, divertente, smart, diretto e ambientale. Non è questo il post per approfondire tematiche tecniche del Marketing, per chi volesse rimando al mio Blog.

Nel video potete vedere che si tratta di un flash mob organizzato a mo’ di danza. Ora dato che in questo Blog parliamo di Pastorale ed Evangelizzazione ,   mi preme sottolineare in questo Blog cosa ci trasmette i video dei vari Flash Mob che si trovano su Youtube.

  • Quale era lo scopo che si sono prefissi i simpatici frati e le arzille suore?
  • Perché delle persone nei loro abiti del “1200-1300” ballano?
  • Con ai piedi delle Modernissime Birkenstok in Lattice?
  • Quale scopo si prefiggono?
  • Raggiungono lo Scopo prefisso?
  • Sono forse un po’ ridicoli?
  • Sono divertenti?
  • Chi li osserva sono coinvolti e ne parleranno in giro?
  • Si scatena il Passaparola?
  • E che tipo di Passaparola?  Passaparola Positivo o Negativo?

Dato che non conosco nessuno dei frati o suore del video, non so se questi Flash Mob hanno ottenuto un qualche effetto. Mi auguro di si, per il bene delle persone che si avvicinano alla CHIESA.

Io personalmente, giudizio assolutamente personale, lo trovo RIDICOLO. E non poco?

Apprezzo il tentativo, il coraggio di tentare strade nuove, tuttavia temo che  i risultati non siano tanto esaltanti, e temo che siano tentativi AUTO-REFERENZIALI, che coinvolgono solo  coloro che già seguono un percorso di crescita nella Fede vicino ai conventi. Ma coloro che sono lontani, e che dovrebbe avvicinare, non credo siano molto coinvolti.

Spero vivamente di essere smentito. Tenteremo di saperne di più, se riusciamo a metterci in contatto con codesti organizzatori, ma temo sia difficile che ci rispondono. I social Net-work per i consacrati sono un mondo dedicato solo per coloro che ne fanno parte, difficile che si aprino agli estranei. Spero di essere smentito, ma molti Preti, associazioni e Diocesi impediscono proprio il dialogo nei proprio siti, blog o pagine Fb.

Cosa che è assolutamente il contrario di come si dovrebbe fare Social Network.  Allora mi chiedo a cosa servono sti  balletti in strada? Boh e chi  lo sa?

Se lo scopo è s emplicemente affermare :

Hei CI SIAMO,

ESISTIAMO, VIVIAMO,

GUARDA BALLIAMO PURE,

E SIAMO FELICI,

Allora forse, si dai, forse, funziona. Ma nulla più!! 
Si Sa a noi del Marketing Piace Misurare le nostre azioni, verificare così che funzionano. Mi piacerebbe tanto che mi dicessero, ti sbagli, funziona, abbiamo in questo modo avvicinato molte persone. Quanto sarei contento di essere smentito!!!!

MI PERMETTO UN SUGGERIMENTO che magari svilupperò meglio in un post successivo.

Perché invece non mettere a disposizione delle giovani generazioni le competenze creative francescane in modo da aiutare a realizzare nuove START-UP?

Prendiamo spunto dal grande SAN BERNARDINO E  aiutiamo i giovani a trovare lavoro, a INVENTARSI UN LAVORO!!

NON SAREBBE Più INNOVATIVO E COINVOLGENTE ???

Ne parleremo nel prossimo postl

Buon Natale nel Signore: che possa dare speranza a tutti le persone di talento e di buona volontà

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BUON NATALE NEL SIGNORE

Vero Dio E Vero Uomo NATO dalla Vergine Maria.

Auguro a tutti un Sereno e Felice Natale del Signore.

Dedico questo mio Post a tutti coloro che con BuONA Volontà il prossimo anno intendono mettere in Opera i propri Talenti e farsi promotori di Ricchezza per il nostro territorio.  Sempre più abbiamo bisogno in questa distretto calzaturiero, ma vale anche per tutto il territorio italiano, di far si che le persone con il loro TALENTO abbiano il coraggio di fare impresa.

Come nei bei tempi passati occorre dare alle persone la forza e il coraggio di mettersi in gioco, e non rifugiarsi dietro ai benefici di una opulenza di Stato, che porta solo ed esclusivamente al declino. Inutile nasconderlo i dati economici sono impietosi, per chi li vuole leggere. Il nostro amato distretto Industriale-calzaturiero sta lentamente ed inesorabilmente percorrendo la strada del declino.

Urge ammetterlo con forza e con altrettanta forza sollecitare le Persone di talento a emergere dal piattume e a non scoraggiarsi di fronte alle mille e mille difficoltà.

Urge  che la comunità cristiana diocesana preghi per loro.

Urge che  la comunità cristiana aiuti queste persone in modo spirituale e concreto a far si che possano mettere in pratica i propri talenti.

Siamo la terra che ha dato i natali a San Giacomo della Marca allievo di San Bernardino da Siena leggi qui, due Santi assai attenti a valorizzare le competenze, e i sani commerci, mettendo i paletti oltre i quali l’imprenditore Cristiano leggi qui, non deve e non può  andare. In primis l’avarizia.

Lo stesso Papa ha sollecitato a creare posti di lavoro, elevando il LAVORO a massima dignità della persona. La “Scienza” economica ormai da oltre 100 anni ha chiarito che solo una società Libera, in un Libero Mercato, non inquinato da Monopoli o Soprusi o Rendite di Posizione può fare in modo che sempre più persone possano essere dignitosamente lavoratori e imprenditori. leggi qui i dati ONU 2014

Solo gli imprenditori CRISTIANI possono  salvare il nostro territorio e l’Italia intera dal declino. A queste persone di buona volontà però occorre che la comunità cristiana tutti si prodighi e si affianchi a loro in modo deciso, spronandoli, incoraggiandoli e sostenendoli nelle difficoltà financo a tentare di farli desistere se proprio si vede che non hanno le caratteristiche e le idee adatte ad aprire un mercato.

Dobbiamo essere coscienti che il sistema di mercato deve prevedere i FALLIMENTI, GLI ERRORI. (leggi i casi di Google e Gore spa) Sono alla base della possibilità di creare mercati e incentivare le innovazioni e la crescita di impresa.  Diceva Thomas Edison, il grande inventore americano, che ogni volta che un progetto falliva era una strada chiusa, occorreva semplicemente cambiare strada. Il sistema di mercato si basa sugli errori, tutte le più grandi aziende sono nate fallimenti, precedenti o durante la loro vita, molte invece sono chiuse per errori madornali.

Qui da noi invece il fallire,  chiudere L’Impresa viene vista come la fine di tutto. Le persone che chiudono “bottega” vengono macchiate con infamia e per loro non c’è speranza futura. E si da che purtroppo molti cedono all’onta facendo una fine tragica, come la cronaca di questi anni. Invece proprio loro che hanno “fallito” in termini economici, devono essere aiutati. Si deve offrire loro come minimo non una ma altre mille possibilità. La Comunità Cristiana per prima deve stare loro vicino e incoraggiare a ricominciare a intraprendere di nuovo.

Grazie a questo modo di ragionare sulle persone che hanno “fallito” fa si che le persone di talento si spaventino, e magari  non mettono in pratica i  loro talenti,  cercando il così detto posto sicuro, che diciamocelo chiaramente fino a non pochi anni fa veniva lautamente elargito ANCHE DALLE ISTITUZIONI ECCLESIASTICHE. Si andava dal Prete o dal Vescovo e questi prima o poi un posto te lo trovava.

BASTA!!

E’ ora di DIRE BASTA !!  

Questo è il modo PARASSITARIO di pensare al nostro futuro.

Dobbiamo avere il coraggio di ergere la Parabola dei Talenti a nostra guida. Dobbiamo restituire 100 da 1 che abbiamo ricevuto, e non lasciare sottoterra l’unica moneta e restituirla intonsa. Certo da SOLI è IMPOSSIBILE, occorre che tutta la COMUNITA ognuno con le proprie competenze indirizzi le persone di talento a mettere in opera al massimo. Anche se poi fallirà.

Se apri una Start-Up sappi

che hai meno del 10% di possibilità di rimanere aperto dopo 2 anni.

MA SE SOLO UNA START-UP SUPERA I DUE ANNI

ALLORA MOLTE PERSONE  

POSSONO GIOIRNE OTTENENDO LA DIGNITA’ DI UN LAVORO.

A coloro che invece non ce la fanno diremo:

“non scoraggiarti, riprova, ritenta, Il Signore ti sta ancor di più vicino poiché hai tentato, anche se non ci sei riuscito, sei importante tanto quanto lo sono coloro che ce l’hanno fatta. Noi tutti  Pregheremo per te e per i tuoi cari. Grazie di tutto quanto hai tentato di fare per il benessere di tutti noi.”

Spero di convertire a questo pensiero, spero che la Nascita del Signore possa illuminare di Grazia tante persone di talento in modo da ricreare come negli anni ’60 una miriade di piccoli-grandi imprenditori che sappiano creare lavoro, ricchezza e prosperità per tutti noi. Che sappiano aprire un Mercato, espandersi, dare lavoro a tante ma tante persone, le quali a loro volta possano poi liberarsi e creare la loro impresa in una proliferazione sana di lavoro. Ecco il vero Mercato, formato da migliaia e migliaia di persone operose che trovano con costanza e innovazione il loro mercato. Una delle cose più difficile in ASSOLUTO. Molto più facile lavorare in Banca o nella Scuola o nel comune .

La Comunità Cristiana sappia pregare e incoraggiare questo, solo così si può sperare concretamente di dare da mangira agli affamati e soprattuto

UN LAVORO DIGNITOSO PER TUTTI e

non PARASSITARIO.

Per chi volesse sono a disposizione per aiutare i talenti imprenditoriali cristiani.

Abbiamo scritto un Libro proprio per questo:

 LIBRO: COME APRIRE IL TUO MERCATO 

Se qualche giovane imprenditore CRISTIANO ha bisogno di una mano, sono disposto anche gratuitamente a darla. Come MIO personale regalo di Natale.

Che il Signore Ci Benedica tutti con la Sua Nascita

 

Fanfaluca di Papa Francesco eppure da gesuita dovrebbe tenere da conto gli studi e non ignorarli.

Postato il


 

Salve a tutti, dopo mesi di assenza finalmente ho il piacere di scrivere di nuovo su questo Blog con rinnovato Spirito di Umiltà e condivisione. Il mio mancato impegno qua è dipeso in primis dagli impegni lavorativi che a partire da ottobre sono sempre più stringenti ed in secundis dal fatto che sto per completare un libro di Marketing Pandemico che uscirtà a dicembre. Dato che quest’ultimo impegno volge al termine, oggi mi dedico di nuovo a parlare di Pastorale Sociale.

Lo faccio con piena coscienza e con l’intenzione di urtare il sensibile popolino in quanto mi appresto a confutare una serie di riflessioni di Papa Francesco rilasciate durante la sua visita pastorale in Africa. Non me ne  vogliate, la polemica è in me, specie se mi coglie preparato su materie che studio da anni. Non lo voglio fare per essere superiore, ci mancherebbe, ma solo per ribadire il concetto che parlare di alcuni argomenti sociali occorre quanto meno essere preparati, studiare  o almeno leggere i riscontri di studiosi, in modo da non sparare ipotesi da bar.

Ecco allora  che lo stesso mio ragionamento lo ha perfettamente svolto il bravissimo giornalista Luciano Capone del Foglio in questo meraviglioso articolo:

IL TERRORISMO NON è figlio DELLA  POVERTA’

Vi invito a leggerlo e soprattutto, per chi conosce l’inglese a leggere gli studi del prof. Alberto Abadie, economista ad Harvard

 “Poverty, Political Freedom, and the Roots of Terrorism”.

Qui troverete che gli studi indicano chiaramente che

“il rischio terrorismo non è più alto nei paesi poveri”

e ancora che

“non c’è una significativa associazione tra terrorismo e variabili economiche come il reddito”. 

Magari alle masse questo non è facilmente intuibile, in quanto è più facile leggere e comprendere l’equazione

disperati poveri = ingaggiati facili per il terrorismo

ma NESSUNO STUDIO SOCIOLOGICO SERIO HA MAI DIMOSTRATO QUESTO UGUAGLIANZA.

Invece risulta proprio essere il contrario. Una situazione economica migliore e sempre più progressiva aumenta e spinge le persone a essere terroristi. Come ribadisce Luciano Capone, in base anche ad altri studi:

” i terroristi non sono figli dell’ignoranza e della povertà,

ma provengono da contesti più o meno agiati e

spesso vengono a contatto con l’estremismo proprio nelle università.” 

Allora Santità, almeno per rispetto di chi studia i fenomeni sociologi, ci faccia la cortesia prima di sparare populismi inutili di informarsi approfonditamente e di non parlare solo alla pancia delle persone. Da un Gesuita erede di una secolare tradizione di grandi studiosi vorremmo ascoltare parole meno campate per aria e maggiormente comprovate dalla scienza.

D’altronde sulla stessa lunghezza d’onda le sparate del compagno prete Zanotelli, che oggi su AVVENIRE, ne spara una dietro l’altra dall’alto di ….. NULLA.   Parla di risorse, economie, scarsità, sfruttamento dell’AFRICA  SENZA ALCUNA BASE SCIENTIFICA E-O ECONOMICA.

Ignorando i moltissimi studi che parlano della situazione economica dell’Africa, delle sue diverse facce e delle varie responsabilità e possibilità.

Pur dicendo cretinate assolute il giornale della Cei gli dedica spazio, sol perché Lui in Africa c’è stato,e quindi essendo già Santo, sa tutto.  Di conseguenza “acchiappa” l’ascolto degli ignoranti beati, ma di sicuro chi studia la scienza economica non può che riderne di gusto da tanta ignoranza spacciata per santa verità e per di più sul giornale della Cei.

Insomma cari amici, se vogliamo essere CREDIBILI PASTORI prima facciamo ricerca, Studiamo, basiamoci sui DATI poi parliamo.

NON PONTIFICHIAMO SU COSE  DI CUI NON SAPPIAMO

O SEMPLICEMENTE INTUIAMO.

Ne va della serietà della nostrA Pastorale e di tutta la Chiesa. Chi può prendere sul serio una persona che spara Fanfaluche solo in base a ciò che lui ritiene vero senza nessun appiglio scientifico?

La PASTORALE NECESSITA’ DI SCIENTIFICITA

PER ARRIVARE ALLA VERITA’.

Inizio Ministero di Parroco Don Andrea: 5 Settembre 2015

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Pomarancio Sacra Famiglia con Angeli                  Roma-Galleria Borghese

 

Annunciamo

l’inizio del ministero di Parroco di

DON ANDREA VERDECCHIA

5 Settembre 2015

 Civitanova Marche ore 18,30

PARROCCHIA SAN GIUSEPPE OPERAIO

 

Preghiamo tutti per questo lieto evento e che le nostre preghiere possano accompagnare Don Andrea in questa sua missione apostolica ed evangelica.

La Celebrazione Eucaristica sarà Presieduta da sua Eccellenza Arcivescovo di Fermo Mons. Luigi Conti.

Invitiamo anche Don Andrea a condividere con Noi le sue riflessioni e i suoi sentimenti in questo bellissimo momento.

Grazie a tutti coloro che vorranno unirsi e partecipare.

Paolo e Famiglia

P.S. per chi volesse partecipare la Chiesa si trova a Civitanova Marche in via S. Giuseppe Operaio 20 diciamo tra la S.S.16 e l’Autostrada. Sotto la Mappa per le indicazioni di massima.

 

Ripensare la Pastorale. Intervento di Don Sergio Siracusano

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don Sergio Siracusano

 

Con Molto piacere oggi ospitamio un caro amico siciliano con il quale abbiamo condiviso gli studi alla Pontificia Università Lateranense. In occasione della recente  pubblicazione del  suo  Libro su Don Luigi Sturzo  per i quaderni del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo dal Titolo (CISS):

 

Don Luigi Sturzo

SACERDOTE DI CRISTO AL SERVIZIO DELL’UOMO

Ce lo ha appena inviato e per questo lo ringraziamo e presto pubblicheremo una nostra recensione dopo averlo letto con piacere durante questa estate caldissima.

Di seguito il suo curriculum e un suo articolo su come ripensare la Pastorale che ci trova molto d’accordo. Buona Lettura. (cfr su stesso tema:   pastorale per la parrocchia e pastorale e ascolto )

Don Sergio ha conseguito la Licenza in Sacra Teologia con Specializzazione in Dottrina Sociale della Chiesa presso  la Pontificia Università Lateranense nel 2013, con una Tesi su Don Luigi Sturzo.  Ha conseguito poi nel 2014 il Master in Dottrina Sociale della Chiesa presso la Fondazione Centesimus Annus-Vaticano.

Dal 24 settembre del 2006 è stato nominato da sua eccellenza Mons. Giovanni Marra Arcivescovo di Messina, Parroco della Parrocchia S. Maria del Rosario in Giammoro.

Dal 2008 è direttore dell’Ufficio Diocesano per i problemi sociali e del Lavoro e dal 2013 Segretario dell’Ufficio Regionale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia , la pace e la salvaguardia del creato della Conferenza Episcopale Siciliana.

E’ Tutor diocesi di Messina del “progetto Policoro”   della CEI e consulente Ecclesiastico della Sezione di Messina dell’Unione Cristiana Imprenditori e dirigenti (Ucid)

Ripensare la pastorale

«Dal cuore del Vangelo riconosciamo l’intima connessione tra evangelizzazione e promozione umana, che deve necessariamente esprimersi e svilupparsi in tutta l’azione evangelizzatrice. L’accettazione del primo annuncio, che invita a lasciarsi amare da Dio e ad amarlo con l’amore che Egli stesso ci comunica, provoca nella vita della persona e nelle sue azioni una prima e fondamentale reazione: desiderare, cercare e avere a cuore il bene degli altri»
(Evangelii Gaudium, 178).

Si parla tanto ultimamente di Chiesa missionaria, di conversione pastorale. Papa Francesco in particolare nella Evangelii gaudium ci invita ad essere “Chiesa in uscita”, estroversa (Cfr. Evangelii gaudium, 20-24). Concretamente ciò significa – come suggerito dal compianto teologo pastoralista, mons. Lanza, e oggi dal prof. Asolan (cfr. Il tacchino induttivista, ed. Pozzo di Giacobbe, 2010) – superare il trinomio catechesi, liturgia e carità, i “tria munera” e passare ad una pastorale ad intra ed ad extra secondo gli ambiti indicati dal Convegno delle Chiese d’Italia di Verona del 2006 (affettività, fragilità, lavoro e festa, tradizione, cittadinanza).
Sergio Lanza ha sostenuto che la canonica triplice organizzazione dell’azione pastorale (liturgia, catechesi e carità) attorno ai “tria munera” (sacerdotale, profetico e regale) sia sempre più insufficiente a raccogliere le variabili del vissuto storico ecclesiale per “scarsa funzionalità pratica e carente fondazione teoretica” e ha proposto una nuova (e sempre perfettibile) organizzazione: prima evangelizzazione, educazione e formazione cristiana, edificazione della comunità e cura spirituale dei fedeli, presenza e azione nel mondo,secondo la struttura propria della chiesa comunione (actio ad intra) e missione (actio ad extra) in rapporto di coappartenenza (Cfr. S. Lanza, Convertire Giona, OCD, Roma 2005, 179-186).
Dario Viganò, riprendendo il pensiero del prof. Lanza, sostiene che: «il trinomio evangelizzazione – liturgia – carità spinge verso un’azione pastorale fortemente squilibrata: dedica molto alla parte ad intra (strutturando organicamente le celebrazioni, i sacramenti, i vari momenti della vita interna di una comunità…) e fatica molto ad organizzare il resto (configurando la pastorale ad extra più come una pastorale di iniziative che una pastorale strutturata organicamente)» (I Laterani del Redemptor hominis, in La teologia pastorale oggi, Lateran University Press, 2010, 7-9).
Ripensiamo la pastorale e domandiamoci: Chi intercettiamo con tutte le nostre – pur numerose – attività? Quante risorse impieghiamo? E per raggiungere quante persone? Quanti esclusi dalle nostre iniziative?

«La pastorale in chiave missionaria esige di abbandonare il comodo criterio pastorale del “si è fatto sempre così”. Invito tutti ad essere audaci e creativi in questo compito di ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi evangelizzatori delle proprie comunità. Una individuazione dei fini senza un’adeguata ricerca comunitaria dei mezzi per raggiungerli è condannata a tradursi in mera fantasia…» (Evangelii gaudium, 33).

Ripensare la pastorale esige

“un saggio e realistico discernimento pastorale”.

Tale conversione porta a recuperare una presenza più incisiva nel territorio, in una società post-cristiana, e a superare la dicotomia – tipica degli anni ‘60-‘70 e ormai datata e insignificante – clero/laici per una visione di Chiesa – Popolo di Dio in cammino, con una pastorale più attenta all’uomo e alle vicende quotidiane, sì da essere voce forte nella dialettica cittadina, nelle dinamiche socio culturali.
In sintesi si tratta di recuperare la pastorale sociale, che – come evidenziava un documento della Cei del 1992;

 “Evangelizzare il sociale” – è «l’espressione viva e concreta di una comunità pienamente coinvolta dentro le situazioni, i problemi, la cultura, le povertà e le attese di un territorio e di una storia».

  Non una pastorale a parte ma che faccia sintesi… Sostiene Asolan: «A me sembra che sia stata la mappatura dell’azione ecclesiale – così come si è venuta configurando nel trinomio evangelizzazione/liturgia/carità – ad aver contribuito in maniera decisiva all’isolamento della pastorale sociale dal resto della pastorale diocesana» (P. Asolan, Il tacchino induttivista, Il pozzo di Giacobbe, Trapani, 2009, p. 158).
Già san Giovanni Paolo quando parla – nel 1991 – di nuova evangelizzazione così si esprime:

«La “nuova evangelizzazione”, di cui il mondo moderno ha urgente necessità e su cui ho più volte insistito, deve annoverare tra le sue componenti essenziali l’annuncio della dottrina sociale della Chiesa» (Centesimus annus, 5)

Vediamo oggi quanta richiesta di sacro, di senso religioso e di esoterismo… Vediamo con piacere quanto movimento nelle parrocchie per visite e peregrinazioni di Reliquie e statue, quante devozioni che aumentano. È un bel segnale, ma chiediamoci: corrisponde un impegno uguale o maggiore per una fede incarnata? Pensiamo a come entrare dentro i problemi del nostro tempo? È accolta la proposta di osservatori di pastorale sociale, di laboratori di dottrina Sociale della Chiesa, di percorsi di formazione all’impegno socio-politico?

Abbiamo molti laici di qualità.

Siamo impegnati in un ambito culturale? Riusciamo ad essere presenti nella riflessione delle nostre città, ad incidere nel pensiero corrente? Riusciamo come Chiesa a dire una parola sulle questioni urgenti? A dialogare con il mondo universitario? Sappiamo abitare la città?
Siamo chiamati a ripensare la pastorale della nostra Arcidiocesi, soprattutto attraverso i Consigli Pastorali parrocchiali, vicariali, e quello diocesano.

Papa Francesco, proveniente dalle metropoli argentine, ipotizza una “pastorale urbana” per le grandi metropoli. Come non pensare ad una pastorale urbana per le più grandi città delle nostre diocesi che – seppur non metropoli – necessitano di una Pastorale cittadina integrata e coordinata.

«L’importante è non camminare da soli,

contare sempre sui fratelli e

specialmente sulla guida dei Vescovi» (Evangelii gaudium, 33).

Sergio Siracusano