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Ricordo Personale di Don Gabriele Miola

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VIDEO personale Ricordo di don GABRIELE MIOLA.

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Diretta 2 dicembre Vescovo di Fermo

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Don Rocco VESCOVO DI FERMO

DIRETTA DALLE 15,45  SABATO  2 DICEMBRE

 Clicca QUI

La nostrA DIOCESI  locale  accoglie il suo nuovo pastore nella Cattedrale di FERMO .

Leggi il seguito di questo post »

Nuovo Arcivescovo di FERMO 14 Settembre ore 12.

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Fermo: Mons. Rocco Pennacchio

eletto  

Arcivescovo di FERMO

Giovedì 14 settembre 2017,

Festa dell’Esaltazione della Santa Croce,

l’atteso annuncio del nuovo Arcivescovo Metropolita di Fermo: la diocesi più importante per storia e per ampiezza territoriale della Regione Marche.

Breve profilo
ex Banchiere è poi diventato sacerdote e svolto incarichi di responsabilità in ambito economico per la Diocesi e per la Cei.

Don  Rocco PENNACCHIO
Tipo: Presbitero diocesano
Luogo di nascita: Matera
Data di nascita: 16-06-1963
Data ordinazione: 04-07-1998

Benvenuto Monsignor Rocco

e una Speciale pREGHIERA per il suo operato.

una sua intervista del 2014 per capire chi è il nostro nuovo ARCIVESCOVO:

iNTERVISTA A Mons. Rocco

“Quando una diocesi intende realizzare un’iniziativa nuova – che sia una mensa, un centro di accoglienza, un dormitorio ecc. – non deve contare solo sull’8 per mille, ma interrogarsi sulla sostenibilità del progetto nel tempo e sulla possibilità di avviare l’opera anche con altre risorse. L’8 per mille è una risorsa aggiuntiva, che deve servire da stimolo, ma sempre in presenza di altri soggetti disposti a impegnarsi”.

 

12 maggio celebriamo il Beato Alvaro del Portillo: successore di San Josemaria di Escrivà.

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12 MAGGIO  RICORDIAMO IL BEATO ALVARO DEL PORTILLO:

successore di San Josemaria de Escrivà a capo della OPUS DEI.

Potete leggere la sua Biografia cliccando: QUESTO LINK

il Beato Alvaro del Portillo era un ingegnere che si unì fin da subito alla nascente Opus di San Josè Maria Escrivà : leggi il nostro post dedicato a San Escrivà, il Santo dell’Ordinario. Zibaldone di appunti da una biografia.

Partecipò attivamente al Concilio Vaticano II, ed ottenne prestigiosi incarichi ma sempre a fianco del Fondatore :

 "Nell’osservare la sua presenza amabile e discreta a fianco della dinamica figura di Mons. Escrivá, mi veniva in mente l’umiltà di san Giopus-dei-207e4912691d18a6864e634478777386useppe” 

 scriverà alla sua morte Padre John O’Connor.

 

Il 15 settembre 1975,

Il congresso generale convocato dopo la morte del fondatore

ELESSE  

don Álvaro del Portillo  a capo dell’Opus Dei.

Elenco Messe in Suo Onore

“Come Prelato dell’Opus Dei, Álvaro del Portillo diede impulso alla nascita di numerose iniziative sociali ed educative. Il Centre Hospitalier Monkole (Kinshasa, Congo), il Center for Industrial Technology and Enterprise (CITE, a Cebú, Filippine) o la Niger Foundation (Enugu, Nigeria) sono alcuni esempi di istituzioni di promozione sociale portate avanti da fedeli dell’Opus Dei, insieme ad altre persone, grazie all’incoraggiamento diretto di mons. del Portillo.

Allo stesso modo, la Pontificia Università della Santa Croce (dal 1985) e il seminario internazionale Sedes Sapientiae (dal 1990), entrambi a Roma, così come il Collegio ecclesiastico internazionale Bidasoa (Pamplona, Spagna), hanno formato per le diocesi migliaia di candidati al sacerdozio, inviati dai vescovi di tutto il mondo. Queste realtà evidenziano la preoccupazione di mons. del Portillo per il ruolo del sacerdote nel mondo, tema al quale ha dedicato buona parte delle sue energie, come fu evidente negli anni del Concilio Vaticano II. “Il sacerdozio non è una carriera – scrisse nel 1986 – ma una dedizione generosa, piena, senza calcoli né limiti, per essere seminatori di pace e di allegria nel mondo, e per aprire le porte del Cielo a chi beneficia di questo servizio e ministero”.

Mons. Álvaro del Portillo è morto a Roma all’alba del 23 marzo 1994,

poche ore dopo il suo ritorno da un pellegrinaggio in Terrasanta. Il giorno prima aveva celebrato la sua ultima Messa nella chiesa del Convento di San Francesco ad Coenaculum a Gerusalemme. Lo stesso giorno della sua morte Giovanni Paolo II . 
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è andato a pregare davanti ai suoi resti mortali, che ora riposano nella cripta della chiesa prelatizia di Santa Maria della Pace.

 

Bellissima la Lettera scritta dal Santo Padre Francesco I in occasione della Beatificazione del Beato Alvaro: Lettera di Papa Francesco.

ESTRATTI DELLA LETTERA:

Mi piace ricordare la giaculatoria che il servo di Dio era solito ripetere, specialmente nelle feste e negli anniversari personali: 

«grazie, perdono, aiutami di più!».

Anzitutto, grazie. È la reazione immediata e spontanea che prova l'anima dinanzi alla bontà di Dio. Non può essere altrimenti. Egli ci precede sempre. Álvaro del Portillo era consapevole dei tanti doni che Dio gli aveva concesso e lo ringraziava per quella dimostrazione di amore paterno. Però, non si fermò lì; il riconoscimento dell'amore del Signore risvegliò nel suo cuore desideri di seguirlo con maggiore dedizione e generosità e di vivere una vita di umile servizio agli altri. Era notorio il suo amore per la Chiesa, sposa di Cristo, che servì con un cuore spoglio di interessi mondani, alieno alla discordia, accogliente con tutti e sempre alla ricerca del buono negli altri, di ciò che unisce, che edifica. Mai un lamento o una critica, nemmeno in momenti particolarmente difficili, piuttosto, come aveva imparato da san Josemaría, rispondeva sempre con la preghiera, il perdono, la comprensione, la carità sincera.
Perdono. Confessava spesso di vedersi davanti a Dio con le mani vuote, incapace di rispondere a tanta generosità. Peraltro, la confessione della povertà umana non è frutto della disperazione, ma di un fiducioso abbandono in Dio che è Padre. È aprirsi alla sua misericordia, al suo amore capace di rigenerare la nostra vita. 

Aiutami di più. Sì, il Signore non ci abbandona mai, ci sta sempre accanto, cammina con noi e ogni giorno attende da noi un amore nuovo. La sua grazia non ci verrà a mancare e con il suo aiuto possiamo portare il suo nome in tutto il mondo. Nel cuore del nuovo beato pulsava l'anelito di portare la Buona Novella a tutti i cuori.

DOCUMENTARIO: LAVORARE PER GLI ALTRI

Se si è fratelli occorre vivere fraternamente, sempre attenti alle necessità dei più deboli”:

. Il video di 27 minuti, diretto dall’argentino Juan Martín Ezratty, racconta le storie di dieci persone che hanno lottato per realizzare i loro sogni e ci sono riusciti.

CLICCA QUI per vederlo.

“Si tratta di vivere la fraternità, di avere molta carità, di pensare agli altri, di fare ciò che stai facendo: promuovere opere di apostolato, in maniera tale che la luce di Dio possa arrivare a molta più gente”.

Inoltre invitava a sommare i propri sforzi con quelli degli altri: “Ti chiedo di avere anche nella tua attività il segno più. Non stare sempre all’opposizione, non essere il segno meno, non essere per la divisione. Sii un segno più. Cerca la gente. E fra te e l’altro, vedi se si può cercare qualcosa che sia una somma, non un rovinare le cose. Il segno più è molto cristiano”. Beato Alvaro del Portillo

PREGHIEAMO PER LA SUA SANTIFICAZIONE
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TESTI DEL BEATO ALVARO DEL PORTILLO: CLICCA QUI

In occasione del Viaggio del Santo Padre a Fatima vi consigliamo questo bello spunto e un preghiera:

Il Santo Padre Francesco I a Fatima

Preghiera alla Madonna di Fatima del Beato Alvaro. 

 

FESTA DI SAN GIUSEPPE: BEATRICE FAZI OSPITE IN PARROCCHIA

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LOCANDINA Beatrice Fazi

 

BEATRICE FAZI

Attrice

Beatrice Fazi è un’attrice di teatro, cinema e fiction televisive.

È nota al pubblico per essere stata dal 2007 al 2013 interprete di “Melina Catapano” nella serie televisiva “Un medico in famiglia” su Rai Uno.

Ma in tv ha partecipato a molte trasmissioni, tra le quali “Avanzi” e “La piscina”, su Rai 3,  “Suonare Stella”, varietà diretto da Gian Carlo Nicotra, interpretando la filippina Corazon, la minifiction di Rai 3 “In fuga”, regia di M. Puccioni, e il  programma in onda su Rai 2 “Macao”.

 

Moltissime le sue attività in teatro, dove inizia nel 1992, recitando nel “Signor G. ovvero Il vecchio e il gatto” di M. Greco, e continuando con importanti registi italiani, come nella commedia “Addio al nubilato” di Francesco Apolloni e “il dramma della gelosia”, riadattamento teatrale curato da Gigi Proietti.

E’ attualmente in tour con la commedia “Ti posso spiegare” con Michele la Ginestra.

 

Ha partecipato a molti film e a spot televisivi, tra cui quello con Francesco Totti per “10 e Lotto”.

 

Nel 2014 è stata protagonista dell’incontro di Papa Francesco con i fidanzati del mondo.

È sposata ed mamma di tre figli.

 

 

Ha da poco pubblicato un libro, “Un cuore nuovo”, edito da Piemme, in cui racconta l’incontro con la fede dopo anni di sbandamenti, solitudine, problemi alimentari e fughe dalla realtà con la droga per sopire ad una mancanza di senso alle giornate, di infelicità profonda.

 

Dall’intervista a Repubblica del 2 settembre 2015:

Quale è la sua storia?
“Mi sono trovata incinta, senza il coraggio di confessare tutto ai miei genitori, figli di una provincia dove chi partoriva prima del matrimonio era una poco di buono. Sola, il mio uomo se n’era lavato le mani, tra il timore di non farcela a crescere un bambino e il senso di vergogna, senza nessuno che mi indicasse strade alternative, ho scelto. E da allora non ho mai dimenticato quel giorno. È rimasta una ferita aperta, quasi fisica, una lacerazione. Fino all’incontro con la fede”.

Un prete le ha cambiato la vita?
“Ero incinta della mia prima figlia, mi sentivo inadeguata, avevo mille paure, mille dubbi, quando quasi per caso, io atea, sono finita a parlare con un sacerdote. A lui ho raccontato per la prima volta di quel figlio mai nato. Mi ha detto di non pensare al giudizio di Dio, ma alla sua misericordia, che ero già stata perdonata. Da lì è cominciato il mio cammino spirituale che mi ha portato oggi ad essere una catechista come mio marito che fa l’avvocato, perché oggi la nostra è una storia d’amore a tre: noi due e Dio. Un percorso spirituale che mi ha portato a capire come Dio fosse lontano dall’idea che ne avevo di un giudice impietoso che mi avrebbe chiesto il conto dei miei peccati “.

Analisi del 2015

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I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 3.400 volte nel 2015. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 57 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Le parole non bastano a risolvere i problemi, basiamoci su dati scientifici per tentare una soluzione: la dipendenza del gioco d’azzardo

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Siamo alle solite.  PAROLE, PAROLE, PAROLE, per dire e giustificare ogni pensiero e affermare con la sola forza della parola, di chi scrive naturalmente, e nulla più.   In spregio di ogni conoscenza scientifica specie da coloro che vantano di essere competenti proprio su materie scientifiche o per lo meno che si basano su dati scientifici. Basta l’avallo della Persona che lo dice e DOVE lo dice, il resto, cioè il dato scientifico NON CONTA in Italia in Generale, nella Chiesa in Particolare. D’altronde come meravigliarsi se le persone all’intorno del Vaticano vengono scelte solo ed esclusivamente per ….. conoscenza, leggete questo bellissimo post: Qui.

Mi riferisco all’articolo odierno del bravissimo Prof. Luigino Bruni su avvenire, che tra l’altro di persona è estramamente affabile, quanto nei suoi scritti appare talebano di un modo di pensare a-scientifico e ideologico: qui potete leggerlo.

Il prof. BRUNI, da tempo in lotta contro i giochi dell’azzardo offre alcune proposte per limitare i danni alle persone soggette alla dipendenza. Sono d’accodo che bisogna fare qualche cosa, così come occorre farlo per ogni tipo di dipendenza. Solo che le iniziative proposte   sono   difficilmente vincenti, portate avanti soltanto su basi etiche e non scientifiche. In questo suo scritto accolto sul giornale della CEI  AVVENIRE se la prende con l’iniziativa del Movimento Genitori, qui POTETE LEGGERE IL SITO E L’IZIATIVA ,  che  ha realizzato una iniziativa assai interessante in collaborazione con la Lottomatica, allo scopo di far  conoscere i pericoli del gioco d’azzardo. 

INTENTO SECONDO me

LODEVOLE

CHE SI BASA SU  INNUMEREVOLI STUDI SCIENTIFICI

in base ai quali uno dei modi per pre-venire l’ABUSO da dipendenza  da alcool, gioco azzardo e droga è quella di far conoscere e far “provare”, magari accentuando il fatto che la maggior parte delle persone non sono dipendenti da alcunché , sfruttando in questo modo il ben noto meccanismo di emulazione in positivo. 

Ad esempio: per l’alcool che è da sempre il principale avversario della nostra società per la dipendenza, utile risulterebbe far conoscere i vini e far imparare i ragazzi a bere i super alcolici, piuttosto che proibirli.

Sembrerà paradossale,

ma far approfondire la conoscenza del mondo alcoolico

aiuta  a pre-venire l’abuso.

Idem per il gioco, se imparassimo ai ragazzi a giocare, usando PERCHè NO  la matematica e facendo capire loro come calcolare gli odds e la ruberia che c’è dietro forse  una buona percentuale di coloro che sono a rischio capiscono e agiscono di conseguenza.

Inoltre si è fatto promotore di iniziative parlamentare contro la pubblicità del gioco  d’azzardo. MA  mi chiedo, MA quando mai la pubblicità convince le persone??? Quali e quanti studi invece dimonstrano il contrario? ovvero che la pubblicità da sola non sortisce alcun effetto. Erano gli anni 60 che si pensava potesse essere pericolosa, ma oggi non c’e nessuno scienziato che lo afferma con cognizione di causa. Che senza ha una battaglia tanto inutile?

Prof. Bruni Lei è un economista, e dovrebbe parlare con i dati, non con la morale da parrocchia.

QUANDO MAI UNA LEGGE PROIBIZIONISTA

HA DEBELLATO LA PIAGA CHE INTENDEVA PROIBIRE?

Quali DATI STATISTICI ECONOMICI dimostrano l’EFFICACIA DI LEGGI PROIBIZIONISTE?

Ce li mostri, li illustri e allora magari potremo cambiare idea.

Risulta semmai il contrario dai dati che si hanno dalla liberalizzazione IN USA. Certo lo zoccolo duro dei drogati rimane, ma liberalizzando la droga in California ci sono meno drogati si pensa a causa del mancato alone di mistero che prima quando era proibita .  Leggete questo articolo interessante: QUI

Insomma in tutti gli studi economici MONDIALI il PROIBIZIONISMO ottiene l’effetto opposto a quello che si prefigge, con l’aggiunta di costi sociale enormi. So che è paradossale, e poco intuitivo specie in Italia ove tutti ti dicono e parlano di come ti devi comportare, educare, nutrire ecc.ecc. Ma recenti studi sul comportamento umano, dal premio Nobel Kanhemann, sembra che il miglior modo per far si che le persone si comportino bene è quella di farle sentire LIBERE e non COSTRETTE, magari ben educate con una formazione ottima e NON STATALE calata dall’alto senza possibilità di scelta.

Da ECONOMISTI CATTOLICI si pretende in primis di parlare con i DATI ECONOMICI, a meno che si parli da parrocchiani tanto per dire banalità. Lei è un ottimo professore, ho avuto modo di apprezzarne le qualità a Loppiano, ma mi chiedo perché non adotta il suo rigore scientifico eccellente anche a questa situazione, utilizzando gli spunti scientifici di professori internazionali, tra l’altro molto spesso essi stessi cattolici o perlomeno credenti, tipo i protestanti.

Eppoi basta con sta solfa sul profitto demone del capitalismo,

MA COME SI FA ANCORA oggi su un giornale cattolico

 A DEMONIZZARE IL PROFITTO DI IMPRESE

CHE VENGONO TASSATE PER IL 70% DEL LORO GUADAGNO  

ED IN PIù PAGANO LE TASSE IN ANTICIPO SUGLI EVENTUALI UTILI DELL’ANNO SEGUENTE

 e poi contemporaneamente chiedere alle persone di aderire all’8 per mille per la Chiesa.

Riporto una frase del compianto Don Angelo Tosato, prof. di sacra teologia presso la PUL:

LA SOLIDARIETA’ ECONOMICA DIPENDE DAL PROFITTO,

SENZA IL PROFITTO QUALE SOLIDARIETA’ PUò VENIR PRATICATA?

(tratta dal libro vangelo e ricchezza pag. 535 ed. Rubbettino.)

Ho avuto modo di studiare e apprezzare alcuni aspetti della  ‘ECONOMIA DI COMUNIONE  mi chiedo, ma non prevede di fare profitti. Si o NO?

. Se SI quanti? Ponete limiti? e come poi pensate di reinvestire? Con la solita banca amica?

 Ma dai su, penso che abbiate bisogno almeno di un ITALIAN BUSINESS DESIGN, REALIZZARE TANTI BEI PROFITTI IN MODO DA DARE LAVORO A SEMPRE PIU’ PERSONE E PER UN PERIODO DI TEMPO LUNGHISSIMO. 

Vorrei proprio vedere con la sola comunione e senza profitto come pensate possa reggersi l’impresa.

Un abbraccio affettuoso con la speranza di poter contribuire a migliorare la soluzione delle dipendenze tutte alla luce della Fede in Gesù Cristo.