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San Francesco di Sales e le 4 vie di preparazione all’orazione tratte dalla Filotea introduzione alle vita devota.

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FRASI TRATTE DA FILOTEA

introduzione alla vita devota.

di San Francesco di Sales

“Ma più di ogni altra, ti consiglio l’orazione mentale, che impegna il cuore a meditare sulla vita e la passione di Nostro Signore: se Lo contempli spesso nella meditazione, il cuore e l’anima ti si riempiranno di Lui; se consideri il suo modo di agire, prenderai le sue azioni a modello delle tue. E’ Lui la luce del mondo: è dunque in Lui, da Lui e per mezzo di Lui che possiamo essere illuminati e trovare la chiarezza; è l’albero del desiderio all’ombra del quale dobbiamo rinfrescarci; è la fontana viva in Giacobbe che lava tutte le nostre iniquità.”

Ogni giorno consacra all’orazione un’ora prima del pranzo, perché lo spirito sarà più libero e più fresco per il riposo della notte. Mai più di un’ora, se non per espresso consiglio del tuo padre spirituale.”.

“Osservando le sue parole, le sue azioni e i suoi affetti, impareremo, con il suo aiuto, a parlare, agire e volere come Lui.”

“Se ti è possibile, compi questo esercizio in chiesa; vi troverai comodità e discreta tranquillità, perché quivi né il padre, né la madre, né la moglie, né il marito, né qualunque altro può impedirti di rimanere in pace per un’ora, mentre a casa, con tutti gli impegni, sarebbe problematico trovare modo di essere lasciati in pace per un’ora.”

Inizia ogni orazione, sia mentale che vocale,

mettendoti alla presenza di Dio;

“mantieniti fedele a questo principio senza eccezioni, e, in breve, ti accorgerai del profitto che te ne viene…………È  cosa buona dire anche le Litanie del Signore, della Madonna, dei Santi e tutte le altre preghiere che puoi trovare nei Manuali approvati e nel libro delle Ore.”

PUNTI DELLA PREPARAZIONE ALLA ORAZIONE

Inizio dalla preparazione che consta di due momenti:

Primo:  mettersi alla presenza di Dio;

Le 4 vie per mettersi alla presenza di Dio quattro vie,

  1.  La prima è una viva e attenta presa di coscienza della onnipresenza di Dio. Tornando alla preghiera, devi dire al tuo cuore con tutto te stesso: Cuor mio, Dio è proprio qui!
  2. La seconda via per mettersi alla presenza di Dio è pensare che non soltanto Dio è presente nel luogo in cui ti trovi, ma in modo particolare è presente nel tuo cuore e nel profondo del tuo spirito, ai quali dà vita e forza, quale cuore del tuo cuore e spirito del tuo spirito
  3.  La terza via è di pensare al nostro Salvatore, che, nella propria umanità, vede dal cielo tutte le persone della terra e, in modo particolare, i cristiani suoi figli, e tra essi, particolarmente quelli che sono in preghiera, di cui nota gli atti e il comportamento
  4.  Una quarta via può essere quella di ricorrere alla immaginazione e rappresentarci il Salvatore nella sua umanità vicino a noi, proprio come siamo soliti fare con gli amici, quando diciamo: vedo il tale che fa questo, mi sembra proprio di vederlo, e simili espressionI.

“Serviti di una di queste quattro vie per metterti alla presenza di Dio prima dell’orazione; non pretendere di impiegarle tutte insieme, ma una alla volta, con semplicità e brevità.”

SECONDO PUNTO DELLA PREPARAZIONE: L’INVOCAZIONE

Una volta che la tua anima si sente alla presenza di Dio, deve umiliarsi in profondo sentimento di rispetto, perché sa di essere indegna di trovarsi di fronte alla sovrana Maestà di Dio; ma poiché sa anche che è la sua immensa Bontà che vuole così, gli chiede la grazia di servirlo bene e di adorarlo nella meditazione che si accinge a compiere.

TERZO PUNTO DELLA PREPARAZIONE: LA MEDITAZIONE DEL MISTERO

In fin dei conti si tratta soltanto di presentare alla tua immaginazione su cui vuoi meditare, ricostruendolo nella sua realtà storica.

All’operazione dell’immaginazione segue quella dell’intelletto, che noi chiamiamo meditazione;

Dopo aver dunque rinchiuso il tuo spirito, come ho detto, nell’ambito del soggetto su cui vuoi meditare, o con l’immaginazione, se si tratta di un soggetto sensibile, o per semplice presentazione, se non è sensibile, ti metterai a riflettere sul medesimo, seguendo la traccia che ti ho indicato con gli esempi concreti di meditazioni presentate nella prima parte.

La meditazione va conclusa con tre azioni da compiersi con la massima umiltà.
La prima, il ringraziamento
la seconda, l’offerta.

la terza è la supplica con la quale chiediamo e scongiuriamo Dio di comunicarci le grazie e le virtù del Figlio suo.Infine è cosa buona aggiungere il Padre Nostro e l’Ave Maria, le preghiere comuni a tutti i cristiani.

“Similmente il nostro spirito, dopo che si è immerso in un mistero con la meditazione, deve scegliere uno o due, o anche tre punti, che lo hanno colpito favorevolmente, e che sono più adatti al proprio progresso spirituale, per conservarli per il resto della giornata ed ogni tanto aspirarne il profumo.

Questo si deve operare nel posto nel quale si è meditato, rimanendo fermi o passeggiando in solitudine per qualche tempo.”

CONSIGLI MOLTO UTILI 

Uscendo dalla meditazione, Filotea, devi portare con te soprattutto i propositi e le decisioni prese, per metterle in pratica immediatamente, nella giornata.

Uscendo dall’orazione che ha impegnato il cuore, devi fare attenzione a non provocargli scosse; rischieresti di rovesciare il balsamo raccolto con l’orazione. Intendo dire che, possibilmente, devi rimanere un po’ in silenzio e riportare per gradi il tuo cuore dall’orazione agli affari, conservando il più a lungo possibile i sentimenti e gli affetti fioriti in te.

Devi abituarti a passare dall’orazione a qualsiasi attività e occupazione che comporta la tua professione,

anche quando può sembrare molto distante dagli affetti avuti nell’orazione

Infatti essendo entrambi secondo la volontà di Dio, bisogna passare dall’una agli altri in umiltà e devozione.

Se ti capita, o Filotea, di non provare alcuna attrattiva né alcuna consolazione nella meditazione, ti prego di non agitarti, ma apri la porta alle preghiere vocali.

Ad Maiora DEI Gloriam

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Nuovo Arcivescovo di FERMO 14 Settembre ore 12.

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Fermo: Mons. Rocco Pennacchio

eletto  

Arcivescovo di FERMO

Giovedì 14 settembre 2017,

Festa dell’Esaltazione della Santa Croce,

l’atteso annuncio del nuovo Arcivescovo Metropolita di Fermo: la diocesi più importante per storia e per ampiezza territoriale della Regione Marche.

Breve profilo
ex Banchiere è poi diventato sacerdote e svolto incarichi di responsabilità in ambito economico per la Diocesi e per la Cei.

Don  Rocco PENNACCHIO
Tipo: Presbitero diocesano
Luogo di nascita: Matera
Data di nascita: 16-06-1963
Data ordinazione: 04-07-1998

Benvenuto Monsignor Rocco

e una Speciale pREGHIERA per il suo operato.

una sua intervista del 2014 per capire chi è il nostro nuovo ARCIVESCOVO:

iNTERVISTA A Mons. Rocco

“Quando una diocesi intende realizzare un’iniziativa nuova – che sia una mensa, un centro di accoglienza, un dormitorio ecc. – non deve contare solo sull’8 per mille, ma interrogarsi sulla sostenibilità del progetto nel tempo e sulla possibilità di avviare l’opera anche con altre risorse. L’8 per mille è una risorsa aggiuntiva, che deve servire da stimolo, ma sempre in presenza di altri soggetti disposti a impegnarsi”.

 

12 maggio celebriamo il Beato Alvaro del Portillo: successore di San Josemaria di Escrivà.

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12 MAGGIO  RICORDIAMO IL BEATO ALVARO DEL PORTILLO:

successore di San Josemaria de Escrivà a capo della OPUS DEI.

Potete leggere la sua Biografia cliccando: QUESTO LINK

il Beato Alvaro del Portillo era un ingegnere che si unì fin da subito alla nascente Opus di San Josè Maria Escrivà : leggi il nostro post dedicato a San Escrivà, il Santo dell’Ordinario. Zibaldone di appunti da una biografia.

Partecipò attivamente al Concilio Vaticano II, ed ottenne prestigiosi incarichi ma sempre a fianco del Fondatore :

 "Nell’osservare la sua presenza amabile e discreta a fianco della dinamica figura di Mons. Escrivá, mi veniva in mente l’umiltà di san Giopus-dei-207e4912691d18a6864e634478777386useppe” 

 scriverà alla sua morte Padre John O’Connor.

 

Il 15 settembre 1975,

Il congresso generale convocato dopo la morte del fondatore

ELESSE  

don Álvaro del Portillo  a capo dell’Opus Dei.

Elenco Messe in Suo Onore

“Come Prelato dell’Opus Dei, Álvaro del Portillo diede impulso alla nascita di numerose iniziative sociali ed educative. Il Centre Hospitalier Monkole (Kinshasa, Congo), il Center for Industrial Technology and Enterprise (CITE, a Cebú, Filippine) o la Niger Foundation (Enugu, Nigeria) sono alcuni esempi di istituzioni di promozione sociale portate avanti da fedeli dell’Opus Dei, insieme ad altre persone, grazie all’incoraggiamento diretto di mons. del Portillo.

Allo stesso modo, la Pontificia Università della Santa Croce (dal 1985) e il seminario internazionale Sedes Sapientiae (dal 1990), entrambi a Roma, così come il Collegio ecclesiastico internazionale Bidasoa (Pamplona, Spagna), hanno formato per le diocesi migliaia di candidati al sacerdozio, inviati dai vescovi di tutto il mondo. Queste realtà evidenziano la preoccupazione di mons. del Portillo per il ruolo del sacerdote nel mondo, tema al quale ha dedicato buona parte delle sue energie, come fu evidente negli anni del Concilio Vaticano II. “Il sacerdozio non è una carriera – scrisse nel 1986 – ma una dedizione generosa, piena, senza calcoli né limiti, per essere seminatori di pace e di allegria nel mondo, e per aprire le porte del Cielo a chi beneficia di questo servizio e ministero”.

Mons. Álvaro del Portillo è morto a Roma all’alba del 23 marzo 1994,

poche ore dopo il suo ritorno da un pellegrinaggio in Terrasanta. Il giorno prima aveva celebrato la sua ultima Messa nella chiesa del Convento di San Francesco ad Coenaculum a Gerusalemme. Lo stesso giorno della sua morte Giovanni Paolo II . 
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è andato a pregare davanti ai suoi resti mortali, che ora riposano nella cripta della chiesa prelatizia di Santa Maria della Pace.

 

Bellissima la Lettera scritta dal Santo Padre Francesco I in occasione della Beatificazione del Beato Alvaro: Lettera di Papa Francesco.

ESTRATTI DELLA LETTERA:

Mi piace ricordare la giaculatoria che il servo di Dio era solito ripetere, specialmente nelle feste e negli anniversari personali: 

«grazie, perdono, aiutami di più!».

Anzitutto, grazie. È la reazione immediata e spontanea che prova l'anima dinanzi alla bontà di Dio. Non può essere altrimenti. Egli ci precede sempre. Álvaro del Portillo era consapevole dei tanti doni che Dio gli aveva concesso e lo ringraziava per quella dimostrazione di amore paterno. Però, non si fermò lì; il riconoscimento dell'amore del Signore risvegliò nel suo cuore desideri di seguirlo con maggiore dedizione e generosità e di vivere una vita di umile servizio agli altri. Era notorio il suo amore per la Chiesa, sposa di Cristo, che servì con un cuore spoglio di interessi mondani, alieno alla discordia, accogliente con tutti e sempre alla ricerca del buono negli altri, di ciò che unisce, che edifica. Mai un lamento o una critica, nemmeno in momenti particolarmente difficili, piuttosto, come aveva imparato da san Josemaría, rispondeva sempre con la preghiera, il perdono, la comprensione, la carità sincera.
Perdono. Confessava spesso di vedersi davanti a Dio con le mani vuote, incapace di rispondere a tanta generosità. Peraltro, la confessione della povertà umana non è frutto della disperazione, ma di un fiducioso abbandono in Dio che è Padre. È aprirsi alla sua misericordia, al suo amore capace di rigenerare la nostra vita. 

Aiutami di più. Sì, il Signore non ci abbandona mai, ci sta sempre accanto, cammina con noi e ogni giorno attende da noi un amore nuovo. La sua grazia non ci verrà a mancare e con il suo aiuto possiamo portare il suo nome in tutto il mondo. Nel cuore del nuovo beato pulsava l'anelito di portare la Buona Novella a tutti i cuori.

DOCUMENTARIO: LAVORARE PER GLI ALTRI

Se si è fratelli occorre vivere fraternamente, sempre attenti alle necessità dei più deboli”:

. Il video di 27 minuti, diretto dall’argentino Juan Martín Ezratty, racconta le storie di dieci persone che hanno lottato per realizzare i loro sogni e ci sono riusciti.

CLICCA QUI per vederlo.

“Si tratta di vivere la fraternità, di avere molta carità, di pensare agli altri, di fare ciò che stai facendo: promuovere opere di apostolato, in maniera tale che la luce di Dio possa arrivare a molta più gente”.

Inoltre invitava a sommare i propri sforzi con quelli degli altri: “Ti chiedo di avere anche nella tua attività il segno più. Non stare sempre all’opposizione, non essere il segno meno, non essere per la divisione. Sii un segno più. Cerca la gente. E fra te e l’altro, vedi se si può cercare qualcosa che sia una somma, non un rovinare le cose. Il segno più è molto cristiano”. Beato Alvaro del Portillo

PREGHIEAMO PER LA SUA SANTIFICAZIONE
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TESTI DEL BEATO ALVARO DEL PORTILLO: CLICCA QUI

In occasione del Viaggio del Santo Padre a Fatima vi consigliamo questo bello spunto e un preghiera:

Il Santo Padre Francesco I a Fatima

Preghiera alla Madonna di Fatima del Beato Alvaro. 

 

FESTA DI SAN GIUSEPPE: BEATRICE FAZI OSPITE IN PARROCCHIA

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LOCANDINA Beatrice Fazi

 

BEATRICE FAZI

Attrice

Beatrice Fazi è un’attrice di teatro, cinema e fiction televisive.

È nota al pubblico per essere stata dal 2007 al 2013 interprete di “Melina Catapano” nella serie televisiva “Un medico in famiglia” su Rai Uno.

Ma in tv ha partecipato a molte trasmissioni, tra le quali “Avanzi” e “La piscina”, su Rai 3,  “Suonare Stella”, varietà diretto da Gian Carlo Nicotra, interpretando la filippina Corazon, la minifiction di Rai 3 “In fuga”, regia di M. Puccioni, e il  programma in onda su Rai 2 “Macao”.

 

Moltissime le sue attività in teatro, dove inizia nel 1992, recitando nel “Signor G. ovvero Il vecchio e il gatto” di M. Greco, e continuando con importanti registi italiani, come nella commedia “Addio al nubilato” di Francesco Apolloni e “il dramma della gelosia”, riadattamento teatrale curato da Gigi Proietti.

E’ attualmente in tour con la commedia “Ti posso spiegare” con Michele la Ginestra.

 

Ha partecipato a molti film e a spot televisivi, tra cui quello con Francesco Totti per “10 e Lotto”.

 

Nel 2014 è stata protagonista dell’incontro di Papa Francesco con i fidanzati del mondo.

È sposata ed mamma di tre figli.

 

 

Ha da poco pubblicato un libro, “Un cuore nuovo”, edito da Piemme, in cui racconta l’incontro con la fede dopo anni di sbandamenti, solitudine, problemi alimentari e fughe dalla realtà con la droga per sopire ad una mancanza di senso alle giornate, di infelicità profonda.

 

Dall’intervista a Repubblica del 2 settembre 2015:

Quale è la sua storia?
“Mi sono trovata incinta, senza il coraggio di confessare tutto ai miei genitori, figli di una provincia dove chi partoriva prima del matrimonio era una poco di buono. Sola, il mio uomo se n’era lavato le mani, tra il timore di non farcela a crescere un bambino e il senso di vergogna, senza nessuno che mi indicasse strade alternative, ho scelto. E da allora non ho mai dimenticato quel giorno. È rimasta una ferita aperta, quasi fisica, una lacerazione. Fino all’incontro con la fede”.

Un prete le ha cambiato la vita?
“Ero incinta della mia prima figlia, mi sentivo inadeguata, avevo mille paure, mille dubbi, quando quasi per caso, io atea, sono finita a parlare con un sacerdote. A lui ho raccontato per la prima volta di quel figlio mai nato. Mi ha detto di non pensare al giudizio di Dio, ma alla sua misericordia, che ero già stata perdonata. Da lì è cominciato il mio cammino spirituale che mi ha portato oggi ad essere una catechista come mio marito che fa l’avvocato, perché oggi la nostra è una storia d’amore a tre: noi due e Dio. Un percorso spirituale che mi ha portato a capire come Dio fosse lontano dall’idea che ne avevo di un giudice impietoso che mi avrebbe chiesto il conto dei miei peccati “.

Analisi del 2015

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I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 3.400 volte nel 2015. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 57 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.