vangelo

il denaro è un mezzo che deve essere usato per il bene di tutti

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cappella degli Scrovegni Chiesa di S.Antonio di Padova

LA cappella degli Scrovegni con  Gli Affreschi di Giotto sul tema della Annunciazione è uno dei tantissimi capolavori dell’ARTE Cristiana e  mondiale.

Intitolata a Maria Vergine Annunziata, la cappella fu fatta costruire da Enrico Scrovegni, ricchissimo “banchiere” padovano.

Come non restare estasiato ogni volta che la si visita.

Ho assistito a molti incontri nel corso degli anni che mi hanno fatto ammirare sempre aspetti nuovi e spettacolari di questa meravigliosa opera dell’Uomo imperitura nei secoli.

Tuttavia, ogni volta che ci penso mi sovviene sempre in mente cosa mi disse un prof. di Storia dell’Arte. Egli Diceva:

” Si ricordi sempre però che dietro questa magnificenza ci sono sofferenze inaudite che la  famiglia Scrovegni impetrava nei confronti delle persone alle quali prestava denaro.

Infatti essi  NON erano Banchieri,

bensì veri e propri Usurai!!!!

Lo diceva sempre a inizio lezione e quasi tutti ci facevano caso, a me invece queste parole sono sempre rimaste impresse. Se gli Usurai non avessero utilizzato i loro guadagni “sporchi” per incaricare Giotto nel realizzare questo capolavoro, OGGI SAREMMO TUTTI Più POVERI.

o no? 

Allora il pensiero va sicuramente alle migliaia di famiglie rovinate da questi lestofanti degli Scrovegni, ricchissimi ma che hanno usato una parte della loro ricchezza per donare al Mondo un capolavoro simile.

Sono sicuro che moltissime opere d’arte italiane sono tutte frutto di guadagni illeciti, o perlomeno, quasi tutte. Ci sarebbe da fare un censimento a tal proposito, sarebbe assai interessante.

Questo aspetto dell’arte grazie alla ricchezza “sporca” mi è venuto in mente di recente a sentire l’ennesima omelia sul denaro e l’armonia.

Di recente il Santo Padre ha parlato dell’Armonia che bisogna coltivare nella Comunità Cristiana (Leggi qui il testo e vedi il video del 5 aprile 2016 a Santa Marta)

e in particolare ha utilizzato il cap. 4,32-35 degli atti degli apostoli ove si dice che ;

32La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. 33Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. 34Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto 35e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.

Papa Francesco così commenta:

“Nessuno infatti tra loro era bisognoso.

La vera ‘armonia’ dello Spirito Santo ha un rapporto molto forte con il denaro:

il denaro è nemico dell’armonia, il denaro è egoista.

E per questo, il segno che dà è che tutti davano il loro perché non ci fossero i bisognosi”.

Che il denaro rovini l’armonia tra le persone all’interno delle comunità, è un fatto assodato. Esempi anche di famiglie rovinate proprio grazie a improvviso benessere dovuto al denaro guadagnato o arrivato in dono da vincite o da eredità.

Ha perfettamente ragione quindi il nostro santo Padre a mettere in guarda le persone che seguono Cristo a come tratta con il denaro e come ci si rapporta con il denaro. Poiché è molto difficile seguire due Padroni, o il denaro o il Cristo.

Deve prevalere sempre e solo il Cristo.

Tuttavia risulta assai arduo all’aumentare dei soldi guadagnati. 

Mi permetto però di sottolineare che lo stesso si può dire di qualunque altra cosa l’uomo usi ed elevi a suo padrone. Qualsiasi desiderio può trasformarsi in un padrone da seguire che non ti permette di Seguire colui che è  la Via, la Verità e la Vita.

Tutto può metterci nelle condizioni di rompere l’armonia se rimaniamo attaccati in modo egoistico ad esso, così come il denaro.  Lo dice in un bell’articolo anche un bravissimo banchiere, padre di cinque figli, che a suo tempo fu a capo dello IOR, fu cacciato e arrestato e poi scagionato da ogni accusa.

Egli tornato a fare il banchiere ed il professore in alcune università italiane è rimasto sempre fedele alla Chiesa, e siccome per lavoro fa il banchiere e tratta il denaro conferma al riguardo quanto voglio dire, e  cioè che

il denaro è UN MEZZO

e COME TUTTI I MEZZI

DIPENDE DA COME SI USA. 

(leggi:  Ettore Gotti Tedeschi intervista del 7 aprile

ecco brani significativi della intervista:

Dottor Gotti Tedeschi dobbiamo considerare il denaro lo sterco del Diavolo?

«Prima di tutto non è detto che sia sempre sensato immaginare un punto di incontro tra Dio e i soldi. Dio è Dio e si adora. I soldi invece si producono, si spendono, in sé sono un oggetto neutro, un mezzo. Tutto dipende da come si producono e da come decidiamo di utilizzarli. I soldi sono fondamentali per fare il bene, per fare la carità, per evangelizzare. Quando si parla di Chiesa povera io non sono affatto d’accordo. Io vorrei una Chiesa ricca che usi la sua ricchezza per evangelizzare e combattere la povertà morale e il nichilismo gnostico che caratterizza il presente»

«Vede, in questo caso il bersaglio polemico del testo sacro non è il denaro. Non è la ricchezza ma l’idolatria della ricchezza. L’idolatria va sempre combattuta. Ma nel nostro tempo l’idolatria del denaro, che è sbagliata, è superata da ben altre idolatrie…»

«Gli apostoli praticavano un’esistenza umile e comunitaria ma fecero il loro lavoro di evangelizzazione così bene che molto presto

la comunità cristiana si trovò a dover gestire enormi quantitativi di proprietà e di donazioni.

Sul finire del secondo secolo d.C. ci si pose il problema di se fosse lecito usare quelle ricchezze.

La risposta migliore la diede uno dei Padri della Chiesa: Clemente Alessandrino. Il denaro era uno strumento indispensabile per fare il bene. E lo è anche oggi, quello che conta è l’etica».

Quindi, mi scusi se banalizzo, essere ricchi non è un demerito?

«Non lo è, come essere poveri non è automaticamente un merito.

Chi è ricco e

genera ricchezza crea anche posti di lavoro, può fare opere caritatevoli.

È un merito essere ricco e vivere da povero, nel senso che non bisogna idolatrare la propria ricchezza. Mi viene in mente una bella frase del filoso francese

Jean Guitton: L’uomo possiede solamente ciò di cui può fare a meno»

….

Personalmente sottoscrivo in pieno queste parole. Ritengo che anche oggi se un ricco che avesse guadagnato tanti soldi, in modo lecito ed in modo illecito, volesse restituirli alla comunità, se PENTITO dovrebbe essere accolto, e magari i suoi talenti messi a disposizione della comunità.

Senza RICCHEZZA difficile fare del bene a chi ha bisogno. E personalmente mi sforzo ogni giorno di aiutare le persone di talento non tanto a fare beneficienza ma  a creare lavoro, perché penso oggi più che mai si ha bisogno di persone che creino ricchezza attraverso il LAVORO, chi la spende nel modo ritenuto appropriato ne abbiamo fin troppi.

Concludendo così come abbiamo iniziato io personalmente vorrei tanto che alcuni Scrovegni dessero i loro denari per altre cappelle affrescate, scovando il Giotto del 2016 giovane al quale affidare l’incarico di una opera d’arte che ci elevi tutti a Cristo.

 

 

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Giocare per la solidarietà: una pastorale alternativa

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Oggi voglio farvi conoscere un modo divertente per fare beneficenza: Giocare, vincere, Donare.

Un Sito americano appena nato ha ideato un modo per catturare l’attenzione delle persone e far si che divertendosi  a giocare potessero poi donare la loro vincita.

Il sito si chiama: Spin For Good 

Sulle idee derivanti dagli studi di economia comportamentale secondo i quali le persone sono meglio disposte a cambiare se si riesce a far emergere il bambino che è in loro.

Il Bambino non ha paura di esprimersi, di dire le cose ovvie, anche se imbarazzanti, e spesso utilizza il gioco per farci saper cosa intende fare e come intende comportarsi.

Ecco l’aspetto Ludico risulta fondamentale per “pungolare” (cfr il nudge effetto sensibilizzazione per la nuova evangelizzazione) le persone e aiutarle a cambiare per il bene comune e per loro stessi.

In Italia Da nord a sud la febbre del gioco d’azzardo non risparmia nessuno, nemmeno i giovanissimi. Secondo una recente indagine svolta da Nomisma, che ha coinvolto 14.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado italiane, sono 1,3 milioni i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni a dedicarsi al gioco d’azzardo. Tra le preferenze i Gratta e Vinci e le scommesse sportive, al primo posto col 25%, seguiti dai giochi online. Dall’analisi sono emersi altri tre dati interessanti: in primis, il 63% dei giocatori compresi tra i 14 e i 19 anni è di sesso maschile. In secondo luogo che il 64% dei giocatori viene dal Sud e dalle isole. Infine, che il 30% dei giovani inizia a giocare per curiosità, il 23% per caso e solo il 13% perché ci giocano i loro amici.Post tratto da  globalist.it

Inoltre sembra che sia un fenomeno in crescita specie tra i giovani:

Avvenire su il gioco d’azzardo :“Interessante il confronto con alcuni dati della ricerca Nomisma di sei anni fa. Se allora la quota di studenti sopra i 15 anni che avevano giocato d’azzardo era in linea con i dati attuali, il 55%, diversi indici sono in contrazione: allora avevano dichiarato propensione al gioco il 76% dei ragazzi e il 61% delle ragazze, aveva detto di giocare il 75% degli studenti dell’Italia meridionale e il 78% di coloro che frequentavano gli istituti professionali.”

Questo solo per quanto riguarda i giovani, gli anziani penso sia anche peggio, specie con le spese fatte settimanalmente per la lotteria.  Si calcola che solo il gioco online e slot valga sui 100 miliardi. A ciò aggiungete le lotterie si raddoppia facilmente.

 Se ricordate il Post della settimana scorsa, (cfr : La conversione dal sentimentoquando abbiamo parlato di come

il SAPERE non aiuta a CAMBIARE,

ecco questo è uno di quei casi.

Infatti tutti coloro che giocano  sanno che giocare a questi giochi, anche se statali, tipo lotteria, lotto, totocalcio, giochi online, slot machine ecc.ecc.

SONO UN PESSIMO AFFARE.

Poiché tutto è perfettamente combinato e scientificamente combinato affinché l’unico a vincere sia chi organizza il gioco.

Eppure in Italia Milionii di Italiani giocano, eccome se giocano, e Miliardi vengono spesi per il gioco.  COME MAI?

Evidentemente esiste in noi un ISTINTO LUDICO che NON sappiamo controllare e che prevale sulle nostre decisioni.

Da Anni ormai molti cristiani e preti si battono contro questa piaga, una PASTORALE rivolta a coloro che sono nel vortice malato del gioco. Tuttavia temo che le loro proposte siano fallimentari, specie a leggere i dati. Infatti sembra che il fenomeno invece di essere arrestato o quanto meno rallentato, sia in enorme crescita.

La proposta poi di molti di coloro che sono impegnati nella Pastorale per risolvere il problema consiste solo in bieco proibizionismo che mai e poi mai potrebbe avere la speranza di un minimo di successo.

Si sa che più si proibisce una cosa più questa diventa accattivante e desiderata. Che volete farci siam fatti così? I bambini non fanno  così? ciò che non possono avere lo vogliono, ciò che hanno spesso non lo vogliono financo a disprezzarlo.

Pertanto la proposta di studiosi di economia comportamentale derivante dagli studi del Nobel Kahneman e dalle proposte del Prof. Thaler e Susnstein (legge per approfondimento  Il pungolo gentile per le decisioni) è stata quella di assecondare il sentimento che spinge molte persone a giocare ed accompagnarlo a donare le proprie vincite per scopi che possano essere meritevoli.

Infatti in  Spin for good si può scegliere il gioco e al tempo stesso a chi donare la vincita e la perdita tra le molte associazioni caritatevoli presenti. Insomma si tenta un modo nuovo e alternativo di coinvolgere con il sentimento le persone a cambiare.

Immaginiamo una Pastorale diocesana che si avvalga di questi nuovi studi, approntare un sito per il gioco, molto vicino a quelli esistenti, tranne per il fatto che chi gioca, oltre a dare a se stesso, all’istinto ludico lo sfogo che non riesce a controllare, dall’altra parte però si instilla nella persona un altro sentimento altrettanto forte che è quello della solidarietà.

Chissà mai che alla lunga la solidarietà prevalga sul sentimento ludico e riesca a far cambiare completamente la persona. Questa si che sarebbe una vittoria di Cristo  TRAMITE Pastorale degli Uomini di buona volontà.

Anche se come dico spesso, nessuna idea può dirsi vincente se non viene messa in pratica, monitorata e modificata all’occorrenza per tentare di renderla vincente.

Di sicuro sappiamo che le azioni Pastorali fatte non hanno sortito effetto. Al limite hanno alleviato le pene a posteriori, tramite aiuti a chi è in difficoltà, ma poco o nulla a livello di  prevenzione, se si eccettuano alcune chiusure volontarie di slot machine in alcuni bar, o quelli coercitive dei sindaci. Ma come si può ben intuire nulla sono rispetto al boom del gioco.

Pertanto Auspico che coloro che si dedicano alla Pastorale di queste Problematiche sappiano cogliere le giuste vie per risolvere un problema che coinvolge il bene comune e il bene delle famiglie in primis.

Non si possono ignorare gli ultimi studi di economia comportamentali. Occorre anzi approfondirli per capire l’Uomo e aiutarlo a cambiare la loro vita, a convertirlo: (per approfondimento potete legger questo mio post pubblicato su http://www.4marketing.bizla conversione del cliente elefante).

La realizzazione di una tale iniziativa potrebbe poi coinvolgere intere squadre di ragazzi che possono così anche fare una bella esperienza educativa e lavorativa. Insomma, immaginatelo anche in piccolo, io penso che si possa sfruttare questa idea per tentare strade nuove per la Pastorale, e perché no aiutare anche la Evangelizzazione ed aiutare le persone a scoprire la bellezza della fede.

Se desiderate una aiuto per metter in pratica alcune delle nostre proposte restiamo sempre a disposizione per Pastorali vincenti e innovative che aiuti le Persone a scoprire la Fede in Cristo e del suo Corpo la Chiesa.

Pace a Voi tutti

 

Proposta di una concreta Pastorale Sociale per la parrocchia

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Io penso che quando si parla di catechesi sociale, di pastorale sociale, le parole siano troppo…troppe oppure troppo alte. E non raggiungono le persone per invitarle a un comportamento confacente, ovvero cristiano.
Mi spiego meglio.
Penso che occorre approfondire le intuzioni della scienza del comportamento per tentare di ottenere un cambiamento dalle persone, una conversione allo scopo di avvicinarle al Vangelo.

La comunicazione necessita di semplicità, comprensibilità e sopratutto concretezza. Se il nostro linguaggio è astruso, si comprende che ai più risulti essere incomprensibile e allo stesso tempi astratto. Di conseguenza non stimola all’azione.
Ecco perché mi piacciono quei santi, specie il grande San Bernardino da Siena che parlava al popolo della Chiesa con le parole e gli esempi che chi ascoltava comprendeva, perché erano tratti dalla vita di tutti i giorni.
Potevano comprendere quanto il Santo diceva loro e comportarsi di conseguenza, seguendo sempre di più il Vangelo applicato alla vita di tutti i giorni.

Si convertivano? e chi lo sa?
Non spetta a noi saperlo.
A noi spetta mostrare i modi semplici e soluzioni semplici, poi spetta alle persone e alla grazia di Dio fare il resto.

Questa troppo lunga premessa era per introdurre una mio piccola idea, magari scema , però concreta e penso possa essere utile al principale operatore della pastorale: il parroco.

PROPOSTA CONCRETA PER RINVERDIRE

LA COMUNITA’ PARROCCHIALE IN TEMPO DI CRISI

Dato che i parrocchiani in un modo ed in un altro sono sempre vicini alla parrocchia, anche se al Nord il distacco è molto ampio, penso che il parroco debba farsi portavoce delle realtà della propria parrocchia e delle persone che ci vivono, valorizzando i propri talenti tipo :

  •  invitare a comperare nei negozi della parrocchia
  •  invitare a chiamare per i lavori le professionalità presenti nella parrocchia
  •  invitare a frequenatare i ritrovi presenti nella parrocchia , tipo bar ristoranti ecc.eccc.
  • sfruttare prima le risorse della parrocchia

Insomma solleticare l’orgoglio della  comunità parrocchiale, farla sentire come una specie di borgo medioevale ove penso il senso di responsabilità e di solidarietà era molto spiccato.
Secondo ME   questo compito potrebbe alla lunga risultare vincente per il parroco che si ritroverebbe una comunità attorno magari rinvigorita e inorgoglita e con l’aiuto del Signore potrebbe aiutare a comprender in modo concreto il Vangelo e magari anche la presenza alle Sante Messe.

So che forse è una stupidata,  e so anche io che si possono sollevar molte obiezioni, ma penso che ….. da uomo Marketingche possa scatenare un circolo Virtuoso per la parrocchia tutta,
e poi magari ad allargare a tutte la parrocchie della Diocesi, infine la Nazione.

comunicare il Vangelo per contagiare le persone necessità di umiltà comunicativa

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Evangelizzare ovvero offrire la Salvezza del Vangelo a tutti, si può con rispetto paragonare a come si diffonde un Virus tra i vari corpi umani. Non vogliamo essere irriverenti, ma solo sfruttare alcune tecniche derivate dal Marketing aziendale in modo da poter meglio realizzare lo scopo principale di ogni Cristiano.

Come sapete oltre a insegnare Religione, insegno anche Marketing ed effettuo consulenze alle imprese. E scrivo questi post per stimolare le persone di buona volontà a diffondere il messaggio cristiano magari utilizzando alcuni spunti di teoria aziendale che possono essere utili allo scopo.

In particolare ultimamente è sorta la economia comportamentale che studia le modalità attraverso le quali una idea o un prodotto contagia le persone e li fa agire di conseguenza. In particolare il Prof. Becker analizzando migliaio di casi si è stilata una sorta di classifica che ci fa capire in parte le dinamiche che rendono una idea o un prodotto contagioso, ovvero che viene adottato e preso da molti. (per approfondimenti tecnici :http://pandemiapolitica.com/2015/03/20/la-storia-contagiosa-contiene-tutti-i-contagi-66/)

Ecco chiediamoci: come rendere il VANGELO contagioso?
Già conosco la risposta di molti miei amici parroci tipo: il messaggio di per sé lo è! il Vangelo si diffonde tramite lo Spirito Santo! Le persone NON vogliono capire il Vangelo sono peccatori! ecc. ecc.

Si, d’accordo tutto vero, tuttavia visto che i cristiani colti già dal medio-evo, tipo i francescani e i domenicani, sono stati i primi a studiare e a creare la scienza umana, non vedo perché non si debba sfruttare gli studi della Comunicazione per poter aiutarci a contagiare quante più persone possibile, in particolare quelle maggiormente lontane da Noi, e penso ai giovani dai 15 ai 30 anni.

Il primo problema da affrontare quando si tenta il contagio è ovviamente il contatto. In pratica se non si arriva a contatto con chi dobbiamo evangelizzare penso sia difficile contagiarla se non impossibile.

Il contatto poi viene maggiormente impedito se mettiamo in funzione la “maledizione della comunicazione”.. Questa fa si che quando parliamo pensiamo che l’altro sappia ciò che sappiamo noi, e conosca e abbia studiato ciò che conosciamo e abbiamo studiato noi.

ERRORE GRAVISSIMO.

Tipico di noi Professori, ma anche di molti dirigenti e …. preti.

INVECE PER FAVORIRE IL CONTAGIO OCCORRE STABILIRE UN CONTATTO QUANTO MAI SEMPLICE
E
PARTIRE DAL FATTO CHE GLI ALTRI NON SANNO NULLA DI TUTTO Ciò CHE DICIAMO NOI.

Un vecchio slogan di chi insegna comunicazione recita: parlate come se l’altro sia “idiota” e Ripete, ripete, ripete.

Ecco già una ottima base di partenza. Semplicità e mettersi nei panni di chi ci ascolta come se fossimo NOI PRIMA DI SAPERE Ciò CHE SAPPIAMO.

In pratica esige un enorme sforzo di Umiltà comunicativa.

Tutto il contrario della Spocchia di coloro che pensano di evangelizzare parlando dall’alto della loro Sapienza.
e SE CI pensate bene, Le Parabole con le loro semplicità di esempi, anche se complesse a volte, non sono forse un tentativo di Gesù di far capire il suo messaggio e diffonderlo ai semplici?

Il contagioso brusio del Vangelo

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Prendo spunto dalle ultime due letture domenicali del Vangelo per una riflessione.

Marco 1,28 : La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Il Salvatore si è fatto conoscere a tutti attraverso due fatti eclatanti:
1- guarire gli ammalati
2- scacciare i demoni

Insomma due assolute enormità. Immaginiamo di essere a Cafarnao. La suocera di Pietro gravemente malata, improvvisamente guarisce e si mette a servire. Penso ad esempio che si sarà recata prendere l’acqua tra l’incredulità generale. Qualcuno avrà domandato lei cosa l’abbia fatta guarire e come e soprattutto chi.

Lei avrà risposto. Chi ha ascoltato magari ha familiari malati, corre a casa per portarli dal taumaturgo.
Idem per gli indemoniati esorcizzati.

Dice il Vangelo di Marco 1,29 ss : In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Insomma in poco tempo si fece conoscere, la voce si sparse velocemente grazie a questi due fenomeni, che possiamo chiamare Nudge, ovvero dei cunei per forzare la porta indurita delle persone e avvicinare tutti, infatti tutta la città (in senso lato, sappiamo che era un villaggio di non molte persone, però tutte in poco tempo furono raggiunte dalle voci) in poco tempo si accalca di fronte la porta.

La prossima domenica troviamo proprio un episodio illuminante sempre sullo stesso tema: Marco 1,40 ss

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Insomma il Brusio, buzz in inglese, è micidiale, permette di far conoscer fatti in brevissimo tempo. A patto che siano fatti che colpiscono le persone (come magari l’immagine che ho scelto, un pallone gigante che distrugge un palazzo).

Nel Marketing sono meccanismi molto ben conosciuti. Fatti che Innescano la viralità e permettono di diffondere un prodotto come se fosse un virus. Tanto più rapidamente quanto più il prodotto stesso mantiene le promesse.

Il Cristianesimo delle origini prese piede storicamente proprio per curare gli infermi tutti chiunque essi fossero a differenze di tutte le altre religioni che rimanevano sempre settarie ed elitarie. E si diffuse in maniera esponenziale in modo impressionante. E siccome ancora oggi il Vangelo risulta Veritiero oltre un miliardo si professano Cristiani.

Cosa ci può insegnare per la Pastorale questo. Di certo un miracolo aiuta a diffondere il messaggio evangelico.
Occorre ideare iniziative sorprendenti, che facciano parlare. Se riuscissimo a ideare iniziative tali da far parlare le persone, riusciremmo a lanciare un virus benevolo che porta con se i valori del Vangelo.
Occorre poi comunicare le iniziative in modo da lanciare il virus per scatenare un “buzz” positivo.
Fatti che colpiscono e che possano essere sorprendenti e da divulgare all’esterno
Spesso ci si limita a dirle a fine Messa, che a me disturba un bel po’.
Secondo me in Parrocchia ci dovrebbe essere un mini comitato di persone GIOVANI, incaricate di diffondere le iniziative che vengono portate avanti.

Occorre FAR CONOSCERE all’esterno della cerchia Parrocchiale, che bene o male lo viene a sapere.
Sono i molti che non sono vicini alla parrocchia che non conoscono ciò che fa la parrocchia.
Anche solo le iniziative per gli anziani e i poveri.
Gesù Stesso appena il villaggio era a conoscenza si fa portare da altri che non lo conoscono ancora. Non sta li a prendere elogi, ma continua a infettare le persone a portare il Vangelo.
Sceglie tra l’altro un modo semplice , guarire le persone, che colpisce.
Ecco penso che per la Pastorale sia Importante trovare modi semplici che infettino le persone e Iniziare a infettare del Vangelo tutti.

Qul

Il brainstorming pastorale

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Spesso mi capitava di partecipare a riunioni molto noiose. In ogni settore, dall’ufficio alla parrocchia a scuola. Alcune di esse sono dettate da regolamenti rigidi che non possono far altro che generare noia.
Tuttavia a volte la riunione era indetta per risolvere un problema oppure trovare una soluzione o organizzare qualche evento o prodotto.
In tutti questi ultimi casi, la riunione risultava spesso inutile, secondo me, in quanto coloro che la avevano indetta già avevano la soluzione e la riunione era solo il modo ipocrita di far condividere la loro decisione.
Queste riunioni sono il modo peggiore per affrontare le situazioni e per coinvolgere tutti e per innescare interesse.

Propongo in questo post di sfruttare una tecnica che spero tutti conoscono ma nessuno alla fine applica, soprattutto in Italia.

IL BRAIN – STORMING

Ovvero una tempesta di cervelli che si impegnano a “vomitare idee” intuitive per offrire il loro contributo. Ovvio che molte risultano boiate pazzesche, ma vi assicuro molte invece risulteranno interessanti, magari grezze e da lavorarci sopra, ma molto interessanti.

Innescare il meccanismo della tempesta non è facilissimo. Occorre un innesco, occorre un tempo, occorre anche uno spazio adatto direi che la sala parrocchiale per le riunione con la sua aria stantia e sciattezza non va bene), da ultimo uno che ripara dalla tempesta e raccoglie i fulmini cervellotici. Non esiste una regola unica, ma occorre provare e riprovare, e soprattutto allenare le persone al metodo creativo.

Una volta però innescato vi assicuro che le idee, i progetti e la condivisione per realizzarli saranno assicurati.

Le basi per realizzare un brainstorming le potete facilmente trovare online, mi permetto di indicare i punti essenziali per la riuscita:

1- individuare bene un problema da risolvere (tipo gita fuori porta, il campo estivo, il patrono, idee per la pastorale ecc. ecc. )
2- indicare il tempo in modo preciso, mettere un paletto da superare (direi minimo una ora, ma non oltre un’ora e mezza)
3- tanti pennarelli e post-it e se volete giornali riviste libri e bloc notes.
4- fateli stare comodi e attivi
5- imponete un limite di idee minime da raggiungere (per iniziare direi almeno una ogni due minuti circa 30 all’ora , poi una volta allenati arriverete a 100 all’ora)
6- fate parlare tutti, fate ordine tra le chiamate, senza però spronare chi non parla, o parla troppo, risulterebbe poco spontaneo.
7- tirare le fila del tutto ma …. un’altra volta nel senso che finita la tempesta, si fa festa e poi in un’altra occasione si esaminano le varie proposte insieme.

1- Bis siamo Cristiani suggerisco per miglior raccoglimento di pregare all’inizio e alla fine l’illuminazione dello spirito Santo.

Provateci sono sicuro che troverete la creatività utile per migliorare la Pastorale e portare in modo sempre migliore la luce del Vangelo tra le persone.

il Virus-Fede e il modo di diffonderlo

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http://resscientiae.wikia.com/wiki/File:4577519-cold-virus-virus-influenza-dna-virus-staphylococus-blood-virus-hiv-virus-computer-virus.jpg

In questi giorni di notizie e informazioni varie,dai disastri ambientali al sinodo, dalla immigrazione alle varie di politica, per associazione di idee mi è balenata alla mente un aspetto della Fede che merita approfondimento.

La Fede e il modo attraverso il quale riusciamo a trasmetterla agli altri è un aspetto essenziale, che va sotto il nome di evangelizzazione. Gesù stesso ha indicato più volte nei vangeli di diffondere la sua parola a tutti, come obbligo di ogni cristiano.
Ora chiediamoci, in quale modo lo possiamo fare

Penso che un utile esempio sia quello di considerare la possibilità di diffondere la Fede in Gesù Cristo come se fosse un Virus. non voglio essere irriverente, ma solo proporre una riflessione personale per aiutare tutti noi a diffondere il Vangelo. Ovvio che il post scaturisce da quello che sta accadendo nel campo medico-sanitario con il pericolo del virus Ebola.

Domandiamoci come si diffonde un virus

In vari modi, a seconda della tipologia. Qualcuno per contatto semplice, altri solo con la saliva, altri solo con scambio di sangue, altri ancora attraverso l’aria .
Ogni virus ha un mezzo di trasporto, più o meno veloce, che gli permette di infettare tante persone in modo esponenziale, dal paziente zero a ….. milioni di persone. – tutte le mamme sanno che un bimbo raffreddato al nido tempo pochi giorni e …. tutti infettati-.

Se consideriamo il Virus-Fede dobbiamo chiederci quale possa essere il mezzo di trasporto migliore per diffonderlo e come poterlo indirizzare per infettare tante più persone possibili.

Io penso che possiamo identificare facilmente come il miglior modo per infettare le persone del Virus-Fede sia l’esempio deel vivere cristiano. Non tanto le parole, ma il FARE della nostra vita in senso Cristiano pieno.
Un VIVERE pienamente la Fede, in senso sociale pieno, e dichiararlo senza vanto, ma con cognizione di causa.
Mettere in pratica il messaggio del vangelo, specie senza indossare divise e senza mandati particolari, semplicemente vivere la cristianità nella quotidianità.
Mettere da parte sempre la presunzione orgogliosa che spesso si nasconde dietro atteggiamenti di falso fideismo che allontana le persone invece di avvicinarle.
Solo se le persone si avvicinano a Noi, nel vivere cristiano, possiamo infettarle del Virus-Fede alla luce della Grazia.
Penso che questo sia il principale modo di diffusione.
Poche Parole Molti fatti illuminati da Cristo, in ogni campo della nostra vita.
Il principio virale, ormai da anni è usato per diffondere prodotti di vario genere e funziona solo se il prodotto è straordinario.
Sono fermamente convinto che il messaggio Cristiano, la BUONA NOVELLA sia estremamente stra-ordinario, sta a noi viverlo umilmente e infettare tutte le persone, solo se le infettiamo le potremo aiutare a riconoscere la Grazia che li illumina e salvarli.
Consideriamo poi che se riuscissimo a infettare anche solo una persona, questa a sua volta sarà un portatore sano de il Virus- Fede e così scateniamo un pandemia Cristiana evangelizzatrice, oggi quanto mai auspicabile.