bellezza della fede

la Pastorale per i ragazzi in ricerca di sé

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La Pastorale richiede molta fantasia e creatività. Occorre porsi degli obiettivi chiari e specifici e cercare varie strade per tentare di raggiungere la meta. A me personalmente sta a cuore l’obiettivo più difficile oggi per la Chiesa, ovvero quello del dialogo con i giovani dai 18 ai 30 anni.

Quella è l’età delle prime scelte in autonomia, con la voglia dei ragazzi di trovare la propria strada, sia scegliende la giusta scuola sia il proprio ambito lavoro. Ecco io penso che a questi ragazzi, non ancora adulti, l’azione di dialogo delle nostre parrocchie sia assai scarso o nullo.

Non ho le statistiche sotto mano ma per esperienza personale, osservo che attorno alla Chiesa ci sono sempre i giovanissimi, under 14, o gli anziani over 50. Spero di sbagliarmi, mi procurerò dati aggiornati, ma in questo caso l’intuito mi dice che la Pastorale  parla poco e male a questo “target” di persone.

Ci si limita a parlare con loro solo  nel caso in cui  decidano di sposarsi ed allora si invitano a partecipare ai famigerati, e spesso sopportati corsi pre-matrimoniali. Poi ci si rivede al battesimo, se arrivano i figli.  Tutto qua e assolutamente insufficiente, direi.

Penso che occorre ideare soluzioni creative per parlare a queste persone in questa fascia di età, completamente abbandonate a loro stessi e al mondo che li circonda. Avvicinarle con incontri, e magari andarle a trovare nei luoghi di lavoro, o se non lo hanno confortarli per una più proficua ricerca.

Come sapete io sono molto sensibile ai coraggiosi che intraprendono e che desiderano aprirsi un proprio mercato. Ecco a questi perché non si offre un supporto religioso? E a coloro che soffrono per essere disoccupati, perché non li si incoraggi ad avvicinarsi alla Grazia di Dio senza disperare. Magari insegnando loro a utilizzare il tempo dell’attesa con altri impegni, magari in parrocchia, magari insieme a più parrocchie.

Io non ho notizie di pastorali per l’impresa micro, sul territori, non me ne vogliano gli amici dell’UCID, ma loro sono troppo, troppo. Io penso a chi apre un negozio di frutta, una paninoteca, una ludoteca, un giornalai, un riparatore di pc. Ecc. ecc.  A questa micro-imprenditorialità occorre portare il Vangelo prima di ogni altra cosa.

Insomma auspico una evangelizzazione mirata  che semini il Vangelo proprio nel periodo d’età più delicato di oggi, quello a cavallo tra la scuola e il lavoro e oltre. Oggi più che mai occorre pensare a questi ragazzi, veramente in balia di tutto. ABBIAM L’OBBLIGO DI  OffriRE loro una SPERANZA , offriamo loro un servizio di CARITA’  se necessario, offriamo loro la possibilità di cercare la bellezza della  FEDE.

Un lavoro pastorale lungo e faticoso ma che sono sicuro risulterebbe assai incisivo e nel lungo periodo porterebbe sicuri frutti per tutti.

 

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Effetto sensibilizzazione per la nuova evangelizzazione

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Tocca a me offrire post più pragmatici, rispetto a quelli del mio amico don Andrea. E allora assolvo con piacer il mio compito nella speranza di offrire stimoli e spunti di riflessione per tutte le persone di buona volontà che lavorano quotidianamente alla evangelizzazione.

Voglio presentarvi oggi i famosi studi sui comportamenti degli uomini per poter offrire dei pungoli (nudge in inglese ) gentili per far fare le scelte giuste alle persone, senza usare mezzi coercitivi, di norma controproducenti.

Parliamo qui dell’EFFETTO PRIMING, tradotto dell’effetto sensibilizzazione.
Iniziamo con un esempio:
In un ufficio c’era l’angolo del ristoro con varie bevande, dal caffè al the al latte, ecc. ecc. Il costo di ciò che si consumava era lasciato alla libera volontà delle persone. I soldi venivano riposti in una scatola detta “box dell’onestà”.
Affissi erano i prezzi consigliati per i prodotti consumati. Tuttavia di onestà non è che ce ne fosse molta, ( non era colpa degli italiani, poiché l’esperimento è stato svolto nel nord america).
Allora si è voluto sperimentare l’EFFETTO PRIMING, in italiano sensibilizzazione.
In pratica sopra il box dell’onestà furono apposti a turno varie immagine,tipo:
fiori, occhi che guardano, prati, occhi languiDI; piante , occhi severi, ecc. ecc.
Dopo circa un anno gli studiosi hanno tirato le conclusioni, in media quando vi erano apposti occhi, specie severi, nel box c’erano il triplo delle offerte, l’onestà trionfa se pensi che qualcuno ti possa …. spiare.
Inconsciamente le persone erano indotte a essere …oneste. Come se una parte del cervello si attiva solo se stimolato, e riflette che è meglio essere onesti, poiché esistono anche gli altri.

Centinaia di esperimenti confermano che noi tutti siamo influenzabili con effetti Priming che ci spingono a compiere meglio le nostre azioni senza minacce o coercizioni, semplicemente facciamo scattare un meccanismo psicologico dentro di noi che ci fa rifletter meglio su ciò che desideriamo fare. Senza lo stimolo, come se non ci pensiamo e tiriamo diritto.

Allora cari amici evangelizzatori, sfruttate l’effetto Priming, stimolate e sensibilizzate con immagini, ambienti stimolanti, parole pensate e tutte gli stimoli e sensibilizzazioni che possano indirizzare la bontà delle persone ad emergere e magari approfondite l’effetto priming per prendere spunti utili.
Altrimenti rimane soffocata dalla pigrizia dei cattivi comportamenti e sappiamo che ne saremo responsabili.
Si perché per l’umano è molto più economico e meno faticoso comportarsi male.
Siate creativi nel realizzare nudge (pungoli) che evangelizzano le persone.
Occorre stimolare in modo creativo e positivo.
Comportarsi costa fatica, ma se sensibilizzata allora la persona si converte facilmente.

grazie

La coscienza Sovrana di ogni persona che si richiama a Cristo

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Jonh Henry Newmann

Stamane mi è arrivata questa newsletter, dal sito Blog di Socci, e mi è sembrata molto interessante come spunto di riflessione.
Riporta frasi di Jonh Henry Newmann e di Benedetto XVI sulla coscienza.
Ho Pensato così di copiarla interamente, e offrire a tutti noi in questi giorni precedenti all’ascensione in Cielo di Maria, un momento di preghiera sul
tema delle nostre coscienze.
Ognuno tragga le proprie umili riflessioni.

Buona Festa dell’ASCENSIONE DI Maria al Cielo.

VIVA IL CONCILIO (CONTRO LA PAPOLATRIA DEI BIGOTTI). RATZINGER: LA COSCIENZA E’ AL DI SOPRA DEL PAPA ED E’ QUESTO CHE DISTINGUE L’OBBEDIENZA DEI CRISTIANI DA QUELLA (ABERRANTE) CHE PRETENDEVANO HITLER, STALIN EC. E’ SULLA COSCIENZA CHE SAREMO GIUDICATI (IL CATECHISMO AFFERMA CHE ABBIAMO L’OBBLIGO DI OBBEDIRE ALLA COSCIENZA). QUESTA E’ LA NOSTRA LIBERTA’ DI FIGLI DI DIO. NON SIAMO SUDDITI NELLA CHIESA, MA FIGLI DI DIO!

Posted: 13 Aug 2014 03:07 AM PDT

“Certamente se io dovessi portare la religione in un brindisi dopo un pranzo (…) allora io brinderei per il Papa. Ma prima per la coscienza e poi per il Papa”
John Henri Newman – Lettera al Duca di Norfolk

“(La coscienza) è la messaggera di colui che, nel mondo della natura come in quello della grazia, ci parla velatamente, ci istruisce e ci guida. La coscienza è il primo di tutti i vicari di Cristo”

John Henri Newman – Lettera al Duca di Norfolk

“Per Newman la coscienza rappresenta un completamento intimo e una limitazione del principio della Chiesa. Al di sopra del papa, come espressione della pretesa vincolante dell’autorità ecclesiastica, resta comunque la coscienza di ciascuno, che deve essere obbedita prima di ogni altra cosa, se necessario anche contro le richieste dell’autorità ecclesiastica. L’enfasi sull’individuo, a cui la coscienza si fa innanzi come supremo e ultimo tribunale, e che in ultima istanza è al di là di ogni pretesa da parte di gruppi sociali, compresa la Chiesa ufficiale, stabilisce inoltre un principio che si oppone al crescente totalitarismo e che distingue la vera obbedienza ecclesiale da una tale pretesa totalitaria”
Joseph Ratzinger

(questo brano di Ratzinger è tratto dal suo commento alla “Gaudium et Spes”, numero 16, che dice Ratzinger, con il Concilio Vaticano II, è proprio sulla linea di Newman)

Mi sembra significativo che Newman, nella gerarchia delle virtù sottolinei il primato della verità sulla bontà o, per esprimerci più chiaramente: egli mette in risalto il primato della verità sul consenso, sulla capacità di accomodazione di gruppo.

Direi quindi: quando parliamo di un uomo di coscienza, intendiamo qualcuno dotato di tali disposizioni interiori.

Un uomo di coscienza è uno che non compra mai, a prezzo della rinuncia alla verità, l’andar d’accordo, il benessere, il successo, la considerazione sociale e l’approvazione da parte dell’opinione dominante.

In questo Newman si ricollega all’altro grande testimone britannico della coscienza: Tommaso Moro, per il quale la coscienza non fu in alcun modo espressione di una sua testardaggine soggettiva o di eroismo caparbio.

Egli stesso si pose nel numero di quei martiri angosciati, che solo dopo esitazioni e molte domande hanno costretto se stessi ad obbedire alla coscienza: ad obbedire a quella verità, che deve stare più in alto di qualsiasi istanza sociale e di qualsiasi forma di gusto personale.

Si evidenziano così due criteri per discernere la presenza di un’autentica voce della coscienza: essa non coincide con i propri desideri e coi propri gusti; essa non si identifica con ciò che è socialmente più vantaggioso, col consenso di gruppo o con le esigenze del potere politico o sociale.
Joseph Ratzinger, La Chiesa una comunità sempre in cammino, pp.123

Sotto l’ombrellone (2)

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Cari amici,

di ritorno dal camposcuola vi propongo una seconda lettura molto affascinante. Di fatto l’estate sembra farsi desiderare – almeno qui nel centro Italia – ma un buon libro può farci compagni sia al mare che ne salotto di casa nostra.

Il testo che vi propongo è uscito in libreria nel 2013 per i tipi del Messaggero Padova, ed è a firma del gesuita Andrea Dall’Asta s.j. L’autore – laureato in teologia a Parigi e specializzato presso la Columbia University  di New York – è attualmente direttore della Galleria “Raccolta Lercaro” di Bologna. Andrea Dall’Asta ha pubblicato numerosi saggi e rivolge la sua attenzione in particolare al mondo dell’arte, della liturgia e dell’architettura.

In questo libro – Dio storia dell’uomo. Dalla parola all’immagine – traccia un’interessante studio sulla relazione tra parola e immagine. A partire dall’interpretazione dell’immagine nel mondo ebraico, per passare poi alla cultura cristiana del Logos, l’autore ripercorre la storia della salvezza costellando lo studio di numerosi riferimenti iconografici dell’arte antica, medievale, moderna e contemporanea.

Lo studio risulta interessante per l’immediatezza dei concetti che l’autore sviluppa, attraverso un linguaggio semplice e lineare, ma sprattutto per l’interessante il forte taglio critico verso i linguaggi artistici a partire dalle diverse prospettive teologiche. Inoltre il testo si presenta come una forma di stimolo e di riflessione in merito alla dimensione teologica della ‘creatività’ spirituale, recentemente sviluppata da Papa Francesco nella Evangelii gaudium.

“Il vero artigiano che anima tutte le cose è lo Spirito. Ogni realtà porta i segni del donatore, per il fatto che ne hanno preso forma. L’opera d’arte diventa la comprensione, meglio, la lettura della diffusione di queste tracce misteriose sparse in ogni frammento di realtà, l’ascensione verso colui che è all’origine di ogni dono”. (dal libro)

Buona lettura, d.Andrea.

Oltre la morte: la bellezza della redenzione

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Cari amici,

un consiglio di lettura in attesa della ‘grande settimana’, la settimana santa. Copertina di 'La bellezza del crocifisso'

Si tratta del volume fotografico ‘La bellezza del crocifisso’ edizioni Ancora 2010. Un volume uscito dunque da qualche anno ma, a mio avviso, sempre adeguato ad affrontare da una prospettiva spirituale e pastorale aperta alla bellezza il mistero della morte e della redenzione vissute e operate da nostro Signore.

Due i punti di forza del volume:

1 – un interessante saggio storico-artistico introduttivo a firma di Alberto Cozzi (docente di teologia nella Facoltà teologica dell’Italia settentrionale);

2 – le schede di lettura – critiche da un punto di vista artistico –  delle varie interpretazioni artistiche dell’evento della croce, con delle bellissime immagini a corredo.

A colpire l’interesse del lettore è l’indubbia capacità degli autori di accostare opere tra loro molto distanti – per storia e significato: si parte con l’affresco e si finisce con Salvador Dalì – con uno sguardo interpretativo capace di collocare nel giusto contesto storico e culturale le diverse forme artistiche raffigurate.

Un ottimo strumento pastorale ma anche di meditazione personale per accostarsi al mistero della croce con quella delicatezza di cui solo l’intelligenza artistica del ‘bello’ è capace.

d.Andrea

 

parrocchie piene o al solito

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Ieri sono stato alla celebrazione settimanale quaresimale. Ero sicuro di trovare una chiesa piena di volti nuovi ansiosi di partecipare alla celebrazione di CrISTO, tanto che pensavo che quest’anno la parrocchia dovrà pagare il riscaldamento molto di più dovendo riscaldare la navata centrale invece che la solita cappellata.
Da aziendalista inveterato, pensavo che magari l’aumento delle presenze e della loro generosità avrebbe compensato la spesa.
Ero convinto che la francesco-mania avesse avuto un effetto deflagrante, e che molti si sarebbero riavvicinati alla parrocchia. A forza di leggere le entusiastiche prosopopee di Avvenire, per non parlare degli inserti delle varie televisioni, ero convinto di un boom di nuove presenze.
INVECE …
INVECE nulla di tutto ciò. Eravamo i soliti 20-30, nella piccola angusta saletta a fianco la canonica. Nulla è cambiato dopo un anno del nuovo Papa.
Ma non dicevano che….
Ma non sostenevano che..
Ma ….
Ma ma ma
Alla prova dei fatti, da noi a Fermo parrocchia San Norberto nulla è cambiato in termini di presenza in Parrochia e per fare CHIESA.
Non ho avuto modo di parlare con don Peppe, magari lui sa meglio di me, io vedo e osservo, lui la vive ogni ora del giorno.
Magari è solo il caso della nostra parrocchia, in altri invece la presenza di chi si è ri-avvicinato è significativa.
Magari e speriamo,
Temo però che al momento il Santo Padre viene ascoltato solo per chiò ceh scende a patti con il mondo,
quando poi si tratta di portare il mondo a Dio. ……
allora …. tutto come prima….

La ‘bellezza’ salverà il mondo? Cominciamo a salvare la bellezza ‘dal’ mondo

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Cari amici, 

la frase senza tempo di Dostoevskij “la bellezza salverà il mondo”, stupidamente sulla bocca di molti, di troppi, necessita di un nuovo grande ripensamento. Ho seguito sgomento questa settimana la polemica sull’indottrinamento messo in circolazione dall’UNAR (ufficio nazionale anti discriminazioni razziali) per i maestri e maestre delle scuole d’infanzia. Il Comune di Roma a sua volta ha pensato bene di concretizzare in corsi di aggiornamento per gli insegnanti sull’educazione sessuale e sulla tematica del ‘gender’. Il Miur si è immediatamente distanziato da tale operazione e lo scetticismo, soprattutto nel mondo cattolico, ha fatto si che si montasse la solita polemica all’italiana.

Chi mi conosce sa con quanta attenzione seguo anche pastoralmente il mondo lgbtq, e come anche attraverso questo blog, cerchi di porre degli elementi di discussione e confronto incoraggiato anche dallo stile dell’attuale pontefice. Ma mi domando: siamo sicuri che tali operazioni ideologiche siano di aiuto al mondo lgbtq? Nel documento dell’UNAR si mettono in discussione la morale letteraria e poetica di poesie e favole con le quali tutti noi siamo cresciuti e si chiede ai docenti di guardare con criticità soggetti come ‘cappuccetto rosso’ ‘biancaneve’ ‘il principe azzurro’ perchè istillerebbero nella psicologia del bambino una distinzione netta tra maschio e femmina portando all’esaltazione della famiglia tradizionale e a un’eccessivo interesse per figure mitologiche troppo ‘marcate nella loro distinzione sessuale’.

Ma ci rendiamo conto? Cosa dovremmo leggere ai nostri bambini? Rivisitare biancaneve e il principe azzurro togliendo loro i connotati, in tutti i sensi, per non offendere il libero sviluppo del gender? Attenzione! Attenzione soprattutto agli esponenti e ai battaglieri del mondo lgbtq: sveglaitevi cari amici! Il sistema vi manipola e vi sfrutta per distruggere quanto di bello, e dunque di vero e di buono vi è nella nostra cultura. Di qui a poco ci sarà chiesto di interpretare monumenti letterari e artistici perchè eccessivamente violenti verso l’ideologica filosofia del gendere. Vi immaginate voi: i promessi sposi con due uomini o due donne, l’Iliade o l’Odissea impersonate da Luxsuria con Penelope che ascolta la voce dei ‘sireni’ e Ulisse seduto al telaio? Sveglia! Ripeto: attenzione! La bruttezza ammicca sempre con il suo fascino ‘mondano’ e come sempre la prima vera e grande risorsa che cerca di contraffare è proprio la cultura! Pensiamo a autori come Oscar Wilde, Caravaggio, Porust, Gide,  Zeffirelli, quando mai si arebbero sognati di trasformare l’arte in quello che non è: anti-natura nel senso più profondo. Ovvero confusione, smarrimento, libertà confusa con dis-grazia. La bellezza salverà il mondo dunque dovrebbe essere un motto usato con più cautela e forse è il caso di dire: la bellezza va salvata dal mondo prima di divenirne la salvatrice.

Con le strutture scolastiche che cadono a pezza, insegnanti costrette a procurarsi gessetti e carta igenica per i loro bambini, credo siano altre le emergenze da affrontare, ma il sistema sapientemente sposta e distoglie l’attenzione su altri aspetti inesistenti e inconsistenti. Le grandi personalità omosessuali hanno da sempre segnato il mondo culturale, artistico, politico della storia del mondo, come tutte le vere e grandi personalità e nessuno che abbia ascoltato Cappuccetto rosso, o si sia perso nella delicatezza dell’amore di Renzo e Lucia, ha cambiato per questo il proprio orientamento sessuale o si è sentito discriminato. Discriminato è il bambino italiano che muore sotto il tetto della propria scuola, discriminato è il bambino che non riceve la giusta assistenza e giusti servizi dall’istituzione dalla quale i propri genitori sono ipertassati e ipervessati.

Come affermò il grande Paolo Poli in una intervista: “c’è un’eleganza e una grazia anche nel saper vivere la propria sessualità in pace con se stessi e con gli altri, senza bisogno di gay pride, sfilate, e ostentazioni di volgarità”. La bruttezza imperversa: svegliamoci amici! Salviamo la bellezza da una parte di mondo che propone logiche autodistruttive!

d.Andrea.