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La Franchezza nel raccontare il Vangelo alla base della Evangelizzazione

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Comunicare è una cosa assai difficile e complicata, spesso ne parliamo in questo Blog in quanto evangelizzare si traduce con una comunicazione come scrissi poco tempo fa in questo post:

 La fede arriva con l’annuncio grazie a una corretta comunicazione.

Cerchiamo di capire quali sono i modi con i quali la comunicazione possa risultare efficace per evangelizzare.

Domandiamoci: Come fecero i primi apostoli? Quali modi usarono per parlare di una cosa nuovissima? Quale forza li spinse a mettere a repentaglio la loro vita pur di evangelizzare?

(se qualcuno desidera può leggere info tecniche di comunicazione pandemica a questo link .)

Rileggendo gli ATTI DEGLI APOSTOLI mi sono imbattuto su un aggettivo che definiva esattamente il modo attraverso il quale il messaggio evangelico arrivava alle persone dagli apostoli.

Gli APOSTOLI annunciavano il Vangelo con:

FRANCHEZZA. 

Annunciavano il Vangelo della Risurrezione  di Gesù con la FRANCHEZZA.

Era come un Nudge evangelicoleggi qui, ovvero un PUNGOLO che sollecitava le persone a credere e a seguire il Vangelo.

Riporto i 4 Brani ove si ripropone tale modalità di annuncio:

 

ATTI degli Apostoli

CAPITOLO 4 

“Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e considerando che erano senza istruzione e popolani, rimanevano stupefatti riconoscendoli per coloro che erano stati con Gesù;”

…….

[29]Ed ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare con tutta franchezza la tua parola. [30]Stendi la mano perché si compiano guarigioni, miracoli e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù».

[31]Quand’ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono pieni di Spirito Santo e annunziavano la parola di Dio con franchezza.

capitolo  13

[44]Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio. [45]Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono pieni di gelosia e contraddicevano le affermazioni di Paolo, bestemmiando. [46]Allora Paolo e Barnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse annunziata a voi per primi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco noi ci rivolgiamo ai pagani. [47]Così infatti ci ha ordinato il Signore: Io ti ho posto come luce per le genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della
terra».

capitolo 26

[24]Mentr’egli parlava così in sua difesa, Festo a gran voce disse: «Sei pazzo, Paolo; la troppa scienza ti ha dato al cervello!». [25]E Paolo: «Non sono pazzo, disse, eccellentissimo Festo, ma sto dicendo parole vere e sagge. [26]Il re è al corrente di queste cose e davanti a lui parlo con franchezza. Penso che niente di questo gli sia sconosciuto, poiché non sono fatti accaduti in segreto. [27]Credi, o re Agrippa, nei profeti? So che ci credi». [28]E Agrippa a Paolo: «Per poco non mi convinci a farmi cristiano!». [29]E Paolo: «Per poco o per molto, io vorrei supplicare Dio che non soltanto tu, ma quanti oggi mi ascoltano diventassero così come sono io, eccetto queste catene!».

epilogo

[30]Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso a pigione e accoglieva tutti quelli che venivano a lui, [31]

annunziando il regno di Dio e

insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo,

con tutta franchezza e senza impedimento.”

 Nel raccontare quanto sapevano erano Spinti dallo Spirito Santo a  parlare di ciò che credevano fermamente e questo le persone che stavano a fianco lo sentivano.

Sentivano che questi Apostoli erano

FRANCHI, ONESTI E

NON IPOCRITI

Poiché credevano  e seguivano ciò che annunciavano. Anche a costo di morire lapidati.

LA FRANCHEZZA

HA VEICOlato La  Comunicazione

E L’OBIETTIVO FU RAGGIUNTO.

Quanto più un Cristiano Saprà essere Franco con sé stesso e con gli altri, tanto più la sua comunicazione arriverà e chi la accoglie non potrà che seguire di conseguenza il messaggio del VANGELO.

Possiamo usare tutti i tecnicismi possibili, ma se al fondo delle nostre comunicazione non saremo ONESTI E FRANCHI CON NOI STESSI GLI ALTRI non CI seguiranno e cosa più importante NON SEGUIRANNO GESU’ CRISTO.

Pertanto Prima di ogni comunicazione che intende essere evangelizzatrice cerchiamo di Pregare, chiediamo aiuto allo Spirito Santo che sappia farci comunicare in FRANCHEZZA con le Opere e le PAROLE solo in questo modo potremmo avere una opera EVANGELIZZATRICE che raggiunga i suoi obiettivi. Esempi MOLTO forti  NE abbiamo dati in questo POST

Ognuno di NOI è chiamato a Evangelizzare con la FRANCHEZZA degli Apostoli dono dello Spirito Santo.

 

La Fede arriva con l’annuncio grazie a una corretta comunicazione illuminata dallo Spirito Santo

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Oggi   il Vangelo ha ispirato in  me una riflessione.

Lc 10,1-12.17-20

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa…..….. ”

72 “INVIATI” a due a due, ovvero 36  coppie di apostoli inviati dal Signore Gesù Cristi ad annunciare il Regno di Dio ed invitare le persone alla conversione per riconoscere Gesù come Figlio di DIO.

Proviamo ad immedesimarci in queste coppie di persone, spesso gente semplice che doveva incontrare altre persone, gente semplice, con la quale instaurare un rapporto, un dialogo per il bene della loro missione e delle persone che incontravano.

Pochi giorno ho festeggiato il mio Onomastico , il 29 giugno giorno di San Pietro e San Paolo e per l’occasione ho riletto la lettera ai Romani. In questa profonda ed immensa lettera ho particolarmente approfondito ed apprezzato  i capitoli centrali dal 10 in avanti.

Lettera ai Romani

cap. 10,8- :

… 8Che cosa dice dunque? Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore, cioè la parola della fede che noi predichiamo. 9Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. 10Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.

11Dice infatti la Scrittura:

Chiunque crede in lui non sarà deluso.

12Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. 13Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.
14Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto?

Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare?

 Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci?

15E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!
16Ma non tutti hanno obbedito al Vangelo. Lo dice Isaia: Signore, chi ha creduto dopo averci ascoltato?

17    Dunque,

la fede viene dall’ascolto

e l’ascolto riguarda la parola di Cristo.

Essendo un professore di Marketing, so quanto la comunicazione sia una difficilissima professione, che va studiata secondo le tecniche più innovative e che non consente falsità, che sempre alla lunga vengono scoperte.

Papa Benedetto XVI nella sua Omelia dedicata a San Paolo e le sue lettere, ed. San Paolo a pag. 127 dice:

” La Fede non è un prodotto del nostro pensiero, della nostra riflessione, è qualche cosa di nuovo che non possiamo inventare, ma solo ricevere come dono, come una novità prodotta da Dio.

E la fede non viene dalla lettura

ma dall’ASCOLTO.

Non è una cosa soltanto Interiore, ma una RELAZIONE CON QUALCUNO. Suppone un incontro con l’annuncio, suppone l’esistenza dell’altro che annuncia e crea comunione. E finalmente l’annuncio: colui che annuncia non parla da sé ma è inviato”.

Logica conseguenza  è il fatto che per ascoltare occorre che ci sia qualcuno, inviato, disposto a parlare e che il modo come lo fa dipende e influenza l’ascoltatore.

Dato che insegno e sono consulente di  Marketing oltre che I.D.R. presso l’IIS V. Bonifazi di Civitanova Marche,  ecco il mio profilo professionale,  quanto la Comunicazione sia uno degli aspetti più difficili da realizzare e al quale si dedica il massimo del tempo. Da qui parte il contagio delle persone, spesso, per aprire un mercato ai prodotti.

Comunicare implica una serie di passaggi non facili da fare in modo che colui al quale comunichiamo possa ascoltare il messaggio. Immaginate come se il nostro comunicato dovesse scavalcare tutta una serie di ostacoli prima di poter cogliere l’attenzione delle persone.

Esperimenti plurimi hanno mostrato che le persone sono mediamente distratte a quanto accade loro attorno, specie  se non sono interessate.

Il nostro cervello risparmia energia sempre e se non stimolato da qualche “eccitante ” è come se si mettesse in stand-by. Pertanto chi comunica oggi , come ieri, deve avere un minimo di conoscenza delle moderne tecniche di comunicazione.

Segnalo i miei post su www.pandemiapolitica.com  per chi di buona volontà volesse approfondire la tematica, seppure un tantinello tecnica.

Marketing Pastorale

è anche questo, aiutare con la nostra “SCIENZA”

la Pastorale per la EVANGELIZZAZIONE di molti.

Qui  provo a segnare alcuni pratici suggerimenti da utilizzare per cominciare l’annuncio straordinario del nostro Signore Gesù Cristo con la speranza che possa aiutare a “contagiare” quante più persone possibili e diffondere così il Vangelo della Morte e Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.

1-Semplicità e Preparazione. La comunicazione NON ammette improvvisazione, nel senso che, quando ci prepariamo a parlare con gli altri deve trasparire una certa “autorevolezza” dalle nostre parole. Ma, e questo è ancor più difficile, occorre parlare con semplicità, non con parole  troppo auliche, specie nei primi contatti.

2- Considerate i tempi. Le persone hanno pochissimo tempo per darvi attenzione, il così detto Buffer Mentale è assai breve, 7-8 minuti al massimo, ecco perché occorre Prepararsi, non disperdere in questi minuti. Badate però di non preparare in modo che appaia una “rappresentazione” o peggio “Re-citazione” sempre uguale. Sarebbe ridicolo.

3- Osservate bene l’interlocutore, chi è, cosa fa, come lo fa, il comunicare parte sempre dall’ascolto dell’altro, prima si ascolta poi si comunica. Tipica tecnica del venditore esperto, se riesci a cogliere i desideri  delle Persone è facile poi che se soddisfi tale desiderio che ti stia ad ascoltare.

4- Distanza ed Atteggiamento. La distanza del dialogo è importantissima, occorre dare alle persone il tempo di farci accettare, solo dopo molti dialoghi questa distanza si separa. L’atteggiamento deve esser quello sempre di massima apertura e rispetto, mai di “oppressione” o di “portare di VERITà”. Ricordiamoci che noi lavoriamo per qualcun ALTRO che ha già fatto metà del lavoro prima e meglio di noi, come diceva San Escrivà 

5- Emozionare con le storie  o i racconti. Il racconto che emoziona e che passa nel cuore piuttosto che nel cervello è assai efficace. Occorre imparare a saper raccontare storie, piuttosto che “teologia”. La comunicazione tramite le emozioni è sicuramente la più efficace.  Ricordiamoci che le Parabole sono una degli aspetti più importanti che Gesù utilizzava per far passare il messaggio del Regno di DIO.

6- Strumenti Tecnici Comunicazione. Oggi rispetto a 2000 anni fa abbiamo plurimi mezzi tecnici, ma …. vanno studiati e utilizzati con discernimento. Non basta saper aprire una pagina Facebook o Instagram o Twitter. Occorre saper bene come si fa, e cosa si fa!!! Invece noto molta approssimazione e faciloneria. Affidatevi ad esperti del settore, NON IMPROVVISATE altrimenti anche il VOSTRO MESSAGGIO RISULTA IMPROVVISATO.

7- Affidiamoci SEMPRE allo SPIRITO SANTO che ci possa illuminare sempre il modo migliore di comunicare e all’agnello Custode che possa aiutarci ad ascoltarlo.

Ecco 5 brevi spunti per poter comunicare con i nostri fratelli. Alcuni hanno dei talenti innati, ma che poi hanno coltivato nel tempo, tipo quelli del mio post sui convertiti all’ISLAm  altri invece hanno dei talenti inespressi, ma vi assicuro che tutti, ma proprio tutti possono e per il bene delle CHIESA debbono migliorare la Comunicazione con lo Scopo di avvicinare quante più persone a Gesù Cristo Nostro Signore.

Se avete bisogno di consigli siamo a vostra completa disposizione. porlandi05@gmail.com

 

 

 

San Escrivà, il Santo dell’Ordinario. Zibaldone di appunti da una biografia

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Biografia di Pilar Urbano che racconta San Escrivà

Pilar Urbano: Josemaria Escrivà Romano

A fine dicembre assisto alla testimonianza di un amico prete con il quale ho condiviso gli ultimi anni di studio per conseguire il baccalaureato presso l’Istituto Teologico Marchigiano.

Don Pompeo racconta la sua lunga esperienza di vita cristiana passata attraverso la vita familiare gratifica da 5 figli e vari nipoti, dopo il ritorno  al Signore della amata Moglie a circa 65 anni ha risposto alla vocazione presbiterale.

Quello che mi ha veramente incuriosito sono state le sue esperienze lavorative e i termini  per raccontarle. Parla di Santificazione attraverso il lavoro, farsi Santi attraverso il proprio vivere quotidiano, senza fuggire dalla proprio realtà e vocazione.

Sono il centro dei miei studi che potete leggere nella Tesi Finale per il conseguimento della Licenza Teologica presso la Pontificia Univ. Lateranense leggi qui e nei vari miei post asd es. leggi post..

Queste frasi da Lui dette sono il frutto della sua partecipazione ad una organizzazione Cristiana e Cattolica di cui tutti hanno sentito parlare ma che di fatto nessuno conosce se non dalle scempiaggine di idioti che ne hanno fatto un emblema del male della Chiesa.

Don Pompeo dice che da oltre 35 anni fa parte della OPUS DEI.

A Fine incontro scambiamo due chiacchiere e semplicemente mi invita a partecipare alla riunione mensile che l’Opus Dei Marchigiana fa a Loreto. Data la mia curiosità vado  e passo due ore di intensa e piacevole preghiera. Inizio a leggere dal web dai siti ufficiali  chi è Josemaria Escrivà. sito ufficiale Leggi qui e Poi cerco la risposta a questa domanda:

Cos’è l’Opus Dei? 

L’Opus Dei è una prelatura personale della Chiesa cattolica che ha lo scopo di contribuire alla missione evangelizzatrice della Chiesa, promuovendo fra i fedeli cristiani di ogni condizione, uno stile di vita pienamente coerente con la fede nelle circostanze quotidiane dell’esistenza umana,

specialmente attraverso la santificazione del lavoro.

sito ufficiale opus Dei

sottotitolo del Sito:

“Insisto: nella semplicità del tuo lavoro ordinario, nei particolari monotoni di ogni giorno, devi scoprire il segreto nascosto per tanti della grandezza e della novità: l’Amore”. San Josemaría

In pratica come se dicesse ciò che io ho sempre pensato e studiato e scritto. Solo che non sapevo esistesse una organizzazione di Persone che perseguisse la Santità attraverso la esaltazione del Lavoro alla luce della Croce di Cristo. Tanto più che San Giuseppe è il Santo a cui si affidano. leggi mio post in omaggio a san giuseppe

Il nome completo è :

Prelatura della Santa Croce

e Opus Dei. 

Da quel dicembre non manco mai, salvo gravissimi problemi per lo più familiari. 

Ho iniziato così a conoscere dal di dentro l‘Opus Dei e mi sono fatto consigliare e prestare la lettura di alcuni libri.

Il primo che ho letto  mi ha letteralmente FULMINATO. Come se avessi trovato una persona resa Santa niente meno che da Giovanni Paolo II, vedete il  video qui sotto , che mi possa guidare verso la santità personale nel fare quotidiano dalla famiglia al lavoro.

Scritto dalla giornalista Pilar Urbano è una Biografia incredibile, tematica, molto sentita e coinvolgente. Mette a nudo il Padre come penso sarebbe stato difficile fare meglio. L’ho letto velocemente e riletto prima di riconsegnarlo, ho preso alcuni spunti qua e là giusto per imprimere meglio nella mia memoria le parole del Padre.

OGGI 26 GIUGNO 2016 

IN ONORE DALLA COMMEMORAZIONE

DI

SAN JOSEMARIA ESCRIVA’

pubblico questo post in suo onore per  diffondere la conoscenza del Santo dell’Ordinario.

Fondatore della  Prelatura della Santa Croce e Opus Dei.

 ZIBALDONE dal Libro su San Escrivà 

 

Cap.5
Opzione per i Poveri e Opzione per i Ricchi. IL FARE
“ Exutlavit UT GIGAS ad Corredum Viam

  1. I grandi Uomini sanno vedere l’invisibile.
    Massimo rispetto alla Libertà
    “Bisogna Far sì che spariscono i poveri elevandoli; Non abbassando le classi più alte”
    “Amo i comunisti NON amo il Comunismo”.
    “Chi sta sopra se non vale cade da solo”.
    Promuovere chi sta sotto. Opzione per i poveri.
    “Chiesa dei Poveri? Non c’è una Chiesa per i poveri, né dei ricchi, TUTT LE ANIME SONO POVERE. Ma La Chiesa è Ricca. Si!!! La sua ricchezza sono i sacramenti.. E la sua ricchezza è la dottrina e tutti i meriti di Cristo.”
    Cap. 6
    Le 3 LOTTE DELL’ OPUS DEI
    Giuridica

Ascetica verso l’amore di Cristo
Formazione : “ voi siete il ponte” l’Opus Dei come grande catechesi.

Cap. 7
“io NON volevo fondare NULLA,

IO non ho fatto altro che essere d’impaccio

detto a Josè Orlandis

Cap.8
“Avvicinare gli uomini a Dio, sapendo che metà del lavoro è fatto da Dio”.

“Teologia della coincidenza?? NO!!!! DELLA PROVVIDENZA”.

Un Marketing senza INGANNI, senza effetti speciali, senza ricorsi retorici, senza tattiche opportunistiche di penetrazione, ma la Verità con il dono delle lingue:

“Materializzare la dottrina senza alleggerire i costi della parola di DIO”.

Cap.9
“la Sapienza divina mi ha guidato come se giocasse con me”.
“SI DEUS NOBISCUM, QUIS CONTRA NOS”

Il nocciolo della vocazione della OPUS DEI

è la VITA QUOTIDIANA

Naturale Soprannaturalezza verso lo Spirito Santo:

“ non gli parlare Ascoltalo”.
DIVINO COMMERCIO
Se Dio leggesse i Classici concorderebbe con Terenzio: “Sono un Uomo e nulla dell’Uomo mi è estraneo”.

Cap. 10
URE IGNI SANCTI SPIRITUS, con con un po’ di nostra volontà
Si intrattiene con i Santi: San Giuseppe, San Pietro e Paolo, San Giovanni, San Nicola di Bari, San Barbara, San Tommaso Moro,, San Pio X, San Caterina da S
iena, Santo Curato D’ars, Arcangelo Gabriele, San Raffaele, San Michele, San Gabriele, L’Angelo Custode.

Orazione Abituale :

“ Materializzare la Vita Spirituale”.
“C’è qualcosa di Santo di divino nelle cose nascoste, nelle situazioni, più comuni, qualcosa che tocca a ognuno di voi scoprire”.
Auditorium Nostrum in Nomine Domini
“adoro te devote, latens deitas….” Tommaso d’Aquino

“In ogni cerimonia bisogna fare tutto con DECORO, con solennità, e se vi sbagliatenon precipitatevi, calma!! Non rettificate nella fretta e di corsa, ma sempre con solennità. Anche l’errore fa parte della cerimonia. “

“Non dobbiamo mai essere Spilorci con

il SIGNORE: DIO AMA IL LUSSO”.

Cap. 11

“il Padre”

Così veniva chiamato San Escrivà.
Peccato, Orate Pro Reo
Peccato Genuit Filies et Filias
Gesù “Sanabat Omnes”
“Che ti Succede?” ripeteva spesso a tutti
PER ASPERA AD ASTRA

“L’indifferenza non comprende: esige e giudica, manca coraggio. L’affetto invece Comprende ed esige, Correggendo”.
V

“Vestire in modo adeguato al proprio sé” .

Cap. 12
Nell’Opus Dei un Malato è un TESORO.
“per una Anima innamorata, i bambini e i malati sono Lui”.
Dolcissimo Precetto:

Amore verso i Familiari …… ma Senza la Familiosi da dipendenza.

A Encarnita Ortega  (una beata alla quale dedicherò un futuro post in quanto impegnata nella moda, mio lavoro, ed è diventata beata):

“ Qui non formiamo super uomini, non andiamo in giro a comandare e a maneggiare. Si va a Servire, Sarete gli ultimi, mettete il vostro cuore per terra, perché gli altri camminino sul soffice.”

REGOLA; “ PER SERVIRE, SERVIRE”.
Ma trasceso dalla orizzontalità di servizio agli altri con la verticalità del servizio a Dio Stesso.
“Servite Domino in Laetitia”.
“Per coloro che amano Dio: Omnia in Bonum”.

Cap. 13
“I nostri mezzi e fini sono esclusivamente Soprannaturali”.

Conc. Vat. II : LA CHIAMATA UNIVERSALE ALLA SANTITA’

“Rispetto tutte le opinioni politiche;

purché non contrarie a Cristo.

L’Opus DEI è la libertà Santa dei Figli di Dio.

Tutti siamo d’accordo nella Fede e nella morale di Gesù Cristo,

e lo spirito dell’Opus Dei.

In tutto il resto siamo LIBERISSIMI.”

Consigli del PADRE su

Carità, Libertà e Responsabilità:

“Compi le Norme e Ama la Libertà”.
“Agisci con Serenità”.
“Se il tuo lavoro ti rende impossibile compiere le norme di Pietà, pensa che quel lavoro

non è più Opus Dei

ma opus diaboli.”
“In caso di dubbio mettetevi dalla parte della Libertà”.
“Libertà e Responsabilità come rango inanielabile dei Figli di Dio”

Cap. 14
Vigilavi et factus sum sicut passer passer solissimus in tecto. Salmo 102,8
da
S. Giovanni della Croce
Svuotamento e Libertà
Quanto possiede è un Abisso di conoscenza di Dio:
Il volo del Nibbio le sue proprietà:
1- Luoghi alti
2- becco
3- Solo
4- canto soave
5- Colore Non colore delle piume, non affatto particolari

Il cuore va s empre più in là della conoscenza. L’intelligenza viene dopo.
Il celibato come forca caudine che schiaccia la virilità.”
Presbiterato come amore, come passero solitario.

Cap. 15
Per chi vuole essere apostolo: Castità e Povertà
“vivere e morire povero anche se avessi molti milioni”.
Povertà NON Pauperismo
SAPER NON AVER PUR AVENDO
L’accento sulla rinuncia piuttosto che sulla povertà
“le anime grandi hanno in gran conto le piccole cose.”
“hai sbagliato il cammino se disprezzi le piccole cose”.
“la perseveranza nelle piccole cose, per amore, è eroismo”
Povertà Personale
“ IO NON MI PREOCCUPO, MI OCCUPO”.

cap. 16
“L’uomo è fango graziato “
Si definiva
Burrito Sarnoso: Asino Rognoso davanti a Dio.
“complesso di superiorità per SERVIRE”
Omia Possum in Ego qui me confortat

NUNC COEPI
adesso comincio diceva spesso.
“Numquis lex nostra giudicato Nominem, nidi prius audierit ab ipso?”

Cap. 17
“Nessuno può tenere per sé il tesoro della fede e neanche il tesoro della vocazione”.
2-10-1928 ——- VIDE L’OPUS DEI

J.E.R. Come un atto fisiologico, empirico, sensibile che richiede occhi, vivi, sani, aperti, svegli e che sappiano e vogliano guardare.
“vedere è un modo di costatare la realtà che non consente voltare pagina”.
Risultato: “evidenza”, che si imprime nella retina.
Chi ha visto così, non ha bisogno di metter mano alla Fede.
“CLAMA, NE CESSES!!!”
da Isaia GRIDA SENZA FERMARTI
SI DEUS NOBISCUM QUI CONTRAS NOS
Cap. 18
a
“Ubi Petrus Ibi Ecclesia, ibis DEUS”.
“l’AMORE per il Papa deve essere passione”.

Conobbe i seguenti papi: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI,.
Amat e amali ex toto corde tuo ex tota anima tua
“Montini fu la prima mano amico che trovai qui a Roma, la prima parola affettuosa per l’opera, che si udì a Roma. Lo disse a Lui.”v (nota personale, da quanto so mia Nonna volle che il suo primo nipote si chiamasse come il Papa dell’Epoca appunto Paolo VI mentre mia madre preferiva Giuseppe che divenne il mio secondo nome! )
Paolo VI Inaugurò il centro di Formazione Elis vedi il sito  nato per rispondere a questa esigenza: ” le persone chiedevano al Padre: ci dia un lavoro, ci dia un lavoro, chiedeva “ tu cosa sai fare” “ tutto, cioè niente”.

“La vostra vocazione professionale e i vostri doveri sociali avrebbero continuato a essere parte integrante della vocazione divina che avete ricevuto.”

Nel Decreto emanato da PAOLO VI 

DECRETO SUL MINISTERO E LA VITA DEI PRESBITERI
PRESBYTERORUM ORDINIS

del 8 dicembre 1965  al num. 10 PRELATURA PERSONALE

Riporto il num. 10 “ E lì dove ciò sia reso necessario da motivi apostolici, si faciliti non solo una distribuzione funzionale dei presbiteri, ma anche l’attuazione di peculiari iniziative pastorali in favore di diversi gruppi sociali in certe regioni o nazioni o addirittura continenti. A questo scopo potrà essere utile la creazione di seminari internazionali, peculiari diocesi o prelature personali, e altre istituzioni del genere, cui potranno essere ascritti o incardinati dei presbiteri per il bene di tutta la Chiesa, secondo norme da stabilirsi per ognuna di queste istituzioni, e rispettando sempre i diritti degli ordinari del luogo”. leggi il decreto

Poi Giovani Paolo II ERIGE

Prelatura Santa Croce e Opus Dei

in Prelatura Personale

per Peculiari Iniziative Pastorali

MA
L’abito su misura fu fatto grazie al concilio Vaticano II.
Il quale fu un aggiornamento della Chiesa mal ASSIMILATO
“difendete da ogni possibile attacco l’autorità del Romano pontefice, come non può essere condizionato se non da Dio”.
Il Conc. Vat. II per l’Opus Dei è una conferma in piena Regola. I testi conciliare sono una autentica e formidabile autenticazione della Dottrina Professata da San Escrivà che dal 1928 professava.

LA CHIAMATA UNIVERSALE ALLA SANTITA’
IL VALORE SANTIFICANTE DEL LAVORO
APOSTOLATO DEI LAICI

Anche nella Lumen Gentium;

PAOLO VESCOVO
SERVO DEI SERVI DI DIO
COSTITUZIONE DOGMATICA SULLA CHIESA
LUMEN GENTIUM

21 novembre 1964

L’apostolato dei laici 

33. I laici, radunati nel popolo di Dio e costituiti nell’unico corpo di Cristo sotto un solo capo, sono chiamati chiunque essi siano, a contribuire come membra vive, con tutte le forze ricevute dalla bontà del Creatore e dalla grazia del Redentore, all’incremento della Chiesa e alla sua santificazione permanente.

Paolo VI:” Dio Le ha dato il carisma di portare per le strade la pienezza della Chiesa”.

I LAICI non sono cristiani di seconda scelta bensì POPOLO DI DIO.
Ciascuno chiamato PERSONALMENTE A ESSERE SANTO.
VOCAZIONE DIVINA DEL LAICATO

“Amate il Papa, l’attuale e quello che verrà, che troverà tutto distrutto, amatelo e servitelo in tutto ciò che dice in fatto di dottrina sociale della Chiesa.”.

La TERTULIA = lanciarsi nell’arena e toreare senza la cappa
“ mi fan male le anime”,

9,25 del

26 GIUGNO del 1975

IL RITORNO ALLA CASA DeL Padre

Cap. 19

Senso Nuziale della Morte. “ ecco viene la sposa! andategli incontro “. dal cANTICO dei Cantici.
Il Cristiano confida solo nella Spes. Certezza di PARADISI PROMESSI
Contro ciò si infrangono scoraggiamenti, angosce, paure,
“la morte per un cristiano, per una persona dell’OPUS DEI non è mai una morte improvvisa”
Per noi la morte non è tristezza
“oh cuan poco lo de a cà, oh cuan mucho lo de allá”
che poco le cose di quaggiù che tanto le cose di lassù

IN DOMUM DOMINI IBIMUS
“L’uomo è l’unico essere che sa di dover morire”
Al Padre morirono ben 3 sorelline minori.
“Il Santo fa una lunga preparazione alla Morte.”
“Tutti i battezzati dovere Anima Sacerdotale”
Portare Dio alla Gente e la Gente a Dio
More Nobelium
La Fondazione Opus Dei si è chiusa
Et Ipse, tamquam sponsus, procedendo de Talamo suo
Ed egli come sposo esce dalla stanza nuziale

“MORIRE PER NOI è COME ANDARE A NOZZE”.
“Alzati viene lo sposo! è Lui che ti viene a prendere”.

Exultavit ut Gigas ad CURRENDAM VIAM

L’attrazione del cristianesimo per i sottomessi all’Islam sono le testimonianze

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Zakaria Botros in diretta sulla sua TV dagli STATI UNITI d’America definito dal giornale arabo al-Insan al-Jadid «il nemico pubblico numero uno dell’islam» 

Tantissimo tempo fa nel 2008  lessi una notizia che mi fece impressione, riporto il titolo ed il link per leggerla tutta:

FROTTE IN FUGA DALL’ISLAM CERCANO CHIESE
Il Domenicale, 3 maggio 2008
di Guglielmo Piombini    clicca qui

riporto alcuni brani straordinari:

“Il personaggio che le autorità religiose islamiche temono di più è il sacerdote copto Zakaria Botros, (foto in alto) definito dal giornale arabo al-Insan al-Jadid «il nemico pubblico numero uno dell’islam». 

“I suoi programmi trasmessi via satellite dagli Stati Uniti, nei quali discute da un punto di vista cristiano gli aspetti più problematici del Corano (la guerra santa, l’inferiorità delle donne, la lapidazione e così via), hanno provocato conversioni clandestine di massa al cristianesimo. La sua perfetta conoscenza della lingua araba e delle fonti islamiche gli permette di raggiungere un vasto pubblico mediorientale, e gli spettatori rimangono colpiti dalla frequente incapacità degli ulema, che spesso scelgono il silenzio, di rispondere in maniera convincente alle sue osservazioni. La ragione ultima di questo successo è che, diversamente da certe controparti occidentali che criticano l’islam solo da un punto di vista politico, l’interesse principale di Botros è la salvezza delle anime.”In tutto il Medio Oriente la ripulsa per gli aspetti più deteriori legati al fondamentalismo islamico, come l’autoritarismo politico, l’intolleranza, la violenza e il terrorismo, hanno avvicinato milioni di uomini e di donne al cristianesimo. Pare infatti che in Iran un milione di persone si siano segretamente convertite al cristianesimo evangelicale negli ultimi cinque anni.

“Il pastore Hormoz Shariat sostiene di averne convertite 50mila con il suo programma in lingua farsi trasmesso via satellite.
Hormoz fa notare che nel periodo 1830-1979, 150 anni di sforzi di evangelizzazione, i missionari erano riusciti a costituire una comunità evangelicale di sole 3mila persone.” 

Poi ultimamente, ma 8 anni dopo, ho letto una serie di articoli che riporto sotto nei titoli e con i link che la confermano.

Nel 1996 la Società Biblica Egiziana vendette solo 3mila copie di un film su Gesù, ma 600mila nell’anno 2000.

da

TEMPI 

20 maggio 2016

Perché aumentano nel mondo le conversioni dall’islam al cristianesimo. Non solo tra i rifugiati

L’aumento di conversioni da islam a cristianesimo | Da

clicca qui

brani interessanti con link:

Negli ultimi anni si sente parlare di un numero crescente di catecumeni cristiani provenienti dalla religione di Maometto. Una analis dell’Interdisciplinary Journal of Research on Religion parla addirittura di un incremento globale nel mondo di circa 10 milioni di convertiti dall’islam al cristianesimo. Dudley Woodbury, da Nationale Catholic Register
 studioso della materia, conta 20 mila battesimi all’anno solo negli Stati Uniti. Per quanto riguarda l’Europa, invece, a Pasqua si è diffusa la notizia di 196 conversioni nella diocesi di Amburgo. Camille Eid, scrittore e giornalista libanese, coautore del libro I cristiani venuti dall’Islam, spiega a tempi.it quello che è «un fenomeno sicuramente incalcolabile ma, altrettanto certamente, in crescita costante».

Padre Pierre Humblot, sacerdote recentemente espulso dall’Iran dopo 45 anni di missione e ora residente in Francia, ha parlato di 300 mila iraniani convertiti, un fenomeno di massa. Incredibile dato che in Iran si rischia la pena di morte.

Un altro tassello del mosaico è rappresentato da quello che avviene durante una trasmissione della tv cristiana nordafricana Al Hayat, condotta da un marocchino convertito dall’islam e figlio di un imam: durante il suo programma vengono raccontate le storie di ex musulmani e arrivano chiamate dal pubblico di persone convertite o che addirittura si convertono grazie alla trasmissione. Sono giordani, egiziani, tunisini, marocchini, ma anche francesi. Il conduttore confuta poi le basi dell’islam.

Le puntate caricate su YouTube circolano parecchio anche in rete………

Scoprire che Dio è amore è rivoluzionario.

Un bel paradosso: l’Occidente si arrende all’ideologia nichilista islamista e gli islamici si convertono al cristianesimo. Come mai?
È doppiamente paradossale: molti occidentali sono attratti dall’ideologia della morte fino al punto di lasciare tutto per andare a combattere con l’Isis, mentre chi ha subìto la violenza del fondamentalismo islamico e la sottomissione senza ragioni agli ordini della legge coranica, di fronte ai comandamenti dell’amore cambia. Ma molti lo fanno proprio a partire dal Corano. Infatti, intuendo che Gesù non può essere solo un profeta si incuriosiscono e lo riscoprono come Dio nel Vangelo.”

Infine da

IL FOGLIO 

Cristiani in segreto
Nella grande persecuzione, aumentano le conversioni dall’islam. E’ la chiesa delle catacombe
di Matteo Matzuzzi | 13 Giugno 2016 ore 11:32

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Forse il più completo articolo che ho letto, anche ultimo in ordine di tempo. Ecco alcuni passi scelti.

Un crescente numero di rifugiati musulmani in Europa si sta convertendo al cristianesimo, scriveva la scorsa settimana il quotidiano inglese Guardian in un’inchiesta che travalicava i confini dell’isola britannica. I numeri sono eloquenti, “stando a quanto riferiscono le chiese impegnate in battesimi di massa un po’ ovunque”, si sottolineava.

Il tema della conversione è questione delicata, di quelle che le alte gerarchie manovrano con estrema attenzione. Pubblicamente se ne parla poco, perché il rischio di alimentare tensioni con il mondo musulmano è assai elevato, soprattutto nell’attuale fase storica che vede il fondamentalismo di stampo islamico in rapida ascesa nel vicino e medio oriente nonché in Africa, dove la religione è strumentalizzata al punto da essere considerate il perno attorno cui ruotano i conflitti in corso. Ogni parola sul tema è centellinata, a regnare è l’estremo equilibro e ciò non solo perché ormai il dialogo è la strada maestra tracciata da decenni.

La chiesa cresce, ma non è per fare proselitismo:

non cresce per proselitismo,

cresce per attrazione,

l’attrazione della testimonianza

che ognuno di noi dà al popolo di Dio

diceva Papa Francesco.

Kurt Koch,

presidente del Pontificio consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, ad affrontare l’argomento, intervenendo a un convegno interreligioso ospitato al Woolf Institute dell’Università di Cambridge: “Noi abbiamo la missione di convertire tutti quanti appartengono a religioni non cristiane”, diceva il porporato, aggiungendo però “che è importante farlo con una testimonianza credibile e senza alcun proselitismo”.

E’ bastato usare il verbo “convertire” per scatenare l’atteso putiferio, con addirittura l’intervento del direttore della Sala stampa vaticana a rettificare le parole di Koch, precisando che quanto riportato dai giornali non corrispondeva a ciò che in realtà il cardinale aveva detto.”

Una storia non troppo disimile da quella dello scrittore Nabeel Qureshi, autore del libro “Cercare Allah, trovare Gesù”. Qureshi ha raccontato più volte, anche pubblicamente, la sua esperienza di giovane musulmano in occidente che veniva ammonito in continuazione sui rischi di “contaminazione” con i coetanei cristiani. “I primi versetti del Corano che io e gli altri ragazzi memorizzammo nella nostra moschea proclamavano che Dio non è padre né figlio. Lo recitavo già all’età di sei anni. Imparammo anche che Maometto era il più grande messaggero di Dio, e nessun uomo più perfetto di lui era vissuto su questo pianeta. Non è difficile capire come feci a diventare uno strenuo oppositore della Trinità”, ride oggi. Anche qui, decisivo è stato un incontro: un amico, David, capace di reggere il confronto su base quasi teologica.”

“Si pensi solo al Marocco, dove in quindici anni la presenza cristiana è triplicata e i neofiti appartengono soprattutto alle classi medio-alte, che vedono nel cristianesimo “una religione della tolleranza e dell’amore”, rispetto a un islam troppo restrittivo.”

Numeri esatti non ce ne sono, anche perché “coloro che si convertono rischiano procedimenti giudiziari o addirittura la morte se la loro conversione diventa pubblica”.

E’ una

“chiesa delle catacombe”,

così definita – proseguiva la nota del Patriarcato – “non tanto per il confronto col governo, come può accadere in Cina o in altri paesi asiatici, ma per proteggersi dalle vendette della comunità di origine dei nuovi cristiani”.

 

Vi consigliamo  di leggere gli articoli  indicati, ed altri che sono in rete. Molti preti  in prima linea consigliano di parlarne poco, anche per evitare reazioni dei governi islamici che possono condannare a morte gli apostati.

Questo mi fa capire il giusto comportamento del Santo Padre Francesco, che personalmente ho criticato e al quale chiedo scusa, Santità avete ragione voi!!!!

Ritengo che il modo con il quale il Santo Padre si sia mostrato ai Musulmani sia stato di Mostrare la ENORME DIFFERENZA tra Cristianesimo e Islam, ovvero che per NOI

DIO  è   Padre

DIO  è AMORE

Ecco all0ra che ciò che ha fatto il Santo Padre appare sotto un’altra  luce,sicuramente ben consigliato,  di una forte  TESTIMONIANZA Dell’Amore di Dio  per tutte le persone,  SENZA l’uso della  sopraffazione e senza alcuna SOTTOMISSIONE, è.  DATO che islam significa sottomissione.

Come sottolineato sopra più che una evangelizzazione forza, è l’ATTRAZIONE VERSO QUESTO MESSAGGIO RIVOLUZIONARIO per gli islamici che sta facendo la differenza.

Attratti dalla TESTIMONIANZA  delle Persone come ZaKaria Botros, che da ora in poi sarà un mio eroe personale, insieme alle centinaia di persone che testimoniano Cristo e accompagnano a Lui tutti coloro che incontrano. 

Mostrando  loro la Croce

come simbolo di Unione Fraterna

nella sofferenza e

non con la sopraffazione e la sottomissione.

Pregheremo  tutti coloro che aiutano tante persone  ad avvicinarsi a Cristo e magari sia da esempio a noi che a fatica riusciamo a trasmetter l’amore di Cristo ai nostri connazionali.

Chissà questo sia un segno per il futuro, un futuro PAPA Arabo o Iraniano!!!!

Ricordiamo che i primi apostoli erano tutti APOSTATI attratti dall’amore di Gesù figlio di DIO convinti dalla Croce e dalla Resurrezione di Cristo.

San Pietro, il primo Papa, fu Apostata!!!

 

il denaro è un mezzo che deve essere usato per il bene di tutti

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cappella degli Scrovegni Chiesa di S.Antonio di Padova

LA cappella degli Scrovegni con  Gli Affreschi di Giotto sul tema della Annunciazione è uno dei tantissimi capolavori dell’ARTE Cristiana e  mondiale.

Intitolata a Maria Vergine Annunziata, la cappella fu fatta costruire da Enrico Scrovegni, ricchissimo “banchiere” padovano.

Come non restare estasiato ogni volta che la si visita.

Ho assistito a molti incontri nel corso degli anni che mi hanno fatto ammirare sempre aspetti nuovi e spettacolari di questa meravigliosa opera dell’Uomo imperitura nei secoli.

Tuttavia, ogni volta che ci penso mi sovviene sempre in mente cosa mi disse un prof. di Storia dell’Arte. Egli Diceva:

” Si ricordi sempre però che dietro questa magnificenza ci sono sofferenze inaudite che la  famiglia Scrovegni impetrava nei confronti delle persone alle quali prestava denaro.

Infatti essi  NON erano Banchieri,

bensì veri e propri Usurai!!!!

Lo diceva sempre a inizio lezione e quasi tutti ci facevano caso, a me invece queste parole sono sempre rimaste impresse. Se gli Usurai non avessero utilizzato i loro guadagni “sporchi” per incaricare Giotto nel realizzare questo capolavoro, OGGI SAREMMO TUTTI Più POVERI.

o no? 

Allora il pensiero va sicuramente alle migliaia di famiglie rovinate da questi lestofanti degli Scrovegni, ricchissimi ma che hanno usato una parte della loro ricchezza per donare al Mondo un capolavoro simile.

Sono sicuro che moltissime opere d’arte italiane sono tutte frutto di guadagni illeciti, o perlomeno, quasi tutte. Ci sarebbe da fare un censimento a tal proposito, sarebbe assai interessante.

Questo aspetto dell’arte grazie alla ricchezza “sporca” mi è venuto in mente di recente a sentire l’ennesima omelia sul denaro e l’armonia.

Di recente il Santo Padre ha parlato dell’Armonia che bisogna coltivare nella Comunità Cristiana (Leggi qui il testo e vedi il video del 5 aprile 2016 a Santa Marta)

e in particolare ha utilizzato il cap. 4,32-35 degli atti degli apostoli ove si dice che ;

32La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. 33Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. 34Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto 35e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.

Papa Francesco così commenta:

“Nessuno infatti tra loro era bisognoso.

La vera ‘armonia’ dello Spirito Santo ha un rapporto molto forte con il denaro:

il denaro è nemico dell’armonia, il denaro è egoista.

E per questo, il segno che dà è che tutti davano il loro perché non ci fossero i bisognosi”.

Che il denaro rovini l’armonia tra le persone all’interno delle comunità, è un fatto assodato. Esempi anche di famiglie rovinate proprio grazie a improvviso benessere dovuto al denaro guadagnato o arrivato in dono da vincite o da eredità.

Ha perfettamente ragione quindi il nostro santo Padre a mettere in guarda le persone che seguono Cristo a come tratta con il denaro e come ci si rapporta con il denaro. Poiché è molto difficile seguire due Padroni, o il denaro o il Cristo.

Deve prevalere sempre e solo il Cristo.

Tuttavia risulta assai arduo all’aumentare dei soldi guadagnati. 

Mi permetto però di sottolineare che lo stesso si può dire di qualunque altra cosa l’uomo usi ed elevi a suo padrone. Qualsiasi desiderio può trasformarsi in un padrone da seguire che non ti permette di Seguire colui che è  la Via, la Verità e la Vita.

Tutto può metterci nelle condizioni di rompere l’armonia se rimaniamo attaccati in modo egoistico ad esso, così come il denaro.  Lo dice in un bell’articolo anche un bravissimo banchiere, padre di cinque figli, che a suo tempo fu a capo dello IOR, fu cacciato e arrestato e poi scagionato da ogni accusa.

Egli tornato a fare il banchiere ed il professore in alcune università italiane è rimasto sempre fedele alla Chiesa, e siccome per lavoro fa il banchiere e tratta il denaro conferma al riguardo quanto voglio dire, e  cioè che

il denaro è UN MEZZO

e COME TUTTI I MEZZI

DIPENDE DA COME SI USA. 

(leggi:  Ettore Gotti Tedeschi intervista del 7 aprile

ecco brani significativi della intervista:

Dottor Gotti Tedeschi dobbiamo considerare il denaro lo sterco del Diavolo?

«Prima di tutto non è detto che sia sempre sensato immaginare un punto di incontro tra Dio e i soldi. Dio è Dio e si adora. I soldi invece si producono, si spendono, in sé sono un oggetto neutro, un mezzo. Tutto dipende da come si producono e da come decidiamo di utilizzarli. I soldi sono fondamentali per fare il bene, per fare la carità, per evangelizzare. Quando si parla di Chiesa povera io non sono affatto d’accordo. Io vorrei una Chiesa ricca che usi la sua ricchezza per evangelizzare e combattere la povertà morale e il nichilismo gnostico che caratterizza il presente»

«Vede, in questo caso il bersaglio polemico del testo sacro non è il denaro. Non è la ricchezza ma l’idolatria della ricchezza. L’idolatria va sempre combattuta. Ma nel nostro tempo l’idolatria del denaro, che è sbagliata, è superata da ben altre idolatrie…»

«Gli apostoli praticavano un’esistenza umile e comunitaria ma fecero il loro lavoro di evangelizzazione così bene che molto presto

la comunità cristiana si trovò a dover gestire enormi quantitativi di proprietà e di donazioni.

Sul finire del secondo secolo d.C. ci si pose il problema di se fosse lecito usare quelle ricchezze.

La risposta migliore la diede uno dei Padri della Chiesa: Clemente Alessandrino. Il denaro era uno strumento indispensabile per fare il bene. E lo è anche oggi, quello che conta è l’etica».

Quindi, mi scusi se banalizzo, essere ricchi non è un demerito?

«Non lo è, come essere poveri non è automaticamente un merito.

Chi è ricco e

genera ricchezza crea anche posti di lavoro, può fare opere caritatevoli.

È un merito essere ricco e vivere da povero, nel senso che non bisogna idolatrare la propria ricchezza. Mi viene in mente una bella frase del filoso francese

Jean Guitton: L’uomo possiede solamente ciò di cui può fare a meno»

….

Personalmente sottoscrivo in pieno queste parole. Ritengo che anche oggi se un ricco che avesse guadagnato tanti soldi, in modo lecito ed in modo illecito, volesse restituirli alla comunità, se PENTITO dovrebbe essere accolto, e magari i suoi talenti messi a disposizione della comunità.

Senza RICCHEZZA difficile fare del bene a chi ha bisogno. E personalmente mi sforzo ogni giorno di aiutare le persone di talento non tanto a fare beneficienza ma  a creare lavoro, perché penso oggi più che mai si ha bisogno di persone che creino ricchezza attraverso il LAVORO, chi la spende nel modo ritenuto appropriato ne abbiamo fin troppi.

Concludendo così come abbiamo iniziato io personalmente vorrei tanto che alcuni Scrovegni dessero i loro denari per altre cappelle affrescate, scovando il Giotto del 2016 giovane al quale affidare l’incarico di una opera d’arte che ci elevi tutti a Cristo.

 

 

Il FLASH MOB dei Frati e delle Suore. Riflessione e Suggerimenti.

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Lo hai visto? Hai assistito a un Flash Mob dei Frati? Io no, ma ho avuto modo di apprezzarne le gesta tramite youTube?

Chiariamo cosa è un Flash Mob. Si tratta di un modo di  comunicare attraverso una  improvvisata per coinvolgere le persone in modo assolutamente inaspettato. Caratteristica principale è l’INASPETTATO e se vogliamo anche il divertente.

Si organizza in genere o in maniera precisa o in modo estemporaneo tramite i social network dandosi appuntamento in una ora precisa e ad un segnale preciso si inizia a inscenare quanto concordato.Nata circa una decina anni fa, è un modo di comunicare e di organizzare una evento improvviso in modo da scatenare attenzione e partecipazione e naturalmente Buzz, ovvero Brusio, Passaparola. Di recente assai utilizzato nel Marketing in special modo nella comunicazione di marketing chiamata GUERRILLA MARKETING.Leggi qui.

Si spera che in questo modo le persone che assistono a questo evento inaspettato possano essere coinvolti e parlarne ai propri conoscenti e amici, che è poi la base del Passaparola. Sappiamo infatti che non esiste potenza più elevata del passaparola nel trasmettere messaggi e informazioni. Il problema è semmai scoprire il modo di scatenare un Passaparola, che sia coiNvolgente e di conseguenza coinvolga le persone a compiere le azioni che ci prefIggiamo.

Un innovativo modo di fare Marketing in modo semplice, economico, divertente, smart, diretto e ambientale. Non è questo il post per approfondire tematiche tecniche del Marketing, per chi volesse rimando al mio Blog.

Nel video potete vedere che si tratta di un flash mob organizzato a mo’ di danza. Ora dato che in questo Blog parliamo di Pastorale ed Evangelizzazione ,   mi preme sottolineare in questo Blog cosa ci trasmette i video dei vari Flash Mob che si trovano su Youtube.

  • Quale era lo scopo che si sono prefissi i simpatici frati e le arzille suore?
  • Perché delle persone nei loro abiti del “1200-1300” ballano?
  • Con ai piedi delle Modernissime Birkenstok in Lattice?
  • Quale scopo si prefiggono?
  • Raggiungono lo Scopo prefisso?
  • Sono forse un po’ ridicoli?
  • Sono divertenti?
  • Chi li osserva sono coinvolti e ne parleranno in giro?
  • Si scatena il Passaparola?
  • E che tipo di Passaparola?  Passaparola Positivo o Negativo?

Dato che non conosco nessuno dei frati o suore del video, non so se questi Flash Mob hanno ottenuto un qualche effetto. Mi auguro di si, per il bene delle persone che si avvicinano alla CHIESA.

Io personalmente, giudizio assolutamente personale, lo trovo RIDICOLO. E non poco?

Apprezzo il tentativo, il coraggio di tentare strade nuove, tuttavia temo che  i risultati non siano tanto esaltanti, e temo che siano tentativi AUTO-REFERENZIALI, che coinvolgono solo  coloro che già seguono un percorso di crescita nella Fede vicino ai conventi. Ma coloro che sono lontani, e che dovrebbe avvicinare, non credo siano molto coinvolti.

Spero vivamente di essere smentito. Tenteremo di saperne di più, se riusciamo a metterci in contatto con codesti organizzatori, ma temo sia difficile che ci rispondono. I social Net-work per i consacrati sono un mondo dedicato solo per coloro che ne fanno parte, difficile che si aprino agli estranei. Spero di essere smentito, ma molti Preti, associazioni e Diocesi impediscono proprio il dialogo nei proprio siti, blog o pagine Fb.

Cosa che è assolutamente il contrario di come si dovrebbe fare Social Network.  Allora mi chiedo a cosa servono sti  balletti in strada? Boh e chi  lo sa?

Se lo scopo è s emplicemente affermare :

Hei CI SIAMO,

ESISTIAMO, VIVIAMO,

GUARDA BALLIAMO PURE,

E SIAMO FELICI,

Allora forse, si dai, forse, funziona. Ma nulla più!! 
Si Sa a noi del Marketing Piace Misurare le nostre azioni, verificare così che funzionano. Mi piacerebbe tanto che mi dicessero, ti sbagli, funziona, abbiamo in questo modo avvicinato molte persone. Quanto sarei contento di essere smentito!!!!

MI PERMETTO UN SUGGERIMENTO che magari svilupperò meglio in un post successivo.

Perché invece non mettere a disposizione delle giovani generazioni le competenze creative francescane in modo da aiutare a realizzare nuove START-UP?

Prendiamo spunto dal grande SAN BERNARDINO E  aiutiamo i giovani a trovare lavoro, a INVENTARSI UN LAVORO!!

NON SAREBBE Più INNOVATIVO E COINVOLGENTE ???

Ne parleremo nel prossimo postl

Il Nome della Parrocchia o della Comunità: principale veicolo di comunicazione

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Gestire una comunità, aiutarla a crescere, a incontrarsi e ad incontrare persone nuove per ampliarla è assi complesso e difficile. Lo sanno bene coloro che vivono le comunità cattoliche in special modo i parroci ed i loro aiutanti, i coordinatori di gruppi o associazioni.

In quanto studioso,consulente ed insegnante di Marketing desidero offrire  degli spunti che magari possono essere utili alle persone di buona volontà per migliorare nelle attività comunitarie, in particolare per aumentare la presenza delle persone alle iniziative EVANGELIZZATRICI.

Il primo suggerimento che mi sento di dare è quello relativo al NOME della comunità. Sembrerà strano ma l’importanza del Nome è cruciale per qualsiasi comunicazione. Noi del Marketing investiamo gran parte del nostro tempo a valorizzare il BRAND NAME. Mentre osservo spesso che quando si entra in una Chiesa a mala pena si riesce  a leggere ed a capire a chi è dedicata.

Il Nome è il principale veicolo di trasmissione della comunicazione.

Occorre curarlo in modo MANIACALE e soprattutto difenderlo da ogni attacco. Si deve con orgoglio far sentire partecipi le persone della Comunità che sono di quel NOME, specie se di Santo. Conoscerne e valorizzarne la Storia,

NON  SOLO DURANTE LA CLASSICA RICORRENZA ANNUALE

MA ANCHE EVIDENZIANDO I MOMENTI CRUCIALI DELLA VITA DEL SANTO.

Insomma tutta la Parrocchia deve essere formata ed informata sulla Memoria storica, parlarne, diffonderla ed evidenziarne i Carismi specifici. Una comunicazione inizia sempre con un nome, una storia, allora per far parlare le persone perchè non sfruttare appieno le potenzialità del nome della parrocchia. Ricordiamo che il PASSAPAROLA è il più potente mezzo di conoscenza delle persone.

SONO SICURO CHE NEI TEMPI PASSATI

questo tipo di comunicazione era assai usuale.

Poi si è perso, molte CHIESE sono Spersonalizzate. Invece sarebbe molto Utile poter mettere in Risalto le differenze carismatiche delle singole Parrocchie all’interno della UNITA’ della CHIESA.

Stesso discorso vale per i gruppi o comunità cristiane. Molti hanno dei nomi generici e dimenticano i nomi specifici assegnati. Male direi, per la comunicazione. Vi invito invece a diffondere la Storia del gruppo, che facilmente si trasmette grazie al fascino dei tempi andati e dei primi personaggi che hanno iniziato il percorso (ricordo ai tempi miei che gli Scout lo facevano, esaltando coloro che per primi fondarono il gruppo nel mio paese. Una cosa che mi è rimasta impressa). In gergo si direbbe, sviluppare lo Storitelling.

Il NOME non è soltanto

UN NOME ma

APRE ORIZZONTI INFINITI 

 

Pensate ai Santi e alle Loro Imprese, o a Maria, o a Gesù. Ecc. Ecc.

Ecco perchè occorre sfruttarne le Potenzialità. Invece la maggior parte delle Chiese sono spersonalizzate, gli stessi parrocchiani non conoscono bene la Storia di colui o colei alla quale è dedicata, e neanche sanno il motivo per il quale è stata a Lei dedicata.

Mi permetto di suggerire, da consulente Marketing di riscoprire la potenza della MEMORIA STORICA CRISTIANA. Attraverso la valorizzazione di un BRAND PARROCCHIALE si possono costruire poi i futuri sistemi evangelizzatrici.

O per lo meno nel Marketing aziendale si inizia così, ed ho voluto condividerlo con voi. Hai visto mai che potrebbe funzionare?  D’ALTRONDE se andiamo a vedere in tutti i luoghi maggiormente visitati e attraenti il NOME e la STORIA SEGUENTE SONO AMPIAMENTE CONOSCIUTO TIPO: San Pio, Loreto, Lourdes, Medjugorie, Sant’Antimo, Assisi,  ….. ecc. ecc.

Per questi luoghi basta la parola a richiamare molti concetti. Perchè non potrebbe e dovrebbe  essere lo stesso con le nostre Parrocchie?