pastorale impresa

In memoria di un grande imprenditore Cristiano

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VITTORIO TADEI 

Da Buongiorno Rimini un articolo  su un grande imprenditore Cristiano

E’ morto Tadei. il Suo Sogno la sua Avventura

Alcuni estratti di questo articolo per capire la grandezza di questo imprenditore miei commenti in verde.

Breve Bio : padre ferroviere e madre casalinga, è il 1961 quando decide di abbandonare la professione di ragioniere per dedicarsi al negozio d’abbigliamento di famiglia a Riccione
È l’inizio di una grande avventura che, dal primo laboratorio artigianale di produzione di maglieria, lo porterà già dagli anni ’70 a intraprendere dei progetti di distribuzione all’ingrosso a più ampio raggio.

La nascita di Teddy Srl (Spa nel ‘92) dà una dimensione più concreta e duratura al progetto imprenditoriale iniziale. ……….. Passo dopo passo, il gruppo è diventato una realtà da 2.500 dipendenti e 600 milioni di fatturato, diffusa in tutto il mondo……

Una impresa importante in uno dei settori  più importanti per l’Italia per il quale siamo conosciuti in tutto il mondo.

Aveva conservato la semplicità di uomo che si è fatto da sé,

aveva soprattutto conservato la fede cristiana

sulla quale impostava vita personale e vita professionale.

Per Vittorio Tadei il mestiere dell’imprenditore era abbracciato per essere felice, consapevole che la felicità non sta nel possesso delle cose ma nella ragione per cui si fanno. E la ragione che ha mosso Tadei è stato il “sogno”, una parola che pronunciava con quel marcato accento romagnolo, facendola diventare qualcosa di molto concreto.

Il sogno è quello di costruire una grande azienda globale che guadagni molto per avere i mezzi per ingrandirla, creare occupazione ed impiegare ogni anno una parte degli utili netti per aiutare i più deboli attraverso opere sociali sia in Italia che all’estero.

Il sogno è quello di costruire un’azienda in cui i giovani e meno giovani attraverso il lavoro riescano a dare un significato, un senso alla propria vita.

Il sogno è quello di costruire un’azienda dove ogni cinque persone cosiddette normali possa lavorare una persona che ha dei problemi e che le cinque persone cosiddette normali aiutino quelle meno fortunate ad inserirsi nel lavoro e che le aiutino a vivere una vita normale,

poichè è solo attraverso il lavoro che una persona acquisisce la sua dignità”.

Ecco l’Italia oggi avrebbe bisogno di imprenditori Cristiani di tale levatura che sappiano offrire lavoro con la loro VISION,si dice così in gergo aziendale.  

Amico Personale di Don Oreste Benzi

    leggi articolo : ECCO cosa mi ha insegnato don Oreste Benzi

don Oreste Benzi e Vittorio Tadei sono due che nella vita hanno visto crescere le loro opere e portare molti frutti, due che “ce l’hanno fatta” senza perdere quell’umiltà che caratterizza i “folli di Dio”. La loro è stata un’amicizia lunga 35 anni che li ha resi inseparabili,

“perché don Oreste con la sua fede incrollabile era per me il migliore dei consulenti”, racconta Vittorio.

“Don Oreste – continua Tadei – è un prete che ha trasmesso a tutti quelli che ha incontrato, non solo a me, pace e gioia. Mi ha insegnato ad essere contento aiutandomi

a stabilire una relazione con Dio attraverso i fatti concreti della vita.

E nel mio caso mi ha insegnato a non essere padrone dei beni, ma amministratore, cioè ad impostare la vita in funzione del Vangelo.”

Come dire:

fai fruttare i talenti che Dio ti ha messo a disposizione, diventa un bravo imprenditore, ma ricordati sempre che quei talenti sono un dono, un dono di Dio.  leggi qui

Da come don Oreste guardava le persone che incontrava Tadei ha imparato un modo con cui guardare tutti: collaboratori, figli, amici.

“Voleva bene a tutti quelli che incontrava: don Oreste è stato un uomo che trattava tutti alla stessa maniera, dal Presidente della Repubblica fino all’ultimo dei barboni. Lui in ogni persona vedeva il riflesso del volto di Dio.”

Adesso che “il don” ha strappato il biglietto per l’ultimo dei suoi viaggi Tadei sa cosa chiedere ancora al suo “consulente”: “Gli chiedo di aiutarmi a vivere da uomo vero. Gli chiedo che mi aiuti a vivere l’ultimo periodo della mia vita nella pace e nella gioia. Gli chiedo che mi sostenga nell’essere coerente fino alla fine dei miei giorni nel seguire e vivere gli insegnamenti del Vangelo.”

La Pastorale della Chiesa per l’impresa deve ricordare questi imprenditori ,e vi assicuro sono molti di più di quanto possiamo immaginare.  Inoltre una Pastorale per l’impresa dovrebbe anche stimolare chi ha questi talenti a farsi prossimo all’altro mettendoli in pratica così da offrire lavoro alle persone con altri talenti. Invece esiste sempre una certa ritrosia a stimolare i ragazzi a fare impresa, meglio un posto fisso magari con la raccomandazione del prete. Certo che è più difficile fare pastorale impresa per stimolare le persone a fare impresa, che non ricevere soldi dallo Stato per fare qualche cosa ai ragazzi, ma la strada più tortuosa sempre alla fine conduce a enormi potenzialità.

Grazie sig. Vittorio Tadei grazie di tutto e da Lassù illumini santamente le persone che vogliono seguire il suo cristiano esempio.

Il SOGNO che molte ma molte altre

persone seguano il suo cristiano esempio e diventi imprenditore cristiano per dare lavoro a tante persone e donare loro la dignità.

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Il Vero Problema Sociale è il LAVORO. Occorre Nuova Visione per le Pastorali Sociali del Lavoro

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Il Lavoro COME assoluta PRIORITÀ’!!!!!

 

Intervento di Bagnasco sul Lavoro del 29 aprile 2016: DA Avvenire 

il cardinale Angelo Bagnasco in occasione del convegno “Formare per educare: verso una nuova etica del lavoro”:

“Il lavoro è fondamentale per la vita dell’uomo” e soprattutto “per i giovani, perché si facciano una famiglia, un progetto di vita perché altrimenti, come dice il Papa, non c’è dignità“.  

E, a proposito di lavoro e disoccupazione, il cardinale Bagnasco ha commentato i dati ISTAT  affermando che:

“l’osservatorio delle nostre parrocchie e delle nostre comunità cristiane non registra ancora questo miglioramento che tutti speriamo, ci auguriamo e che auspichiamo”

 “serve una visione”.

“Le leggi – ha spiegato – ci vogliono eccome, servono e serve che siano giuste ed eque, ma una società società che si illudesse di risolvere i problemi sociali, a tutti i livelli, con delle leggi, seppur buone, non ha alcuna visione”.

Intervento Bagnasco alla CEI del 19 MAGGIO 2016

il lavoro è la PRIORITà

Un anno prima sempre su Avvenire si riporta il suo intervento di inizio anno con il grido:

Intervento del Cardinal Bagnasco del 26 gennaio 2015

“L’urgenza che più si impone è il LAVORO!!”

Ieri leggo questo articolo in cui il Cardinale Bagnasco afferma;

Intervento Cardinal Bagnasco del 5 giugno 2016  su il Fatto Quotidiano .

 

“Serve un miracolo“

è questa l’analisi che il cardinale Angelo Bagnasco ha sottolineato a Genova per Genova dove è Arcivescovo, ma che

è da leggersi nel quadro generale del Paese dove il lavoro non decolla nonostante alcuni segni che sembrano positivi o dichiarazioni rassicuranti.

La disoccupazione cresce”.

“I dati dicono che il 40% delle persone comprese nella fascia d’età dai 15 ai 24 anni è in cerca di lavoro, mentre la media europea è del 22%. In termini percentuali siamo gli ultimi posti”,

Per il presidente della Cei

“è forte la preoccupazione anche per gli adulti che una volta perso il lavoro hanno difficoltà a ritrovarlo, con gravi danni per la loro dignità e le loro famiglie. Diventa un peso insostenibile anche la ricerca di beni come la casa”.

“Mentre la platea dei poveri si allarga inglobando il ceto medio“, ha chiosato l’arcivescovo, “la ricchezza cresce e si concentra sempre più in mano a pochi. Auspico che la concentrazione di risorse incrementi copiosamente gli investimenti in attività produttive a vantaggio dei lavoratori” perché “la povertà tocca 4 milioni di persone, quasi il 7% degli italiani. Lo scorso anno la Chiesa ha distribuito più di 12 milioni di pasti agli italiani”.

Interventi  continui da parte del Cardinale Presidente della CEI.

La Politica in Italia purtroppo si riduce a misere beghe di partito e lecchinaggi vari, e si preoccupa poco e male della priorità indicata dal cardinale Bagnasco. E se posso permettermi una piccola polemica, anche molti Vescovi sembrano non fare sufficiente attenzione a questi richiami.

IL LAVORO è LA VERA PRIORITà

Lavoro ovviamente per la Chiesa significa che rispetti la Dignità delle persone e di la possibilità a ciascuna persona di Conseguire il BENE COMUNE che secondo la Dottrina della Chiesa è

  • 164 Dalla dignità, unità e uguaglianza di tutte le persone deriva innanzi tutto il principio del bene comune, quale ogni aspetto della vita sociale deve riferirsi per trovare pienezza di senso. Secondo una prima e vasta accezione, per BENE COMUNE s’intende « l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettività sia ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente ».
  • …… Il BENE COMUNE, infatti, può essere inteso come la dimensione sociale e comunitaria del bene morale. … 166 Le esigenze del BENE COMUNE derivano dalle condizioni sociali di ogni epoca e sono strettamente connesse al rispetto e alla promozione integrale della persona e dei suoi diritti fondamentali…… la prestazione di quei servizi essenziali delle persone, alcuni dei quali sono al tempo stesso diritti dell’uomo: alimentazione, abitazione, LAVORO , educazione e accesso alla cultura, trasporti, salute, libera circolazione delle informazioni e tutela della libertà religiosa.

Il LAVORO è la vera ed assoluta  URGENZA  per le Persone CHE vivono in ITALIA.

Domanda:

  • COME SI CREA LAVORO?
  • Chi o Cosa possono scatenare una o più situazioni virtuose che possano creare Lavoro?

Risposte semplici NON ce ne sono.

Più volte ce ne siamo occupati in questo Blog che principalmente si occupa di PASTORALE SOCIALE. qui e qui.

Tuttavia sono un economista aziendale, con un passato da imprenditore e da consulente marketing per imprese grandi e piccole, leggi bio qui, mi sento particolarmente coinvolto nel rispondere a questa assoluta priorità.  

Anche in considerazione della mia preoccupazione per i giovani ragazzi che in Italia hanno difficoltà a trovare un lavoro dignitoso e NON IN NERO!!! leggi post con Papa Francesco che lo stigmatizza.

Il Lavoro si Crea se ci sono le condizioni idonee che permettono alle persone di Intraprendere attività che possano crescer nel tempo e occupare più persone possibili nel tempo.

Così nacquero in Italia i famosi, in tutto il mondo, DISTRETTI INDUSTRIALI, veri volani del MADE IN ITALY nel Mondo, dove le persone si creavano dal nulla la loro micro-impresa. Abbiamo i più alti indici mondiali di micro imprenditorialità.  Ma in questi ultimi anni  i potenziali imprenditori sono assai dubbiosi nel realizzare le nuove imprese, troppi ostacoli, rischi, malessere sociale nel senso che spesso chi diventa imprenditore è visto più come un ladro e sfruttatore del popolo, che non come un benemerito della società , con una legislazione PUNITIVA per chi fa impresa.

E permettetemi di dire che di questo clima contrario alla impresa le PASTORALI SOCIALI di molte diocesi sono state assai deludenti.

La maggior parte delle quali affronta l’argomento solo dal punto di vista del lavoratore, e con mal sopportazione dal punto di vista dell’imprenditore. Sento sempre e solo parlare del lavoratore o del lavoro, ma mai di coloro che lo creano il LAVORO.

PERCHE’!!!!

E se invece cambiassimo prospettiva, e provassimo ad aprire ad una NUOVA VISIONE  di una Pastorale che Stimolassero Cristianamente a mettere i Propri talenti al Servizio del

BENE COMUNE

DELLA DIGNITA’ DELLE PERSONE CHE DESIDERANO UN LAVORO.

Questa potrebbe essere una visione nuova Auspicata dal Cardinal Bagnasco che indirizzi sempre più le pastorali sociali del lavoro a stimolare i giovani e i meno giovani a “buttarsi” con coraggio nel realizzar i loro progetti imprenditoriali.

Sopportando Cristianamente gli ostacoli, i fallimenti e soprattutto i … successi i quali spesso sono quelli che distruggono le famiglie e le persone più dei fallimenti.

Insomma una Pastorale Sociale che VALORIZZI L’IMPRESA specie quella a carattere FAMILIARE.

Facendo capire come Seguire Cristo  si può anche nel  LAVORO IMPRENDITORIALE.  Ricordiamo  che  sia  SAN Giuseppe che SAN Paolo furono piccolo artigiani imprenditori.

Insomma auspico Pastorali Sociali del Lavoro meno ideologicamente orientate e più realisticamente proiettate al futuro per dare una vera e consolidata risposta alla pressante situazione odierna.

SERVE  il LAVORO

E

SOPRATTUTTO SERVE CHI CREA LAVORO

e

SERVE PREGARE 

PER STIMOLARE I TALENTI CHE

POSSANO ESPRIMERSI E

AIUTARE LE PERSONE CRISTIANE

 A …BUTTARSI NEL RISCHIO DELL’IMPRESA. 

Certo poi occorrerebbe metter in moto serie condizioni “economiche” a livello diocesano che possano supprtatre il rischio, sia in termini finanziari che in termini organizzativi, ma questo è un altro discorso.

L’importante secondo me a questo punto intanto è cambiare la VISIONE delle Pastorali, e capire che solo se riusciremo a ricreare in modo innovativo le condizioni per ricreare e rinnovare vecchi e nuovi distretti industriali, difficilmente usciremo dalla crisi.

Tutti I cristiani Italiani devono impegnarsi nella preghiera e nei talenti a spronare le rispettive diocesi per questo auspicato cambio di visione.

 

 

Sfruttamento delle persone grazie a pagamenti in NERO: Papa Francesco dice BASTA!!

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Oggi la Prima Lettura ci offre l’occasione di rifletter in modo profondo su uno degli aspetti più sentiti dalle persone che lavorano. Un tema che MI sente particolarmente coinvolto.

PRIMA LETTURA (Giac 5,1-6)

Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco.

Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!
Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte agli orecchi del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.

Possiamo leggere in questo Link L’ Omelia di PAPA FRANCESCO di oggi 19 maggio 2016

Una Omelia, molto semplice, che non vuol dire che non sia profonda, ma nel senso di comprensibile e rivolta a fatti ed episodi della vita di tutti i giorni.

In particolare questa frase mi ha colpito, che rappresenta uno spaccato di molte persone intente a chiedere  la giusta ricompensa del proprio lavoro:

‘Io ti pago fino a qua,

senza vacanze, senza assicurazione sanitaria,

senza … tutto in nero …

Ma io divengo ricco!’.

Insegno in un istituto Tecnico e Professionale. La maggior parte dei miei  ragazzi hanno famiglie normali con i soliti problemi di soldi. Pertanto molti di loro si arrabattano a cercare un lavoro che possa dare sollievo alla famiglia.

EBBENE

MOLTI RAGAZZI NEL LAVORO

SONO TUTTI TRATTATI

COME DICE PAPA FRANCESCO

Orari infiniti

per guadagni Miserrimi.!!!!

Una ragazza mi ha raccontato, E COME LEI TANTI MA TANTI ALTRI,  che per 8 ore gli davano 20-30 euro!!

A NERO!!!

Lo sanno i signori delle forze dell’ordine, sempre pronti a venire a scuola a parlare di legalità, codice della strada, ecc.ecc. Poi sti ragazzi vengono

SFRUTTATI DA DELINQUENTI con la partita iva.

Questa ragazza, come tante altre, ha provato a dirlo alle forze dell’ordine, ma in pratica le hanno fatto capire che la colpa era la sua. Bravi. si proprio bravi .

Ecco forse essere Chiesa significa anche stare vicino a queste nostre sorelle e fratelli sfruttati nella loro dignità di persone nell’essere persone che svolgono un lavoro  e che hanno tutto il diritto di essere pagate per la giusta mercede.

Santità spero che le sue Parole possano stimolare tutti coloro che lavorano per  Pastorale in particolare quella Pastorale della Impresa   in modo da far si che si possano fermare questi soprusi a danno SOLO  dei più poveri e indifesi, in particolare i nostri giovani.  Poi ci si lamenta che non seguono più la Chiesa, ma se noi per primi non diamo loro  aiuto, e spesso stiamo con coloro che li … sfruttano , magari perché offrono l’obolo di san pietro!!!

Denunciamo con coraggio chi paga in nero, anche se si presenta tutte le domeniche in chiesa e dona il surplus del loro lavoro, rubandolo alle persone che sfrutta.

QUESTA SI CHE SAREBBE UNA AZIONE FORTE E MERITEVOLE PER I NOSTRI RAGAZZI

Ci vuole coraggio, ma il coraggio è nella forza delle parole del Vangelo!!!!

Inoltre sarebbe anche un bene per la concorrenza, perché ci sono anche persone oneste che pagano tutto il dovuto ai lavoratori e ottengono di avere una concorrenza SLEALE da parte di coloro che invece non lo fanno.  Bisogna dirlo,

MOLTI SONO ANCHE ONESTI CON I LAVORATORI SUBENDO CONCORRENZA SLEALE E PAGANDO DI Più

La piaga della schiavitù oggi con la scusa del lavoro che manca è ancora peggio del passato.

Sottolineo come sia stato Bello anche il fatto che il Santo Padre non ha chiamato Imprenditori questi sfruttatori  ma ha usato il termine dispregiativo di RICCHI. 

RICCHI sono e assolutamente  non IMPRENDITORI

Gli IMPRENDITORI CRISTIANI conoscono il valore della persona e la dignità del lavoro e di conseguenza lo premiano con il giusto salario.

I RICCHI INVECE PENSANO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE AI SOLDI

DA ACCUMULARE FREGANDOSENE DEL LUNGO PERIODO e delle PERSONE.

Preghiamo affinché ci siano sempre più imprenditori cristiani che possano creare lavoro per i nostri giovani e che illuminati dalla grazia del Signore sappiano Dare la giusta mercede alle persone che lavorano per loro. 

Incontro con gli imprenditori di Sua Santità Papa Francesco:Quaresima per Fare Insieme e ….critica

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Di seguito inserisco i Link di articoli sull’incontro di Sua Santità Papa Francesco

con gli imprenditori.

da Avvenire

da Aleteia

da il Fatto quotidiano

da Il Giornale

Discorso Ufficiale di Sua Santità

Il 27 febbraio sarà ricordata come una data STORICA.

La Confindustria, associazione che raccoglie migliaia di imprenditori con aziende con almeno oltre 15 dipendenti, ha voluto incontrare il Santo Padre in una Udienza. Sin dal giorno prima avevano preparato l’incontro con un seminario dedicato all’Etica in connubio con l’Economia.

Personalmente non ricordo, da quando seguo da vicino le vicende vaticane, un simile incontro con gli imprenditori, oltre 5000 imprenditori hanno partecipato  all’udienza con Papa Francesco.

L’appuntamento è stato fortemente voluto dal presidente uscente, Squinzi, che così lascia un ricordo indelebile  in tutti coloro che hanno preso parte all’evento.

Siamo in piena Quaresima e giustamente Papa Francesco ha voluto porre in evidenza  una serie di domande che si rivolgevano direttamente alla coscienza degli imprenditori.

I vari riferimenti al lavoro nero, al giusto salario, al lavoro ecc. ecc.

“E com’ è il tuo rapporto con i tuoi dipendenti? Li paghi in nero? Paghi loro il salario giusto? Anche versi i contributi per la pensione? Per assicurare la salute?”

Inoltre ha sottolineato che bisogna distinguere tra “il formale e il reale”. Per il Signore, ha osservato,

non è digiuno, non mangiare la carne” ma poi “litigare e sfruttare gli operai”. Ecco perché Gesù ha condannato i farisei perché facevano “tante osservanze esteriori, ma senza la verità del cuore”.

“Questo – ha ribadito il Papa Francescoè il digiuno vero, il digiuno che non è soltanto esterno, un’osservanza esterna, ma è un digiuno che viene dal cuore………..Sono uniti: l’amore a Dio e l’amore al prossimo sono una unità e se tu vuoi fare penitenza, reale non formale, devi farla davanti a Dio e anche con il tuo fratello, con il prossimo…………… Tu non puoi fare offerte alla Chiesa sulle spalle della ingiustizia che fai con i tuoi dipendenti. Questo è un peccato gravissimo: è usare Dio per coprire l’ingiustizia”.

Non è un buon cristiano

quello che non fa giustizia

con le persone che dipendono da lui”.

Il cammino della Quaresima, ha detto ancora, “è questo, è doppio, a Dio e al prossimo: cioè, è reale, non è meramente formale……..Non è non mangiare carne solamente il venerdì, fare qualcosina, e poi fare crescere l’egoismo, lo sfruttamento del prossimo, l’ignoranza dei poveri”.

Dopo questa riflessione quaresimale, assai importante e centrale per coloro che si definiscono cristiani,  Papa Francesco si è soffermato anche sulla iniziativa formativa degli imprenditori incentrata sul Motto  “FARE INSIEME”.

Infatti nel  documento Ufficiale troviamo ampi riferimenti e riflessioni proprio su questo motto:

“Fare insieme” è l’espressione che avete scelto come guida e orientamento. Essa ispira a collaborare, a condividere, a preparare la strada a rapporti regolati da un comune senso di responsabilità. Questa via apre il campo a nuove strategie, nuovi stili, nuovi atteggiamenti. Come sarebbe diversa la nostra vita se imparassimo davvero, giorno per giorno, a lavorare, a pensare, a costruire insieme!

Nel complesso mondo dell’impresa, “fare insieme” significa investire in progetti che sappiano coinvolgere soggetti spesso dimenticati o trascurati. Tra questi, anzitutto, le famiglie, focolai di umanità, in cui l’esperienza del lavoro, il sacrificio che lo alimenta e i frutti che ne derivano trovano senso e valore……….Fare insieme vuol dire, infatti, impostare il lavoro non sul genio solitario di un individuo, ma sulla collaborazione di molti. Significa, in altri termini, “fare rete” per valorizzare i doni di tutti, senza però trascurare l’unicità irripetibile di ciascuno.

Al centro di ogni impresa vi sia dunque l’uomo:

non quello astratto, ideale, teorico, ma quello concreto, con i suoi sogni, le sue necessità, le sue speranze, le sue fatiche.

Cari amici, voi avete

«una nobile voca­zione orientata a produrre ricchezza e     a migliora­re il mondo per tutti» ;

siete perciò chiamati ad essere costruttori del bene comune e artefici di un nuovo “umanesimo del lavoro….La legge suprema sia in tutto l’ attenzione alla dignità dell’altro, valore assoluto e indisponibile. Sia questo orizzonte di altruismo a contraddistinguere il vostro impegno: esso vi porterà a rifiutare categoricamente che la dignità della persona venga calpestata in nome di esigenze produttive, che mascherano miopie individualistiche, tristi egoismi e sete di guadagno….”.

Parole bellissime e profonde che penso possano aiutare a crescere cristianamente e a dare il giusto valore a coloro che fanno impresa. Parole profonde che spero possano essere ripetute in tutte quelle parecchie al centri dei DISTRETTI INDUSTRIALI, ove si concentrano massimamente i molti piccoli imprenditori e coloro che ambiscono a diventarlo. Ma anche là dove latita la figura dell’imprenditore sarebbe importante se i Pastori fossero impegnati a coltivare i talenti imprenditoriali.

Eppure, eppure mi rimane una piccola amarezza, penso che in fondo qualche cosa manca a quanto il Santo Padre ha voluto dire.

Mi permetta Santità di esprimere una mia piccola critica o polemica, dato che ormai da 48 anni mi additano come un polemico.

Secondo me manca una vera e propria esortazione a FARE IMPRESA, e magari a   chiedere aiuto al Santo Parassito tramite la preghiera. Il Santo Spirito  può illuminare il percorso decisionale dell’Imprenditore così da migliorare il suo mercato, in modo che possa così dare lavoro a quante più persone possibili.

Ecco penso che  manca proprio questo,  L’Esortazione a Investire  e a Creare nuove imprese, nuovi mercati, aiutati dalla  Preghiera che illumina i Talenti di ciascun imprenditore. Io penso che se ci fosse un imprenditore Cristiano, leggi qui, in più in ogni provincia la crisi sarebbe molto meno forte. 

Ho avvertito anche un mancato richiamo ai Pastori, che secondo me non supportano nel migliore dei modi gli imprenditori.  Pastorali  Imprenditoriali CARENTI O ASSENTI   e SPESSO  contro-produttive. leggi qui.

Infine Santo Padre, veramente mi sembra sia mancata la comprensione delle IMMENSE DIFFICOLTA’ che gli imprenditori affrontano in Italia. Pressioni Fiscali e Burocratiche e non ultima una totale disistima delle persone, che li paragonano sempre e solo a degli evasori e oppressori del popolo lavoratore.

E’ vero, alcuni forse molti, sono dei Ladri che sfruttano, rubano, e opprimono, ma Santità le assicura che la maggior parte sono persone semplici, uscite da situazioni di estremo disagio con la forza della volontà e della …. fame specie i più anziani. A questi Santità si doveva dare una parola di conforto e di sprone ad andare avanti, in modo molto più forte di quanto secondo me è stato fatto.

Sono figlio di ex imprenditori, sono stato per alcuni anni un imprenditore e oggi li aiuto con il mio blog http://www.pandemiapolitica.com e con la consulenza, spesso gratuita. Sono stato in confindustria diversi anni, alcuni  anni con responsabilità sul territorio di Fermo.  Mi sta a cuore il loro successo, che significa portare lavoro a migliaia di persone.  Mi sento toccato in prima persona quando non vengono valorizzati nelle giusta maniera.

Grazie comunque per aver parlato a loro direttamente, sono sicuro che tra le migliaia di Imprenditori  a molti ha dato conforto e scosso le coscienze.

Se avesse stimolato, oltre la contrizione, il Talento sarebbe stato Perfetto.

Con umiltà e senza presunzione Grazie ancora Santo Padre.

 

Una Pastorale Cristiana che aiuti gli imprenditori a realizzare la vera solidarietà economica: l’esempio di Michele Ferrero

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Il primo post del 2016 lo voglio dedicare a un grandissimo personaggio italiano scomparso nel corso del 2015: Michele Ferrero, l’uomo più ricco d’Italia e 30° più ricco  al mondo secondo i dati Forbes.

Tutti conosciamo la sua impresa omonima che produce dolci tentazioni la più famosa delle quali è la Nutella che ci ha praticamente svezzati fin da piccoli, (potete trovare STORIA DELLA NUTELLA), inoltre altri centinaia di prodotti famosi tipo Mon Cheri, Kinder, Estathe, ecc. ecc.

La sua storia rientra nel classico del self-made-man. Ma quello che più conta  e forse la cosa che è poco conosciuta è il fatto che il Sig. Ferrero è un devoto fedele Cristiano Cattolico assai legato alla Madonna in special modo alla Madonna di  Lourdes.

Il 31 dicembre 2015  il giornale LA STAMPA ri-pubblica una sua rara intervista, potete leggerla integrale QUI, rilasciata a Mario Calabresi. (vi consiglio anche la pagina di Avvenire del 18 febbraio che  commemora il ritorno al Signore QUI ).

Se volete leggere la parte relativa alla sua impresa e a come si è aperto un mercato leggete il mio post su www.pandemiapolitica.com, mentre per quel che interessa gli argomenti di questo Blog mi preme sottolineare l’ultima frase che il Sig. Ferrero ha voluto arrivasse a tutti: 

«Tutto quello che ho fatto lo devo alla Madonna,

a Maria,

mi sono sempre messo nelle sue mani e

lei devo ringraziare.

La prego ogni mattina e questo mi dà una grande forza».

Il più ricco d’Italia, colui che ha costruito una impresa con migliaia di dipendenti, dando lavoro e speranza a una intera nazione, è un fulgido esempio di grande imprenditore CRISTIANO. Per noi tutti un Esempio da seguire e sperare che ne nascano di imprenditori e ne seguano l’esempio.

Si dice che in ogni stabilimento in giro per il mondo ci sia sempre esposta una Statua della Madonna di Lourdes. Si dice che almeno una volta all’anno riunisse i vertici manageriali a Lourdes per stabilire le linee strategiche ispirate dalla Madonna. Si dice che la Fondazione Ferrero rinomata per le sue opere benefiche sia stata fondata a Lourdes.

Il motto di questo Santo Imprenditore è:

LAVORARE, CREARE , DONARE. 

Sono i 3 verbi che devono guidare l’azione di tutte le persone di talento e buona volontà che sappiano aprire mercati e di conseguenza  aprire imprese per dare lavoro alle persone.

“La Solidarietà Cristiana si basa sul dare da bere agli assetati, dar da mangiare agli affamati, vestire gli ignudi … A praticare questa primaria virtù cristiana sono, certamente, tutte le anime pie che mettono mano al portafoglio e danno ai poveri. MA ANCOR DI Più DI COSTORO è, in blocco, la categoria dei produttori di beni e fornitori di servizi, la categoria degli IMPRENDITORI. Non solo, non tanto, perché danno lavoro, perché creano occupazione, ma anche perché rispondono in maniera vantaggiosa alla domanda sociale di beni e servizi.”

LA SOLIDARIETA’ ECONOMICA

dipende dal PROFITTO.

Senza il Profitto quale solidarietà può venir praticata?

tratto da Vangelo e Ricchezza, pag. 535 Angelo Tosato ed. Rubbettino  leggi qui

Dagli Atti degli Apostoli San Paolo rammenta dai cristiani di Efeso accomiatandosi:

” In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando e penando

(così come io ho fatto in mezzo a voi)  così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù, che disse: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!” At 20,35

il Figlio così ha detto durante al celebrazione funebre e così è stato divulgato in tutto il mondo in inglese:

‘”Dad wanted a factory for the people not people for the factory

with a conception of work that put social concerns at the centre before profit.”Da DailyMail on Facebook

Il mercato aperto da Ferrero, anzi i molteplici mercati aperti, hanno consentito la creazione di migliaia di posti di lavoro e la soddisfazione dei desideri delle persone che acquistando i prodotti della Ferrero si sono compiaciuti e hanno continuato a farlo dando successo e profitti all’impresa. Il sig. Ferrero chiamava i suoi clienti “La VALERIA” (LEGGI QUI post di marketing)   Avendo sempre massimo rispetto sia per coloro che acquistano i prodotti si per coloro che li producono. Inoltre massimo rispetto anche alle materie prime. Solo così  si  può sperare di generare il giusto e doveroso profitto che se ben utilizzato permette a sua volta di creare la solidarietà economica.

La Grazia della Madonna ha concesso al talento della Famiglia Ferrero di riuscire in questa immensa impresa di Solidarietà attraverso il profitto, e solo grazie al continuo profitto hanno potuto crescere e consolidare questa azione di carità cristiana dando dignità tramite il lavoro alle migliaia di persone dipendenti i in tutto il mondo. Senza dimenticare la grandissima opera della Fondazione Ferrero, potete vedere cosa realizza QUI, ove si materializza il donare. Senza averi cosa pensiamo di poter donare? Grazie ai profitti proppera anche il donare della fondazione.

Esattamente quanto auspicato dai Francescani in special Modo. San Bernardino da Siena.

Ecco per il 2016 auspico che ci sia sempre di più una maggiore attenzione da parte della PASTORALE SOCIALE in tutte le DIOCESI  nei confronti dei giovani e intraprendenti Imprenditori. Che si dia loro ampio appoggio spirituale e dottrinale. Peghiamo per loro, aiutiamo loro,  sia nello sconforto dei primi passi incespicanti, ma soprattutto preghiamo e stiamo loro vicino nel momento in cui  ottengono successo, perché è proprio nel momento del successo che Mammona carpisce la volontà anche dei più forti piegandola ai suoi voleri contrari a quello dello spirito e della solidarietà. Ecco che il profitto si trasforma da solidarietà economica ad abuso nei confronti delle persone.

L’Italia ha bisogno di Imprenditori che si prodighino a realizzare la vera solidarietà economica attraverso il profitto, in modo da creare milioni di posti di lavoro. Questo è possibile solo se la Chiesa tutta prega la Madonna che doni la Grazia alle persone di Talento di aprire mercati, creare prodotti in grado di aprire i mercati, in modo da avere lavoro per molti e donare il profitto in bene dei più bisognosi.

Preghiamo che tanti Michele Ferrero crescano  in tutti i Paesi del Mondo e che la Chiesa sappia accoglierli e aiutarli nella loro avventura.

BUON 2016

 

L’indispensabile economia: promuovere la creatività imprenditoriale. Dalla Enciclica Laudato Si.

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Nel giorno dedicato ai SS. Pietro e Paolo scrivo  riflessioni spontanee  delle enciclica Laudato Si emanata pochi giorni fa. In particolare su quella parte che parla degli aspetti che maggiormente mi stanno a cuore ovvero il lavoro e l’imprenditore.

Sia Pietro che Paolo erano artigiani. Il primo pescatore e l’altro costruttore di Tende. Paolo in specie più volte parla di come si mantenga del proprio lavoro e quanto sia importante questo aspetto per tutta la comunità e per coloro che sono chiamati a farne parte.

Dai cap. 124 ai 130 l’Enciclica si sofferma a considerare la necessità di difendere il lavoro.  Oggi più che mai occorre levare un grido cristiano contro i soprusi che si stanno perpetrando contro l’uomo e la sua dignità di mettere in pratica i suoi talenti attraverso il lavoro. Si richiama ovviamente la splendida enciclica Laborem Exercens e gli aspetti teologici che esaltano, unica tra tutte le culture religiose e laiche, il LAVORO dell’Uomo paragonato sempre alla creazione libera di Dio.

Al punto 125 si parla espressamente di quanto sia fondamentale la dignità del lavoro, qualunque esso sia, e la relazione interpersonale di cui necessita. Per il Cristiano poi l’Ora et Labora Monastica diventa paradigma primario.

Si pone dunque l’uomo al centro di tutto insieme anche alle sue relazione con gli altri uomini, ed il lavoro ” dovrebbe essere l’ambito di questo multiforme sviluppo personale, dove si mettono in gioco molte dimensioni della vita: la creatività, la proiezione nel futuro, lo sviluppo delle capacità, l’esercizio dei valori, la comunicazione con gli alte, un atteggiamento di adorazione. …… pertanto si esige che si continui a perseguire quale priorità.

  Sottolineando come il lavoro sia una necessità per la realizzazione del essere uomini si sottolinea come il lavoro non è elemosina.

“In questo senso aiutare i poveri con il denaro deve essere un rimedio provvisorio per fare fronte a delle emergenze.

IL VERO OBIETTIVO DOVREBBE ESSERE SEMPRE DI CONSENTIRE

LORO UNA VITA DEGNA MEDIANTE IL LAVORO”

Questo deve essere chiaro a tutti i missionari, che Dio li illumini per ampliare le loro offerte di aiuto anche alla imprenditorialità.

Oggi più che mai occorre dare a tutti la possibilità di LAVORARE della Propria Creatività e Dignità. Non solo Elemosina ma LAVORO. Quindi un inno alla SUSSIDIARIETà al fatto che occorre dal basso dare a tutti la possibilità di fare, realizzare, creare. Contro i tanti infiniti soprusi di chi ha troppo, troppa terra, troppo denaro, troppo di tutto e non offre la possibilità a chi non ha e non avrà mai la possibilità se questa non gli viene offerta. INSOMMA CONTRO TUTTE LE FORME DI DITTATURA DELLE RENDITE PARASSITARIE. In Italia come in tutto il mondo sono queste che il cristiano deve combattere per offrire a tutti la possibilità di vivere la propria vita con la dignità che gli spetta alla luce del Vangelo.

Si tratta di GIUSTIZIA STORICA  specie in quei paesi, italia inclusa in cui chi ha da centinaia di anni impedisce a chi ha idee forza e creatività di sviluppare le proprie potenzialità.

BASTA CON coloro hanno ereditato intere fortune SENZA ALCUN MERITO

e

NON LE SANNO FAR FRUTTARE

e

usurpano il diritto di interi popoli ad auto determinare le proprie vite attraverso il lavoro. 

SI DIA LA POSSIBILITA’ AI GIOVANI (non in senso anagrafico)  DI RISCHIARE CON LE PROPRIE MANI.

129 _: Perché continui ad essere possibile offire occupazione,

è indispensabile

promuovere una economia

che favorisca la diversificazione produttiva e

la creatività imprenditoriale. 

Si parla di INDISPENSABILE economia che dia la possibilità di essere imprenditori!!! Più chiaro di così!! E noi che viviamo nelle Marhce,  a tutti gli Italiani che vivono nei piccoli-grandi distretti industriali ove micro-grandi imprenditori si prodigano con la loro creatività a lavorare in proprio e  a rendere ricca il loro territorio.  Ed il chiaro riferimento all’importanza dell’imprese a nel territorio.

l’attività imprenditoriale che è una nobile vocazione orientata a produrre ricchezza e a migliorare il mondo di tutti,

può essere un modo molto fecondo per promuovere la regione in cui colloca le sue attività,

soprattutto se comprende che la creazione dei posti di lavoro è parte imprenscindibile del suo servizio al bene comune !

Cosa volere di più da una ENCICLICA che in questi punti valorizza e mi onora, tutti gli studi da me fatti negli ultimi anni dalla Laurea in Ec. Aziendale  a  ca’ Foscari e completati alla Pontificia Univ. Lateranense con la licenza in Teologia Pastorale ove ho dedicato la tesi all’imprenditore cristiano.

Esalta il passato, il presente e speriamo il futuro della Imprenditorialità specie quella tipica delle piccole e medie aziende italiane. Se pensate poi che è per il mondo intero significa anche replicare il successo della nostra tipica economia in tutto il mondo.

Bastano questi punti centrali per farmi capire quanto sia importante oggi più che mai offrire il mio contributo e talento al servizio delle persone che vogliono esser imprenditori alla luce di Cristo.

Oggi nel ricordo dei due Santi Pietro e Paolo, artigiani, cristiani e pilastri della Chiesa dedichiamo questo post a tutti coloro che soffrono e lottano per la dignità  del lavoro.

 

 

la Pastorale per i ragazzi in ricerca di sé

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La Pastorale richiede molta fantasia e creatività. Occorre porsi degli obiettivi chiari e specifici e cercare varie strade per tentare di raggiungere la meta. A me personalmente sta a cuore l’obiettivo più difficile oggi per la Chiesa, ovvero quello del dialogo con i giovani dai 18 ai 30 anni.

Quella è l’età delle prime scelte in autonomia, con la voglia dei ragazzi di trovare la propria strada, sia scegliende la giusta scuola sia il proprio ambito lavoro. Ecco io penso che a questi ragazzi, non ancora adulti, l’azione di dialogo delle nostre parrocchie sia assai scarso o nullo.

Non ho le statistiche sotto mano ma per esperienza personale, osservo che attorno alla Chiesa ci sono sempre i giovanissimi, under 14, o gli anziani over 50. Spero di sbagliarmi, mi procurerò dati aggiornati, ma in questo caso l’intuito mi dice che la Pastorale  parla poco e male a questo “target” di persone.

Ci si limita a parlare con loro solo  nel caso in cui  decidano di sposarsi ed allora si invitano a partecipare ai famigerati, e spesso sopportati corsi pre-matrimoniali. Poi ci si rivede al battesimo, se arrivano i figli.  Tutto qua e assolutamente insufficiente, direi.

Penso che occorre ideare soluzioni creative per parlare a queste persone in questa fascia di età, completamente abbandonate a loro stessi e al mondo che li circonda. Avvicinarle con incontri, e magari andarle a trovare nei luoghi di lavoro, o se non lo hanno confortarli per una più proficua ricerca.

Come sapete io sono molto sensibile ai coraggiosi che intraprendono e che desiderano aprirsi un proprio mercato. Ecco a questi perché non si offre un supporto religioso? E a coloro che soffrono per essere disoccupati, perché non li si incoraggi ad avvicinarsi alla Grazia di Dio senza disperare. Magari insegnando loro a utilizzare il tempo dell’attesa con altri impegni, magari in parrocchia, magari insieme a più parrocchie.

Io non ho notizie di pastorali per l’impresa micro, sul territori, non me ne vogliano gli amici dell’UCID, ma loro sono troppo, troppo. Io penso a chi apre un negozio di frutta, una paninoteca, una ludoteca, un giornalai, un riparatore di pc. Ecc. ecc.  A questa micro-imprenditorialità occorre portare il Vangelo prima di ogni altra cosa.

Insomma auspico una evangelizzazione mirata  che semini il Vangelo proprio nel periodo d’età più delicato di oggi, quello a cavallo tra la scuola e il lavoro e oltre. Oggi più che mai occorre pensare a questi ragazzi, veramente in balia di tutto. ABBIAM L’OBBLIGO DI  OffriRE loro una SPERANZA , offriamo loro un servizio di CARITA’  se necessario, offriamo loro la possibilità di cercare la bellezza della  FEDE.

Un lavoro pastorale lungo e faticoso ma che sono sicuro risulterebbe assai incisivo e nel lungo periodo porterebbe sicuri frutti per tutti.