pastorale

Il marketing al servizio della pastorale

Postato il


Pochi giorni fa il preside della scuola superiore tecnica dove sono I.r.c. mi ha invitato
a partecipare ad una iniziativa a livello comunale.
In occasione dell’arrivo della statua ritraente Don Bosco, il comune
ha concesso ai salesiani locali di organizzare in piazza una sorta di manifestazione
per “catechizzare” gli studenti sulla figura di Don Giovanni Bosco, ed in particolare
sulla sua opera di evangelizzazione a favore dei giovani.
Infatti veniva spesso citato come il santo dei giovani.
Premesso che conosco assai poco e male la storia evangelizzatrice del Santo,
in più mio padre fu ai tempi allievo del collegio salesiano di Macerata,
e non ne parla un granchè bene, tuttavia mi preme sottolineare
come sono rimasto colpito da un fatto:
Oggi una evangelizzazione fatta così
SERVE A POCO O a nulla.

La classe che ho accompagnato era un primo, bravi ragazzi con i loro piccoli o grandi problemi
legati all’età o alle loro situazioni familiari.
Hanno assistito interdetti alle esibizioni “canore” dei ragazzi svoltesi sul palco, e per lo più rivolte
ai piccoli delle elementari.
Hanno apprezzato il panino offerto.
Poi la processione di circa 10 minuti, indi in chiesa per una breve preghiera e ….stop.
La settimana seguente a scuola nessuno di loro ricordava il motivo della uscita, nè hanno partecipato alle iniziative serali sulla figura del santo.
Insomma a che servono queste manifestazioni puerili?
Intrattenere una orda di piccoli delle elementari, serve a nulla, occorre parlare alle fasce di età più esposte e intrise di problemi, quella fascia cha va dai 15 ai 20 anni.
Occorre competenza, passione, coraggio di innovare i modi di parlare loro.
Essendo un professionale un modo potrebbe essere quello di mettere in pratica il loro saper fare al servizio della parrocchia, dell’oratorio.
Coinvolgerli con il FARE.
Basta con i Ban che non ho mai ben capito a chi piacciono.
Di sicuro ai miei alunni NO, ne al 99% dei loro coetani.
Siamo nel 2013 le competenze digitali dei ragazzi sono ampliate e illimitate,
perchè non sfruttarle?
Inoltre la maggior parte dei ragazzi che prosegue gli studi frequentano corsi liceali o tecnici industriali, credo hanno bisogno che si giunga a loro con proposte serie ed all’altezza dei loro studi e della loro intelligenza.
Sfidarli culturalmente, un ambiente parrocchiale stimolante, andando a cogliere nella diocesi quelle competenze che possono parlare alle persone nella loro totalità, o anche al di là dalla diocesi.
Il desiderio di qualcosa di alto è insito nei nostri giovani, deve solo essere stimolato a venir fuori,
solo così è possibile scatenare quello che nel Marketing si chiama viralità.
Ovvero come un virus si diffonde facilmente con il contatto, se si riescisse ad infettare alcuni ragazzi con le proposte giuste state certi che in poco tempo la pandemia si diffonde e giunge a infettare i molti.
Certo occorre un cambiamento totale e innovativo di fare evangelizzazione e comunicazione, e come tale soggetto a fallimento, tuttavia con la certezza che prima o poi solo intraprendendo strade rischiose con la forza dello Spirito Santo ad illuminare la via si possano cogliere i frutti nella vigna del Signore per il futuro della Chiesa.

Annunci

Racconti dall’Etiopia: il ‘diario’ di viaggio di un giovane missionario

Postato il Aggiornato il


Cari amici,

ottobre sta ormai per finire, ma come quasi a salutare il mese consacrato dalla Chiesa alla sensibilizzazione missionaria, vi regalo un racconto singolare (in calce all’articolo il link su cui cliccare) di un ragazzo missionario. Si tratta di un comune amico, mio e di Paolo. Devis è un giovane medico specializzando all’Ospedale Torrette di Ancona. Nel 2009, ancora studente di medicina, attraverso l’Associazione missionaria ALOE con sede a Fermo, ha vissuto l’esperienza di un viaggio missionario in Etiopia.

Credo si bello poter condividere questa esperienza attraverso la lettura di questo racconto, che Devis ha redatto sotto forma di ‘diario’ di viaggio, rendendolo ancora più apprezzabile e godibile.

Già dal titolo scelto per il racconto ne assaporiamo in anticipo il carattere ossimorico: Come la pioggia d’estate, recita infatti. Così ci viene descritta l’esperienza della missione, in intreccio di realtà apparentemente distanti ed invece contingenti. Ed è proprio questo il sapore che questa lettura lascia in bocca. Oltre le distanze, oltre il colore della pelle, oltre le differenze, un unica verità prossima a tutti e da tutti percepibile: il volto di un Padre davanti al quale siamo tutti fratelli.

come_la_pioggia_web

Grazie a Devis per la disponibilità a questa pubblicazione.

d.Andrea

Fede e cultura: il fascino della bellezza e il soffio dello Spirito

Postato il Aggiornato il


Cari amici,

fra qualche giorno ricorrerà il ventesimo anniversario della morte di Federico Fellini (31 ottobre 1993). La contingenza storica ha voluto che tale data cadesse vicino al termine dell’anno della fede indetto da Benedetto XVI poco prima di annunciare le sue dimissioni. Un ultimo regalo di una personalità di certo sensibile e attenta ai moti dello spirito in campo culturale.

Il maestro di Rimini, che ha segnato indelebilmente la storia del cinema italiano, è uno tra gli autori cinematografici maggiormente aperti e fecondi allo sguardo dello spirito sulle realtà umane.

Questo doppio appuntamento che ci attende all’orizzonte mi spinge a proporvi due strumenti utili per l’approccio al mondo culturale e alle dinamiche del linguaggio nella comunicazione della fede.

Il primo è il un mio lavoro pubblicato nel 2010: IL MAESTRO MAGICO (ed. Paoline, 2010). In questo testo ho voluto discernere alcuni atteggiamenti, a mio avviso proficui, per condividere l’esperienza del ‘credere’ a partire dallo sguardo cinematografico. Il sottotitolo esplica questa intenzione: ITINERARI PEDAGOGICI DIETRO LA MACCHINA DA PRESA.

Il secondo, TI RACCONTO DIO. I LINGUAGGI PER COMUNICARE LA FEDE (Paoline 2012) appartenente più specificatamente all’ambito catechetico, tratta delle dinamiche del linguaggio e della ‘comunicazione’ della fede nel nostro tempo, ed è stato curato da don Luciano Paolucci Bedini, docente di catehcetica e teologia pastorale presso l’Istituto Teologico Marchigiano di Ancona.

Entrambe i lavori vanno a comporre una piccola collana di 10 libri voluta e realizzata dalla Conferenza Episcopale italiana, attraverso la collaborazione dell’Ufficio Comunicazioni sociali e l’Istituto Pastorale Redemptor Hominis della Pontificia Università Lateranense, diretto (nel periodo risalente alla pubblicazione) da mons. Dario Edoardo Viganò attualmente direttore del Centro Televisivo Vaticano.

         

Pastorale per l’imprenditore

Postato il


Il marketing si basa molto su un aspetto peculiare, creare una offerta
differente dagli altri in modo da poter attirare una domanda specifica
che magari in modo latente aspettava una offerta simile.
Allora mi sono chiesto quale sia un oggetto della pastorale che oggi possa
esser così differente dalle altre, in modo da coinvolgere qualcuno che al momento
non è molto attratto o non trova accoglienza o risposte agli annunci pastorali.
Forse per mia deformazione professionale e di studio credo che non esista al momento
una pastorale tanto ignorata da noi tutti se non quella riguardante il lavoro dell’imprenditore, sia quello grande che il piccolo o piccolissimo imprenditore,
sono loro che creano lavoro con il loro ingegno e la loro creatività.
Sia che si tratti di imprese grandi a livello aziendale, sia di micro imprese, coloro
che guidano lo sviluppo economico hanno quanto mai bisogno di un supporto spirituale
e di conforto.
La creatività si basa su una forte spiritualità e fiducia in sè.
Ricordiamo che siamo a immagine di un Dio creatore, e creare qualcosa ci rende simili a Dio,
grazie poi alla nostra intelligenza che è un riflesso della intelligenza divina.
Sia i grandi imprenditori sia i piccoli come gli artigiani, i commercianti gli ambulanti
oggi sono in enormi difficoltà.
Lo dimostrano le centinaia di morti suicida causa difficoltà aziendali.
E la CHiesa come risponde alle loro esigenze?
Perchè non portare loro la parola del Vangelo?
Eppure non leggo annunci nelle Parrochie o nelle Diocesi che si rivolgono a questi coraggiosi
che mettono se stessi nella speranza di creare una impresa che possa aiutare tutta la comunità a prosperare.
Certo a livello nazionale abbiamo l’uCID, ma spesso si rivolge a pochi eletti e grandi imprenditori,
tuttavia in ogni parte di Italia la imprenditorialità diffusa, la più alta d’Europa,
ci impone di offrire loro una pastorale specifica.
Di più oso dire che occorre una Pastorale incentivante la creatività e il mettersi in gioco,
in particolare rivolta a coloro che iniziano o tentano di iniziare la loro piccola impresa.
Insomma cari amici diamoci da fare fin d’ora per una pastorale dell’impresa,
ricordo che i primi 4 apostoli furono selezionati tra i piccoli imprenditori della pesca,
pertanto sforziamoci di stare loro vicino, poichè se la crisi finirà sarà grazie
all’ingegno di coloro che con coraggio e creatività e spiritualità offrirà a tutti noi
il lavoro per il futuro.
Testi utili possono essere le numerose encicliche che affrontano il tema da quella di Paolo VI “popolorum progressio” a quelle ultime di Papa Benedetto XVI “caritas in veritate”.
In un precedente post ho pubblicato la mia tesi ove magari potete trovare spunti interessanti,
tuttavia non voglio tediarvi qui con riferimenti che potrete facilmente trovare,
personalmente interessa che si dia ampio spazio a queste persone che rischiano
e con i fatti dimostrano l’amore per il prossimo,
dando lavoro e offrendo spesso sè stessi come testimoni della carità.
grazie

Documentario sugli archivi del Vaticano.

Postato il Aggiornato il


News Interessante
la riportiamo così come l’abbiamo ricevuta.
http://www.osservatoreromano.va/portal/dt?JSPTabContainer.setSelected=JSPTabContainer%252FHome

Dario Edoardo Viganò
circa un’ora fa 6 ottobre 2014

Il CTV ha prodotto un documentario bellissimo sull’Archivio Segreto Vaticano che è stato selezionato per l’ultimo Festival della Fiction che si è svolto a Roma. Un viaggio meraviglioso negli oltre 85Km di scaffali (come il canale di Panama) tra bolle e documenti che hanno fatto la storia.

La creatività alla base della pastorale e del Marketing

Postato il Aggiornato il


I catechisti non devono
“aver paura di uscire dai nostri schemi per seguire Dio, perché Dio va sempre oltre,
Dio non ha paura delle periferie. Dio è sempre fedele, è creativo,
non è chiuso, e per questo non è mai rigido, ci accoglie, ci viene incontro, ci comprende.
Per essere fedeli, per essere creativi, bisogna saper cambiare.
” Il catechista non è una statua da museo.
Bisogna cambiare, per adeguarsi alla circostanze in cui si deve annunciare il Vangelo, dice il Papa.
” E’ come essere in una stanza chiusa e poi ci si ammala,
certo se si va per le strade possono succedere incidenti,
ma io dico che preferisco mille volte una Chiesa incidentata piuttosto che una Chiesa ammalata”.

http://www.korazym.org/bussole-per-la-fede/

Prendo spunto oggi delle parole pronunciate dal Papa nel corso dell’incontro
tenuto con i catechisti romani.
Mi sembra che abbia colto perfettamente ciò che noi umilmente vogliamo tentare di fare
con il nostro Blog.
In particolare quando dice di andare incontro alle persone a portare il Vangelo,
rischiando collisioni o incidenti, ovvero fallimenti,
ma li preferisce a una Chiesa chiusa e ferma sulle sue posizione.
A tale scopo ci invita a ADEGUARSI ALLE CIRCOSTANZE ODIERNE,
per meglio divulgare il Vangelo.
Inoltre sempre ci invita a mettere in campo tutta la creatività di cui siamo capaci.
La creatività è spesso al centro delle sue riflessioni.
Ecco tentare oggi di parlare alle persone di Cristo impone una seria riflessione su questi due aspetti.
Entrambi sono altresì centrali nel Marketing.
Adattarsi alle circostanze e sviluppare la creatività dovrebbero essere i due capisaldi
di una azione concreta di evangelizzazione.
Saper cogliere i segni dei tempi e soprattutto in pre-visione futura è fondamentale.
Rifiutare l’oggi per il futuro è il classico sbaglio che si commette, come se si fosse superiori
al tempo che scorre e ci impone un mondo diverso di quello idealizzato passato.
Oggi che la tecnologia la fa da padrona non si può ASSOLUTAMENTE ignorarla,
poichè coloro che vogliamo attirare ne sono immersi.
Storicamente avvenne anche quando si iniziò a divulgare la bibbia stampata,
molti temettero di perdere il controllo della situazione.
Succede spesso con i cambi di paradigma tecnologici,
il rifiuto alle novità genera fallimento.
Invece il CAMBIAMENTO è la fonte di nuove importanti opportunità da sfruttare per i nostri fini.
Se non siete in grado o ritenete gravoso il compito allora vi dovete ORGANIZZARE andando
a cercare i talenti che ci sono in giro, e vi assicuro ce ne sono a iosa.
Occorre attivare la RICERCA andando per le strade a scovare talenti che possono
essere fatti fruttare.
I ragazzi dai 14 anni sono tutti da scoprire, basta solo dar loro estrema fiducia,
sono estremamente creativi, occorre certo guidarli, ma non soffocarli,
esser il vento che alimenta il fuoco, non che spegne una candela.
Insomma tutto si può realizzare purchè si metta in gioco la creatività.
Solo che la creatività non è solo palloncini, ban, sale colorate, ecc. ecc.
Questo può andar bene fino alla quinta elementare, al massimo.

La creatività necessita conoscenza dell’oggi per il futuro, essere capaci
di comprendere l’oggi e proiettarsi verso il futuro.
Insomma la creatività implica il rischio, senza il rischio la creatività rimane
mummificata.

Ecco la base di tutte le azioni pastorali dovrebbero sollecitare la nostra creatività e quella
di molti altri, metterla a confronto, alla prova, anche
perchè la prova suprema della creatività è quando da un seme si genera un ramoscello,
poi un frutto, occorre tempo ma prima o poi sboccia.
Infatti un’altra componente determinante la creatività è il tempo, solo il tempo
ci dirà se la proposta risulta creativa o meno,
Il tempo è amico dei creativi, poichè solo loro lo cavalcheranno,
gli altri verranno dimenticati.
Pertanto facciamo tesoro delle parole del Papa, andiamo per le strade
a cercare i talenti creativi per coinvolgerli nei nostri progetti creativi,
senza paura di fallire, poichè solo dopo molti fallimenti
capiremo come avere successo.

Il Marketing pandemico per la pastorale

Postato il


“La speranza è la virtù dell’arduo ma possibile; ci invita a non gettare mai la spugna,
ma non in maniera velleitaria,
quanto piuttosto impegnandoci attivamente,
per realizzare qualcosa di reale e concreto. “

Papa Francesco

Il compito che mi sono prefisso è quello di offrire un contributo pratico e utile a tutti coloro
che lavorano nella Chiesa e per la Chiesa.
Mentre Andrea si occuperà mirabilmente di esporre argomenti pastorali specifici
in particolare sulla teologia e sulla comunicazione,
io invece desidero lanciare un argomento innovativo per la Chiesa :
IL MARKETING PASTORALE e Pandemico.
Il Marketing in Italia è pochissimo conosciuto e quasi mai praticato.
Spesso lo si confonde con la sola pubblicità o nel peggiore dei casi
con le truffe, infatti si legge spesso di prodotti scadenti etichettati come
di marketing.
TUTTAVIA NON è COSì
Il marketing è la possibilità di aprire e mantenere una domanda attraverso
la creatività di una offerta che crea la propria domanda, attraverso una pandemia
che si diffonde in modo inarrestabile.
In pratica grazie alla creatività di un prodotto stra-ordinario, ideato grazie a una Vision,
si riesce a creare un desiderio nelle persone che possono essere la domanda da soddisfare.
Molti esempi possono essere presi dalla vita di tutti i giorni, da un cartone animato, a il cappuccino
o dal caffè, alla coca-cola ecc. ecc.
Prima che questi prodotti fossero ideati e diffusi nessuno ne sentiva la mancanza.
Una volta immessi sul mercato e alla prova delle persone si sono ritagliate la loro domanda.
Prima della coca-cola impazzava l’orzata, il chinotto, la gassosa ecc. ecc. 50 anni dopo …
beh lo sapete.
Idem per il caffè, la colazione come la conosciamo oggi è recentissima, prima si faceva molto diversamente.
Allora dite voi cosa c’entra con la Pastorale?
C’ENTRA, C’ENTRA.
Il Marketing e le sue tecniche possono essere d’aiuto per rispondere alle esigenze della pastorale
per evangelizzare in modo più proficuo.
In particolare mi rivolgo a chi deve affrontare il tremendo abbandono da parte dei sedicenni, dei ventenni, ecc. ecc
della Chiesa.
Noi abbiamo un prodotto Stra-ordinario, in modo assoluto, abbiamo un compito di portarlo a tutti,
come se fosse un batterio che infetta, in modo positivo, le persone le quali a loro volta
si rendono portatori sani del virus che si estende a macchia d’olio.
Ecco il Marketing Pastorale deve altresì esser pandemico e virale in modo da
diffondere il Vangelo e l’incontro con Cristo.
Dobbiamo creare la nostra DOMANDA, istigarne il desiderio, adottare tutte le mosse che ci possono aiutare
ad allargare ampliare e sostenere questa domande.
Naturalmente utilizzare tutti i mezzi oggi concessi dal mondo moderno, senza paura e senza pre-clusioni.
Intanto di seguito inserisco il link del mio blog di Marketing
ove analizzo un esempio di Marketing Pastorale, involontario, dell’inizio dell’800.
la diffusione della conoscenza delle apparizioni di Lourdes
BUONA LETTURA

http://pandemiapolitica.wordpress.com/2013/07/23/marketing-religioso-breve-analisi-della-pandemia-pellegrinaggi-lourdes/