Vangelo

Giocare per la solidarietà: una pastorale alternativa

Postato il Aggiornato il


Oggi voglio farvi conoscere un modo divertente per fare beneficenza: Giocare, vincere, Donare.

Un Sito americano appena nato ha ideato un modo per catturare l’attenzione delle persone e far si che divertendosi  a giocare potessero poi donare la loro vincita.

Il sito si chiama: Spin For Good 

Sulle idee derivanti dagli studi di economia comportamentale secondo i quali le persone sono meglio disposte a cambiare se si riesce a far emergere il bambino che è in loro.

Il Bambino non ha paura di esprimersi, di dire le cose ovvie, anche se imbarazzanti, e spesso utilizza il gioco per farci saper cosa intende fare e come intende comportarsi.

Ecco l’aspetto Ludico risulta fondamentale per “pungolare” (cfr il nudge effetto sensibilizzazione per la nuova evangelizzazione) le persone e aiutarle a cambiare per il bene comune e per loro stessi.

In Italia Da nord a sud la febbre del gioco d’azzardo non risparmia nessuno, nemmeno i giovanissimi. Secondo una recente indagine svolta da Nomisma, che ha coinvolto 14.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado italiane, sono 1,3 milioni i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni a dedicarsi al gioco d’azzardo. Tra le preferenze i Gratta e Vinci e le scommesse sportive, al primo posto col 25%, seguiti dai giochi online. Dall’analisi sono emersi altri tre dati interessanti: in primis, il 63% dei giocatori compresi tra i 14 e i 19 anni è di sesso maschile. In secondo luogo che il 64% dei giocatori viene dal Sud e dalle isole. Infine, che il 30% dei giovani inizia a giocare per curiosità, il 23% per caso e solo il 13% perché ci giocano i loro amici.Post tratto da  globalist.it

Inoltre sembra che sia un fenomeno in crescita specie tra i giovani:

Avvenire su il gioco d’azzardo :“Interessante il confronto con alcuni dati della ricerca Nomisma di sei anni fa. Se allora la quota di studenti sopra i 15 anni che avevano giocato d’azzardo era in linea con i dati attuali, il 55%, diversi indici sono in contrazione: allora avevano dichiarato propensione al gioco il 76% dei ragazzi e il 61% delle ragazze, aveva detto di giocare il 75% degli studenti dell’Italia meridionale e il 78% di coloro che frequentavano gli istituti professionali.”

Questo solo per quanto riguarda i giovani, gli anziani penso sia anche peggio, specie con le spese fatte settimanalmente per la lotteria.  Si calcola che solo il gioco online e slot valga sui 100 miliardi. A ciò aggiungete le lotterie si raddoppia facilmente.

 Se ricordate il Post della settimana scorsa, (cfr : La conversione dal sentimentoquando abbiamo parlato di come

il SAPERE non aiuta a CAMBIARE,

ecco questo è uno di quei casi.

Infatti tutti coloro che giocano  sanno che giocare a questi giochi, anche se statali, tipo lotteria, lotto, totocalcio, giochi online, slot machine ecc.ecc.

SONO UN PESSIMO AFFARE.

Poiché tutto è perfettamente combinato e scientificamente combinato affinché l’unico a vincere sia chi organizza il gioco.

Eppure in Italia Milionii di Italiani giocano, eccome se giocano, e Miliardi vengono spesi per il gioco.  COME MAI?

Evidentemente esiste in noi un ISTINTO LUDICO che NON sappiamo controllare e che prevale sulle nostre decisioni.

Da Anni ormai molti cristiani e preti si battono contro questa piaga, una PASTORALE rivolta a coloro che sono nel vortice malato del gioco. Tuttavia temo che le loro proposte siano fallimentari, specie a leggere i dati. Infatti sembra che il fenomeno invece di essere arrestato o quanto meno rallentato, sia in enorme crescita.

La proposta poi di molti di coloro che sono impegnati nella Pastorale per risolvere il problema consiste solo in bieco proibizionismo che mai e poi mai potrebbe avere la speranza di un minimo di successo.

Si sa che più si proibisce una cosa più questa diventa accattivante e desiderata. Che volete farci siam fatti così? I bambini non fanno  così? ciò che non possono avere lo vogliono, ciò che hanno spesso non lo vogliono financo a disprezzarlo.

Pertanto la proposta di studiosi di economia comportamentale derivante dagli studi del Nobel Kahneman e dalle proposte del Prof. Thaler e Susnstein (legge per approfondimento  Il pungolo gentile per le decisioni) è stata quella di assecondare il sentimento che spinge molte persone a giocare ed accompagnarlo a donare le proprie vincite per scopi che possano essere meritevoli.

Infatti in  Spin for good si può scegliere il gioco e al tempo stesso a chi donare la vincita e la perdita tra le molte associazioni caritatevoli presenti. Insomma si tenta un modo nuovo e alternativo di coinvolgere con il sentimento le persone a cambiare.

Immaginiamo una Pastorale diocesana che si avvalga di questi nuovi studi, approntare un sito per il gioco, molto vicino a quelli esistenti, tranne per il fatto che chi gioca, oltre a dare a se stesso, all’istinto ludico lo sfogo che non riesce a controllare, dall’altra parte però si instilla nella persona un altro sentimento altrettanto forte che è quello della solidarietà.

Chissà mai che alla lunga la solidarietà prevalga sul sentimento ludico e riesca a far cambiare completamente la persona. Questa si che sarebbe una vittoria di Cristo  TRAMITE Pastorale degli Uomini di buona volontà.

Anche se come dico spesso, nessuna idea può dirsi vincente se non viene messa in pratica, monitorata e modificata all’occorrenza per tentare di renderla vincente.

Di sicuro sappiamo che le azioni Pastorali fatte non hanno sortito effetto. Al limite hanno alleviato le pene a posteriori, tramite aiuti a chi è in difficoltà, ma poco o nulla a livello di  prevenzione, se si eccettuano alcune chiusure volontarie di slot machine in alcuni bar, o quelli coercitive dei sindaci. Ma come si può ben intuire nulla sono rispetto al boom del gioco.

Pertanto Auspico che coloro che si dedicano alla Pastorale di queste Problematiche sappiano cogliere le giuste vie per risolvere un problema che coinvolge il bene comune e il bene delle famiglie in primis.

Non si possono ignorare gli ultimi studi di economia comportamentali. Occorre anzi approfondirli per capire l’Uomo e aiutarlo a cambiare la loro vita, a convertirlo: (per approfondimento potete legger questo mio post pubblicato su http://www.4marketing.bizla conversione del cliente elefante).

La realizzazione di una tale iniziativa potrebbe poi coinvolgere intere squadre di ragazzi che possono così anche fare una bella esperienza educativa e lavorativa. Insomma, immaginatelo anche in piccolo, io penso che si possa sfruttare questa idea per tentare strade nuove per la Pastorale, e perché no aiutare anche la Evangelizzazione ed aiutare le persone a scoprire la bellezza della fede.

Se desiderate una aiuto per metter in pratica alcune delle nostre proposte restiamo sempre a disposizione per Pastorali vincenti e innovative che aiuti le Persone a scoprire la Fede in Cristo e del suo Corpo la Chiesa.

Pace a Voi tutti

 

Annunci

la conversione non dalla ragione ma dal sentimento

Postato il Aggiornato il


CONVERSIONE

La Conversione è lo scopo principale della Evangelizzazione. Il cristiano ha ricevuto una missione, quella di portare il Vangelo, la buona Novella, a tutti e far si che chi la riceve possa cambiare “nous”, mente , pensiero, idea, percorso di vita.

Insomma la Conversione di vita verso Cristo  è l’obiettivo principale della Evangelizzazione. Se non riusciamo a seminare in modo corretto, in modo che la Grazia possa operare profittevolmente possiamo dire che la missione è fallita.

Ora però chiediamoci: Perché ci si converte?  Perché ci siamo convertiti? cosa spinge l’uomo a cambiare?

Spesso siamo portati a pensare che si cambia dopo che una studia, analizza e poi cerca un soluzione e alla fine adotta il cambiamento. Questo possiamo chiamarlo percorso razionale al cambiamento. In realtà gli ultimi studi sul comportamento dell’Uomo, sembra che questi passaggi logici RARAMENTE portanti ai cambiamenti.

Questo percorso RAZIONALE riproposto nell’immagine sotto NON FUNZIONA quasi MAI:

SCHEMA RAZIONALE PER CONVERTIRSI

Facciamo qualche banale esempio. Io so perfettamente che il fumo provoca il cancro ai polmoni eppure…. Io so perfettamente che mangio troppo e questo è un danno per la salute eppur…..So perfettamente che se non studio prenderò 4 eppure ……

io so perfettamente non è di per se uno stimolo al cambiamento.

Per la cronaca occorre dire però che allo stesso tempo l’ignoranza non aiuta a cambiare, mentre il percorso razionale qualche minimo risultato lo da, ignorare le cose di sicuro non ti fa cambiare.

Quindi né il percorso razionale di conoscenza ne tanto meno quello della ignoranza spingono l’uomo a convertirsi rispetto alle varie situazioni. Gli ultimi studi di comportamentale lo dimostrano. Tuttavia si cambia. Perché?

Perché si è colpiti nel nostro profondo SENTIRE. Tocca il Sentimento e allora avremo il Cambiamento.

Non è un caso che molti interrompono un comportamento riprovevole dopo episodi che li hanno toccati in modo profondo. Ricordo che mio Padre, fumatore incallito, 20 anni fa ebbe problemi al cuore, si spaventò a tal punto che non fumò più e ad oggi non ha più fumato. Io personalmente quando guido ora mi accorgo di essere estremamente prudente, specie dopo aver visto dal vivo alcuni spiacevoli episodi.

Insomma per la conversione conta molto di più:

  • VEDERE

  • SENTIRE 

  • AGIRE

VEDERE e SENTIRE in senso allargato, sia ai 5 sensi sia al Sentimento delle persone che li tocchi veramente. Occorre colpire il sentimento delle persone per far si che le persone cambino. Solo se si riesce a colpire il sentimento allora si può sperare in un azione di conversione. Cosa non facile, ma è ciò che si deve tentare per far cambiare le persone.

In un prossimo post approfondiremo questo aspetto seguendo le teorie comportamentali di ultima generazione. Cercheremo di capire come è fatto l’uomo e come possiamo pensare di aiutarlo ad avvicinarlo al Vangelo. Tanto più che gli studi ultimi dimostrano l’assoluto desiderio dell’Uomo di ritrovare se stesso con una Spiritualità totalizzante. Chi meglio di Cristo potrebbe soddisfare questo desiderio nell’intimo dell’UOMO.

Pertanto spetta a noi Cristiani di Buona Volontà di applicare le ultime scoperte scientifiche al servizio della Evangelizzazione.

la Pastorale per i ragazzi in ricerca di sé

Postato il


La Pastorale richiede molta fantasia e creatività. Occorre porsi degli obiettivi chiari e specifici e cercare varie strade per tentare di raggiungere la meta. A me personalmente sta a cuore l’obiettivo più difficile oggi per la Chiesa, ovvero quello del dialogo con i giovani dai 18 ai 30 anni.

Quella è l’età delle prime scelte in autonomia, con la voglia dei ragazzi di trovare la propria strada, sia scegliende la giusta scuola sia il proprio ambito lavoro. Ecco io penso che a questi ragazzi, non ancora adulti, l’azione di dialogo delle nostre parrocchie sia assai scarso o nullo.

Non ho le statistiche sotto mano ma per esperienza personale, osservo che attorno alla Chiesa ci sono sempre i giovanissimi, under 14, o gli anziani over 50. Spero di sbagliarmi, mi procurerò dati aggiornati, ma in questo caso l’intuito mi dice che la Pastorale  parla poco e male a questo “target” di persone.

Ci si limita a parlare con loro solo  nel caso in cui  decidano di sposarsi ed allora si invitano a partecipare ai famigerati, e spesso sopportati corsi pre-matrimoniali. Poi ci si rivede al battesimo, se arrivano i figli.  Tutto qua e assolutamente insufficiente, direi.

Penso che occorre ideare soluzioni creative per parlare a queste persone in questa fascia di età, completamente abbandonate a loro stessi e al mondo che li circonda. Avvicinarle con incontri, e magari andarle a trovare nei luoghi di lavoro, o se non lo hanno confortarli per una più proficua ricerca.

Come sapete io sono molto sensibile ai coraggiosi che intraprendono e che desiderano aprirsi un proprio mercato. Ecco a questi perché non si offre un supporto religioso? E a coloro che soffrono per essere disoccupati, perché non li si incoraggi ad avvicinarsi alla Grazia di Dio senza disperare. Magari insegnando loro a utilizzare il tempo dell’attesa con altri impegni, magari in parrocchia, magari insieme a più parrocchie.

Io non ho notizie di pastorali per l’impresa micro, sul territori, non me ne vogliano gli amici dell’UCID, ma loro sono troppo, troppo. Io penso a chi apre un negozio di frutta, una paninoteca, una ludoteca, un giornalai, un riparatore di pc. Ecc. ecc.  A questa micro-imprenditorialità occorre portare il Vangelo prima di ogni altra cosa.

Insomma auspico una evangelizzazione mirata  che semini il Vangelo proprio nel periodo d’età più delicato di oggi, quello a cavallo tra la scuola e il lavoro e oltre. Oggi più che mai occorre pensare a questi ragazzi, veramente in balia di tutto. ABBIAM L’OBBLIGO DI  OffriRE loro una SPERANZA , offriamo loro un servizio di CARITA’  se necessario, offriamo loro la possibilità di cercare la bellezza della  FEDE.

Un lavoro pastorale lungo e faticoso ma che sono sicuro risulterebbe assai incisivo e nel lungo periodo porterebbe sicuri frutti per tutti.

 

comunicare il Vangelo per contagiare le persone necessità di umiltà comunicativa

Postato il


Evangelizzare ovvero offrire la Salvezza del Vangelo a tutti, si può con rispetto paragonare a come si diffonde un Virus tra i vari corpi umani. Non vogliamo essere irriverenti, ma solo sfruttare alcune tecniche derivate dal Marketing aziendale in modo da poter meglio realizzare lo scopo principale di ogni Cristiano.

Come sapete oltre a insegnare Religione, insegno anche Marketing ed effettuo consulenze alle imprese. E scrivo questi post per stimolare le persone di buona volontà a diffondere il messaggio cristiano magari utilizzando alcuni spunti di teoria aziendale che possono essere utili allo scopo.

In particolare ultimamente è sorta la economia comportamentale che studia le modalità attraverso le quali una idea o un prodotto contagia le persone e li fa agire di conseguenza. In particolare il Prof. Becker analizzando migliaio di casi si è stilata una sorta di classifica che ci fa capire in parte le dinamiche che rendono una idea o un prodotto contagioso, ovvero che viene adottato e preso da molti. (per approfondimenti tecnici :http://pandemiapolitica.com/2015/03/20/la-storia-contagiosa-contiene-tutti-i-contagi-66/)

Ecco chiediamoci: come rendere il VANGELO contagioso?
Già conosco la risposta di molti miei amici parroci tipo: il messaggio di per sé lo è! il Vangelo si diffonde tramite lo Spirito Santo! Le persone NON vogliono capire il Vangelo sono peccatori! ecc. ecc.

Si, d’accordo tutto vero, tuttavia visto che i cristiani colti già dal medio-evo, tipo i francescani e i domenicani, sono stati i primi a studiare e a creare la scienza umana, non vedo perché non si debba sfruttare gli studi della Comunicazione per poter aiutarci a contagiare quante più persone possibile, in particolare quelle maggiormente lontane da Noi, e penso ai giovani dai 15 ai 30 anni.

Il primo problema da affrontare quando si tenta il contagio è ovviamente il contatto. In pratica se non si arriva a contatto con chi dobbiamo evangelizzare penso sia difficile contagiarla se non impossibile.

Il contatto poi viene maggiormente impedito se mettiamo in funzione la “maledizione della comunicazione”.. Questa fa si che quando parliamo pensiamo che l’altro sappia ciò che sappiamo noi, e conosca e abbia studiato ciò che conosciamo e abbiamo studiato noi.

ERRORE GRAVISSIMO.

Tipico di noi Professori, ma anche di molti dirigenti e …. preti.

INVECE PER FAVORIRE IL CONTAGIO OCCORRE STABILIRE UN CONTATTO QUANTO MAI SEMPLICE
E
PARTIRE DAL FATTO CHE GLI ALTRI NON SANNO NULLA DI TUTTO Ciò CHE DICIAMO NOI.

Un vecchio slogan di chi insegna comunicazione recita: parlate come se l’altro sia “idiota” e Ripete, ripete, ripete.

Ecco già una ottima base di partenza. Semplicità e mettersi nei panni di chi ci ascolta come se fossimo NOI PRIMA DI SAPERE Ciò CHE SAPPIAMO.

In pratica esige un enorme sforzo di Umiltà comunicativa.

Tutto il contrario della Spocchia di coloro che pensano di evangelizzare parlando dall’alto della loro Sapienza.
e SE CI pensate bene, Le Parabole con le loro semplicità di esempi, anche se complesse a volte, non sono forse un tentativo di Gesù di far capire il suo messaggio e diffonderlo ai semplici?

Si ricomincia, come al solito.

Postato il Aggiornato il


Ci siamo. Si ricomincia. La pausa estiva è terminata, lentamente ma inesorabilmente si torna alle consuete attività.
Sia in Parrocchia che a Scuola che sul lavoro inizia il solito corso al quale siamo stati abituati ormai da anni.

Ora io svolgo la principale attività di Insegnate di Religione Cattolica, e part-time di catechista e poco di più.

In questi giorni ho avuto modo di conoscere i miei nuovi alunni delle prime superiori. Sconcertante e Disarmante!!!

TUTTI O QUASI CRESIMATI

TUTTI HANNO FREQUENTATO I CORSI DI CATECHISMO

TUTTAVIA

NULLA SANNO DI CRISTIANESIMO

Al massimo formulate insegnate a memoria che a mala pena sanno recitare.

Sinceramente scoraggiante. Anche a domande semplici semplici NON SANNO RISPONDERE.

Ma come si fa!!!!

Questa mia lamentela, questa mia critica vuole essere anche uno sprone a cercare di migliorare in mordo assoluto il CATECHISMO.

Non è più pensabile farlo con le vecchie rintronate o con giovani che non sanno!! Allora sinceramente MEGLIO CHE STIANO A CASA!!
Oppure come mi disse una Mamma, “sa per me il sabato è un sollievo che stia con voi così posso stare a pulire casa”.

Tipo parcheggio. Insomma. Nulla importava cosa insegnassimo ai piccoli. Ottimo.

Per non parlare poi anche di miei colleghi di alcune scuole superiori, che si sono ARRESI ai ragazzi, e non fanno nullo con loro e per loro.

Anche io spesso ci casco, soprattutto nel triennio. Mi impegnerò sempre più a insegnare barlumi di religione sempre più anche ai quinti, molto ma molto difficile ma occorre tentare.

GETTIAMO I SEMI , POI CHISSà QUANDO E QUANTO CRESCERANNO GLI ALBERI DELLA FEDE.

E’ il tempo di offrire la profondità sapienziale della nostra fede, non balli e canti orrendi e dolci immangiabili.

Altrimenti ripeto meglio non farli sti corsi di catechismo e si sporcano meno le sale parrocchiali.
Ah già dimenticavo, poi però il parroco con chi si Bea della sua bravura di aver riunito tanti piccoli?

Allora meglio farli i corsi, senza sale, così da accontentare tutti e poi la Grazia farà il suo corso.

Buon inizio d’anno a tutti.
E una preghiera di aiuto a tutti per fare il meglio per la evangelizzazione delle persone che ci sono affidate.

Pax et Bonum

A proposito di mafia e religione

Postato il Aggiornato il


Solito caso di connivenza tra la religione pagana e la mafia e si scatena subito sui giornali, specie i cosiddetti laicisti di come la Chiesa sia sempre connivente con il sistema mafioso.

E giù contumelie, improperi, e quant’altro.

Persino il compagno saviano ieri su repubblica a spiegarci il significato, le circostanze, la gravità, ecc. ecc.

Ma bravi si, ma come siete bravi, peccato che quello di cui andate cianciando non è la Chiesa, non è il cristianesimo, ma un semplice innesto di una pianta erbacea estranea tipo rampicante che si chiama paganesimo.

Combattuta da sempre dalla Chiesa, ma che evidentemente risulta assai difficile da estirpare. Si insinua nei gangli della Cristianità e sempre alcuni santi sono dovuti intervenir da par loro per rimettere le cose a posto, a far capire quanto la cialtroneria pagano sia semplice come inutile.

Che poi si voglia affermare che in molte parti d’Italia si professa una velata paganità rispetto a quelli che sono gli insegnamenti del magistero, vabbè possiamo e dobbiamo discutere. Ma almeno chiariamo i termini della questione. Quello che in alcune zone si scambia per Chiesa è paganesimo, spesso di tipo gnostico, allo stato puro.
Una religione molto …. umana e per nulla difficile da capire, anzi direi sempliciotta.

Difficile è invece il percorso del cammino cristiano e la sua comprensione della grazia nella remissione dei nostri peccati che prevede ben altri esempi e simboli i quali sono solo per una profonda conversione dell’uomo alla imitatio Christi.

Molto più facile star dietro a statue fatte camminare, o ceri che corrono, o rosari ripetuti cantilenando, o camminare coi piedi nudi su un monte ritenuto sacrificale (questo l’ho fatto pure io nà volta), altrettanto facile essere prescelti in modo nominale per essere i migliori, tipo togliatti, da umane menti.

Difficile è chieder e accettare il perdono, accettare l’umiliazione di farsi prossimo, di inginocchiarsi di fronte al proprio nemico che ti martoriazza.
Molto più semplice affermare: ci hanno scomunicato allora io non vado a messa. Difficile è accettare il monito di chi è preposto alla guida della Chiesa dalla Spirito Santo. Molto ma molto difficile.

Bene state a casa, significa che la conversione di grazia non è ancora arrivata. Come io da piccolo andavo a messa per le 5.000 lire per le giostre, di certo non mi faceva male, ma la conversione era di là da venire.

Pertanto risparmiateci cari commentatori le omelie di connivenza con la Chiesa, quelle sono le solite esaltazioni pagane che persistono sempre come rampicanti e che i cattolici tentano con il loro esempio e martirio di estirpare con l’aiuto della preghiera e l’invocazione a Maria e allo Spirito Santo.
Parliamo invece di come aiutare queste persone a ritrovare la strada della santità smarrita con l’aiuto di tutta l’assemblea grazie al Vangelo e attorno alla Eucarestia del Signore.

Orientamenti per Evangelizzare in Italia

Postato il


Sabato 29 aprile giorno della ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo.
La C.E.I. ha pubblicato un librino dal titolo: “Incontriamo Gesù”.
Sottotilo: Orientamenti per l’annuncio e e la catechesi in Italia.

Essendo io di nuovo catechista nella mia parrocchia a S. Norberto presso Fermo, mi hanno fatto dono di questo libriccino, molto gradito da me.
Si legge agevolmente, circa 100 punti che chiariscono e spronano a migliorare l’evangelizzazione in ogni dove, dalla Parrocchia alla Diocesi, dalla Famiglia ai luoghi di lavoro, dalla Scuola alla Strada.

Un testo che consiglio di consultare, specie chi ha responsabilità specifiche di evangelizzazione all’interno delle istituzioni, benché il testo afferma chiaramente come tutti coloro che si dichiarano cristiani, e dunque seguaci di Cristo, sono Martiri-Testimoni della loro fede e pertanto sono evangelizzatori.

L’aspetto che maggiormente mi ha colpito, a una prima pur veloce lettura, è la richiesta di integrare e rendere sempre più importante il servizio dei Laici all’interno delle strutture della Chiesa locale. In pratica i Laici secondo la C.E.I. devono essere sempre più coinvolti in ogni aspetto della missione evangelizzatrice.
Parole che riecheggiano l’EVANGELII GAUDIUM di Papa Francesco, il cui seme lo possiamo trovare molto lontano, non ultimo nel decreto del CVII Apostolicam Actuositatem tutta incentrata sulla missione dei laici nell’evangelizzazione.

Speriamo che a forza di ribadire tali concetti i cari amati presbiteri smettano di considerarsi portatori esclusivi del sacro, e si incamminino insieme a tutti i fedeli al servizio di Cristo e della Chiesa.

Inoltre la C.E.I. nelle prime pagine sprona a mettere in gioco la propria creatività, riconoscendo i vari tentativi fin qui fatti da molti testimoni, che devono però essere meditate e confrontate in modo da riuscire con il discernimento ad adottare le migliori azioni per portare l’evangelizzazione in ogni luogo.

Si perché è ora che la testimonianza di fede nella Salvezza di Cristo, sia espressa ovunque si viva. Anzi forse questo è l’aspetto più importante, il cristiano è tenuto a comportarsi seguendo Cristo ovunque, solo così facendo adempie il suo compito verso il fratello, specie se ultimo.

Se posso permettermi una piccola critica, dico che mi sembra un po’ carente e sottostimata la evangelizzazione sul luogo del lavoro e sulla figura dell’imprenditore cristiano.
Visto che è un testo che si rivolge agli italiani e dato che gli italiani sono un popolo di santi, poeti e … imprenditori, perché non approfondire una evangelizzazione specifica di aiuto e conforto a coloro che portano la dignità alle persone attraverso il lavoro.
Penso sarebbe stato importante proprio oggi stante la situazione economica, naturalmente è richiamata ma in modo troppo timido.

Scusate ma forse sono di parte.

Comunque leggetelo e fatelo leggere.

Ad Maiorem Dei Gloriam