virale

comunicare il Vangelo per contagiare le persone necessità di umiltà comunicativa

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Evangelizzare ovvero offrire la Salvezza del Vangelo a tutti, si può con rispetto paragonare a come si diffonde un Virus tra i vari corpi umani. Non vogliamo essere irriverenti, ma solo sfruttare alcune tecniche derivate dal Marketing aziendale in modo da poter meglio realizzare lo scopo principale di ogni Cristiano.

Come sapete oltre a insegnare Religione, insegno anche Marketing ed effettuo consulenze alle imprese. E scrivo questi post per stimolare le persone di buona volontà a diffondere il messaggio cristiano magari utilizzando alcuni spunti di teoria aziendale che possono essere utili allo scopo.

In particolare ultimamente è sorta la economia comportamentale che studia le modalità attraverso le quali una idea o un prodotto contagia le persone e li fa agire di conseguenza. In particolare il Prof. Becker analizzando migliaio di casi si è stilata una sorta di classifica che ci fa capire in parte le dinamiche che rendono una idea o un prodotto contagioso, ovvero che viene adottato e preso da molti. (per approfondimenti tecnici :http://pandemiapolitica.com/2015/03/20/la-storia-contagiosa-contiene-tutti-i-contagi-66/)

Ecco chiediamoci: come rendere il VANGELO contagioso?
Già conosco la risposta di molti miei amici parroci tipo: il messaggio di per sé lo è! il Vangelo si diffonde tramite lo Spirito Santo! Le persone NON vogliono capire il Vangelo sono peccatori! ecc. ecc.

Si, d’accordo tutto vero, tuttavia visto che i cristiani colti già dal medio-evo, tipo i francescani e i domenicani, sono stati i primi a studiare e a creare la scienza umana, non vedo perché non si debba sfruttare gli studi della Comunicazione per poter aiutarci a contagiare quante più persone possibile, in particolare quelle maggiormente lontane da Noi, e penso ai giovani dai 15 ai 30 anni.

Il primo problema da affrontare quando si tenta il contagio è ovviamente il contatto. In pratica se non si arriva a contatto con chi dobbiamo evangelizzare penso sia difficile contagiarla se non impossibile.

Il contatto poi viene maggiormente impedito se mettiamo in funzione la “maledizione della comunicazione”.. Questa fa si che quando parliamo pensiamo che l’altro sappia ciò che sappiamo noi, e conosca e abbia studiato ciò che conosciamo e abbiamo studiato noi.

ERRORE GRAVISSIMO.

Tipico di noi Professori, ma anche di molti dirigenti e …. preti.

INVECE PER FAVORIRE IL CONTAGIO OCCORRE STABILIRE UN CONTATTO QUANTO MAI SEMPLICE
E
PARTIRE DAL FATTO CHE GLI ALTRI NON SANNO NULLA DI TUTTO Ciò CHE DICIAMO NOI.

Un vecchio slogan di chi insegna comunicazione recita: parlate come se l’altro sia “idiota” e Ripete, ripete, ripete.

Ecco già una ottima base di partenza. Semplicità e mettersi nei panni di chi ci ascolta come se fossimo NOI PRIMA DI SAPERE Ciò CHE SAPPIAMO.

In pratica esige un enorme sforzo di Umiltà comunicativa.

Tutto il contrario della Spocchia di coloro che pensano di evangelizzare parlando dall’alto della loro Sapienza.
e SE CI pensate bene, Le Parabole con le loro semplicità di esempi, anche se complesse a volte, non sono forse un tentativo di Gesù di far capire il suo messaggio e diffonderlo ai semplici?

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Il contagioso brusio del Vangelo

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Prendo spunto dalle ultime due letture domenicali del Vangelo per una riflessione.

Marco 1,28 : La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Il Salvatore si è fatto conoscere a tutti attraverso due fatti eclatanti:
1- guarire gli ammalati
2- scacciare i demoni

Insomma due assolute enormità. Immaginiamo di essere a Cafarnao. La suocera di Pietro gravemente malata, improvvisamente guarisce e si mette a servire. Penso ad esempio che si sarà recata prendere l’acqua tra l’incredulità generale. Qualcuno avrà domandato lei cosa l’abbia fatta guarire e come e soprattutto chi.

Lei avrà risposto. Chi ha ascoltato magari ha familiari malati, corre a casa per portarli dal taumaturgo.
Idem per gli indemoniati esorcizzati.

Dice il Vangelo di Marco 1,29 ss : In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Insomma in poco tempo si fece conoscere, la voce si sparse velocemente grazie a questi due fenomeni, che possiamo chiamare Nudge, ovvero dei cunei per forzare la porta indurita delle persone e avvicinare tutti, infatti tutta la città (in senso lato, sappiamo che era un villaggio di non molte persone, però tutte in poco tempo furono raggiunte dalle voci) in poco tempo si accalca di fronte la porta.

La prossima domenica troviamo proprio un episodio illuminante sempre sullo stesso tema: Marco 1,40 ss

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Insomma il Brusio, buzz in inglese, è micidiale, permette di far conoscer fatti in brevissimo tempo. A patto che siano fatti che colpiscono le persone (come magari l’immagine che ho scelto, un pallone gigante che distrugge un palazzo).

Nel Marketing sono meccanismi molto ben conosciuti. Fatti che Innescano la viralità e permettono di diffondere un prodotto come se fosse un virus. Tanto più rapidamente quanto più il prodotto stesso mantiene le promesse.

Il Cristianesimo delle origini prese piede storicamente proprio per curare gli infermi tutti chiunque essi fossero a differenze di tutte le altre religioni che rimanevano sempre settarie ed elitarie. E si diffuse in maniera esponenziale in modo impressionante. E siccome ancora oggi il Vangelo risulta Veritiero oltre un miliardo si professano Cristiani.

Cosa ci può insegnare per la Pastorale questo. Di certo un miracolo aiuta a diffondere il messaggio evangelico.
Occorre ideare iniziative sorprendenti, che facciano parlare. Se riuscissimo a ideare iniziative tali da far parlare le persone, riusciremmo a lanciare un virus benevolo che porta con se i valori del Vangelo.
Occorre poi comunicare le iniziative in modo da lanciare il virus per scatenare un “buzz” positivo.
Fatti che colpiscono e che possano essere sorprendenti e da divulgare all’esterno
Spesso ci si limita a dirle a fine Messa, che a me disturba un bel po’.
Secondo me in Parrocchia ci dovrebbe essere un mini comitato di persone GIOVANI, incaricate di diffondere le iniziative che vengono portate avanti.

Occorre FAR CONOSCERE all’esterno della cerchia Parrocchiale, che bene o male lo viene a sapere.
Sono i molti che non sono vicini alla parrocchia che non conoscono ciò che fa la parrocchia.
Anche solo le iniziative per gli anziani e i poveri.
Gesù Stesso appena il villaggio era a conoscenza si fa portare da altri che non lo conoscono ancora. Non sta li a prendere elogi, ma continua a infettare le persone a portare il Vangelo.
Sceglie tra l’altro un modo semplice , guarire le persone, che colpisce.
Ecco penso che per la Pastorale sia Importante trovare modi semplici che infettino le persone e Iniziare a infettare del Vangelo tutti.

Qul

Effetto sensibilizzazione per la nuova evangelizzazione

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Tocca a me offrire post più pragmatici, rispetto a quelli del mio amico don Andrea. E allora assolvo con piacer il mio compito nella speranza di offrire stimoli e spunti di riflessione per tutte le persone di buona volontà che lavorano quotidianamente alla evangelizzazione.

Voglio presentarvi oggi i famosi studi sui comportamenti degli uomini per poter offrire dei pungoli (nudge in inglese ) gentili per far fare le scelte giuste alle persone, senza usare mezzi coercitivi, di norma controproducenti.

Parliamo qui dell’EFFETTO PRIMING, tradotto dell’effetto sensibilizzazione.
Iniziamo con un esempio:
In un ufficio c’era l’angolo del ristoro con varie bevande, dal caffè al the al latte, ecc. ecc. Il costo di ciò che si consumava era lasciato alla libera volontà delle persone. I soldi venivano riposti in una scatola detta “box dell’onestà”.
Affissi erano i prezzi consigliati per i prodotti consumati. Tuttavia di onestà non è che ce ne fosse molta, ( non era colpa degli italiani, poiché l’esperimento è stato svolto nel nord america).
Allora si è voluto sperimentare l’EFFETTO PRIMING, in italiano sensibilizzazione.
In pratica sopra il box dell’onestà furono apposti a turno varie immagine,tipo:
fiori, occhi che guardano, prati, occhi languiDI; piante , occhi severi, ecc. ecc.
Dopo circa un anno gli studiosi hanno tirato le conclusioni, in media quando vi erano apposti occhi, specie severi, nel box c’erano il triplo delle offerte, l’onestà trionfa se pensi che qualcuno ti possa …. spiare.
Inconsciamente le persone erano indotte a essere …oneste. Come se una parte del cervello si attiva solo se stimolato, e riflette che è meglio essere onesti, poiché esistono anche gli altri.

Centinaia di esperimenti confermano che noi tutti siamo influenzabili con effetti Priming che ci spingono a compiere meglio le nostre azioni senza minacce o coercizioni, semplicemente facciamo scattare un meccanismo psicologico dentro di noi che ci fa rifletter meglio su ciò che desideriamo fare. Senza lo stimolo, come se non ci pensiamo e tiriamo diritto.

Allora cari amici evangelizzatori, sfruttate l’effetto Priming, stimolate e sensibilizzate con immagini, ambienti stimolanti, parole pensate e tutte gli stimoli e sensibilizzazioni che possano indirizzare la bontà delle persone ad emergere e magari approfondite l’effetto priming per prendere spunti utili.
Altrimenti rimane soffocata dalla pigrizia dei cattivi comportamenti e sappiamo che ne saremo responsabili.
Si perché per l’umano è molto più economico e meno faticoso comportarsi male.
Siate creativi nel realizzare nudge (pungoli) che evangelizzano le persone.
Occorre stimolare in modo creativo e positivo.
Comportarsi costa fatica, ma se sensibilizzata allora la persona si converte facilmente.

grazie

Il cristianesimo perchè renderlo banale?

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Il cristianesimo è prima di tutto una esperienza di vita. Su questa esperienza che ti cambia il modo come vivi e come partecipi alla vita di tutti, “meta-noia”, si basano tutti gli scritti che ne seguono. Non siamo credenti grazie ai detti o agli scritti, ma lo siamo in quanto esperiti da una coinvolgimento profondo che ci ha cambiato, con la immodesta presunzione di offrire a tutti la possibilità di vivere la stessa esperienza salvifica.

Centro e fulcro di tutto è Gesù Cristo, un Dio che si è fatto uomo e che risorgendo dalla carne in una altra carne ci dà la possibilità di aderire a questa salvezza.

Vi sembra banale? NO NON è BANALE, è STRA-ORDINARIO è qualcosa di sconvolgente, mettere al centro della propria vita il vivere seguendo un Dio che si è fatto ammazzare dagli uomini per poi risorgere e salvarci. WOW, è fuori da tutti gli schemi “logici-razionali”.

Allora da uomo di Marketing mi chiedo?

PERCHE’ NOI CRISTIANI CHE ABBIAMO UN PRODOTTO STRA-ORDINARIO LO RENDIAMO BANALE?

Perchè banalizziamo in molti discorsi il ruolo centrale che ha nelle nostre vite tale straordinarietà salvifica?

Anche a me capita, quando mi chiamano per delle consulenze elencare alcuni aspetti del mio Curriculum, e di fare fatica a evidenziare il fatto che insegno Religione Cattolica. Penso che capiti a tutti noi, lasciamo nel segreto la cosa che ci rende stra-ordinari, mancando poi a un preciso incarico apostolico che lo stesso Cristo ci ha invitato a rispettare, quello di divulgare e diffondere la nostra Salvezza per la Salvezza di tutti.

D’altronde io per primo fui salvato da chi mi offrì tale salvezza, inaspettatemente e direi sorprendetemente.

Allora ho deciso che da oggi a ogni richiesta di Curriculum o di lettera di presentazione evidenzierò l’aspetto centrale del mio essere come parte centrale della mia vita.

Altrimenti tempo si possa cadere nel bieco gnosticismo, con i suoi fasulli segreti solo per iniziati. Il cristianesimo è esattamente opposto alle iniziazioni, è aperto a tutti e attraverso tutti e non è BANALE, seguendo semplici logiche razionali greche, ma è stra-ordinario va al di là della comprensione logico razionale.

Perchè la FEDE è VITA,

non LOGICA.

La vivi non La ragioni.

Chi si dichiara : cattolico NON PRATICANTE, è un ignorante oltre che un non Cattolico.

Papa Francesco interviene sul digitale

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UN BELLISSIMO ARTICOLO TRATTO da

interessantissimo.

il problema è sempre il solito.
A cascata riuscirà ad influenzare la base cattolica?
Scommettiamo che in Italia no?

«Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono» (1 Ts 5,21) – See more at: http://www.cyberteologia.it/2013/12/papa-francesco-annunciare-cristo-nellera-digitale/#sthash.R7We3JD5.dpuf

Papa Francesco: “Annunciare Cristo nell’era digitale”
Posted on 7 dicembre 2013
cq5dam.web.1280.1280Alle ore 11.30 del 7 dicembre, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, Papa Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici, che si è tenuta in questi giorni sul tema: “Annunciare Cristo nell’era digitale”. Ecco il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti:

Signori Cardinali, cari fratelli Vescovi e Sacerdoti, fratelli e sorelle!

È per me una gioia incontrare il Pontificio Consiglio per i Laici riunito in Assemblea plenaria. Come amava ricordare il beato Giovanni Paolo II, con il Concilio è “scoccata l’ora del laicato”, e ne danno conferma sempre di più gli abbondanti frutti apostolici. Ringrazio il Cardinale per le parole che mi ha rivolto.

Tra le iniziative recenti del Dicastero vorrei ricordare il Congresso Panafricano del settembre 2012, dedicato alla formazione del laicato in Africa; come pure il seminario di studio sul tema «Dio affida l’essere umano alla donna», nel venticinquesimo anniversario della Lettera Apostolica Mulieris dignitatem. E su questo punto dobbiamo approfondire di più. Nella crisi culturale del nostro tempo, la donna viene a trovarsi in prima linea nella battaglia per la salvaguardia dell’umano. E infine ringrazio con voi il Signore per la Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro: una vera festa della fede. E’ stata una vera festa. I cariocas erano felici e ci hanno fatto felici tutti. Il tema della Giornata: «Andate e fate discepoli tutti i popoli», ha messo in evidenza la dimensione missionaria della vita cristiana, l’esigenza di uscire verso quanti attendono l’acqua viva del Vangelo, verso i più poveri e gli esclusi. Abbiamo toccato con mano come la missione scaturisca dalla gioia contagiosa dell’incontro col Signore, che si trasforma in speranza per tutti.

Per questa Plenaria avete scelto un tema molto attuale: «Annunciare Cristo nell’era digitale». Si tratta di un campo privilegiato per l’azione dei giovani, per i quali la “rete” è, per così dire, connaturale. Internet è una realtà diffusa, complessa e in continua evoluzione, e il suo sviluppo ripropone la questione sempre attuale del rapporto tra la fede e la cultura. Già durante i primi secoli dell’era cristiana, la Chiesa volle misurarsi con la straordinaria eredità della cultura greca. Di fronte a filosofie di grande profondità e a un metodo educativo di eccezionale valore, intrisi però di elementi pagani, i Padri non si chiusero al confronto, né d’altra parte cedettero al compromesso con alcune idee in contrasto con la fede. Seppero invece riconoscere e assimilare i concetti più elevati, trasformandoli dall’interno alla luce della Parola di Dio. Attuarono quello che chiede san Paolo: «Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono» (1 Ts 5,21). Anche tra le opportunità e i pericoli della rete, occorre «vagliare ogni cosa», consapevoli che certamente troveremo monete false, illusioni pericolose e trappole da evitare. Ma, guidati dallo Spirito Santo, scopriremo anche preziose opportunità per condurre gli uomini al volto luminoso del Signore.

Tra le possibilità offerte dalla comunicazione digitale, la più importante riguarda l’annuncio del Vangelo. Certo non è sufficiente acquisire competenze tecnologiche, pur importanti. Si tratta anzitutto di incontrare donne e uomini reali, spesso feriti o smarriti, per offrire loro vere ragioni di speranza. L’annuncio richiede relazioni umane autentiche e dirette per sfociare in un incontro personale con il Signore. Pertanto internet non basta, la tecnologia non è sufficiente. Questo però non vuol dire che la presenza della Chiesa nella rete sia inutile; al contrario, è indispensabile essere presenti, sempre con stile evangelico, in quello che per tanti, specie giovani, è diventato una sorta di ambiente di vita, per risvegliare le domande insopprimibili del cuore sul senso dell’esistenza, e indicare la via che porta a Colui che è la risposta, la Misericordia divina fatta carne, il Signore Gesù.

Cari amici, la Chiesa è sempre in cammino, alla ricerca di nuove vie per l’annuncio del Vangelo. L’apporto e la testimonianza dei fedeli laici si dimostrano indispensabili ogni giorno di più. Affido pertanto il Pontificio Consiglio per i Laici alla premurosa e materna intercessione della Beata Vergine Maria, mentre di tutto cuore vi benedico. Grazie.

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Il marketing al servizio della pastorale

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Pochi giorni fa il preside della scuola superiore tecnica dove sono I.r.c. mi ha invitato
a partecipare ad una iniziativa a livello comunale.
In occasione dell’arrivo della statua ritraente Don Bosco, il comune
ha concesso ai salesiani locali di organizzare in piazza una sorta di manifestazione
per “catechizzare” gli studenti sulla figura di Don Giovanni Bosco, ed in particolare
sulla sua opera di evangelizzazione a favore dei giovani.
Infatti veniva spesso citato come il santo dei giovani.
Premesso che conosco assai poco e male la storia evangelizzatrice del Santo,
in più mio padre fu ai tempi allievo del collegio salesiano di Macerata,
e non ne parla un granchè bene, tuttavia mi preme sottolineare
come sono rimasto colpito da un fatto:
Oggi una evangelizzazione fatta così
SERVE A POCO O a nulla.

La classe che ho accompagnato era un primo, bravi ragazzi con i loro piccoli o grandi problemi
legati all’età o alle loro situazioni familiari.
Hanno assistito interdetti alle esibizioni “canore” dei ragazzi svoltesi sul palco, e per lo più rivolte
ai piccoli delle elementari.
Hanno apprezzato il panino offerto.
Poi la processione di circa 10 minuti, indi in chiesa per una breve preghiera e ….stop.
La settimana seguente a scuola nessuno di loro ricordava il motivo della uscita, nè hanno partecipato alle iniziative serali sulla figura del santo.
Insomma a che servono queste manifestazioni puerili?
Intrattenere una orda di piccoli delle elementari, serve a nulla, occorre parlare alle fasce di età più esposte e intrise di problemi, quella fascia cha va dai 15 ai 20 anni.
Occorre competenza, passione, coraggio di innovare i modi di parlare loro.
Essendo un professionale un modo potrebbe essere quello di mettere in pratica il loro saper fare al servizio della parrocchia, dell’oratorio.
Coinvolgerli con il FARE.
Basta con i Ban che non ho mai ben capito a chi piacciono.
Di sicuro ai miei alunni NO, ne al 99% dei loro coetani.
Siamo nel 2013 le competenze digitali dei ragazzi sono ampliate e illimitate,
perchè non sfruttarle?
Inoltre la maggior parte dei ragazzi che prosegue gli studi frequentano corsi liceali o tecnici industriali, credo hanno bisogno che si giunga a loro con proposte serie ed all’altezza dei loro studi e della loro intelligenza.
Sfidarli culturalmente, un ambiente parrocchiale stimolante, andando a cogliere nella diocesi quelle competenze che possono parlare alle persone nella loro totalità, o anche al di là dalla diocesi.
Il desiderio di qualcosa di alto è insito nei nostri giovani, deve solo essere stimolato a venir fuori,
solo così è possibile scatenare quello che nel Marketing si chiama viralità.
Ovvero come un virus si diffonde facilmente con il contatto, se si riescisse ad infettare alcuni ragazzi con le proposte giuste state certi che in poco tempo la pandemia si diffonde e giunge a infettare i molti.
Certo occorre un cambiamento totale e innovativo di fare evangelizzazione e comunicazione, e come tale soggetto a fallimento, tuttavia con la certezza che prima o poi solo intraprendendo strade rischiose con la forza dello Spirito Santo ad illuminare la via si possano cogliere i frutti nella vigna del Signore per il futuro della Chiesa.

Il Marketing pandemico per la pastorale

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“La speranza è la virtù dell’arduo ma possibile; ci invita a non gettare mai la spugna,
ma non in maniera velleitaria,
quanto piuttosto impegnandoci attivamente,
per realizzare qualcosa di reale e concreto. “

Papa Francesco

Il compito che mi sono prefisso è quello di offrire un contributo pratico e utile a tutti coloro
che lavorano nella Chiesa e per la Chiesa.
Mentre Andrea si occuperà mirabilmente di esporre argomenti pastorali specifici
in particolare sulla teologia e sulla comunicazione,
io invece desidero lanciare un argomento innovativo per la Chiesa :
IL MARKETING PASTORALE e Pandemico.
Il Marketing in Italia è pochissimo conosciuto e quasi mai praticato.
Spesso lo si confonde con la sola pubblicità o nel peggiore dei casi
con le truffe, infatti si legge spesso di prodotti scadenti etichettati come
di marketing.
TUTTAVIA NON è COSì
Il marketing è la possibilità di aprire e mantenere una domanda attraverso
la creatività di una offerta che crea la propria domanda, attraverso una pandemia
che si diffonde in modo inarrestabile.
In pratica grazie alla creatività di un prodotto stra-ordinario, ideato grazie a una Vision,
si riesce a creare un desiderio nelle persone che possono essere la domanda da soddisfare.
Molti esempi possono essere presi dalla vita di tutti i giorni, da un cartone animato, a il cappuccino
o dal caffè, alla coca-cola ecc. ecc.
Prima che questi prodotti fossero ideati e diffusi nessuno ne sentiva la mancanza.
Una volta immessi sul mercato e alla prova delle persone si sono ritagliate la loro domanda.
Prima della coca-cola impazzava l’orzata, il chinotto, la gassosa ecc. ecc. 50 anni dopo …
beh lo sapete.
Idem per il caffè, la colazione come la conosciamo oggi è recentissima, prima si faceva molto diversamente.
Allora dite voi cosa c’entra con la Pastorale?
C’ENTRA, C’ENTRA.
Il Marketing e le sue tecniche possono essere d’aiuto per rispondere alle esigenze della pastorale
per evangelizzare in modo più proficuo.
In particolare mi rivolgo a chi deve affrontare il tremendo abbandono da parte dei sedicenni, dei ventenni, ecc. ecc
della Chiesa.
Noi abbiamo un prodotto Stra-ordinario, in modo assoluto, abbiamo un compito di portarlo a tutti,
come se fosse un batterio che infetta, in modo positivo, le persone le quali a loro volta
si rendono portatori sani del virus che si estende a macchia d’olio.
Ecco il Marketing Pastorale deve altresì esser pandemico e virale in modo da
diffondere il Vangelo e l’incontro con Cristo.
Dobbiamo creare la nostra DOMANDA, istigarne il desiderio, adottare tutte le mosse che ci possono aiutare
ad allargare ampliare e sostenere questa domande.
Naturalmente utilizzare tutti i mezzi oggi concessi dal mondo moderno, senza paura e senza pre-clusioni.
Intanto di seguito inserisco il link del mio blog di Marketing
ove analizzo un esempio di Marketing Pastorale, involontario, dell’inizio dell’800.
la diffusione della conoscenza delle apparizioni di Lourdes
BUONA LETTURA

http://pandemiapolitica.wordpress.com/2013/07/23/marketing-religioso-breve-analisi-della-pandemia-pellegrinaggi-lourdes/